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Come Mare Aperto utilizza il 100% delle materie prime

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Gli scarti di lavorazione dell’industria conserviera del tonno superano le 450.000 tonnellate/anno. Da essi si possono ricavare prodotti di bellezza, pet food, ingredienti funzionali, farina e olio di pesce, come fa Mare Aperto

L’azienda genovese Mare Aperto, insieme alla casa madre Jealsa – uno dei principali produttori di conserve ittiche che lo scorso anno ha generato vendite pari a 667 milioni di euro – ha implementato un ecosistema di valorizzazione totale della materia prima utilizzata.

Rendere il settore più sostenibile significa anche andare oltre al concetto di sottoprodotto.” – spiega Carlos Blanco, Amministratore Delegato di Mare Aperto – “Dobbiamo fare tutto il possibile per valorizzare ciò che è di origine naturale: attraverso le aziende del nostro gruppo trasformiamo tutte le parti del pescato non destinate all’alimentazione umana in prodotti di alta qualità, destinati a diversi mercati come l’acquacoltura, l’alimentazione per animali o persino prodotti cosmetici.

Il percorso circolare

Mare Aperto fa parte di un vero e proprio sistema di economia circolare, creato dalla casa madre Jealsa già dai tempi della sua fondazione, circa 60 anni fa. Grazie ad esso, che è ancora oggi uno dei punti fondamentali del programma di Responsabilità Sociale “We Sea”, è in grado di sfruttare il 100% della materia prima utilizzata, grazie a tecnologie di biovalorizzazione marina ed estrazione selettiva.

La biovalorizzazione permette di convertire la materia prima non usata per il tonno in scatola in nuovi prodotti. “Il processo inizia con l’identificazione e la selezione delle singole parti del tonno – spiega l’A.D. di Mare Aperto – Queste vengono sottoposte ad analisi per identificare le potenzialità e, a seconda delle loro caratteristiche o principi attivi, vengono lavorate attraverso processi di estrazione e concentrazione, in modo tale che ogni elemento abbia un’applicazione specifica.

Diverse sono le tecnologie che permettono agli scarti di tonno di diventare prodotti cosmetici, oppure nutraceutici (sostanze che supportano il benessere, come complementi alimentari funzionali), ma tutte sono accomunate da un unico criterio: “Il rispetto per il prodotto e per l’ambiente accompagna tutte le fasi del nostro sistema di economia circolare.

In tal modo, quasi la metà della materia prima si utilizza per i prodotti destinati all’alimentazione umana, commercializzati in Italia da Mare Aperto, e al pet food, attraverso l’azienda Pet Select.

Circa un terzo del totale viene trasformato, invece, in farina e olio di pesce destinati al settore dell’acquacoltura e industrie affini.

Infine, il restante 20% viene utilizzato dal settore farmaceutico e cosmetico. Gli scarti del tonno sono, infatti, ricchi di molecole attive, come Omega 3 e collagene, i quali trovano impiego nella cosmesi, nella farmaceutica e nell’alimentazione funzionale, permettendo un uso razionale e totale delle risorse marine.

L’importanza della sostenibilità e dell’innovazione

Il 2020 ha segnato un ulteriore passo in avanti per Mare Aperto che, grazie ad un nuovo posizionamento, mira a creare valore intorno alla marca e ad aumentare la penetrazione nel mercato italiano. L’azienda nata nel 2015 si era già fortemente consolidata, avendo registrato negli ultimi anni un tasso di crescita medio del 19,1%, che le ha permesso di chiudere il 2019 con un fatturato di quasi 70 milioni di euro.

E’ green la strada scelta da Mare Aperto per far crescere il proprio brand e per soddisfare le richieste di un consumatore sempre più attento ed esigente. “C’è un numero crescente di consumatori che richiede un maggior impegno verso la sostenibilità da parte dell’industria.” E’ quanto dichiarato da Carlos Blanco, Amministratore Delegato di Mare Aperto. “Mare Aperto ha sviluppato un’offerta che risponde perfettamente alle nuove richieste di questi consumatori sempre più responsabili.

Tutto ciò grazie all’applicazione delle 5 linee d’azione contenute nel programma “We Sea”, che  comprendono tutti gli ambiti della sostenibilità: la pesca e l’acquisto responsabile delle materie prime; una politica di massima attenzione alla qualità e alla sicurezza; l’utilizzo di energie rinnovabili e l’impegno concreto verso la protezione dell’ambiente; la responsabilità sociale d’impresa e l’economia circolare.

Gli obiettivi raggiunti

L’azienda ha già raggiunto il livello “Zero Waste” per il tonno ed è in corso la certificazione “Zero Waste” per le altre materie prime che vengono utilizzate. Inoltre, tramite la capogruppo Jealsa, Mare Aperto dispone di parchi eolici propri (in Spagna e Cile) e partecipati, grazie ai quali si è ottenuto l’obiettivo “carbon neutral” nei siti produttivi.

Mare Aperto, inoltre, si posiziona come il marchio italiano leader nella sostenibilità: tutti i prodotti hanno un certificato di pesca sostenibile, Friend of the Sea o MSC (Marine Stewardship Council). La gamma include anche referenze di tonno pescato a canna.

Ed infine il packaging, già unico sul mercato per l’utilizzo su tutta la gamma del sistema di apertura facilitata “easy peel”, ora si veste di un approccio “clean label”, che significa trasparenza in ogni dettaglio informativo, tanto che gli ingredienti dal retro vengono portati sul fronte della confezione. Il cartoncino di tutti i cluster è, anche, certificato FSC, dunque proveniente da foreste gestite responsabilmente.

Per tutti questi motivi, Mare Aperto può davvero dire di essere “buono col mare”, come recita il nuovo pay off.

CDP, ICCREA e MIPAAF rilanciano la filiera della produzione cerealicola

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Il progetto, denominato “Grano Armando – Zero Residui”, ha un valore totale di oltre 27 milioni di euro.

Cassa Depositi e Prestiti e il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, con Iccrea BancaImpresa come banca autorizzata del progetto e banca finanziatrice e altre 5 Banche di Credito Cooperativo del Gruppo, hanno finalizzato un nuovo contratto di filiera del IV Bando dei Contratti di Filiera e di Distretto previsto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF).

