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Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

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Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

Ripartono i corsi professionali di Italian Kitchen Academy, scuola impegnata nella formazione di figure che siano pronte all’immediato inserimento nel mondo del lavoro. Un obiettivo ormai noto quello di IKA e del suo staff docente, che si pone come principale risultato quello di rendere idonei e qualificati i propri allievi aspiranti chef, a cui viene consegnato un bagaglio di conoscenze giusto per proporsi sin da subito sul mercato del lavoro.

L’offerta didattica

L’offerta didattica dell’accademia si snoda attraverso corsi professionali di cucina, laboratori monografici e sessioni di approfondimento riservati a chi ha la volontà di intraprendere il mestiere della cucina come vera e propria vocazione. I corsi professionali sono poi seguiti anche da appuntamenti riservati agli appassionati, con eventi e degustazioni enogastronomiche sempre differenti (e divertenti).

La ricerca del talento

Per prendere parte ai corsi è indispensabile l’attitudine di ogni singolo allievo, un elemento essenziale che servirà a fronteggiare le sfide del mercato. Per questo IKA punta a tirar fuori da ogni studente il talento e la predisposizione utili a comprendere quale sia la materia di indirizzo da lui prediletta. I corsi di IKA sono vere e proprie giornate di lavoro in cui si sviluppano teoria e pratica, rispetto per le materie prime e riconoscimento delle gerarchie. Passi imprescindibili se si vuole intraprendere questo lavoro. Umiltà e diligenza sono poi le basi fondanti che occorrono agli allievi per comprendere ed individuare i propri limiti in funzione di un miglioramento degli stessi.

Il corpo insegnante

Durante le lezioni gli aspiranti chef sono continuamente osservati e stimolati dal corpo docente, che guardandoli da vicino, saprà indicare loro la via per lo specifico settore gastronomico per cui sono meglio portati. A capo della grande macchina in Vicolo Scovolino c’è Chef Iside De Cesare (1 Stella Michelin e neo Direttore Didattico dell’Accademia), seguita da docenti chef di altissimo profilo. I corsi sono a numero chiuso e prevedono un massimo di 8 partecipanti di ogni età, che saranno in continuo BtB con i docenti.

Per saperne di più: https://www.italiankitchenacademy.com/accademia/

Rinviata la prima edizione di Pop-Olio

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La prima edizione di POP-OLIO, l’evento dedicato all’olio extravergine di qualità, in programma a Roma negli spazi WEGIL il 29 febbraio e 1 marzo, è stata rinviata a data da destinarsi a causa dell’emergenza determinata dal coronavirus.

Ecco il comunicato ufficiale delle organizzatrici:

Cari tutti, tenendo conto della grande preoccupazione e dell’allarme causati dall’ondata di coronavirus che ha visto cancellate numerose manifestazioni previste nelle prossime settimane, e in considerazione delle limitazioni di movimento imposte in più regioni d’Italia, abbiamo ritenuto opportuno rimandare POP-OLIO. Ci addolora moltissimo, anche perché i feedback ricevuti da più parti sono stati entusiasmanti. Meglio essere cauti e soprassedere, rimandando a un momento più tranquillo, perché POP-OLIO vuole essere una festa, una condivisione, una gioia. Vi comunicheremo appena possibile le nuove date. Tutte le iscrizioni fatte finora rimangono ovviamente valide. Grazie a tutti, Il team di Olissea“.

L’aperitivo nel weekend

Il team di Olissea non si è però perso d’animo, ed in attesa di comunicare le nuove date, ha organizzato un particolare aperitivo in programma sabato 29 febbraio:

Popcorn con olio extravergine per tutti questo sabato sera dalle 17 in poi all’Aperitivo di OLISSEA – Pop-olio da Buccone, Via di Ripetta, 19 Roma

A Casa Coppelle “Una Musica Può Fare…” del bene

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La cena di beneficenza presentata da Casa Coppelle e ABIO Roma per l’Ospedale Bambino Gesù

Si sà, quando ci si siede a tavola l’occasione è buona per parlare di tutto, ed i buoni propositi trovano ancor più terreno fertile se accompagnati da selezionati e gustosi piatti gorumet. Così, lunedì 2 marzo dalle ore 20.00 a Piazza delle Coppelle, avrà luogo la Cena di Beneficenza presentata dal ristorante Casa Coppelle e dall’associazione ABIO Roma – ODV, che sarà beneficiaria dell’intero ricavato della serata destinato al progetto “Una Musica Può Fare…”.

