Viaggio tra i Ristoranti del Buon Ricordo: Lo Stuzzichino di S. Agata sui due Golfi.

Nuova tappa del viaggio tra i Ristoranti del Buon Ricordo con Roberto Mirandola e Carlo Volponi. In questa puntata andiamo a conoscere Il Ristorante Lo Stuzzichino a S. Agata sui due Golfi, in provincia di Salerno con un’intervista a Mimmo de Gregorio.

Trovandomi in costiera amalfitana in una giornata di fine estate, la sosta in questo angolo di paradiso che tutto il mondo ci invidia, è quasi obbligata. Mi trovo a S. Agata dei Due Golfi, frazione di Massa Lubrense (NA), territorio ad “alta vocazione ristorativa”. In questo comune di poco meno di 15.000 abitanti, infatti, sono presenti almeno altri quattro ottimi locali – e non lo dico solo io – degni rappresentanti della cucina italiana di qualità. Uno di questi è il Ristorante Lo Stuzzichino gestito dalla famiglia De Gregorio.

Appena entrati, si percepisce subito il senso della gestione familiare, dalla cucina alla sala, che in breve fa sentire il cliente quasi come “uno di casa”. L’ospitalità spontanea, tipica delle famiglie della Penisola Sorrentina, caratterizza lo stile e l’ambiente di questo ristorante che porta avanti con orgoglio e passione, da più di 30 anni, la tradizione della cucina mediterranea italiana. Come detto, Lo Stuzzichino rappresenta da alcuni anni un punto di riferimento della ristorazione della Costiera Amalfitana, che sa offrire all’ospite una cucina fatta di grande passione e competenza, utilizzando al meglio i prodotti tipici della zona.

Ecco, allora, l’estratto della chiacchierata che ho avuto quel giorno con uno dei titolari: Domenico ‘Mimmo’ De Gregorio.

Carlo Volponi – La storia della tua famiglia ti ha portato alla professione di ristoratore.  In una situazione diversa che cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Mimmo De Gregorio –  Ai tempi della scuola, nel periodo estivo, andavo già a lavorare e, sin da piccolo, la famiglia non mi ha mai forzato ad entrare nel mondo del lavoro, ma mi ha insegnato quali fossero i valori della vita. «Senza soldi non si cantano messe» (citazione di un locale detto antico, NdA) e così ho sempre lavorato per riuscire a concedermi qualche svago. In una situazione diversa mi sarebbe piaciuto fare il calciatore (non nascondo che ho anche giocato in categorie professionistiche). Poi, arrivato al bivio per decidere il mio futuro, ho scelto di fare il ristoratore.

CV – In cucina ci sono i tuoi genitori. E tu, come te la cavi ai fornelli?

MDG – Ad oggi mi posso ritenere una persona fortunata in quanto in cucina qui allo Stuzzichino comandano ancora mio padre Paolo, con oltre sessanta anni di carriera alle spalle, e mia madre Filomena. Grazie a loro ho imparato molto sulla cucina tradizionale, tanto che posso svelarvi un segreto: nel 1989, quando aprimmo il locale, c’era anche mio fratello Giuseppe. Lui gestiva la sala, mentre io già affiancavo mio padre in cucina. I fornelli sono l’anima della cucina e in generale della ristorazione e vederli sempre accesi infondono una sensazione di sicurezza. Come se illuminassero il nostro lungo cammino professionale.

CV – Quale è il tuo piatto preferito e perché?

MDG – Il mio piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro, uno dei piatti italiani più rappresentativi nel mondo e con il minore numero di ingredienti: solo pasta, pomodoro e basilico. La mamma lo preparava spesso perché è un piatto veloce e saporito e con il passare del tempo ho continuato a mangiarlo perché mi appagava. Aveva un gusto così unico e genuino che ancora oggi ricordo.

Mimmo De Gregorio

CV – Quale è la tua cucina regionale preferita?

MDG – Diciamo che l’Italia ha una tradizione culinaria invidiata da tutto il mondo. A volte voglio stupirmi, così passo da una regione di mare a una di montagna per provare qualcosa di nuovo e di diverso. Noi in Campania abbiamo delle materie prime eccellenti e per questo è una delle mie regioni preferite, gastronomicamente parlando.

CV – Personalmente ti apprezzo molto per la vitalità che mostri in ambito professionale: Slow Food, Premiate Trattorie, Unione Ristoranti del Buon Ricordo e via dicendo.  In quale di queste associazioni hai trovato le maggiori soddisfazioni?

