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Roberto Mirandola

L’Almanacco Gastronomico di Luglio

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Ogni giorno, in Italia e nel mondo, si festeggia il cibo: dai semplici ingredienti alle ricette, più o meno tradizionali, quotidianamente si celebra una Giornata Nazionale. Una alternanza di prodotti tipici, di piatti divenuti famosi, di preparazioni che caratterizzano i pranzi in famiglia, le domeniche a casa o i giorni di festa. Ma anche sapori iconici della colazione, della merenda o di un particolare angolo del pianeta, senza dimenticare novità e cibo-spazzatura.

Roberto Mirandola, appassionato e preparato conoscitore del mondo del cibo, ha raccolto tutte le ricorrenze del mese di luglio, una sorta di Almanacco Gastronomico riassunto in due tabelle, una relativa all’Italia e una internazionale.

 

ALMANACCO GASTRONOMICO ITALIANO

1 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL BRODETTO, DELLA BURIDDA E DELLE ZUPPE DI PESCE
2 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEGLI SPAGHETTI AGLIO OLIO E PEPERONCINO
3 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEI CROSTACEI
4 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’APERITIVO ALL’ITALIANA
5 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEI SALTIMBOCCA ALLA ROMANA
6 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA SPAGHETTATA DI MEZZANOTTE
7 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL MELONE
8 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PASTA ALLA PUTTANESCA
9 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’INSALATA DI RISO E DELLE INSALATE DI PASTA
10 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA BRIOSCIA E GRANITA
11 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PIADINA ROMAGNOLA
12 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’INSALATA MISTA
13 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL COCOMERO
14 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEGLI ARROSTICINI
15 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEI PANZEROTTI
16 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PORCHETTA
17 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEI SUPPLÌ E DELLE CROCCHETTE
18 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’ACCIUGA E DELL’ALICE
19 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL PANE E PANELLE
20 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA SARDENAIRA
21 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL TONNO
22 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEGLI ARANCINI E DELLE ARANCINE
23 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL PESCE DIMENTICATO
24 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL BIANCOMANGIARE
25 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PARMIGIANA DI MELANZANE
26 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL PESCE AL SALE
27 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PASTA ALLA NORMA
28 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL LIMONE
29 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CAPONATA
30 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL SORBETTO
31 LUGLIO

GIORNATA NAZIONALE DEI FAGIOLINI

ALMANACCO GASTRONOMICO INTERNAZIONALE

1 LUGLIO GIORNATA DEL GUSTO DI GELATO CREATIVO (USA)
2 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’ANISETTA (USA)
3 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL ’MANGIATE FAGIOLI’ (USA)
4 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CESAR SALAD (USA)
5 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELL’APPLE TURNOVER (USA)

triangoli di pasta sfoglia ripieni di composta di mele

6 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL POLLO FRITTO (USA)
7 LUGLIO GIORNATA MONDIALE DEL CIOCCOLATO
8 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL CHOCOLATE WITH ALMONDS (USA)

si tratta di mandorle ricoperte singolarmente di cioccolato

9 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLO SUGAR COOKIE (USA)

semplice biscotto di forma rotondeggiante preparato con zucchero,

farina, burro, uova e aroma di vaniglia

10 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA PIÑA COLADA (USA)
11 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL MUFFIN AI MIRTILLI  (USA)
12 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL JELLO (USA)

prodotta da Kraft Foods, è una celebre gelatina ( il nome commerciale è Jell-O), molto popolare negli Stati Uniti. Da alcuni anni rappresenta una vasta gamma di prodotti.

13 LUGLIO GIORNATA MONDIALE DELLE FRENCH FRIES

in Italia corrispondono alle patate tagliate a bastoncino fritte

14 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL GRAND MARNIER (USA)
15 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL RIBES NERO (UK)

GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA DI TAPIOCA (USA)

16 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CILIEGIA (USA)

GIORNATA NAZIONALE DEGLI SPINACI (USA)

17 LUGLIO GIORNATA DELL GELATO ALLA PESCA (USA)
18 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL CAVIALE (USA)
19 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL DAIQUIRI (USA)
20 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL LECCA-LECCA (USA)
21 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL CIBO SPAZZATURA (USA)

GIORNATA NAZIONALE DELLA LAMINGTON (AUS)

soffice torta ricoperta di cioccolato e guarnita con sottili scaglie di cocco disidratato

22 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLO SCIROPPO D’ACERO (USA)
23 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL GELATO ALLA VANIGLIA (USA)

GIORNATA NAZIONALE DELL’HOT DOG (USA)

24 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TEQUILA (USA)

GIORNATA NAZIONALE DEL DRIVE-THRU (USA)

cibo per asporto ritirato rimanendo in automobile

25 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL VINO E FORMAGGIO (FRA)
26 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL MILKSHAKE AL CAFFÈ (USA)

frullato a base di gelato al gusto di caffè

27 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CREME BRÛLÉE E DELLA CREMA CATALANA (USA)
28 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DEL CIOCCOLATO AL LATTE (USA)
29 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLE ALETTE DI POLLO FRITTE (USA)
30 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CHEESECAKE (USA)
31 LUGLIO GIORNATA NAZIONALE DELLO ZUCCHERO FILATO (USA)