A beneficiare di questi finanziamenti sono le oltre 40 aziende della filiera “Grano Armando”, dislocate tra Campania, Abruzzo, Basilicata e Puglia. Queste aziende hanno scelto di allinearsi ad un modello di filiera caratterizzato da una specializzazione tra le funzioni base di produzione, stoccaggio, trasformazione, e commercializzazione volto a massimizzare gli obiettivi di sviluppo che si sono prefissati.

Gli obiettivi del progetto

I principali obiettivi del progetto riguardano il miglioramento del livello di competitività e la sostenibilità economica dei produttori agricoli di base, l’ammodernamento dei fattori di produzione della filiera, la maggior qualità e tracciabilità del prodotto finale ed una reale sostenibilità ambientale.

Al riguardo, sono previsti inoltre interventi mirati e finalizzati all’innovazione di processo e di prodotto, all’implementazione e al miglioramento delle attività di conservazione e stoccaggio e al rafforzamento dei legami in rete delle aziende agricole coinvolte. Il fine ultimo del contratto di filiera è la produzione, distribuzione e commercializzazione di una pasta di grano duro a “zero residui” di agro-farmaci, cioè un residuo inferiore alla soglia di 0,00001 g (zero tecnico).

Che cosa hanno detto le imprese promotrici del progetto 

Prosegue l’impegno di Iccrea BancaImpresa nell’ambito dei contratti di filiera – commenta Carlo Napoleoni, Direttore Generale di Iccrea BancaImpresa – dove, anche in questa occasione, abbiamo dato il nostro contributo allo sviluppo di un settore strategico e di profondo interesse. Con questa operazione vogliamo essere a sostegno di un prodotto che rappresenta un’eccellenza italiana, anche verso mercati internazionali, e allo stesso tempo rispetta dinamiche legate alla sostenibilità ambientale”.

Riteniamo fondamentale sostenere le filiere del nostro Paese, in particolare nel settore agroalimentare, per continuare ad accompagnare la crescita delle eccellenze del Made in Italy nel mondo – ha dichiarato Paolo  Calcagnini, vicedirettore Generale e Chief Business Officer di CDP – Con questa operazione confermiamo la nostra vicinanza al territorio e a quelle imprese che stanno dimostrando grande capacità di coniugare sostenibilità e tradizione, due leve fondamentali per proiettarsi con successo verso il futuro”.

La firma di questo accordo con il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e con Cassa Depositi e Prestiti è un motivo in più di orgoglio per la nostra azienda, nell’anno in cui celebriamo i 10 anni dalla nascita della nostra filiera di grano duro – afferma Marco De Matteis, Amministratore Delegato di De Matteis Agroalimentare Spa – L’unicità della Filiera Armando, basata su un contratto diretto tra le aziende agricole che ne fanno parte e il nostro pastificio, ci ha permesso negli anni di generare valore per il territorio, attraverso la produzione di una materia prima di altissima qualità. Un’ambizione che ci ha permesso di arrivare oggi a immettere sul mercato una pasta eccellente e anche priva di residui di pesticidi”.

Food trend: cosa mangeremo (e dove) nel 2021

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Le previsioni sul food trend 2020 sono state completamente stravolte dalla pandemia e l’anno appena passato ci lascia in eredità una serie di nuovi comportamenti di consumo e un nuovo stile alimentare, ma anche di offerta ristorativa. La scommessa di questo nuovo anno sarà capire e prevedere quali saranno quei comportamenti destinati a diventare delle abitudini radicate su cui continuare a investire.

L’eredità del 2020

Durante quest’anno la maggior parte dei consumi sono stati casalinghi, supportati da delivery, asporto e e-commerce per la spesa on line. Ristoratori e aziende sono stati aiutati da una presenza web costante, maggior dialogo con i clienti, menu digitali e piattaforme per il delivery. Tecnologie e digitalizzazione che hanno aiutato la ridefinizione e la gestione dell’offerta, garantendo in parte la sopravvivenza di molte attività e con cui le persone hanno cominciato a prendere confidenza. Dal punto di vista alimentare il ritorno del “fatto in casa” ha portato alla riscoperta di un’alimentazione più salutare, prima dimenticata a causa dei ritmi frenetici, di un carrello della spesa più ragionato sia dal punto di vista del prezzo che della qualità. Il profilo del consumatore di oggi, ridefinito dal Covid-19, è un consumatore attento a ciò che compra, orientato verso prodotti biologici, sani, da comprare direttamente dal contadino, e soprattutto con un approccio anti-spreco e più sostenibile.

Inoltre le restrizioni anti-virus hanno limitato gli spostamenti e favorito gli acquisti “sotto casa”, prediligendo le botteghe alla grande distribuzione e i produttori locali. Abitudine che si è diffusa in oltre il 60% della popolazione e che sembra rimanere un punto saldo per il 2021.

I trend della ristorazione nel 2021

Cosa succederà nel 2021? C’è tanta voglia di tornare alla normalità e in parte alle abitudini di consumo pre-covid. Se molti durante un intero anno di smart working hanno mangiato a casa, non appena sarà possibile tornare in ufficio con regolarità il 36% degli intervistati di un sondaggio condotto da The Fork dichiara che riprenderà a mangiare fuori in pausa pranzo e a cucinare meno se non saranno più obbligati e un’alta percentuale rimane propensa agli spazi esterni.

Leggi l’Almanacco gastronomico di gennaio

Sicuramente c’è tanta voglia di tornare al ristorante, che rappresenta un momento di pura convivialità e spensieratezza, di trovare la coccola del servizio a cui si è dovuto rinunciare, la ricetta creativa o la versione gourmet, spesso soppiantata in questi mesi dalla cucina più tipica e tradizionale. Socialità e servizio al tavolo, infatti, sono due degli elementi di cui si avverte maggiore mancanza.

Negli ultimi mesi del 2020 abbiamo assistito a una ennesima riformulazione dell’offerta. Se le prime risposte ai primi dpcm sono stati delivery e asporto, da ottobre in poi le restrizioni di orario hanno portato ristoranti, bar, bistrot a un’offerta di tipo all day long, dalla colazione all’aperitivo. Offerta che ha creato anche una domanda, ma soprattutto portato nuove forme e orari di consumo, a cui si prevede non sarà facile rinunciare.