Gli scopi dell’iniziativa

L’iniziativa di empowerment terapeutico promossa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha tra i suoi scopi l’organizzazione di corsi e laboratori di musica per i piccoli pazienti della struttura ospedaliera, affetti da importanti forme di epilessia e gravi patologie neurologiche, per cui la ricerca in merito necessità di costante sostegno. Il laboratorio “Una Musica Può Fare…” ha il fine di accogliere i piccoli pazienti e di porli a confronto tra loro attraverso la pratica di materie artistiche, che permettaranno una socializzazione senza rischi, in un ambiente privo di pregiudizi e limitazioni. Questo tipo di attività aperta anche ai genitori, a medici e infermieri, consente alle cure mediche di esser percepite in modo più leggero, agendo con più incisività ed in più breve tempo, foraggiando così l’autostima dei pazienti che apprendono e giocano in piena sicurezza presso l’Oratorio del Gonfalone, sede del Coro Polifonico Romano.

Gli obiettivi

Con la Cena di Beneficenza a Casa Coppelle, si punta a raccogliere fondi per 10’000,00€, una cifra che sarà totalmente destinata alla realizzazione del progetto, con l’acquisto degli strumenti, l’affitto delle strutture ed il coinvolgimento degli insegnanti per un corso che si prevede possa avere una durata di due anni. Il menu degustazione di 7 portate comprensivo di beverage e studiato dai padroni di casa, ha un costo di 120,00€ a persona, offerta minima per esser presenti all’evento per cui si ringraziano: Acqua Pazza, Borgo del Balsamico, Falesco Cotarella, Ferrarelle, Feudi di San Gregorio, Mandrarossa, Pastificio dei Campi, Riso Buono eTartufLanghe (elenco di aziende in aggiornamento).

Dall’antipasto fino al dessert, un’occasione unica per far del bene mangiando.

Donazioni

  • Beneficiario: ABIO Roma
  • IBAN: c/c Unicredit – Banca di Roma IT08D0200805020000400827074
  • Causale: Donazione per il Progetto “Una musica può fare…”

IL MENU (prenotazioni al 06 68891707 )

Antipasti
– Catalana di gamberi, yogurt al mandarino, infuso di mela verde e verdure di stagione
– Foie Gras al torchon con pera Martin Sec e brioche parisienne
Primi
– Calamarata orientale “Pastificio dei Campi” con ragù di scorfano
– “Riso Buono” Carnaroli Gran Riserva all’Amarone, Castelmagno e cioccolato
Secondo
Tournedos di filetto di manzo al pepe rosa e spugnole
Predessert
– Crumble al pistacchio e sorbetto al lampone
Dessert
– Noisette

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/2495664110682550/

Settimana della Birra Artigianale 2020

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Torna la Settimana della Birra Artigianale con l’edizione 2020: il più grande “evento diffuso” d’Italia, del settore birrario, che ha come scopo la celebrazione della birra di qualità, prodotta da birrifici indipendenti e artigianali. Dal 2 all’8 marzo, sono in programma degustazioni, cene con abbinamenti, incontri con i birrai, visite a impianti di produzione, presentazioni di nuove birre, festival, offerte speciali e molto altro. Sul sito della manifestazione settimanadellabirra.it, in una sezione dedicata, sono segnalati i vari appuntamenti suddivisi per data e per regione.

Decima Edizione

Nata da un’idea di Andrea Turco, fondatore del blogzine Cronache di Birra, la Settimana della Birra Artigianale giunge alla sua decima edizione.

Lo scorso anno sono stati registrati 546 aderenti, per un totale di 597 tra eventi e promozioni. Cifre importanti che seguono parallelamente la crescita dell’intero comparto. Nel 2010 in Italia potevamo contare 311 birrifici artigianali, attualmente sono oltre 850 gli impianti in funzione. In generale, produzione e consumi pro capite di birra sono aumentati, mentre sono addirittura raddoppiati i volumi delle esportazioni. Entrando più nello specifico, la fetta di mercato relativa alla birra artigianale ha di recente superato il 3%.

Il Ballo delle Debuttanti

La Settimana della Birra Artigianale inizierà lunedì 2 marzo ma, nel weekend precedente, ci sarà un “anticipo” durante la Festa delle Birre Artigianali di Eataly Roma (da venerdì 28 febbraio a domenica 1 marzo).

Vero e proprio “evento nell’evento” sarà infatti il Ballo delle Debuttanti. Alle 19.00 di venerdì 28 febbraio, Salvatore Cosenza (organizzatore con Andrea Turco della manifestazione), in compagnia dei birrai, presenterà 18 birre inedite di altrettanti produttori, che saranno alle spine della Festa per tutto il weekend.