Glossario Gastronomico: Fiordilatte e Fiorentina

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Il Glossario Gastronomico è un “kit di pronto soccorso” per frequentatori assidui di ristoranti, una raccolta di 750 termini per aiutare a comprendere meglio il linguaggio utilizzato nel mondo della ristorazione, ma anche per fornire in poche righe informazioni e curiosità su alcune parole, materie prime, preparazioni e piatti-simbolo della tradizione gastronomica italiana che normalmente compaiono nei menu. “Le parole della ristorazione: dall’Abbacchio alla Zuppa Inglese” di Roberto Mirandola è un libro utile e dettagliato che consente al lettore di potersi orientare al meglio in un ambito fatto di definizioni, materie prime, tecniche di cottura e ricette tradizionali. Periodicamente pubblicheremo sulle pagine di Radio Food alcuni termini del Glossario Gastronomico, per scoprire il significato dei termini più ricorrenti utilizzati da chef, sommelier, critici e ristoratori.

Glossario Gastronomico: i termini

Fiordilatte: spesso genericamente chiamato mozzarella, è un formaggio fresco a pasta filata dal sapore più delicato rispetto alla mozzarella di bufala per via della minore percentuale di grasso presente nel latte. Tenero e morbido, dotato di una certa elasticità, ha  superficie liscia priva di crosta. Attualmente prodotto in tutta Italia e da secoli al Centro e al Sud, si ritiene originario della Campania. Nel 1996 ha ottenuto la certificazione STG, Specialità Tradizionale Garantita. Pur se realizzato con lo stesso procedimento, il fiordilatte cambia gusto anche in base alla forma: trecce e nodini, che restano più a lungo nella salamoia, sono generalmente più saporiti di bocconcini, ciliegine e mozzarelle tonde. Esistono inoltre mozzarelle da tavola e mozzarelle da pizza, riconosciute da una norma di legge: le prime devono contenere più acqua e grasso – nell’ordine del 20-25% – contro il 15-20% di quelle per pizza. Vedi anche Mozzarella di bufala.

 

Fiorentina: taglio di carne ricavato dalla lombata (la parte in corrispondenza alle vertebre lombari a metà della schiena dalla parte della coda) del vitellone, meglio se di razza Chianina. Il taglio, dal peso di circa 800-1.200 g, spesso di 4-5 cm, ha nel mezzo l’osso a forma di “T” con il filetto da una parte e il controfiletto dall’altra. La carne, precedentemente frollata per 5-6 giorni in cella frigorifera, al momento dell’utilizzo deve essere a temperatura ambiente. Cotta alla griglia sui carboni ardenti di legna di rovere per cinque minuti su ciascun lato senza condimenti, va girata una sola volta salando con sale grosso solo a cottura ultimata. Si mangia dopo alcuni minuti in modo che i succhi vengano riassorbiti per un risultato più succulento. In Toscana è detta semplicemente ‘bistecca’, ma in passato veniva chiamata ‘carbonata’. Furono alcuni turisti inglesi che nel 1565 in occasione di una festa celebrata in Piazza San Lorenzo a Firenze con un grande bue allo spiedo chiesero delle ‘beefsteak’ che i fiorentini tradussero per assonanza ‘bistecca’.

Fiori di zucca: nome erroneamente attribuito ai fiori femminili della zucchina che, insieme a quelli della zucca stessa e del carciofo, sono tra i pochi a essere consumati interi. Si gustano da aprile a metà ottobre  generalmente fritti (almeno due o tre per apprezzarne il sapore tenue) o in delicati risotti.

Flambé (o À la flamme): cospargere una pietanza con rum, cognac o altro liquore e darle fuoco prima di servirla. Celebre la crêpe al Grand Marnier flambé.

Foie gras: termine francese – significa ‘fegato grasso’ – per definire il fegato di oca o di anatra enormemente ingrossato con alimentazione forzata a prevalenza di amidi. Il foie gras di anatra ha sapore più deciso (oltre a sciogliersi meglio e più velocemente) anche se quello d’oca è il più diffuso, soprattutto marinato nel cognac e conservato in gelatina. I migliori sono il ‘foie gras entier’, un blocco intero costituito da uno o due pezzi di fegato o al massimo di due fegati differenti e il ‘foie gras’, di minore qualità costituito da diversi pezzi di fegato compattati. La tradizione francese impone di consumarlo freddo, come primo piatto o per farcire preparazioni di frutta, soprattutto a base di fichi. Un altro abbinamento classico è spalmato sul pan brioche, accompagnato da una composta di mele cotogne o di cipolle rosse. Nonostante il procedimento per ottenere il foie gras risalga agli antichi Romani, oggi la produzione mondiale è concentrata per circa l’80% in Francia, nelle zone di Strasburgo e Tolosa.

Fonduta: crema liscia di formaggio o combinazione di formaggi a pasta dura fusa all’interno di una particolare casseruola in ghisa, porcellana o terracotta – detta ‘caquelon’ – per essere poi mangiata ancora calda. In Italia la più famosa è la fonduta valdostana preparata con la Fontina stagionata almeno 6 mesi.

Formaggio di fossa: formaggio DOP di latte ovino o misto a vaccino, stagionato per circa tre mesi nelle cosiddette “fosse” ovali scavate nella roccia con erbe aromatiche, la cui miscela è patrimonio segreto di ogni casaro. Il vero formaggio di fossa si produce soltanto a Sogliano al Rubicone (FC) da oltre cinque secoli, a Talamello (RN) e nelle cosiddette Terre Malatestiane.