Ecco che la ristorazione del 2021 vede profilarsi due trend, meglio definirli due must da cui è impossibile prescindere in questo momento: più digitalizzazione (pagamento contactless, prenotazioni online, registro elettronico, menu e carte dei vini digitali, soluzioni per delivery e asporto, gift card)  e un’offerta completa capace di coprire più fasce di pubblico e orari diversi, quindi non solo i “classici” pranzo e cena. Ancora una volta la ristorazione si ridisegna sugli interessi, i desideri e le abitudini di una “nuova clientela” che nella maggior parte dei casi si è adattata perfettamente alle soluzioni proposte con il problema lockdown e restrizioni varie.

Food trend, cosa mangeremo nel 2021

L’alimentazione del 2021 sarà una logica conseguenza dei frutti dell’anno appena trascorso. La quarantena obbligatoria ha portato molte persone ad aumentare il proprio peso e a cucinare a casa di tutto di più, non dimentichiamo l’assalto a farine e lieviti, la produzione di lievito madre a casa, i pani e le pizze sfornate.

Da queste tendenze ne deriveranno altre quali un’alimentazione più salutare ed equilibrata, maggiormente ricca di frutta e verdura, meno calorica e più salubre. Una tendenza che sfocia anche in un’attenzione maggiore verso il cibo biologico, a basso impatto ambientale e più sostenibile per la salute dell’uomo e del pianeta, con filiere più corte e un cucina che predilige il riciclo. E i superfood? Sì, ci sono, ma integrati, ovvero si tenderà a scegliere alimenti che contengono già per natura antiossidanti, vitamine e proprietà nutritive da super eroe.

Dopo mesi di impasti di ogni genere abbiamo riscoperto una serie di vecchie ricette della tradizione e a base di prodotti locali, con una predilezione verso farine integrali e di grani antichi, a volte quasi dimenticati e ritornati in vita, e verso i legumi. Il 2021 pare sia l’anno dei ceci e dei derivati: versatili, ricchi di nutrienti, privi di allergeni e poco costosi .

Il mondo vegetale ha il suo fascino e sono molte le aziende che si stanno adattando con le loro proposte. Si conferma, infatti, il boom dei prodotti vegan a imitazione della carne animale e dopo Beyond Burger anche altri brand più conosciuti e distribuiti nei supermercati si sono lanciati nella produzione di burger e polpette. Sì a snack vegetali e anche all’utilizzo di oli differenti, derivanti da semi di zucca o di canapa.

Mantiene un posto alto in classifica anche il consumo di vino sia fuori che a casa, complici i tanti shop on line e servizi di consegna a domicilio di distributori e degli stessi produttori che hanno permesso ai tanti  “winelover” di avere sempre una cantina fornita.

Trova più spazio e importanza riconosciuta la colazione sia a casa che fuori, riscoperta con la pandemia e arricchita di dolci e lievitati fatti in casa, frullati, smoothy e tengono testa anche le versioni salate e i brunch.

Food trend 2021, cibi e bevande in arrivo dall’estero

Ogni anno l’osservatorio italiano di TuttoFood ha il compito di fotografare la diffusione di nuovi prodotti dell’industria alimentare. Vediamo allora quali sono le novità in lista secondo uno studio condotto tra social e sondaggi. In cima c’è il caffè spalmabile o butter coffee, una crema in barattolo dal sapore concentrato. Seguono le uova vegetali surgelate, che sta conquistando la popolazione americana, e i formaggi non formaggi, che vengono prodotti da un processo di fermentazione vegetale.

Dal lato beverage all’estero si comincia a consumare birra ottenuta dalla fermentazione di semi di avocado, con aggiunta di semi di sidro di mele, in Italia diversi birrifici si stanno dedicando alla birra ottenuta dagli scarti del pane. Altra abitudine di consumo che nel 2020 ha stuzzicato la curiosità degli italiani sono i drink analcolici, già nei trend dei mesi passati, ora dopo un primo apprezzamento si ripropongono per diventare una buona abitudine di oltre la metà dei consumatori di cocktail.

Sugli scaffali del supermercato compare il kombucha, bevanda leggermente frizzante ottenuta dalla fermentazione del tè zuccherato, è destinato a diventare sempre più “cool” in tutte le sue varianti sul tema.

Trasparenza, il trend 2021 per le aziende

Il filo conduttore nell’intera catena produttiva sarà la trasparenza. L’Innova Consumer Survey 2020 ha infatti dimostrato da un’intervista condotta che 6 persone su 10 sono interessate a ricevere informazioni dettagliate sulla provenienza del cibo che portano in tavola. Questo implica più chiarezza, maggiore divulgazione e informazione da parte delle aziende, che non si traduce solo con un content marketing più qualificato, ma in una rivoluzione necessaria sul piano delle etichette. Etichette più pulite, con dati completi, facili da interpretare e che propongono didascalie di senso compiuto e meno sequenze numeriche, con più chiarezza sulla data di scadenza per evitare sprechi alimentari. Non meno importanti imballaggi e packaging sostenibili, compostabili o riciclabili sempre in un’ottica di maggiore attenzione al benessere umano e del pianeta.

“Roma e Lazio”, la Guida dell’Arte presentata da La Repubblica

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È in edicola l’ultimo capitolo delle preziose guide firmate dal quotidiano, un regalo utile dedicato all’arte per ricominciare a vivere nel segno della bellezza

Era il pezzo del puzzle che mancava, l’ultimo capitolo de Le Guide di Repubblica dedicato ai percorsi artistici più importanti della Regione Lazio e di Roma, suo caposaldo culturale. Un volume che chiude le guide pubblicate nel 2020 con un prezioso viaggio che condurrà i lettori attraverso passeggiate inedite, alla scoperta di luoghi immortali, custodi di un sapere e una bellezza senza tempo ne precedenti. Dalle periferie alle gallerie del centro, dai musei agli atelier. Nelle parole dei Racconti d’Autore, sezione ad opera di scrittori come: Erri De Luca, Melania Mazzucco, Fulvio Abbate, Giulia Carcasi, Ascanio Celestini, Marco Lodoli, Antonio Pascale, Aurelio Picca, Laura Pugno e Nadia Terranova, si celano gli aneddoti di luoghi pregni di storia, dove si respira arte e si apprende una cultura che non vedrà mai il tramonto.