Eventi in evidenza

Lunedì 2 marzo

All’Osteria numero 2 di San Giorgio Bigarello (MN) serata “Vino contro Birra” con un’unica azienda protagonista: Siemàn, di Villaga di Vicenza. Vini naturali e birre a fermentazione spontanea saranno abbinati a specialità gastronomiche.

Martedì 3 marzo

Cena con birre in abbinamento a La Salsamenteria di Vercelli. Prima di tre serate sulle birre Trappiste a Venezia, un mini corso organizzato da Venice Beer Masterclass.

Mercoledì 4 marzo

Visita all’impianto e degustazione presso i birrifici: Il Baldo Birraio, a Costermano sul Garda (VR) e Ibeer di Fabriano (AN). A Campagnano di Roma, AgriLab, birrificio ed Azienda agricola presenta le sue debuttanti: evoluzioni sperimentali della loro linea classica.

Giovedì 5 marzo

Ad Altamura, la Bottega del Luppolo ospiterà il birraio di Birrificio Mastino con 7 spine dedicate alle sue creazioni.

Venerdì 6 marzo

La Birroteca di Potenza, organizza una degustazione di Saison con il birraio del Birrificio Basilisca, mentre il beer sommelier Gerardo Romano introdurrà gli ospiti al mondo del Lambic. Birre acide alla mescita anche al Maratonda di Verona, con selezione di fermentazioni spontanee direttamente dal Belgio. All’Hopside di Roma, invece, serata con il birraio di Birra del Doge.

Sabato 7 marzo

Due tap takeover in Campania: a Caserta presso La Quinta Pinta, le spine saranno appannaggio esclusivo di PicoBrew, mentre a Torre Annunziata al Craft 27, arriveranno i ragazzi del birrificio marchigiano Babylon.

Il sabato è anche giornata di porte aperte nei birrifici aperti: a Forgaria nel Friuli (UD) Birra Garlatti Costa visita con il birraio e possibilità di assaggi. Stessa cosa succederà in Liguria: a Savona da BEdreamER e a Genova da Maltus Faber. In Lombardia,  Rogno (BG), si terrà un laboratorio sulle materie prime presso il Birrificio Agricolo Pagus. Promettono sorprese i ragazzi del Birrificio Trunasse di Centallo (CN): cotta pubblica e un gustoso BBQ.

Anche Ritual Lab (Formello – Roma), fresco vincitore del prestigioso titolo di Birrificio dell’anno 2020, organizza per curiosi e appassionati una cotta pubblica.

Domenica 8 marzo

Nella mattinata della domenica conclusiva della Settimana della Birra Artigianale sessione di Beer Yoga nel cortile del birrificio Cantaloop di Cantalupo nel Sannio (IS)

Presso Edit di Torino il pomeriggio sarà dedicato alla conoscenza delle IGA, birre caratterizzate dal forte legame con il mondo dell’Uva e del Vino.

Official Sponsors

A conferma del prestigio e della risonanza dell’evento, per l’edizione 2020 la Settimana della Birra Artigianale può contare sul supporto di VDGLASS, Easybräu-Velo, Beerfellas, Monkey Style, Lallemand Brewing.

Cronache di Birra

È un blogzine (www.cronachedibirra.it) che dal 2008 offre una finestra quotidiana su quanto accade nel mondo della birra artigianale. Costantemente primo blog di settore in Italia nella classifica Teads, ospita contributi di esperti e analisi sull’evoluzione della scena brassicola italiana e internazionale.

Gli organizzatori

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore.

Salvatore Cosenza
È tra i soci fondatori e docente dell’Unione Degustatori Birre. Scrive di birra, cibo e ristoranti per diversi siti e guide. Raccoglie i suoi articoli sulla pagina Facebook Lieviti Digitali.

Da Aroma alla scoperta dell’extravergine Forsoni

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Al via gli incontri dedicati ai prodotti naturali ed alle aziende leader nel settore

Domani, martedì 25 febbraio, dalle ore 9.00 fino alle 18.00, presso Aroma in Via Amsterdam, prendono il via gli appuntamenti con aziende leader nella produzione e divulgazione di prodotti naturali. Strutture-esempio che da sempre lavorano le loro materie prime nel rispetto della biodiversità, in funzione di prodotti che siano sinonimo di natura.

Primo ed imperdibile incontro per gli appassionati della materia e per i curiosi pronti ad avvicinarsi ad un cibo più salutare e a materie prime sostenibili, sarà con il Frantoio Forsoni, azienda di eccellenza che da sempre opera in maniera sostenibile sul territorio italiano, producendo un prezioso olio emblema di una passione di famiglia lunga decenni.