Il pranzo è servito! Ma nel portavivande

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Solitamente più un oggetto è familiare, più ha una biografia densa di aneddoti, persone, fatti, luoghi che si intrecciano all’evoluzione degli usi e dei costumi ed evolvono insieme a un pezzo di storia di un Paese. Accade così anche per il portavivande, che tutti conosciamo e abbiamo incontrato almeno una volta, se non ogni giorno. Oggetto comunissimo e indispensabile, ci accompagna per i nostri pasti fuori casa in particolare di questi tempi per colpa della crisi. Ma anche perché a lavoro si è sempre di corsa e al panino, in piedi al bar, si preferisce un cibo più sano e curato.

 

La storia del portavivande

L’esigenza di trasportare e conservare il cibo è antica e diffusa in tutte le culture anche ai giorni nostri: è famoso il bento giapponese, elegante scatola in legno laccato divisa in scomparti o il tiffin carrier indiano, insieme di contenitori in acciaio, tondi e schiacciati, impilati uno sull’altro.

In Italia già nel 1833 la gavetta o marmitta faceva parte del corredo militare e serviva per contenere il rancio. Era in ferro battuto e pesantissimo. E infatti venne riprogettata nel 1930 in lamiera di alluminio, leggera e senza saldature. Negli anni ’50 divenne popolare la schiscetta (termine dialettale milanese – curiosamente difficilissimo da pronunciare per un straniero – derivato da schiscià, perché il cibo veniva schiacciato nel contenitore), simbolo della fabbriche e del lavoro. Fu Renato Caimi, titolare insieme al fratello Mario della Caimi Brevetti S.p.A. ad avere l’intuizione di produrre nel 1952 “La 2000”, un contenitore a chiusura ermetica destinato a contenere il pranzo di operai, impiegati e studenti. All’epoca non c’erano mense aziendali, distributori automatici o locali di produzione e vendita di cibi per asporto, i cosiddetti take-away.

 

L’alternativa ecologica al pranzo fuori casa

Se un tempo portavivande e borracce erano l’unica possibilità per portare un pasto fuori casa, oggi rappresentano un’alternativa ecologica e salutare per la pausa, perché permettono la riduzione delle confezioni usa e getta e, soprattutto consentono di mangiare cibo sano, preparato nella propria cucina. Sono stati scritti libri di ricette e molti  chef  si sono ispirati al portavivande per creare ricette concepite per resistere alcune ore in un contenitore, essere trasportate, eventualmente riscaldate e consumate nel contenitore stesso.

Anch’io qualche volta uso il portavivande per la mia pausa di mezzogiorno. Recentemente il mio portapranzi conteneva: insalata di riso nello scomparto inferiore, roast beef con patate bollite e prezzemolo nello scomparto superiore e una macedonia di frutta fresca con fichi, albicocche, mango e fragoline di bosco nel recipiente più piccolo. Un pasto completo, ma soprattutto sano ed economico.

 

L’MB Square grigio Coton monbento® è l’interpretazione in chiave moderna del portavivande

Il design

Colorati e multiformi, sono disponibili in vari materiali. I due più diffusi sono certamente l’acciaio e la termoplastica. Due le caratteristiche principali di questi oggetti: la capacità di conservare il cibo alla stessa temperatura – ossia l’isolamento termico – e la chiusura ermetica. Alla base della prima vi è una scoperta importante, conosciuta come “vaso di Dewar” dal nome del fisico britannico James Dewar (1842-1923) che nel 1892 intuì per primo come un vaso con due pareti separate da una cavità sottovuoto avrebbe permesso al liquido contenuto all’interno di mantenere la temperatura iniziale pià a lungo. Il primo “vaso a vuoto” fu prodotto nel 1904 da un’azienda tedesca, la Thermos GmbH, che ne diede quindi per sempre il nome che oggi conosciamo.

Sull’intuizione di Dewar si fondano ancora i portavivande e le borracce termiche contemporanee che abbinano un design moderno all’antica idea del multistrato con sottovuoto. Sono nuovi modelli leggeri e maneggevoli, economici, colorati, tecnologici e tutti con l’indispensabile chiusura ermetica. Perfetti come regalo per chi non è indifferente alle tematiche ambientali e pronti a diventare un vero e proprio oggetto di culto. Bella invenzione il portavivande!

Glossario Gastronomico

Glossario Gastronomico: Fegato alla Veneziana – Fettuccine Alfredo

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Il Glossario Gastronomico è un “kit di pronto soccorso” per frequentatori assidui di ristoranti, una raccolta di 750 termini per aiutare a comprendere meglio il linguaggio utilizzato nel mondo della ristorazione, ma anche per fornire in poche righe informazioni e curiosità su alcune parole, materie prime, preparazioni e piatti-simbolo della tradizione gastronomica italiana che normalmente compaiono nei menu. “Le parole della ristorazione: dall’Abbacchio alla Zuppa Inglese” di Roberto Mirandola è un libro utile e dettagliato che consente al lettore di potersi orientare al meglio in un ambito fatto di definizioni, materie prime, tecniche di cottura e ricette tradizionali. Periodicamente pubblicheremo sulle pagine di Radio Food alcuni termini del Glossario Gastronomico, per scoprire il significato dei termini più ricorrenti utilizzati da chef, sommelier, critici e ristoratori.