Leggi la Guida sui Mercati di Roma

Le Passeggiate dell’Arte

Dopo aver fatto il pieno di storia, seguono 120 pagine che costituiscono le Passeggiate dell’Arte. Un vero e proprio libro nel libro, un approfondimento mai visto prima in una Guida, tra rioni, quartieri e fino alle periferie, le passeggiate raccontano i tanti musei, le gallerie e le fondazioni della città. Ad arricchirle ulteriormente ci sono i box di approfondimento su ognuna delle principali istituzioni dell’arte, a firma di direttori e curatori. Le interviste coinvolgono oltre 70 artisti che, idealmente, aprono le porte dei loro studi, da Mimmo Paladino a Piero Pizzi Cannella. Infine, focus ulteriori danno conto del panorama degli istituti di cultura e delle ambasciate che operano nell’ambito artistico.

La sezione enogastronomica

Il volume inoltre, che da anni si rinnova completamente ad ogni edizione, non rinuncia alla sua vocazione enogastronomica, grazie a centinaia di nuovi indirizzi del gusto segnalati e un totale di 1014 ristoranti, 100 pizzerie e 176 botteghe del gusto e indirizzi di street food, in tutti i quartieri di Roma e nelle cinque province del Lazio, dal Pontino alla Tuscia, dai Castelli Romani alla Sabina fino alla Ciociaria, territori a cui sono dedicate anche altrettante passeggiate dell’arte. Completano il volume, la sezione delle Dimore di Charme, con 123 strutture segnalate, tra hotel, b&b e relais; e dei Produttori di Vino, esplorati per la prima volta approfondendo le peculiarità di ciascun terroir laziale.

Le parole di Giuseppe Cerasa

«Ci vuole coraggio. Prendere una Guida come la nostra e declinarla seguendo le mille strade che portano nei musei, nelle gallerie, negli studi degli artisti […] Ci vuole coraggio perché è un progetto editoriale che nessuno aveva mai tentato e realizzato», spiega il direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa, nella sua introduzione al volume. «L’impronta contemporanea ispira l’intero percorso proposto da questa guida, che invita il lettore a scoprire i protagonisti dell’arte a Roma […] Ogni viaggio, se ben vissuto, deve poterci cambiare. E chi affronterà una di queste passeggiate, sia esso un romano che decide di dedicare il proprio tempo alla scoperta di una parte a lui poco nota della città, sia esso qualcuno venuto da fuori per ammirare la sua bellezza, ne uscirà cambiato», scrive Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, nella sua presentazione alla Guida. Mentre Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, aggiunge: «Questa bella pubblicazione, anno dopo anno, è diventata sempre più una vetrina di grande prestigio e autorevolezza per una regione che ha davvero tanto da offrire».

Per saperne di più: https://www.facebook.com/leguiderepubblica/

L’importanza della blockchain nel settore agroalimentare

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La tecnologia blockchain ha visto raddoppiare il suo utilizzo a livello mondiale in questo campo tra il 2017 ed il 2018, soprattutto per la food safety e la food sustainability.

Avere la certezza della provenienza del cibo e possibilmente conoscerne il livello di sicurezza, in termini sanitari, sono delle esigenze che stanno crescendo tra i consumatori, anche alla luce dell’attuale pandemia di Covid-19.

La tecnologia Blockchain è fondamentale sia nel dare risposte ai consumatori, sia nel tracciare il percorso dei cibi (dagli alimenti originari alle sostanze chimiche impiegate nella loro lavorazione), dal produttore al consumatore, passando per la distribuzione.

L’ESA (European Space Agency) sceglie una Pmi italiana per l’agricoltura sostenibile

Una piattaforma online che acquisisce ed elabora immagini dai satelliti per fornire agli agricoltori dati, tracciati e certificati con tecnologia blockchain, dai quali trarre indicazioni precise sull’utilizzo di acqua e fertilizzanti per i loro terreni. Combattendo così lo spreco di risorse idriche e generando un ciclo virtuoso che può arrivare ad abbattere considerevolmente le emissioni di Co2.

Questo l’obiettivo del progetto “SmartAgrisat”, sviluppato dall’azienda hi-tech EZ Lab, unica realtà in Italia ad aver vinto il bando “Aspire with ESA” lanciato nei mesi scorsi dall’Agenzia Spaziale Europea, al quale hanno partecipato 80 aziende a livello continentale.

Un progetto che ha convinto ESA grazie al know-how dell’azienda innovativa padovana, tra le prime ad aver applicato con successo la tecnologia blockchain all’economia reale, prima nel settore agrifood, e di recente in altri ambiti come medicale, real estate, tessile ed energia. EZ Lab approda ora, per la prima volta, al settore Space Tech, industria emergente e vera e propria nuova frontiera dell’innovazione, con un progetto sul “precision farming”, l’agricoltura di precisione.

Come funziona SmartAgrisat

Il progetto SmartAgrisat parte dall’utilizzo delle fotografie messe a disposizione da satelliti come il Sentinel2, che producono immagini ad altissima risoluzione. Attraverso la raccolta e l’analisi automatica delle immagini multispettrali degli appezzamenti agricoli, che registrano nelle bande dell’infrarosso la luce riflessa dalla vegetazione, la piattaforma realizzata da EZ Lab rielabora mappe dettagliate sullo stato vegetativo delle piante, sulle loro necessità fisiologiche, sull’umidità del suolo e sulle aree soggette a stress idrici.

Da queste mappe, calibrate in base al tipo di coltura e al tipo di suolo presente, si ricavano piani che indicano le dosi variabili di fertilizzanti, prodotti fitosanitari, acqua, da somministrare in base alla zona da trattare. Questi dati vengono poi inviati ai singoli agricoltori attraverso connessioni veloci (anche in 5G) e sicure, garantite dalla tecnologia blockchain, integrata nella piattaforma. Dati che sono inoltre compatibili con i computer di bordo dei trattori a guida semiautomatica e con sistemi di irrigazione automatizzata capaci di variare il volume di distribuzione e la quantità di prodotto erogato in campo.