Le parole di Massimo Forsoni

Massimo Forsoni è un appassionato produttore umbro, pronto a mostrare ai clienti di Aroma, tutto il sapore del suo oro liquido che potrà essere assaggiato per il corso di tutta la giornata di martedì 25 febbraio. “Poco più di venti anni fa ho deciso di dare nuova vita all’azienda agricola dei miei nonni oramai abbandonata. Frantoio Forsoni nasce dalla mia volontà di unire la tradizione alle tecniche moderne e proporvi un olio di cui vado fiero. Nasce tutto sui campi.” – afferma Massimo e prosegue dicendo – “È proprio sui campi dove coltiviamo i nostri ulivi, nelle varietà Moraiolo, Leccino e Frantoio, che si è formata un’oasi biologica tra i Monti Martani senza alcuna sintesi, dove i trattamenti effettuati nel corso dell’anno sono tutti “chemical free”. La raccolta avviene ancora “per brucatura”, a mano; preservare l’integrità del frutto e proteggere la pianta è un’operazione delicata che richiede ancora la mano dell’uomo. Il prodotto ottenuto ha una corposità superiore e profumi ineguagliabili”.

Le caratteristiche dell’olio Forsoni

Odore, colore, sapore. Tre elementi che gli affezionati di Aroma potranno saggiare e testare a proprio piacimento, con l’ulteriore omaggio di gustare un esclusiva composta di albicocche, altro fiore all’occhiello di Forsoni. L’olio e la composta saranno serviti sul pane casereccio di Terni, break saporito ed imperdibile che sarà servito anche durante la presentazione del libro “Il Mio Superpotere è la Gentilezza”, ediz. Dalia Ragazzi, una favola moderna sul potere di un valore assoluto come la gentilezza e sull’importanza delle parole.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/495065138092776/

Festival del Giornalismo Alimentare 2020

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È giunto alla quinta edizione l’appuntamento che riunisce centinaia di professionisti della comunicazione e dell’informazione in ambito alimentare. Grandi temi di attualità e trend futuri al centro del dibattito. Comune denominatore: informazione di qualità.

Dal 20 al 22 febbraio 2020, Torino tornerà ad essere capitale del dibattito culturale nazionale sul cibo e l’alimentazione con la quinta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, che dal 2016 si è consolidato come una delle manifestazioni di rilievo nazionale, sia del «mondo alimentare» che del «mondo della comunicazione» e del giornalismo, unico in Europa nel suo genere.

Il linguaggio enogastronomico

Al Festival si parla di giornalismo e alimentazione da punti di vista anche molto diversi fra loro: il cibo visto dal giornalismo economico e finanziario; l’informazione sulla sicurezza alimentare; l’informazione sulla ricerca agroalimentare; il linguaggio del giornalismo enogastronomico; le bufale alimentari nel web; la comunicazione alimentare verso i bambini; le politiche nazionali sull’alimentazione; legalità e cibo; la critica e l’attualità delle guide enogastronomiche; la comunicazione delle aziende; l’editoria di settore…

La necessità di una informazione di qualità

Filo conduttore del dibattito sarà come sempre la necessità di una informazione di qualità, a fronte anche di un pubblico di consumatori sempre più attento, partecipe e preparato, anche grazie ad una più facile accessibilità ai contenuti, garantita dai nuovi media. Questa facilità di accedere alle informazioni, che è un incredibile strumento di sviluppo, ha anche un rovescio della medaglia: in rete è molto facile incappare in informazioni errate, incomplete, superficiali, fuorvianti. Solo un atteggiamento critico e la capacità di distinguere la validità delle fonti può permettere al consumatore di avere un ruolo attivo non solo nell’individuare informazioni di qualità, ma anche nella propagazione di quelle vere e corrette.

Per questo, per la prima volta nel 2020, il Festival aprirà le sue porte anche al pubblico, che avrà anche l’occasione di incontrare dal vivo alcuni tra i più seguiti personaggi della rete. Tra gli ospiti dell’edizione 2018 ricordiamo: Lisa Casali, Sonia Peronaci e Benedetta Rossi.

Radio Food: Media Partner e Panel

Radio Food, già presente lo scorso anno in uno dei panel in programma, quest’anno raddoppia la sua presenza: è infatti media partner dell’evento, con una copertura completa nell’arco dei 3 giorni con dirette da Torino, ed inoltre Andrea Febo e Luca Sessa saranno relatori nel panel “Raccontare il cibo in radio – Non si può assaggiare, non si può vedere, eppure è uno dei grandi temi della radio di oggi“.