Glossario Gastronomico: i termini

Fegato alla veneziana

Tipico secondo piatto veneziano diffuso anche nel resto del Veneto. La sua caratteristica principale è il contrasto tra il gusto dolce della cipolla e il gusto intenso del fegato. La preparazione tradizionale richiede l’utilizzo di fegato di vitello, cipolle bianche, olio d’oliva extravergine, burro, prezzemolo fresco e aceto, ovvero un ingrediente acido adatto a smorzare il sapore intenso del fegato. È una ricetta molto antica che arriva addirittura dall’epoca romana. ‘Fegato’ deriva da ‘ficatum’ poiché i Romani usavano cuocerlo con i fichi per coprirne il sapore e l’odore, venendo poi sostituiti dalle cipolle. L’accompagnamento ideale del fegato alla veneziana è il purè di patate.

Fesa

Taglio di carne bovina di prima qualità. Coincide con la coscia, ottima sia nella sua parte interna, proveniente dalla zona del muscolo femorale, sia in quella esterna tagliata nella parte superiore della coscia stessa. La fesa interna è uno dei tagli migliori dei bovini in quanto, oltre ad essere saporita, è piuttosto magra. Si rivela perfetta per ricavare bistecche morbide e corpose o per la preparazione di spezzatini con la parte più esterna del grande trancio di carne. La fesa esterna è detta anche rosa.

Fettuccine Alfredo

Piatto presente nei menu di quasi tutti i ristoranti italiani all’estero che (non) si rispettino. Nonostante quasi nessun locale in Italia con pretese di serietà oggi ardisca a metterle in carta, ad eccezione dei ristoranti “Alfredo alla Scrofa” e “Il Vero Alfredo” di Roma che rivendicano l’origine della ricetta preparata per la prima volta nel 1908 da Alfredo Di Lelio e servita nel 1927 a due famosi attori hollywoodiani dell’epoca che ne sancirono il definitivo successo, sono – appunto – delle fettuccine di pasta all’uovo condite con doppio burro e Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi, grattugiato e setacciato a cui si unisce dell’acqua di cottura per mantecare. Vanno gustate fumanti.

Fiammifero (A)

Taglio di verdure o, molto più raramente, di carni cotte a bastoncini sottili.

Filetto

Taglio di carne, principalmente di bovino adulto, tra i più noti e pregiati per via della sua indiscussa tenerezza. Normalmente è diviso in tre parti: la testa, il cuore, la coda. Dalla testa si ricavano le bistecche da cuocere in padella, dal cuore le Chateaubriand e i tournedos per le cotture alla griglia. Dalla coda, invece, i filet mignon da preparare anch’essi in padella da accompagnare con salse varie.

Finger food

Anglicismo per indicare tutti quei cibi che si possono “convenientemente” portare alla bocca con le dita. Appartengono a questa categoria gli scottadito e le costine di maiale, entrambi preparati alla griglia, ma anche le olive all’ascolana e le patatine fritte. Altre pietanze che rientrano in questa categoria sono i piccoli spiedini e le polpettine di dimensioni tali da poter essere mangiate in un solo boccone.  

Fior di sale

Termine per definire “la miglior parte” di un prodotto, in questo caso il sale. Chiamato anche ‘il caviale del sale’, è un salgemma privo di processi di raffinazione conservando così integre tutte le sue proprietà. Più grosso dei sali fini utilizzati normalmente in cucina, si presenta sotto forma di piccoli cristalli naturali di colore bianco opaco, mantenendo una certa umidità e profumo di arziglio. Ha un livello di sapidità leggermente inferiore del sale tradizionale.
Almanacco Gastronomico Giugno

L’Almanacco Gastronomico di Giugno

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Ogni giorno, in Italia e nel Mondo, si festeggia il cibo: dai semplici ingredienti alle ricette, più o meno tradizionali, quotidianamente si celebra un “National Day“. Una alternanza di prodotti tipici, di piatti divenuti famosi, di preparazioni che caratterizzano i pranzi in famiglia, le domeniche a casa o i giorni di festa. Ma anche sapori iconici della colazione, della merenda, di un particolare angolo del pianeta, senza dimenticare novità e junk food. Roberto Mirandola, appassionato e preparato conoscitore del mondo del cibo, ha raccolto tutte le ricorrenze del mese di Giugno, una sorta di Almanacco Gastronomico riassunto in due tabelle, una relativa all’Italia ed una internazionale (qui i calendari relativi a mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio e marzo, aprile e maggio).

ALMANACCO GASTRONOMICO ITALIANO di GIUGNO

1 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEL LATTE

GIORNATA NAZIONALE DEL FRITTO MISTO

2 GIUGNO

Festa della Repubblica

GIORNATA NAZIONALE DELLE PENNETTE ALLA GARIBALDINA

in occasione dell’anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi

3 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA CREMA FRITTA
4 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL CULATELLO
5 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEI FIORI DI ZUCCA FRITTI
6 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL GNOCCO FRITTO
7 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELL’INSALATA RUSSA
8 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA MERINGA ALL’ITALIANA
9 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL CARPACCIO
10 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEI GRANI ANTICHI
11 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA CIPOLLA
12 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELL’ALBICOCCA
13 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELL’INSALATA CAPRESE
14 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL POLLO ALLA MARENGO
15 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL POMODORO
16 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEGLI INVOLTINI DI CARNE
17 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA PAPPA AL POMODORO
18 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELL’IMPEPATA DI COZZE
19 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA PANZANELLA
20 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL GELATO ALLA CREMA
21 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA GALANTINA DI POLLO
22 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA MAZZINI

in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini

23 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA MACEDONIA DI FRUTTA
24 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA ZUCCHINA
25 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA PASTA ALLO SCOGLIO E ALLA PESCATORA
26 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL SEMIFREDDO
27 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL GELATO
28 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL BABÀ
29 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL FRITTO DI PARANZA
30 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEGLI SCIALATIELLI