Che cosa hanno detto ESA ed EZ LAb

Un grande onore per noi essere stati scelti da ESA tra i quattro progetti approvati e finanziati, unici in Italia tra gli 80 provenienti da tutta Europa – afferma Massimo Morbiato, Ceo e fondatore di EZ Lab -. Con questo progetto, grazie al nostro know-how nella blockchain e all’esperienza maturata dal nostro partner Archetipo nella telerilevazione, intendiamo entrare anche nel settore Space Technology, un mercato in rapidissima crescita. Automatizzare i processi decisionali degli imprenditori agricoli aiuterà a migliorare la qualità dei loro prodotti e ad abbattere l’uso di pesticidi e lo spreco di acqua – aggiunge Morbiato – Unendo blockchain, precision farming e tecnologie spaziali contribuiamo cosÏ agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.

In questo progetto abbiamo riconosciuto la capacità di perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030, che sono alla base dei requisiti richiesti dal nostro bando” spiega Gonzalo Martin De Mercado, project manager del settore Business Development di ESA. “L’utilizzo della tecnologia blockchain applicata alle colture agricole può produrre effetti benefici in linea con i Sustainable Development Goals: in particolare nel campo della produzione alimentare sostenibile, della preservazione delle risorse idriche del pianeta, della riduzione dell’uso di sostanze chimiche”.

Mercati di Roma in tasca con le Guide di Repubblica

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In edicola “Mercati di Roma”, la nuova pubblicazione de Le Guide di Repubblica, un volume-viaggio alla scoperta dei banchi migliori della Città Eterna

Il mercato è da sempre l’espressione più intima di ogni città. Un percorso di odori e colori che in ogni parte del mondo cambiano con le sfumature del tempo e del luogo, regalando agli avventori esperienze sensoriali senza paragoni. A quei luoghi in cui sono racchiusi i saperi e i sapori più intensi della tradizione è dedicato il volume “Mercati di Roma”, nuovo capitolo delle Guide di Repubblica che, attraverso 599 banchi in oltre 300 pagine, racconta i mercati rionali della città, da sempre protagonisti della cultura enogastronomica capitolina.

In edicola dal 23 novembre 2020, così come nelle librerie e nei maggiori digital store, il volume esplora i banchi dalle periferie, fino al centro di Roma. Un percorso che tocca posti come Piazza San Cosimato, Campo de’ Fiori, Trionfale, Ostia, passando per Esquilino, Pigneto, Testaccio e Monteverde, centri nevralgici di genuinità e freschezza, in cui si ritrovano le eccellenze del mare e della terra, fino alle neonate proposte di street food e gastropescherie che, con il loro arrivo, hanno ampliato le piazze del gusto.

Gli itinerari

Le “Passeggiate al Mercato”, sono l’apposita sezione che dona al volume ancor più prestigio, grazie alle testimonianze inedite di personaggi del mondo della gastronomia, dello sport, dello spettacolo e della cultura. Ricky Tognazzi, Mariolina Venezia, Ascanio Celestini, Nadia Terranova, Luca Ward, Iaia Forte, sono oltre cinquanta le illustri tracce che si aggiungono ai ricordi di chef stellati, come Anthony Genovese, Francesco Apreda, Iside De Cesare e Daniele Usai. La guida è realizzata in collaborazione con Centro Agroalimentare Roma e si arricchisce di un ricettario in cui sono raccolti i segreti di decine di banchisti che documentano piatti della tradizione romana, dalla minestra broccoli e arzilla agli gnocchi, dal bollito alla picchiapò, ai bignè di San Giuseppe. un vero e proprio ricettario composto da 37 piatti, alternati da articoli che, per ognuna delle tipologie merceologiche principali (pesce, ortofrutta, carne) guidano i lettori verso un consumo consapevole, consigliando i prodotti di stagione per riconoscerne la freschezza e la qualità.

Le parole dei protagonisti

«Questa Guida ai mercati rionali di Roma vuol cercare di gettare un raggio di luce tra i cunicoli, gli angoli e i variopinti e incredibili passaggi di un lungo viaggio che comincia di notte e all’alba nelle campagne e tra i mari d’Italia e del mondo e attraverso alcuni lunghi passaggi arriva tra gli stand di quello che è il più grande centro agroalimentare del Paese, il CAR, con i suoi radar legati alla qualità. E poi sui banchi dei mercati rionali, frequentati ogni giorno da decine di migliaia di romani accecati dai colori e dalle piramidi di prodotti, storditi dagli odori, confusi dal concerto di voci e di volti», racconta Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, nella sua introduzione al volume.

«Ben venga questa guida ai mercati di Roma, raccontati per quello che sono: un driver economico strategico per la città e l’intera filiera», aggiunge Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nella sua toccante presentazione della Guida.

«I mercati rionali – commenta Fabio Massimo Pallottini, direttore generale di CAR – sono i nostri preziosi stakeholder. I prodotti freschi e freschissimi che giungono quotidianamente al CAR vanno, grazie agli operatori dei mercati, a riempire i banchi, le frutterie e pescherie della città garantendo così reperibilità, qualità e freschezza. È importante il rapporto di fiducia che intercorre tra acquirente e rivenditore, perché si traduce in un indubbio vantaggio per il consumatore finale che può scegliere il miglior prodotto nel rapporto qualità/prezzo. Per questo l’idea di realizzare una Guida dei Mercati di Roma ci ha da subito entusiasmati ed è stato un vero onore offrire il nostro contributo a far riscoprire il fascino troppo spesso dimenticato di questi luoghi storici e pieni di vita». Ad aprire il volume inoltre, un lungo ed appassionato racconto inedito dello scrittore Antonio Pascale, che si è lasciato ispirare dalla propria emozionante esperienza di visita al CAR.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/leguiderepubblica

 

Innovazione in agricoltura per lo sviluppo sostenibile

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Santa Chiara Lab – Università di Siena e Fondazione Monte dei Paschi di Siena, hanno danno vita a Siena Food Lab (SFL), il progetto di trasferimento tecnologico che affianca le aziende nel percorso di adozione delle innovazioni in agricoltura per lo sviluppo sostenibile.

