Viaggio tra i ristoranti del Buon Ricordo: Terre di Brooklyn.

Il nostro tour per i locali dell’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo con Roberto Mirandola e Carlo Volponi continua e questo mese andiamo niente di meno che da Terre a Brooklyn per parlare con Daniele Tassi.

La dea bendata ha voluto che proprio nell’anno in cui entrava un locale newyorkese nell’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo mia moglie vincesse, in un concorso a premi, un soggiorno proprio nella “Grande Mela”. Una tappa nel nuovo locale era quindi d’obbligo e, con il senno del poi, è stata una scelta altrettanto fortunata. Bel locale, bella gente, musica dal vivo, ottima cena, ma soprattutto l’incontro con un grande anfitrione. È proprio merito di Daniele Tassi –  proprietario assieme ad Alessandro Trezza – che con la sua gentilezza e altrettanta disponibilità, ha trasformato una gradevole cena in un gran bel ricordo. Rivederlo alcune settimane dopo a Vietri assieme a sua moglie (in occasione dell’evento del 9 aprile scorso 100 Chef per una sera per il 60° compleanno dell’Unione, NdA) è stata una vera gioia, come rivedere un vecchio amico. Andiamo allora a scoprire la storia di questo locale e il racconto dell’ennesimo successo di nostri connazionali all’estero.

Carlo Volponi – Daniele, raccontami qualcosa di te e come sei arrivato a New York.

Daniele Tassi – Ho trentasette anni, sono perugino di Perugia e ho un amore viscerale per la mia regione, l’Umbria. È lì che ho iniziato a lavorare in cucina in vari ristoranti, poi in giro per il mondo non fermandomi mai troppo a lungo nello stesso posto, acquisendo esperienze diverse un po’ dappertutto. Il destino mi ha portato a New York dove ho conosciuto Alessandro (il socio, NdA). Anche lui ha una storia altrettanto interessante: abbandona il settore finanziario per dedicarsi alla gastronomia. Dapprima rilevando la gelateria-pasticceria di proprietà dei suoceri creando nel tempo una catena di gelaterie artigianali in Brianza (L’Albero dei Gelati, NdA) per arrivare alcuni anni più tardi qui in America. Ci siamo conosciuti proprio nel suo primo ristorante a Brooklyn nel quartiere di Williamsburg, dove ho iniziato a lavorare in sala. Sempre a Brooklyn c’era questa gelateria e, insieme, abbiamo deciso di trasformarla in un ristorante di cucina italiana con vini italiani naturali. Lo abbiamo inaugurato esattamente sei anni fa – il 7 marzo 2018 – e la scelta si è rivelata azzeccata. Questo quartiere è molto tranquillo, abitata essenzialmente da famiglie e si lavora decisamente bene.

CV – Cosa proponete ai vostri clienti?

DT – Qui si mangia italiano con prodotti di eccellenza fatti arrivare appositamente dall’Italia. Diamo particolare attenzione ai primi piatti di pasta che, dopo tutto, sono quelli per i quali la cucina del nostro Paese è famosa e apprezzata nel mondo. Siamo stati tra i pionieri del vino naturale a New York e la nostra cantina conta più di cento etichette. Dovendo passare attraverso dagli importatori, il vino in Nord America è costoso (almeno il triplo del prezzo che si può trovare in Italia). Chi viene da noi vuole bere vino di qualità e, con la possibilità di ordinare al calice, diamo la possibilità ai nostri clienti di spendere quanto meglio desiderano, ma bevendo sempre bene. Abbiamo perfino una nostra batteria per produrre l’Aceto Balsamico Tradizionale DOP con il quale completiamo alcuni dei piatti più richiesti. Non solo, nel nostro ristorante cerchiamo di diffondere la cultura del vino e del buon mangiare organizzando a cadenza quasi settimanale delle degustazioni a tema.

CV – Nota dolente: il conto?

DT – Rispetto a un locale di pari livello in Italia, ovviamente in Nord America mangiare fuori è più costoso. Complici il caro vita del dopo-pandemia, i costi per l’importazione delle materie prime e l’attuale rapporto sfavorevole euro-dollaro, si spende mediamente dal 50 al 70% in più. Nonostante ciò, nella area di New York ci consideriamo un locale di fascia media, ben lontano dai prezzi proposti da alcuni ristoranti di lusso di Manhattan.

CV – E il Buon Ricordo come compare nella vostra vita?

DT – Alcuni amici comuni ci hanno invitato a inviare la richiesta di associazione all’URBR, anche se il Buon Ricordo è sempre stato nel nostro DNA. Negli anni ’70 i miei nonni collezionavano questi particolari piatti e – strano a dirsi –  anche i suoceri di Alessandro erano collezionisti! Il passo, perciò, è stato relativamente breve. Adesso stiamo cercando una parete del ristorante per appendere i primi piatti della nostra raccolta. Dovrò fare anche un po’ di scorta a Vietri quando verrò il prossimo aprile.

Che cosa dire per concludere questo dell’incontro? Quali aggettivi si possono usare per una persona che ti abbraccia quando entri nel suo locale, si siede al tuo tavolo e rimane con te a chiacchierare tutta la sera come ti conoscesse da sempre? Grazie ancora Daniele!

Il Menù del Buon Ricordo si compone di tre portate, anche se la porzione di pasta è particolarmente abbondante: come antipasto si parte con tonno di coniglio in insalata; specialità del Buon Ricordo (primo piatto): pappardelle con ragù di cinghiale selvatico e si arriva al dessert con panna cotta con Aceto Balsamico Tradizionale DOP. Nel menù non sono comprese le bevande. L’acqua normalmente proposta nei ristoranti americani è la cosiddetta “acqua del sindaco”, gratuita e generalmente di buona qualità. Come d’uso negli Stati Uniti, ai prezzi indicati in carta occorre sempre aggiungere la tassa locale (corrispondente alla nostra IVA che nello stato di New York è dell’8,875%) e la mancia – obbligatoria – del 15-20%.

Informazioni

TERRE. PASTA E NATURAL WINE – 341 5th AVENUE – BROOKLYN, NY 11215  

Specialità e piatto omaggiato: pappardelle con ragù di cinghiale selvatico.

Costo per il Menù del Buon Ricordo: $105.00 (circa €102,00)

Contatti: terrebk.com  /  info@terrebk.com

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