ALMANACCO GASTRONOMICO INTERNAZIONALE di GIUGNO

1 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEL LATTE
2 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL POLLO ALLO SPIEDO (USA)
3 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL FISH AND CHIPS (UK)

GIORNATA NAZIONALE DELL’UOVO (USA)

4 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL FORMAGGIO (USA)

GIORNATA NAZIONALE DEL DONUT / DOUGHNUT (USA)

ogni primo venerdì del mese di giugno

5 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL GINGERBREAD (USA)

a dispetto del nome, non è un pane bensì una torta

(somigliante nella forma a un fruit cake) a base di zenzero

6 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEL MOONSHINE (USA)

letteralmente ‘chiaro di luna’. In realtà si tratta di un termine, retaggio del periodo del proibizionismo, riferito agli alcolici prodotti e/o venduti di contrabbando

7 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL GELATO AL CIOCCOLATO (USA)
8 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL DOUGHNUT RIPIENO DI MARMELLATA (USA)

variante del celebre dolce fritto americano a forma di ciambella farcito di confettura si lamponi. Nella forma e nel gusto ricorda molto il krapfen

9 GIUGNO GIORNATA INTERNAZIONALE DEL DARK’N STORMY

cocktail a base di ginger beer, rum nero e lime

GIORNATA NAZIONALE DELLA CROSTATA DI FRAGOLE E RABARBARO (USA)

10 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL TÈ FREDDO (USA)
11 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL CORN ON THE COB (USA)

letteralmente ‘chicchi (di mais) sulla pannocchia’. Si tratta di una pannocchia bollita, successivamente infilzata con uno stecchino, condita con burro fuso e gustata calda.

12 GIUGNO GIORNATA INTENRAZIONALE DLE FALAFEL

GIORNATA NAZIONALE DEL VINO ROSÉ (USA)

13 GIUGNO GIORNATA DEL BEANS ‘N’ FRANKS (USA)

si tratta di uno stufato di würstel tagliati a rondelle e fagioli

14 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL BOURBON (USA)
15 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA BIRRA (UK)

GIORNATA NAZIONALE DELL’ARAGOSTA (USA)

16 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL VEGEMITE (AUS)

crema spalmabile a base di estratto di lievito ottenuto dal processo di produzione

della birra. È molto simile, se non uguale, al più celebre Marmite® inglese

17 GIUGNO GIORNATA DELLA VERDURA FRESCA (USA)

GIORNATA NAZIONALE DELLO STRUDEL DI MELE (USA)

18 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEL SUSHI

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL PICNIC

19 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL MARTINI® DRY (USA)
20 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL VANILLA MILKSHAKE (USA)

frullato a base di gelato alla vaniglia

21 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLO SMOOTHIE (USA)

corrisponde al nostro frullato di frutta

22 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEGLI ANELLI DI CIPOLLA FRITTI (USA)
23 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL PECAN SANDY (USA)

biscotto rustico di forma circolare con aggiunta di noci pecan

24 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLE PRALINE (USA)
25 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL PESCE GATTO (USA)

GIORNATA DI ANTHONY BURDAIN

in occasione dell’anniversario della nascita del celebre cuoco e gastronomo americano

26 GIUGNO GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NOCE DI COCCO

GIORNATA NAZIONALE DEL BUDINO DI CIOCCOLATO (USA)

27 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELL’ORANGE BLOSSOM (USA)

cocktail preparato con succo d’arancia, gin e zucchero

28 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DELLA TAPIOCA (USA)
29 GIUGNO GIORNATA DELL’ALMOND BUTTER CRUNCH (USA)

dolce con base di caramello guarnito con scaglie di mandorle

30 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE DEL MAI TAI (USA)

celebre cocktail di ispirazione polinesiana a base di rum, curaçao, orzata e lime

Capperi

Capperi! Che Capperi!

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Tra i frutti degli arbusti spontanei che contraddistinguono la macchia mediterranea ce n’è uno che ha spodestato il prezzemolo dal trono di onnipresenza: è il cappero. Lo si trova nel vitel tonné, nella pizza alla napoletana, come ingrediente del sugo alla puttanesca, ma anche nell’insalata pantesca, il piatto tipico dell’isola di Pantelleria che rappresenta una portata ideale per i pranzi estivi (oltre ai capperi, si utilizzano patate, pomodori Pachino, olive nere, cipolle di Tropea, timo, basilico, origano e olio d’oliva extravergine).

In Italia, la superficie coltivata a cappero si aggira intorno ai 1.000 ettari, distribuiti tra Liguria, Puglia, Campania e soprattutto in Sicilia, regione indubbiamente riconosciuta come centro della produzione italiana di qualità grazie al Cappero di Pantelleria insignito nel 1996 della Indicazione Geografica Protetta e al Cappero delle Isole Eolie al quale l’anno scorso è stata assegnata dall’Unione Europea la Denominazione di Origine Protetta.

