Mangiare la frutta a fine pasto: si o no?

Premessa

Che la frutta rappresenti uno degli alimenti cardine dell’ alimentazione sana ed equilibrata è risaputo, ma ciò che oggi non è ancora chiaro è: “La frutta può essere consumata a fine pasto?”

La risposta è: si, fa bene alla salute in qualsiasi momento della giornata e si può mangiare prima, durante e dopo i pasti. È importante, come vedremo, avere delle accortezze nel caso si soffra di sensibilità intestinale.

La frutta occupa, insieme alle verdure ed ai cereali integrali, un ruolo fondamentale nella dieta mediterranea. Vanta l’apporto di acqua, fibre, vitamine, minerali e molecole bioattive: tutti elementi fondamentali per il benessere del nostro organismo.

Per poter godere a pieno tutti i suoi benefici, è importante variarne la scelta assecondando la stagionalità, consumando ciò che la natura è in grado di offrire in quel determinato momento dell’anno.

“Mangiare la frutta solo lontano dai pasti” : assoluta verità o leggenda?

Non vi sono studi scientifici che sconsigliano di mangiare la frutta dopo i pasti. Il motivo che alimenta questa credenza è essenzialmente uno: la sensazione di gonfiore e pesantezza che si può avvertire subito dopo, soprattutto chi soffre di sensibilità intestinale.

Facciamo chiarezza.

Beatrice Salvioli, gastroenterologa dell’ospedale Humanitas afferma che alcune tipologie di frutto presentano un’elevata capacità fermentativa. Per questo motivo, chi soffre di meteorismo, deve prestare attenzione nel concludere un pasto con la frutta, poiché potrebbe provocare un accumulo di gas nell’intestino con distensione del lume intestinale.

La sensazione di gonfiore non è data dalla frutta in sé, ma da un intestino irritato per altre motivazioni. La sensibilità intestinale può essere causata da disturbi come colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile e meteorismo.

Bisogna porre attenzione anche al tipo di pasto che precede la frutta: è più facile avere la pancia gonfia se si mangia la frutta dopo un pasto a base di carboidrati complessi, magari associato a proteine: nutrienti con tempi di digestione diversi rallentano l’intero processo digestivo provocando una fermentazione intestinale maggiore.

Al contrario, è  bene sottolineare che vi sono dei frutti che  facilitano la digestione, come ananas, papaya e kiwi. Essi contengono rispettivamente bromelina, papaina e proteasi actinidina: enzimi che facilitano i processi digestivi.

I benefici della frutta

L’ organizzazione mondiale della sanità consiglia 5 porzioni di frutta al giorno, senza limiti di orario o di abbinamento.

La frutta è un’ottima fonte di sali minerali e vitamine. Tra i sali minerali menzioniamo principalmente potassio, sodio, calcio e magnesio; mentre tra le vitamine esalta la vitamina C, contenuta nella frutta come agrumi, fragole e kiwi. Essa facilita l’assorbimento di ferro, per questo motivo, è buona abitudine aggiungere succo di limone sugli alimenti, facilitando così la trasformazione del ferro a livello gastrico nella forma più assorbibile.

La frutta contiene carotenoidi e flavonoidi, pigmenti naturali con notevoli proprietà benefiche. I carotenoidi sono fondamentali poiché si convertono in vitamina A, hanno una spiccata attività antiossidante e sono correlati con la longevità ideale negli esseri umani. I flavonoidi hanno proprietà antinfiammatorie, antiallergiche, antivirali ed anticancerogene. Arancia, albicocca, mela, pompelmo, papaya e mirtilli sono esempi di frutta ricca di carotenoidi e flavonoidi.

Nel libro “Il potere curativo dei cibi” di M. T. Murray, si descrive l’importanza della pectina, contenuta ad esempio nelle mele e nelle pere. Essa è una fibra speciale che ha dimostrato numerosi effetti benefici sulla salute. La pectina è una fibra che forma un gel, quindi aiuta la muscolatura intestinale a spingere i residui lungo l’intestino. Inoltre, essa lega ed elimina le tossine intestinali, abbassa il colesterolo e favorisce la perdita di peso. Le mele fresche contengono grandi quantità di acido ellagico, clorogenico e caffeico: sostanze dotate di significative proprietà anticancro.

Leggi anche: “Anguria, ecco perché hai fatto bene a mangiarla questa estate”

Preferire la frutta di stagione

La frutta, per godere di ottime caratteristiche qualitative e gustative, deve essere rigorosamente di stagione . Oggi è difficile saper distinguere, poiché ogni frutto è facilmente reperibile in ogni momento dell’anno. Alcune varietà di frutto sono di importazione, provenendo da diversi paesi e talvolta attraversano interi continenti.

Leggi anche: “Record ortofrutticoli (e non solo) dalla A alla Z”

La frutta di stagione cresce più forte in maniera naturale e subisce in misura minore gli attacchi di insetti e parassiti. La conseguenza è che si avrà bisogno di meno pesticidi per arrivare alla maturazione ottimale.

Di seguito una tabella rappresentante le stagionalità della frutta, per avere un quadro completo su quando consumare un determinato frutto.

Leave a Reply