MDG – Penso che molti di voi mi conoscano da anni. Come amo la cucina, amo la famiglia e amo ciò che faccio, quindi è stato naturale trovarmi a fare parte della filosofia del buono, giusto e pulito che mi ha insegnato Slow Food, come pure della famiglia delle Premiate Trattorie Italiane per le idee comuni in fatto di ristorazione e come pure dell’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, la prima associazione Italiana del settore (istituita nel 1964, NdA). Ho e ho avuto in tutti questi sodalizi grandi soddisfazioni professionali e altrettante motivazioni che mi spingono ogni giorno a fare ancora meglio. Non dimentico un’altra associazione: l’Associazione Italiana degli Ambasciatori del Gusto, espressione dell’eccellenza della ristorazione e della pasticceria del nostro Paese, della quale mi sento onorato di farne parte.

CV – Devi andare a cena per tre giorni in altrettanti ristoranti che non fanno parte del Buon Ricordo. Quali scegli? 

MDG – Le mie tre grandi cene sarebbero, nell’ordine: al Ristorante Antichi Sapori di Montegrosso – Andria (BT) del mio amico Pietro Zito. Il suo locale rappresenta l’espressione più autentica di cucina semplice e genuina. Per la mia seconda cena andrei in Irpinia al Ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (AV), locale della famiglia Fischetti caratterizzato dalla riscoperta e dalla valorizzazione degli antichi piatti del territorio. Infine cenerei da Pinuccio Alia della Locanda di Alia di Castrovillari (CS), una straordinaria miniera di biodiversità, ricchezza di sapori e gusto.

CV – Cosa ne pensi del nostro hobby? Il collezionismo, per te, ha un futuro?

MDG – Penso che noi dell’ Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo abbiamo dato una svolta nell’ultimo quinquennio cercando e mettendo al comando dei volti nuovi e giovani, mossi dall’entusiasmo e dalla voglia di fare. Anche voi collezionisti potreste seguire questo esempio per un futuro migliore all’interno della vostra associazione.

CV – A distanza di due anni dalla nascita del menu del Buon Ricordo ritieni che la decisione sia stata quella giusta o pensi  che  vi possano essere degli aggiustamenti?

MDG – Penso che la decisione sia stata quella più giusta: i clienti che vengono a visitarci non solo assaggiano la specialità del Buon Ricordo, ma l’intero menu creato per fare conoscere gli altri piatti tipici locali.

CV – Fai parte del consiglio della Unione Ristoranti del Buon Ricordo.  Cosa ne pensi di questa esperienza? E c’è qualcosa che vorresti proporre?

MDG – Da quando faccio parte del Consiglio Direttivo ho dovuto lasciare altre incombenze per dare all’Unione il miglior contributo possibile. Vi sono molte idee, è una sorta di “Lavori in corso”. Personalmente mi piacerebbe che entrasse nella famiglia del Buon Ricordo un ristorante del centro di Napoli e poi allargare il numero dei ristoranti italiani in Europa.

CV – Progetti futuri?

MDG – Negli ultimi anni voluto trasformare il nostro ristorante con un mio stile personale. Uno stile che rispetti la filosofia del locale e della tradizione. Ho già rinnovato la sala ristorante, la cucina e la cantina anche se da qualche anno sto lavorando a quello che rappresenta il progetto finale: il mio orto biologico, nel quale posso coltivare prodotti stagionali del territorio. Tuttavia, ho in programma anche la costruzione di un laboratorio  di cucina e di un D&B – Dinner & Breakfast, Cena e Prima Colazione – per fare provare ai nostri clienti un’esperienza gastronomica a tutto tondo davvero indimenticabile.

Il menu del Buon Ricordo proposto dallo Stuzzichino è davvero completo, variabile con la stagionalità e soprattutto con un ottimo rapporto qualità / prezzo. Si compone di aperitivo a base di Franciacorta Satén ’61 Guido Berlucchi con bruschetta ai pomodorini scottati al forno; antipasto con listarelle di seppie fresche con friggitelli e pomodorini; la specialità del Buon Ricordo che sono i ravioli al profumo di limone massese e vongole veraci; un secondo piatto, trancio di ricciola alla brace con pomodori di Sorrento; per finire con la delizia al limone di Sorrento come dessert e un amaro del Monte San Costanzo.

Viaggio tra i Ristoranti del Buon Ricordo: Trattoria Altavilla

Informazioni

RISTORANTE LO STUZZICHINO

Via Deserto 1/A – 80061 S. Agata Sui Due Golfi (NA)

contatti: ristorantelostuzzichino.it  –  mimmo@ristorantelostuzzichino.it

chiusura: mercoledì.

specialità e piatto omaggiato: Ravioli al profumo di limone e vongole

costo per il menu del Buon Ricordo: €55,00 vini esclusi, ma compresa acqua