Caratteristiche ed origini

Il cappero – nome scientifico Capparis Spinosa – è un arbusto spontaneo che cresce nelle regioni mediterranee e in Oriente. A “seminarlo” ci pensano gechi e lucertole: quando il frutto matura e si apre, questi rettili mangiano i semi e succhiano il liquido in cui sono immersi. I semi vengono poi sono espulsi per defecazione, permettendo così alla pianta di riprodursi. Ecco la ragione per cui queste piante crescono in posti impensabili. Grazie a condizioni climatiche e geomorfiche uniche, i capperi possono essere considerati naturalmente biologici poiché non necessitano di alcun trattamento o concimazione. A lasciarli sbocciare i capperi produrrebbero fiori bellissimi dal colore bianco-rosato, simili a orchidee e frutti tondi chiamati cucunzi, una sorta di cetriolini, ottimi sottaceto e come aperitivo. Ma ciò succede di rado, perché il cappero non è il frutto, ma il bocciolo.

La raccolta

La raccolta avviene a mano, uno per uno, dalla fine di maggio ai primi giorni di settembre. Stesi all’ombra ad asciugare subito dopo la raccolta, sono poi lavorati con la tecnica della salatura per permetterne il consumo, la conservazione e la conservazione delle proprietà organolettiche. Il procedimento tradizionale prevede che i capperi siano sistemati in ceste di vimini, alternando uno strato di boccioli con uno di sale marino grosso e rimuovendone il contenuto dopo una decina di giorni. A seconda del tipo e delle dimensioni i capperi conservati sottosale, sottaceto o in salamoia – tanto più sono piccoli, tanto più sono considerati di qualità – in cucina si prestano a svariate preparazioni di primi piatti di pasta, secondi di carne e pesce, salse e sughi:

MEDIO-GRANDI adatti per tutti gli usi;
GRANDI da tritare per arricchire salse;
OVALI ottimi per i sughi e per il pesce;
CAPPERINI, i più pregiati, per insalate e paste;
SOTTOSALE adatti a tutti gli usi per via del loro sapore intenso;
FRUTTI DEL CAPPERO da accompagnare a cocktail come il Martini o il Negroni.

Se in Italia le coltivazioni sono soprattutto concentrate al Sud (necessitano infatti di un clima caldo e soleggiato per lunghi periodi dell’anno) i tre maggiori produttori a livello mondiale sono, nell’ordine: Marocco, Spagna e Turchia.

Oltre agli usi in cucina sopra citati e come stuzzichino per l’aperitivo preserale, il cappero consumato al naturale riesce a sprigionare tutti suoi effetti benefici. Particolarmente il Cappero di Pantelleria, il cui territorio vulcanico gli conferisce un gusto particolare che non è rintracciabile in nessun’altra parte del mondo. Sin dai tempi dei Greci e dei Latini, infatti, era conosciuto anche per le sue virtù toniche, diuretiche e digestive. Un trattato del ‘600 ne conferma le proprietà curative, abbassa la pressione sanguigna, allevia il mal di denti e stuzzica l’appetito. Non solo quello del cibo: le virtù afrodisiache di questo arbusto si tramandano di epoca in epoca, dalla Bibbia alla letteratura greca, fino alla tradizione contadina. Capperi!

L’Almanacco Gastronomico di Maggio

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Ogni giorno, in Italia e nel Mondo, si festeggia il cibo: dai semplici ingredienti alle ricette, più o meno tradizionali, quotidianamente si celebra un “National Day“. Una alternanza di prodotti tipici, di piatti divenuti famosi, di preparazioni che caratterizzano i pranzi in famiglia, le domeniche a casa o i giorni di festa. Ma anche sapori iconici della colazione, della merenda, di un particolare angolo del pianeta, senza dimenticare novità e junk food. Roberto Mirandola, appassionato e preparato conoscitore del mondo del cibo, ha raccolto tutte le ricorrenze del mese di Maggio, una sorta di Almanacco Gastronomico riassunto in due tabelle, una relativa all’Italia ed una internazionale (qui i calendari relativi a mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio e marzo e aprile).

ALMANACCO GASTRONOMICO ITALIANO di MAGGIO

1 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DI FAVE E PECORINO
2 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA FRITTATA
3 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE CAROTE
4 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA DI ROSE
5 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI DOLCI DA CREDENZA
6 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE OLIVE
7 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL MIELE
8 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA MAMMOLA (detto anche CARCIOFO ROMANESCO)
9 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE UOVA
10 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL MARZAPANE
11 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE RICETTE DI PETRONILLA

in occasione della nascita di Amalia “Petronilla” Moretti Foggia,

giornalista, autrice e medico

12 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA CAPRESE
13 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE MANDORLE E DEI CONFETTI
14 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE SEPPIE CON I PISELLI
15 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI CANESTRELLI
16 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL VITELLO TONNATO (o VITEL TONÉ)
17 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLO ZABAIONE
18 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA BORRAGINE
19 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE FRAGOLE
20 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELL’ORTICA
21 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI BRUSCANDOLI  (o CIME DI LUPPOLO SELVATICO)
22 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLO SCIROPPO DI ROSE
23 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA DI TAGLIATELLE
24 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE PENNE ALL’ARRABBIATA
25 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL PAN DI SPAGNA
26 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL PESCE IN CARPIONE
27 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CROSTATA DI VISCIOLE
28 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL CIBO NELL’ARTE
29 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL COREGONE (detto anche LAVARELLO)
30 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI TRAMEZZINI
31 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE CILIEGIE