Dal 9 dicembre fino al 18 gennaio sarà on-line il bando per il reclutamento delle prime 20 aziende agricole del settore vitivinicolo del territorio senese interessate a svolgere un percorso di avvicinamento o di evoluzione delle tecniche dell’agricoltura di precisione e un percorso di formazione sulle soft skills per gli imprenditori agricoli. Successivamente, nei prossimi mesi saranno pubblicati anche i bandi destinati ai settori olivicolo e cerealicolo.

Uso di tecniche innovative

Aiutare le aziende agricole locali ad adottare tecniche innovative in agricoltura. Le aziende agricole che aderiranno al progetto avranno a disposizione un team di esperti che, a partire dalle criticità e dai bisogni delle aziende, forniranno le soluzioni offerte dal mondo dell’innovazione e della ricerca per migliorare i processi produttivi aziendali, capaci di assicurare una produzione di qualità e una maggiore redditività dell’imprese.

La metodologia utilizzata, infatti, prevede un approccio bottom-up, che si basa sull’acquisizione diretta delle esigenze delle imprese per intercettare le soluzioni adatte alle aspettative e ai bisogni formativi degli imprenditori. Per questo le aziende agricole saranno incentivate ad accogliere nella propria azienda, per un percorso di crescita professionale, giovani del territorio specializzati nel settore agricolo, per un periodo che va fino ad un anno.

L’obiettivo di Siena Food Lab

Il progetto accompagnerà fino a 60 aziende agricole del territorio senese in un processo di crescita ed introduzione di nuovi strumenti di agricoltura di precisione per lo sviluppo sostenibile nei settori della viticoltura, olivicoltura e cerealicoltura.

L’obiettivo di Siena Food Lab è mettere gratuitamente a disposizione delle aziende agricole gli strumenti e le professionalità necessarie per essere più competitivi nel mercato e allo stesso tempo assicurare una redditività adeguata alle piccole-medie imprese del territorio. Il Siena Food Lab, attraverso la creazione di uno spazio di dialogo tra imprenditori, innovatori, ricercatori ed istituzioni, metterà in contatto le aziende che necessitano delle innovazioni e i partner tecnologici in grado di offrire tali soluzioni.

Come nasce il progetto

Il progetto nasce con l’intento di creare un ecosistema favorevole per lo sviluppo sostenibile del comparto agroalimentare che favorisca la crescita di professionalità e la condivisione di esperienze e conoscenze interdisciplinari a beneficio del territorio senesespiega Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Labparticolare attenzione viene data alla formazione di esperti di innovazione, decisivi per consentire al settore di affrontare criticità e opportunità. Con Siena Food Lab intendiamo creare un ponte tra ricerca e mondo delle imprese agroalimentari senesi e dare un contributo concreto alla crescita sostenibile del nostro territorio”. “Siena Food Labaggiunge Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mpssi colloca in un contesto di importanti eccellenze produttive con l’obiettivo di aiutare concretamente le imprese agricole, grandi e piccole, del territorio senese per sviluppare processi di innovazione, incentivando l’occupazione giovanile attraverso un’adeguata attività formativa”.

Slow Food

Slow Food: nasce la prima Comunità del cambiamento.

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Premessa

La Comunità del cambiamento è un’iniziativa ideata da Slow Food. L’iniziativa nasce per sostenere progetti collettivi in cui sia imprese che singoli individui si impegnano a realizzare un cambiamento nel sistema alimentare locale. Slow food ha l’obbiettivo di far adottare pratiche più sostenibili ed inclusive, profondamente ispirate dai principi del buono, pulito e giusto.

Slow Food ha selezionato tra 30 progetti il meraviglioso progetto di Valdibella e NoE. Ci troviamo a Partinico, in Sicilia. Il progetto riguarda la nascita di una food forest, ossia una foresta commestibile, nella quale vivono diverse specie di piante. Alcune piante saranno destinate alla produzione di cibo, mentre altre arricchiranno la biodiversità, necessaria per mantenere l’ambiente in equilibrio. Le protagoniste del progetto sono la cooperativa agricola Valdibella e la cooperativa sociale NoE, che dal 1993 si occupa di inclusione sociale di persone portatrici di handicap. Il piano cresce grazie al sostegno di FPT Industrial, società del gruppo CNH Industrial, che ha immediatamente scelto di sposarne la causa.

Leggi l’articolo “Food e sostenibilità”.

Il progetto di Valdibella e NoE scelto da Slow Food

Nel 1998, la cooperativa NoE ottenne in affidamento un fondo proveniente dalla confisca alla mafia. Il terreno ha una superficie di poco più di cinque ettari.

L’idea di creare un sistema agroforestale è nata tra maggio e giugno 2020. Massimiliano Solano, presidente di Valdibella, ricevette una telefonata da parte di Carla Monteleone, agronoma di NoE. Monteleone chiese una mano per la gestione di questo fondo. Così nacque l’idea della food forest, precisamente grazie ad un’intuizione di Rafael da Silveira Bueno, ecologo brasiliano con cui il presidente Solano già collaborava.

Il progetto prevede la piantumazione di circa 1500 alberi (olivi, frassini da manna, avocadi, agrumi, noci), la nascita di un giardino mediterraneo e l’allestimento di un’area orticola. Inoltre ci sarà un biolago per la gestione delle acque reflue fitodepurate, un’area di compostaggio ed infine, verranno piantate siepi utili come protezione dal vento e dagli incendi.

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Parole d’ordine del progetto: biodiversità, impegno sociale e sostenibilità economica

Per quanto riguarda la biodiversità, lo dimostra la volontà di destinare un’area a querce, corbezzoli, ginestre, rose canine, mirti e biancospini. Le piante appena citate rappresentano risorse alimentari per le api. Solano afferma: “Sarà una realtà agricola professionale, produttiva, basata su uno schema agroecologico e improntata al minimo impatto ambientale.”

La Comunità del cambiamento non riguarda solo l’aspetto agricolo e paesaggistico-ambientale, bensì gode di una forte impronta sociale, perché in tutte le fasi della filiera produttiva saranno coinvolte persone bisognose. Solano attesta: “Siamo convinti che l’attività economica possa reggere l’impegno sociale. Siamo partiti da quella consapevolezza e non l’abbiamo mai dimenticata.”

Chi è “Slow Food”?

Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a dare il giusto valore al cibo a 360°. Dagli operatori all’ambiente, dal territorio alle tradizioni locali, dalla biodiversità alla consapevolezza della produzione alimentare. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta. Per tutti.