L’appuntamento è per Venerdì 21 febbraio, dalle 17.10 alle 18.30. I due fondatori di Radio Food saranno sul palco in compagnia di Niccolò Vecchia (Radio Popolare), Matteo Scali (Radio Beckwith) e Maurizio Di Maggio (Radio Montecarlo), moderati da Marco Fedele (Radio Veronica).

Per restare aggiornati sulle prossime novità e per pre-accreditarsi alla tre giorni di Festival consultare il
sito www.festivalgiornalismoalimentare.it e i profili social.

Ufficio Stampa: stampa@festivalgiornalismoalimentare.it

Alla faccia del Coronavirus: a Roma apre Huobi Mercato Orientale

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Lo scorso 7 febbraio ha inaugurato Huobi Mercato Orientale. Un evento all’insegna della convivialità, dell’abbondanza e della multiculturalità: tavole da far invidia ai più pomposi matrimoni del sud Italia, colme di portate tipiche delle diverse cucine asiatiche. Proprio questo è l’obiettivo del locale, quello di fondare una città asiatica multietnica nella zona di Porto Fluviale, poco fuori il centro di Roma.

Come hanno fatto? Il gioco ruota tutto intorno al concetto di mercato, un’ ambientazione che il ristorante ricrea abbastanza fedelmente. La struttura, infatti, si estende per circa 800 metri quadrati nei quali si trovano vari banchi e cucine dedicati a un paese o una preparazione in particolare. Ampi spazi per poter passeggiare e curiosare tra le varie zone senza disturbare i circa 300 coperti. La suggestione orientale è accentuata dalle pareti con decorazioni floreali e dai vari oggetti di uso quotidiano collegati al mondo della gastronomia e non solo sparsi qua e là per le sale del locale: piatti, ciotole, bacchette, macchinari per la produzione di riso e un enorme baldacchino tipico delle camere da letto cinesi. Il tutto mixato con volte in mattoncini tipiche delle architetture occidentali. Inoltre, è in progettazione l’allestimento di una sezione dedicata all’acquisto di prodotti alimentari e non solo.

L’offerta Gastronomica

L’offerta gastronomica è ampia e spazia, appunto, tra le varie cucine del continente asiatico. Non può mancare una selezione sushi, roll e la tempura mista di gamberi e verdure, accompagnati dalla classica salsa di soia e salsa teriyaki. Il ramen e le zuppe di svariati prodotti sono un rimando alla cultura nipponica e cinese. Non solo Cina e Giappone, che chiaramente sono i protagonisti del menu, ma anche accenni ad altre nazioni. Sono un esempio il manzo stufato alla thailandese o gli involtini di maiale del Vietnam.

Tra le tecniche di cottura ritroviamo il famigerato wok e una selezione di diversi tagli di manzo, anatra e maiale cotti in forni di tradizione mongola: una procedura che ricorda la preparazione sulla griglia proprio perché viene interamente alimentato a carbone. Per quanto riguarda il beverage c’è da segnalare, oltre al sakè, una proposta di tè e infusi (come potevano mancare) di bacche, spezie, fiori e radici preparati in loco.

Intervista a Valentina Weng

Il locale si trova in un complesso in grande fermento, a fianco ha da poco aperto Latta, un cocktail bar e non solo, targato Jerry Thomas. Tutta la zona Ostiense sembra vivere un periodo di prosperità e di crescita. È proprio questo che ha spinto la proprietaria di Huobi Mercato Orientale, Valentina Weng, a puntare su questa struttura. ” La mia idea è che Porto Fluviale diventi una via del gusto, con locali per i giovani e per le famiglie. Inoltre  ho notato che le persone qui sono pronte ad accettare una ristorazione diversa dai classici. Il tutto parte da Eataly alla stazione ostiense e prosegue fin qui.”

Certo il momento non è dei migliori visto il terrore che il Coronavirus sta generando; in tutta Italia i numeri della crisi nei ristoranti cinesi e non solo aumentano sempre di più. “Io sono qui da trent’ anni e ho paura come voi italiani. Siamo noi i primi ad essere severi nel proteggere noi stessi, quindi capisco l’allarmismo del momento. Però da ristoratrice devo essere ottimista, anche perchè ormai è stato dimostrato che con il cibo non c’è contagio. Vado avanti lo stesso”

A San Valentino l’Amore vien mangiando

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Da Casa Coppelle al Reserva, passando per il Radisson Blu Hotel. Tour gastronomico per gli innamorati

A San Valentino, si sà, l’Amore vien mangiando. Sono tante le proposte enogastronomiche della capitale che promettono di onorare al meglio la serata più romantica dell’anno. Un momento molto intimo, che gran parte delle coppie sceglierà di trascorrere d’innanzi a cene esclusive e a portate selezionate. Il tour gastronomico per gli innamorati è appena iniziato, ed è già aperta la caccia al posto migliore, che dovrà essere il mix perfetto tra intimità, qualità delle pietanze e romanticismo, un preludio doveroso che caratterizzerà poi l’epilogo della serata. Dunque: vietato sbagliare, la posta in gioco è troppo alta!