ALMANACCO GASTRONOMICO INTERNAZIONALE di MAGGIO

1 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL PARFAIT AL CIOCCOLATO (USA)
2 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI TARTUFI (USA)
3 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA AI LAMPONI (USA)
4 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE SCORZETTE DI ARANCIA CANDITE (USA)

e, per estensione, della frutta candita in generale

5 MAGGIO GIORNATA DELL’OSTRICA (USA)
6 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE ‘PER NON SEGUIRE ALCUNA DIETA’ (USA)

GIORNATA NAZIONALE DELLA CRÊPE SUZETTE (USA)

7 MAGGIO GIORNATA MONDIALE DELLE TORTE
8 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA CROSTATA ALLA CREMA DI COCCO (USA)
9 MAGGIO  GIORNATA NAZIONALE DEL VINO MOSCATO (USA)
10 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA GELATO (USA)
11 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL PESCE DI CIOCCOLATO (NZL)

marshmallow ricoperto di cioccolato al latte.

Si regala in segno di riconoscenza per un lavoro ben eseguito

GIORNATA NAZIONALE DEL ‘MANGIA QUELLO CHE VUOI’ (USA)

12 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA NUTTY FUDGE (USA)

biscotti americani spessi e di forma quadrata preparati con dischetti di cioccolato al latte, burro, estratto di vaniglia, latte condensato e nocciole spezzettate

13 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’HUMMUS

GIORNATA NAZIONALE DELLA TORTA DI MELE (USA)

14 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL BUTTERSCOTCH BROWNIE

e DEL BUTTERSCOTCH BISCUIT (USA)

biscotti di origine americana, spessi e di forma quadrata per la versione brownie e di forma irregolare per la versione bisoctto,  a base di zucchero di canna.

15 MAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL WHISKY
16 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE BARBEQUE (USA)
17 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA NOCE (USA)
18 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL MARSHMALLOW (AUS)

GIORNATA NAZIONALE DEL SOUFLLÉ AL FORMAGGIO (USA)

19 MAGGIO GIORNATA DELLA DEVIL’S FOOD CAKE (USA)

letteralmente ‘torta al  cibo del diavolo’. Si tratta appunto di torta di pan di Spagna al cacao con intervallati strati di crema ganache utilizzata anche per la copertura finale

20 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLA QUICHE LORRAINE (USA)
21 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE FRAGOLE CON PANNA MONTATA (UK)
22 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL BUDINO ALLA VANIGLIA (USA)
23 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEI TAFFY (USA)

caramelle mou originarie di Atlantic City (NJ) avvolte in una carta colorata

24 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELLE ESCARGOT (USA)
25 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL VINO (USA)
26 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL CHERRY DESSERT (USA)

sorta di crostata di ciliegie sciroppate

su un letto composto di panna montata e crema di marshmallow

27 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DELL’ITALIAN BEEF (USA)

a dispetto del nome è un panino imbottito di carne di manzo bollita e fatta a pezzo successivamente speziata. È originario di Chicago.

28 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL BURGER (AUS e USA)

inteso come panino / hamburger

29 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL BISCOTTO (UK)

GIORNATA NAZIONALE DEL COQ AU VIN (FRA)

pollo cotto nel vino rosso

30 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL MINT JULEP (USA)

celebre cocktail a base di sciroppo di menta e whisky (Bourbon)

31 MAGGIO GIORNATA NAZIONALE DEL MACAROON (USA)

Glossario Gastronomico: Faraona e Farina

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Il Glossario Gastronomico è un “kit di pronto soccorso” per frequentatori assidui di ristoranti, una raccolta di 750 termini per aiutare a comprendere meglio il linguaggio utilizzato nel mondo della ristorazione, ma anche per fornire in poche righe informazioni e curiosità su alcune parole, materie prime, preparazioni e piatti-simbolo della tradizione gastronomica italiana che normalmente compaiono nei menu. “Le parole della ristorazione: dall’Abbacchio alla Zuppa Inglese” di Roberto Mirandola è un libro utile e dettagliato che consente al lettore di potersi orientare al meglio in un ambito fatto di definizioni, materie prime, tecniche di cottura e ricette tradizionali. Periodicamente pubblicheremo sulle pagine di Radio Food alcuni termini del Glossario Gastronomico, per scoprire il significato dei termini più ricorrenti utilizzati da chef, sommelier, critici e ristoratori.

Glossario Gastronomico: i termini

Fagottino

Quadrato o disco di pasta (o crespella) ripieno e chiuso riunendo il lembi verso l’alto e arrotondandoli. I più comuni – fritti o gratinati – sono variamente imbottiti e spesso serviti come antipasto. Esistono anche fagottini di carne o verdura che costituiscono generalmente un secondo piatto.