Francesco Sottile, appartenente al Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, afferma: “Quando il progetto sarà realizzato il cambiamento sarà evidente. Una food forest metterà insieme la biodiversità delle specie arboree con gli orti e i cereali, con le specie aromatiche e gli arbusti. I corridoi verdi permetteranno agli insetti di trovare spazio per nutrirsi, per riprodursi e per impollinare frutta e ortaggi. Saranno coinvolti giovani, saranno integrati alcuni portatori di fragilità che potranno toccare con mano il lavoro e la produzione. E nascerà una comunità di consumatori pronti a sostenere la produzione agricola creando sviluppo basato sulla responsabilità e la consapevolezza. È la Comunità del cambiamento a cui abbiamo pensato di rivolgere la nostra attenzione, una comunità che parte dai territori e ai territori destina strumenti di sviluppo creando un percorso virtuoso che sarà irreversibile.”

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Dietro le quinte di Slow Food

Per sostenere questi progetti, Slow Food ha avviato una raccolta fondi rivolta a istituzioni, fondazioni e aziende private. Tra i primi entusiasti finanziatori c’è FPT Industrial, che progetta, produce e commercializza motori industriali utilizzati anche in macchinari agricoli.

Egle Panzella, Brand Equity, Sustainability, and Heritage manager di FPT Industrial spiega: “Il nostro impegno verso la sostenibilità è costante, non solo nella ricerca e nello sviluppo di motori rispettosi dell’ambiente, ma anche nel sostegno concreto alle comunità. Per questo motivo abbiamo scelto Slow Food e il suo progetto delle Comunità del cambiamento.” Panzella termina il suo discorso ponendo attenzione sul progetto di Valdibella e NoE, affermando: “Valdibella, in particolare, ci ha colpito per la ricerca di un cambiamento attraverso pratiche inclusive e sostenibili. Ci siamo riconosciuti nei suoi valori, quelli di una realtà consolidata che mantiene un ampio sguardo verso il futuro.”

“Andava tutto bene”: l’esposizione fotografica di Necci

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Da Necci dal 1924 in esposizione i ritratti dei protagonisti della vita (dolce) al tempo dei locali.  Le barriere anti covid si trasformano per omaggiare i divi dello spettacolo.

 L’idea di gustare una colazione o un pranzo accanto ad una foto d’epoca di Claudia Cardinale stampata in grande formato, per dare l’idea di avere accanto l’attrice come commensale, al posto di un pannello di plexiglass, parte dal cuore del Pigneto a Roma. Succede al Necci dal 1924, in Via Fanfulla da Lodi, 68, strada cara a Pier Paolo Pasolini, anch’egli omaggiato sugli originali Separè Fotografici. È questa l’ultima trovata di Agathe Jaubourg e Massimo Innocenti, i due imprenditori che danno vita alla mostra fotografica dal titolo “Andava Tutto Bene“, dedicata alla socialità intesa come valore assoluto. La mostra realizzata in collaborazione con Archivio DUFOTO, sarà allestita nel bar ristorante a partire da lunedì 7 dicembre 2020.

Il progetto

Agathe e Massimo, tra i fautori della rivoluzione culturale e gastronomica del quartiere romano, ancora una volta indossano i panni di creativi, oggi curatori di un’esposizione che porta in tavola la cultura, in modo semplice ma efficace, come solo le immagini dal forte potere evocativo sanno fare. Sedici volti noti ritratti da scatti iconici, tra cui si riconoscono: Federico Fellini, Silvana Mangano, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Catherine Spaak, Giorgio Gaber, Sergio Endrigo e molti altri protagonisti della vita (dolce), immortalata al “tempo dei locali”.

Momenti di una socialità che ha fatto epoca, che rappresentano luoghi e situazioni di straordinaria vivacità, oggi riportati in luce dalle foto stampate su supporti autoportanti (misure 140×70), destinati a rimanere in pianta stabile nel locale fino al termine dell’emergenza. Spetta così a divi del cinema, della musica e intellettuali del tempo, svolgere l’importante funzione di sostituire con i loro volti, le fredde barriere anti covid, questo almeno «fino a che il Covid ci separerà», afferma Agathe, rifiutandosi di optare per dei semplici separatori in plastica, che «amplificano di più quel senso di separazione che questo virus porta con sè».

Le parole dei protagonisti

«Il covid ha attaccato la cultura e ora la cultura risponde al covid», dichiara Innocenti, sottolineando quanto fosse importante la parola “contaminazione”, in un’epoca in cui il mondo non era ostaggio di un virus sconosciuto, la cui prerogativa è proprio l’alto tasso di contagio e, prosegue dicendo, «A questi pannelli è destinata una funzione importante, di compagnia, di estetica e di diffusione di una bellezza che dura e durerà per sempre. E in un momento buio come quello che stiamo attraversando, un concetto come la bellezza, porta in sé un potere salvifico inestimabile», conclude l’imprenditore.

Il concept

Una mostra che ha una funzione. Una “esposizione alla carta, servita su barriere anti contagio. Una dedica alla vita (dolce) al tempo dei locali” e all’importanza della socialità e dei luoghi ad essa deputati. Il titolo – ironico – è “Andava tutto bene”, una selezione di sedici fotografie inedite attinte dal vasto archivio Dufoto. Scatti che ritraggono attori, cantanti e intellettuali nel corso degli anni ‘60 a Roma e in altre città. Foto scattate in caffè e ristoranti, luoghi di straordinaria vivacità, veri fulcri di una stagione che segnò un’autentica rinascita sociale e culturale. Abbiamo scelto di stampare con tali dimensioni per dare il più possibile l’impressione di condividere il tavolo con icone della cultura. Questa esposizione non vuole essere solo un modo alternativo di pensare le barriere anti contagio, ma un’occasione per riflettere sul valore della socialità e sui suoi luoghi, un invito a ricordare (per un futuro prossimo) l’importanza primaria dell’incontro corpi, come il contesto ottimale per dare vita a quello delle idee.