Tre le offerte da noi prescelte e qui di seguito raccontate. La prima, più esotica ed afrosidisiaca, una seconda più esclusiva ed una terza, ottima per i più inclini al romanticismo cronico.

Il filo rosso che unisce il tutto è la qualità del food, rigorosamente d’eccellenza.

Dai colori, gli odori e le sensazioni sudamericane di Reserva Restaurante, si passa alla proposta speciale a scelta tra carne e pesce di Casa Coppelle, per poi arrivare all’esperienza ai piani alti del Radisson Blu Es. Hotel Rome, pronto ad accogliere le coppie al settimo piano, più vicini al suggestivo cielo di Roma. Date uno sguardo ai menu: interessanti le carte in tavola, quel che resta da fare è puntare su quelle migliori. E allora: fate il vostro gioco!

RESERVA RESTAURANTE

E’ il primo San Valentino per il locale a Via del Pellegrino, pronto a condurre i propri ospiti verso Sud. Atmosfere lontane e colori vivaci, a cui sono mescolati passione e attenzione al dettaglio. Questi i due elementi imprescindibili per chef Paulo Aires, che porta i suoi commensali in un viaggio di andata e ritorno verso l’America del Sud.

Il Menu di Reserva

(120€ per la Coppia – 2 Cocktail inclusi)

Bienvenido: Tataki di picana, brunoise di sedano, salsa di pisco e zenzero
Primeiro Plato: Langosta Surena
Plato Principal: Guancia di manzo con crema di topinambur e manioca, carota baby e cavoletti di Bruxelles
Postre: Mousse al mango e passion fruit, cialda di quinoa soffiata, lampone liofilizzato e glassa al cioccolato bianco
Cocktail: Pablo 15€ se scelto singolarmente / Gabriela 15€ se scelto singolarmente

CASA COPPELLE

Come ogni anno Casa Coppelle celebra il giorno di San Valentino con due menu speciali, uno a base di pesce e uno a base di carne, per sorprendere i propri ospiti nella magica location dall’elegante sapore retrò.

I Menu di Casa Coppelle

(160€ per la Coppia – Bevande Escluse. 240€ per la Coppia – Vini Inclusi)

Menu di Carne

Antipasto: Crema di piselli, pancia di maialino iberico e uovo di quaglia
Primo Piatto: Gnocchi di ricotta, carciofo e guanciale croccante
Secondo Piatto: Carrè d’agnello affumicato con panaché di verdure
Dessert: La Passion: Cocco e Maracuja

Menu di Pesce

Antipasto: Ostriche gratinate su sale nero e spuma di passion fruit
Primo Piatto: Cannelloni di gamberi rossi di Mazara, crema al pesto di basilico e pistacchi
Secondo Piatto: Spigola arrosto con polvere di barbabietola e crema di patate dolci
Dessert: La Passion: Cocco e Maracuja

RADISSON BLU ES. HOTEL ROME

Per San Valentino 2020, il Radisson Blu es. Hotel ha studiato dei pacchetti per due ideati con il fine di invitare la coppia a trascorrere 24 ore all’insegna del benessere, del relax e del buon cibo.

Il Menu del Radisson Blu

(130€ per la Coppia – Caffè e Acqua Inclusi)

Antipasto: Gambero Rosso, Mela Verde e Cocco.
Ceviche di Pescatrice, Maionese d’Ostrica e Caviale di Tè Nero affumicato.
Primo Piatto: Riso Buono, Capesante, Yuzu e Lampone
Secondo Piatto: Rombo chiodato, baby Mais, Crema di Zucca e Zenzero arrosto
Dessert: Cioccolato Fondente, Frutti Rossi e croccante di Mandorla amara

Degustare e contribuire alla carta dei vini, il nuovo format che conquista

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Siamo a Roma è la tavola in questione vede seduti lo stile del Jackie O’ e la professionalità di Vino.Tv. Il Format è semplice e diretto, tre cene di avvicinamento al vino guidate da Chiara Giannotti e dedicate alle tre tipologie di base di produzione vitivinicola: Il Bianco, Il Rosso e Lo Spumante, cinque etichette in degustazione abbinate a dei piatti ideati dalla cucina dello storico ristorante romano di via Boncompagni.