Faraona

Volatile da cortile non assimilabile alla selvaggina sebbene non rientri nemmeno nel pollame. Discende infatti da una specie selvatica africana, ma il suo allevamento – a dispetto del nome – non fu avviato dagli Egizi, bensì dai Greci. Ha carni cosiddette grigie, cioè più scure di quelle del pollo o del tacchino. Il sapore viene paragonato, sia pure lontanamente, a quello del fagiano ma, a differenza di quest’ultimo, ha carni più morbide. Si può cucinare al forno in agrodolce con uvetta sultanina e pinoli oppure alla creta.

Farcia

Guarnizione composta da diversi ingredienti, tritati, conditi e usati come ripieno per preparazioni di carni, pesce e verdure (ad esempio: polpettine, paste, mousse e terrine). Non è da confondere con il ripieno: meno fine, più grossolano.

Farina

Prodotto ottenuto dalla macinazione di cereali –  normalmente frumento – sebbene esistano polveri che vengono erroneamente definite farine come, ad esempio, quelle di alcuni frutti (castagne o mandorle) o di legumi (fave). Si trovano farine di grano tenero destinate alla preparazione di pasta all’uovo, pane, dolci da forno, besciamella e farine di grano duro per produrre generalmente pasta o particolari tipi di pane. Le diciture ‘00’ e ‘0’ indicano quanto il grano è stato raffinato, cioè se è stato privato del germe e della crusca. La classificazione italiana va dallo 00 della farina più raffinata di colore bianchissimo, chiamata anche ‘fior di farina’, fino alla 2 della semi-integrale.

Fassone

Bovino autoctono italiano allevato per la produzione di carne. Ha carni tenere, poco grasse e compatte e un’elevata percentuale di tagli di carne di prima categoria. Deve il suo nome alla denominazione usata dagli addetti per i bovini caratterizzati da masse muscolari ipertrofiche molto sviluppate. Il Fassone più produttivo in quanto a carne è il maschio di razza Piemontese. Spesso (e per moda) nei menu si trova il termine ‘Fassona’, ma solo una piccola parte delle femmine – circa il 10-15% – rispecchia i canoni sopra citati. Tradizionalmente dedicata a piatti langaroli come il vitel tonné, il bollito misto o il brasato al Barolo (o nella variante alla Barbera), è una carne utilizzata anche cruda come antipasto (battuto di Fassone).

Fegatini

Il termine in sé fa riferimento al fegato dei polli, sebbene nella categoria rientrino anche faraone e tacchini. Per oche e anatre si usa invece il termine fegato. I fegatini trovano ampio uso in numerose ricette soprattutto nella preparazione di crostini e della minestra di riso e fegatini.

Andare per Osterie in Veneto

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“Piacere è andare in compagnia ora a una locanda ora a un’osteria” così scriveva Carlo Goldoni in una sua commedia. L’osteria  veneta è un modello che sembra resistere, nonostante le difficoltà della congiuntura economica, le campagne antialcol e il turismo mordi e fuggi che vorrebbe imporre altri generi di offerta. Non solo esistono le osterie, ma da qualche anno  vengono declinate in nuove forme – i cosiddetti wine bar – che sostanzialmente rappresentano l’evoluzione delle vecchie mescite. L’osteria ha per i veneti prima di tutto (magari implicitamente) una sorta di valore culturale: è il luogo dell’aggregazione e della chiacchiera disimpegnata prima ancora del posto dove bere un bicchiere di vino, qui chiamato ombra o, in alternativa affiancato da qualche anno, uno spritz. Il ‘ndemo a bevare na ombra’ o ‘ndemo a farse un spriss’, l’andiamo a bere un bicchiere di vino o a farci uno spritz dette da un veneto sono innanzitutto un invito a trovare un momento di relax, a concedersi una pausa, che ha nel calice (di vino o del celebre cocktail) il pretesto. Una sorta di rito cui è difficile non ottemperare.

L’autenticità dell’Osterie del Veneto

Proprio perché a prevalere è l’aspetto aggregativo, e in certo senso anche quello rituale, l’osteria veneta è l’antitesi della velocità, della corsa esasperata: non è un caso che in Veneto il bicchiere quasi mai lo si svuoti frettolosamente e meno che meno si rinunci ad accompagnarlo con un boccone. Tant’è che in osteria non manca mai di che accompagnare il vino, a partire dalle polpettine di carne o da quelli che li chiamano spuncioti  o cicchetti a Venezia, ossia delle tartine di pane su cui l’oste appoggia di tutto un po’, secondo fantasia: dalla sopressa all’acciuga sottolio, dal prosciutto crudo al baccalà mantecato, dalle sarde in saor alla fetta di polenta abbrustolita. All’ora di pranzo, ecco arrivare anche un piatto caldo, quasi sempre supertradizionale come la pasta e fagioli o il bacalà (quello con una sola “c”, alla veneta). Ovvio che il vino abbia comunque un ruolo centrale e l’avventore qui è particolarmente esigente, ma le immancabili lavagne da osteria elencano ogni giorno decine di etichette ed altrettante leccornie per le quali c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Lo sappia chi si reca in Veneto per turismo: una sosta in osteria va programmata al pari della visita dei tanti luoghi famosi: dalla Basilica del Santo a Padova, all’Arena di Verona, a Piazza San Marco a Venezia per citarne solo alcuni. Il Veneto senza osterie è impensabile: non sarebbe più lo stesso, come se venisse improvvisamente a mancare il mito del giro in gondola a Venezia o la visita al balcone di Giulietta a Verona. Viva il Veneto, viva le osterie!