Il (bellim)busto di cioccolato di Re Carlo III

Nel Regno Unito, in quanto a stranezze, sono secondi solo agli Stati Uniti. Questa volta, a onor del vero, l’hanno pensata (e in questo caso creata) piuttosto bene: un busto alto 60 cm riproducente nei minimi dettagli Re Carlo III fresco di incoronazione avvenuta in pompa magna – e non poteva essere altrimenti – il 6 maggio scorso.

Jennifer Lindsey-Clarke – pasticcera, altresì abile scultrice – di Chocolatician, negozio di cioccolato di Worthing nell’estremo sud dell’Inghilterra, ha creato un busto a grandezza naturale del neo sovrano. L’opera, commissionata da CelEBraTiONS®, azienda dolciaria molto popolare nel Regno Unito, è stata realizzata fondendo 2.875 cioccolatini, permettendo in questo modo di produrre 17 litri di cioccolato liquido che, una volta solidificato, è arrivato a pesare circa 23 kg.

Prima della realizzazione vera e propria della opera, un gruppo di esperti ha visionato e studiato ore e ore di sequenze filmate nelle quali compariva il futuro re, in maniera da cogliere ogni minimo dettaglio. Dopo quattro settimane di lavoro, la somiglianza ottenuta con i dati raccolti, uniti alla maestria della pasticcera-scultrice, è davvero inquietante. Ogni particolare è minuziosamente curato: dal taglio dei capelli, agli occhi, ai tratti somatici del viso fino alla forma degli orecchi. Anche l’uniforme riprodotta è identica a quella che il sovrano ha indossato il giorno del conferimento della corona reale: le controspalline, il colletto, il cordone e le onorificenze appuntate al petto sono composte da Bounty, Galaxy, Galaxy Caramel, Maltesers, Milky Way, Sneakers, Twix, tutte le tipologie di cioccolatini che si trovano all’interno delle celebri scatole rosse di celEBraTiONS® che, per l’occasione, sono commercializzate in una versione speciale.

E il busto di ‘Re Carlo III di cioccolato’ che fine ha fatto dopo i festeggiamenti?  Fino a poco tempo fa era esposto a Slough, cittadina a ovest di Londra, dove ha sede MARS, la multinazionale alimentare americana proprietaria, tra i numerosi marchi, anche di celLEBraTiONS®. La modalità di conservazione (è un prodotto che, si sa, teme il caldo, particolarmente adesso con la stagione calda ormai alle porte) e la maggiore deperibilità del cioccolato al latte rispetto al fondente tipica (contiene almeno il 12-14% di derivati del latte) rendono incerto il suo destino: forse verrà fatto a pezzi e successivamente venduto o donato a qualche ente caritatevole. Difficilmente verrà messo all’asta, considerate le problematiche appena sopra esposte.  

L’incoronazione è stata anche l’occasione per dare libero sfogo a numerose preparazioni gastronomiche alcune delle quali, per così dire – alquanto eclettiche – dedicate al sovrano o al Coronation Weekend, i tre giorni di festa nazionale decretati per l’incoronazione. Tra queste, probabilmente la più interessante, una versione rivisitata della Charlotte Royale – la Charlotte Pudding – ottenuta con un rotolo di pan di Spagna farcito con confettura di rabarbaro, crema inglese e fragole a pezzetti. Una volta tagliato a fette, viene ordinatamente posizionato entro un contenitore a cupola, quindi messo a refrigerare per conferirgli la tipica forma semisferica del tutto uguale al nostro zuccotto.

Busto di cioccolato e zuccotto a parte, qualcuno ha voluto polemizzare anche su una questione di natura culinaria legata direttamente al neo sovrano, reo di avere scelto come pietanza ufficiale una quiche, giudicata troppo semplice e banale per un evento di siffatta portata. A poco è servito il titolo di Coronation Quiche conferitale e la pubblicazione della ricetta sul sito ufficiale della casa reale in modo che tutti i sudditi potessero prepararla per l’occasione. A ben guardare, rimane pur sempre una normalissima torta salata preparata con ingredienti “ordinari”: spinaci, uova, fave, Cheddar (il più diffuso formaggio britannico), panna e dragoncello fresco entro una base croccante e leggera. Nelle pagine di royal.uk è stato anche suggerito come gustarla al meglio in occasione del Coronation Big Lunch, il grande pranzo domestico dell’incoronazione: calda o fredda, con un contorno di patate novelle bollite o un’insalata verde.

Del lungo periodo di festeggiamenti, rimangono solo le numerose bandiere nazionali crociate di blu, rosso e bianco posizionate lungo i due lati del Mall, il maestoso viale che conduce a Buckingham Palace che, ancora per pochi giorni continueranno a garrire fiere e diligenti. Poi, una volta riposte, saranno “temporaneamente dimenticate” – si spera il più a lungo possibile – dentro gli armadi di qualche magazzino reale. Di sicuro verranno dimenticate, come è giusto che sia, le polemiche e i mille veleni della vigilia di una parte di sudditi. L’investitura ufficiale di re Carlo III, gli sfarzi tipici delle cerimonie reali e i duemila invitati, da quel giorno saranno solo un bel ricordo e un piacevole argomento di conversazione. Ancora di più seduti a tavola tra una fetta e l’altra di Coronation Quiche che, nel frattempo, è ridiventata una normale, anonima torta salata agli spinaci liberandosi da quell’ingombrante, e forse inappropriata, immagine regale.

A Buckingham Palace la semplicità regnava sovrana.. almeno a tavola con la Regina Elisabetta.