Fin qui tutto bene si direbbe, cose forse già viste, se non fosse che al termine di ogni cena ci sia un’intuizione tutta nuova, un’idea che mette al centro i commensali e li coinvolge direttamente nella costruzione della carta dei vini del ristorante.

Come? Beh anche qui abbiamo una facile direttrice. Il vino che ha colpito di più e che risulta più in linea con gli abbinamenti della cucina, secondo una votazione diretta effettuata al tavolo e monitorata dalla Master Sommelier Chiara Giannotti (con votazione a doppio punteggio), il ristorante si impegna a inserirlo nella propria carta dei vini. La cosa che colpisce è che sempre di più si va incontro alle esigenze sia di esperienza dei propri ospiti, attraverso costruzione di format coinvolgenti che li mettano al, che di una partecipazione diretta in grado di restituire proprio a loro un valore percettibile.

Tornare a cena al Jackie O’ e trovare in carta il vino che si è scelto di avere, è una grande innovazione che forse potrebbe far rabbrividire proprio consulenti e sommelier, ma che secondo me invece nell’ordine di un vino al mese, rende giustizia ai gusti di un pubblico non sempre troppo legato a competenze che vadano oltre il gusto. Quindi ci sta.

Un’altra cosa che colpisce è la bella risposta delle cantine chiamate in causa, molte hanno aderito all’iniziativa senza soffermarsi neanche un attimo su quel senso di sfida tra etichette che per anni ha sopraffatto un mercato chiuso con la necessità di aprirsi, dimostrando grande senso di prossimità imprenditoriale agli apprezzatori finali delle loro bottiglie.

Chissà che a breve lo vedremo replicato in molti altri ristoranti, non sarebbe male.

Cinque piatti, Cinque etichette, un master sommelier e tre date. Una già andata.
Cena informale, degustazione guidata, avvicinamento al vino e scelta della referenza da inserire in carta
Prossimo appuntamento il 19 febbraio con il Rosso e poi ancora il 18 marzo con le bollicine degli Spumanti.
Info, prenotazioni e menu li trovate qui.

Jackie O’
Via Boncompagni, 11
Roma
06.42885457
jackieoroma@libero.it

Beviamoci Sud

Beviamoci Sud: i grandi vini rossi del Sud a Roma

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Quel rosso intenso simbolo della passione della gente del Sud, che sarà in assoluto protagonista di un evento speciale. Sabato 1 e domenica 2 febbraio arriva nella capitale la I edizione di BEVIAMOCI SUD, primo Festival dei Grandi Rossi Del Sud. 

Dopo due edizioni di “Aglianico a Roma”, l’agenzia Riserva Grande, Luciano Pignataro ed Andrea Petrini (Percorsi di Vino), ideatori di questo nuovo format, hanno deciso di ampliare ulteriormente la sfida creando per la prima a volta a Roma il primo festival dei vini rossi del Sud Italia.

Gli organizzatori

Dopo due edizioni di Aglianico a Roma – dichiara Andrea Petrini, promotore dell’evento assieme a Riserva Grande e Luciano Pignataro – crediamo sia arrivato al momento giusto di portare nella Capitale tutti i grandi vini rossi del Sud e non soltanto una piccola rappresentanza. È tempo che tutti i wine lover romani abbiano una manifestazione dove possano degustare tutte le eccellenze vinicole nostro Meridione che è culla di grandi vini intrisi di storia, cultura e territorialità unica al mondo. Siamo davvero orgogliosi di questo evento che segnerà un ulteriore passo per incrementare la conoscenza del vino a Roma”.

L’appuntamento per operatori ed appassionati è per questo prossimo weekend (sabato 1 febbraio, dalle 14 alle 20, e domenica 2 febbraio 2018, dalle 11 alle 19) presso il Radisson Blu Hotel dove tra banchi di assaggio e seminari tematici, si potranno scoprire e degustare oltre 200 vini rossi provenienti da Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e anche un po’ di Lazio con una piccola delegazione di vignaioli del sud della regione.

La selezione

La selezione non è stata facile, ma molto accurata e articolata – come sottolineano gli organizzatori – cercando di trovare aziende vinicole attente al territorio e alla sua tipicità, che non è solo una questione di valorizzazione, ma vero e proprio sentimento identitario che accomuna tutti i nostri vignaioli”.