In passato i ritrovi pubblici (le taverne) sono stati descritti come luoghi di puro svago ed evasione (a volte eccessiva), ma si tende a dimenticare che sono stati anche e soprattutto un baluardo della libera espressione e un’arteria vitale per la circolazione delle idee. Nel medioevo e nel rinascimento le taverne erano luoghi sempre sorvegliati, il potere diffidava infatti di tali spazi perché da sempre in grado di intercettare e propagare il dissenso. Ma l’idea di libertà è difficile da fermare e più tardi, sarà proprio in un caffè italiano a Parigi, che i filosofi illuministi delineeranno le idee rivoluzionarie che daranno forma alle società libere in cui viviamo oggi. Negli ultimi anni bar e ristoranti vengono spesso e indistintamente definiti “Movida”, sinonimo di vita notturna sfrenata e talvolta molesta. Qualcuno potrebbe chiedersi se un giorno, magari in un futuro non troppo lontano, la nostra società non finirà per accettare l’idea che la “degenerazione” stia nei luoghi di incontro delle “persone reali” e che l’”integrità” stia in una vita vissuta tutta in assenza, fatta di teste chinate, di chat e di acquisti online.

Questa esposizione non vuole dare una risposta ma piuttosto porre delle domande, soprattutto una: c’è ancora vita al di qua degli schermi? La soluzione chissà, forse sta proprio nel dizionario, alla voce Movida: “un complesso processo di rinascita culturale dopo quarant’anni di fascismo, caratterizzata da grande vivacità culturale, economica, sociale e da una frizzante ripresa della vita mondana”.

NECCI dal 1924
Via Fanfulla da Lodi, 68 – Pigneto, Roma
INFO: 06 97601552www.necci1924.com

Metagenics

Metagenics: Integrazione a base di HMO

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Premessa

Da sempre, i neonati assorbono i nutrienti fondamentali per proteggere la salute dell’intestino e rinforzare il sistema immunitario dal latte materno. Anni di ricerche hanno permesso di raggiungere un importante obbiettivo: utilizzare gli HMO come integrazione nutrizionale per gli adulti apportando i medesimi benefici.

In questo campo spicca Metagenics, uno dei più importanti produttori di integratori alimentari ad alto impatto. L’azienda, con sede centrale a Ostenda (Belgio) ha infatti sviluppato integratori alimentari a base di Human Milk Oligosaccharides (HMO), ovvero gli oligosaccaridi del latte umano.

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Metagenics e la ricerca sugli HMO

“Gli HMO rappresentano uno degli ambiti più promettenti sui quali la ricerca farmaceutica si sta concentrando negli ultimi anni”, afferma Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia. Il direttore argomenta l’importanza di tale ricerca soffermandosi sulla composizione e sui benefici che ha il latte materno. Innanzitutto lo descrive come “un tessuto vivente straordinario che contiene sostanze fondamentali per la salute”. Da sempre, è risaputo che l’allattamento al seno è associato ad un ridotto rischio di disturbi gastrointestinali e possibili infezioni nel bambino. Il ruolo chiave del latte materno è affidato agli oligosaccaridi HMO: nel latte materno umano ne troviamo circa 150-200 differenti. Gli HMO sono la terza sostanza quantitativamente più presente nel latte, dopo acqua e lattosio.

L’innovazione firmata Metagenics è da poco disponibile anche sul mercato italiano. Metagenics è la prima azienda a portare in Italia innovativi integratori per adulti che potenziano le terapie probiotiche a protezione della flora intestinale e a sostegno dell’immunità.

Benefici degli HMO

Gli HMO comprendono un’ampia famiglia di oligosaccaridi estremamente eterogenei e sono presenti in elevate concentrazioni nel latte materno. Essi sono in grado di generare numerose risposte biologiche. Inoltre, sono noti per effetti benefici nella formazione del microbiota nei neonati ed il medesimo beneficio lo ritroviamo anche negli adulti.

Gli oligosaccaridi del latte umano sono in grado di impedire l’attacco alle cellule epiteliali del tratto gastrointestinale da parte di agenti patogeni, tossine e virus. Quando gli agenti patogeni o le tossine si legano agli HMO, vengono rimossi dal tratto gastrointestinale e non causano dunque alcuna patologia. Gli HMO possono avere un effetto benefico anche nella riduzione delle allergie alimentari.

Cenni sul microbiota intestinale

Il portale “Microbioma.it”, descrive cosa sia il microbiota intestinale. Il microbiota rappresenta la comunità microbica del tratto enterico, costituita prevalentemente da batteri, lieviti, parassiti e virus. Quando queste comunità vivono in equilibrio vi è una condizione definita di eubiosi.

Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia, afferma che solo l’1-2% è assorbito dal lattante, il resto prosegue il suo percorso fino al colon. Qui, gli HMO hanno effetto sul microbiota intestinale, favorendo i batteri benefici a discapito di quelli dannosi. L’integrazione alimentare mediante l’uso di HMO rappresenta una strategia per promuovere un sano microbiota intestinale e produrre benefici salutari sia ad adulti che a neonati.

Secondo quanto afferma il portale “microbiologia Italia”, sane abitudini alimentari durante e dopo la gravidanza sono molto importanti per la formazione e lo sviluppo di un efficace microbiota nel neonato.

Leggi l’articolo: “Educazione alimentare: prima gli adulti, poi i bambini.”

Un articolo di “Focus – Healthy aging” riporta una ricerca in cui sono stati somministrati HMO ad adulti sani per 2 settimane. Durante questo test, gli HMO sono stati in grado di modulare il microbiota intestinale di questi soggetti. Si è osservato un incremento nell’abbondanza relativa di bifidobatteri (maggiore del 25% in alcuni soggetti).

La valida strategia di Metagenics

Ad oggi, nonostante si osservi un alto impatto sul microbiota intestinale, nessuno studio ha rilevato problemi di intolleranza con l’integrazione di HMO. I risultati degli studi riguardanti l’integrazione di HMO, indicano che essa sia una valida strategia per modificare il microbiota intestinale e, più specificatamente, per promuovere la crescita di bifidobatteri benefici. I bifidobatteri sono stati a lungo considerati membri benefici del microbiota gastrointestinale umano, mentre i livelli bassi sono stati riscontrati in soggetti obesi, diabetici e con patologie infiammatorie intestinali.

Leggi l’articolo: “Obesità infantile: l’importanza della prevenzione.”