Educazione alimentare: prima gli adulti, poi i bambini

By 13/10/2020Articoli
Educazione alimentare

Quanti genitori sono un esempio per i propri figli sul piano alimentare? I figli, quotidianamente, assorbono molteplici informazioni dalle azioni dei genitori, piuttosto che dalle parole che essi dicono, per questo motivo è importante essere un esempio e mostrare coerenza tra il cosiddetto “dire” e “fare”. I bambini osservano le abitudini dei propri cari e spesso le fanno proprie, per cui, parlando di sana alimentazione, è importante che il genitore sappia curare prima la propria alimentazione e, di conseguenza, quella dei propri figli.  Che il cibo sia un piacere dettato dal gusto è un dato di fatto, ed è fondamentale che per il genitore non diventi anche motivo di compensazione o malessere, poiché se viene utilizzato per gestire emozioni o se è vissuto in maniera poco flessibile, si corre il rischio di trasmettere schemi errati al bambino.

La sperimentazione del gusto

Per quanto riguarda il gusto, è un senso che si costruisce con il tempo e che si può direzionare fin da subito. È fondamentale sperimentare, assaggiare, apprezzare i diversi sapori senza essere selettivi, poiché è l’unica soluzione per cercare di garantirgli un’alimentazione varia ed equilibrata. Un altro obiettivo importante è cercare di insegnare ai figli, con i giusti tempi, di sintonizzarsi sul naturale meccanismo di fame e sazietà, senza obbligarli necessariamente a finire il piatto: se un bambino dice “basta” nella gran parte dei casi è sazio, e dunque è inutile e controproducente imporgli altro cibo. L’obbiettivo risulta essere un continuo imparare ad autoregolarsi ascoltando il proprio Io, senza essere influenzato da imposizioni esterne.

Proibito proibire

Infine, è controproducente anche proibire determinati cibi e, solitamente, quando si parla di proibizioni, si parla sempre di cibi desiderati. Vietare determinati alimenti, può far scaturire il meccanismo della reattanza psicologica, dove qualcosa che ci viene proibito diventa improvvisamente ancora più desiderato, dunque il rischio diventa che il bambino utilizzi le occasioni in cui può, come ad esempio quando è solo o con gli amici, per esagerare. Insegnare la moderazione, l’equilibrio e la varietà porterà il futuro adulto ad essere una persona consapevole, attenta ed informata.

La dieta

Un punto a cui tengo particolarmente è legato alla famosa frase che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato, ossia: “Da domani mi metto a dieta”. Queste parole, ormai di moda la domenica dopo un pasto pesante, dopo le feste o in previsione di un evento, pronunciate di fronte un bambino possono portare lo stesso a chiedersi cosa significhi ed il perché. Queste domande possono sopraggiungere soprattutto nel momento in cui vedranno uno dei propri cari eliminare dalla propria alimentazione quotidiana certe tipologie di alimenti di cui si nutrono anche loro stessi. Ovviamente, alle loro domande “A cosa serve la dieta? / Perché mangi così poco?” la risposta più banale che ci verrà da dire è “Perché sono ingrassata/o” o “Perché devo perdere grasso”, ma dobbiamo tener conto di quanto questo argomento possa essere delicato per un bambino. Il bambino potrebbe giungere facilmente alla conclusione che “grasso è brutto”, o ancora, “magro è più bello di grasso”, traendone un concetto puramente di natura estetica e non di salute, se non spiegato con la giusta argomentazione e chiarezza.

Perché è importante liberare i bambini da condizionamenti

Nessun genitore desidererebbe mai che il proprio figlio ragionasse credendo che la bellezza sia sinonimo di magrezza e, di conseguenza, che per essere belli e ben visti dalla società si debba perdere il grasso in eccesso. Per questo motivo numerosi psicologi si sono interessati su come comunicare ai bambini il concetto di dieta e di perdita di peso, per evitare di inculcare loro idee sbagliate riguardanti l’alimentazione e l’aspetto fisico. La comunicazione, in questo caso, risulta essere fondamentale: è giusto che il bambino sia a conoscenza degli aspetti negativi che può portare sulla salute il grasso in eccesso, aspetti riguardanti principalmente il benessere psico-fisico e, in modo secondario l’estetica e la sicurezza in sé stessi, estetica strettamente legata alla società moderna. La comunicazione deve portare il bambino alla conclusione che deve cercare di avere una sana alimentazione quotidiana, equilibrata e senza eccessi, che non porti però all’esclusione di determinati cibi, bensì limitandoli e preferendo cibi sani per stare sempre in salute.

Nel momento in cui noi adulti saremo a conoscenza di come è giusto comportarci e sapremmo mettere in pratica ciò che abbiamo imparato, inizieremo a comunicare nel migliore dei modi il nostro pensiero riguardo un corretto stile di vita ed una sana alimentazione. Quando le nostre parole saranno coerenti con i nostri gesti, per il bambino sarà più facile vedere in noi un esempio da seguire.

Semplificare la comunicazione

Uno dei migliori metodi di comunicazione nei confronti del bambino è, oltre essere un esempio, rendere il concetto semplice, puntando all’utilizzo di strumenti ludici per rendere le nozioni meno pesanti e più divertenti da capire. Un esempio, può essere quello della spiegazione della piramide alimentare, dove si può dimostrare a livello pratico la stessa, ponendo i cibi sani che vanno consumati regolarmente ed in quantità maggiore alla base, fino ad arrivare all’apice della piramide dove posizioneremo gli alimenti grassi e le bevande gassate, che sono da limitare e non da eliminare. I giochi da fare risultano essere molteplici. Il bambino in questo modo può iniziare a conoscere prima possibile il mondo del cibo insieme ad i suoi genitori, iniziare a sperimentare ed osservare.  Con la scoperta del cibo, il bambino può sviluppare i vari sensi: può osservare i colori e le forme dei diversi alimenti, toccarne la consistenza, sentirne l’odore ed appezzarne i sapori.

Con l’avanzare dell’età, il bambino deve avere modo di poter sviluppare il suo approccio con il cibo, aumentando così le sue esperienze ed iniziando a valutare anche la qualità dell’alimento, distinguere un prodotto fresco appena raccolto da cibi conservati e confezionati e capire la differenza di sapore tra cibi precotti con ingredienti di bassa qualità ed alimenti di prima qualità. Il genitore ha il compito di accompagnare il bambino in questo percorso, educarlo ad avere degli accorgimenti e a non farsi condizionare dalle pubblicità, spesso con l’unico fine di vendere il più possibile, facendogli conoscere il mondo del cibo a 360°.

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