Quando si parla di vini rossi del Sud troviamo Aglianico, Etna Rosso, Nero D’Avola, Primitivo, Negroamaro, Nero Di Troia, Cirò, Magliocco e tanti altri. Tutti da conoscere nelle loro sfumature, prodotti di piccoli territorio, con condizioni climatiche e microclimatiche capaci di diversificare e regalare personalità diversi a quei vini facilmente associabili alla tradizione del sud.

Dietro ogni cantina c’è un percorso più o meno lungo, impegno, lavoro, ricerca. C’è una storia di famiglia o d’impresa, sicuramente c’è la storia di una terra e di chi la vive tutti i giorni. C’è la volontà, in un Sud che si propone dinamico e intraprendente di farsi conoscere al di fuori degli stereotipi. C’è un Sud sempre più attento al nuovo, con vini che riflettono visioni rivoluzionarie quasi, ma con un rispetto assoluto e sacro della tradizione e del terroir.

Le nuove generazioni del Mezzogiorno

Tante nuove generazioni del vino arrivano dal nostro Mezzogiorno, giovani capaci, competenti consapevoli delle difficoltà, a tratti temerari. Tra questi, per la prima volta a Roma con un progetto sinergico, di cui si parlerà in futuro il gruppo dei Vignaioli Artigiani di Cosenza. Presenti all’evento sei cantine in rappresentanza dei produttori di Magliocco e della doc Terre di Cosenza. Sempre dalla Calabria i Cirò boy (e non solo boy) che hanno da alcuni anni dato nuova vita al Cirò e all’espressione naturale e pura del Gaglioppo, tra questi ‘A Vita, Cataldo Calabretta, Sergio Arcuri e Tenuta del Conte. Risalendo per Basilicata e Molise, non poteva mancare il Re Aglianico del Vulture e la Tintilia, due vini che si stanno facendo apprezzare al di fuori dei confini regionali.

Le altre cantine

Da Rionero in Vulture arrivano Le Cantine del Notaio, marchio forse conosciuto ai più, da Venosa arriva Grifalco e da Melfi il giovane progetto, proprio come chi la rappresenta, di Masseria dell’Imperatore. La Puglia ci propone la sua realtà biodinamica con la cantina Ognissole, che arriva dalla Murgia, mentre per la Sicilia c’è la produzione esclusiva di Etna Rosso di Ciro Biondi. E poi c’è la Campania, con una grande presenza di cantine che spaziano dall’Aglianico al Piedirosso, al Taurasi, ognuna con la loro personale versione, come fa Villa Raiano. E infine arriviamo al sud del Lazio con una parte del distretto del Cesanese tra il Piglio e Affile e i suoi rappresentanti.

Il programma

L’Evento, quasi necessario, si propone come vera e propria promozione culturale dei territori enologici del sud, di cui si conosce poco e forse poche volte sotto i riflettori. Due giorni per incontrare questi vignaioli del Sud e assaggiare, ma soprattutto conoscere dalle loro parole, i loro vini. Due giorni anche di Seminari di degustazione, che vogliono approfondire i vari terroirs attraverso vini in comparazione e vari approfondimenti dove verranno messe in evidenza le caratteristiche peculiari delle diverse zone di produzione.  Un programma fitto di appuntamenti, curati e guidati da Luciano Pignataro, e in cui non è facile scegliere. Si parte il sabato con un seminario dedicato a La Puglia di Gianfranco Fino e a seguire la degustazione “Sulle Ali Di Mercurio”, dove Vincenzo Mercurio, consulente vitivinicolo porterà in degustazione piccoli gioielli enologici, di aziende che segue, in un viaggio tra i rossi di Campania, Molise, Puglia e Sardegna. La domenica è la volta della “Verticale storica di Patrimo di Feudi di San Gregorioe della degustazioneI Grandi Rossi del Sud Italia”, dal negroamaro all’aglianico, dal gaglioppo alla tintilia fino ad arrivare al nerello mascalese, si andrà alla (ri)scoperta di quei grandi rossi del Sud Italia che tutto il mondo ci invidia grazie all’unicità del territorio di produzione.

Beviamoci Sud – Festival dei Vini Rossi del Sud Italia

Sabato 1 febbraio 2020 ore 14.00 – 20.00
Domenica 2 febbraio 2020 – ore 11.00 – 19.00

Radisson Blu Hotel, Via Filippo Turati 181 – Roma
Per i seminari iscrizione obbligatoria: eventi@riservagrande.com
Tutte le info sulla pagina ufficiale di Beviamoci Sud

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