25 Sfumature Gastronomiche: Patatine fritte e Chips

In un’epoca dove la cucina declinata in tutte le sue varianti –  libri, programmi TV, siti web e blog, manifestazioni gastronomiche, corsi – la frequentazione dei ristoranti rimane senza dubbio la celebrazione più manifesta e diffusa. Un così elevato interessamento per il cibo non poteva che portare ad un’improvvisa proliferazione di tanti pseudo esperti gastronomici alla continua ricerca dei prodotti d’eccellenza, della pietanza griffata o, più semplicemente, alla riscoperta di piatti della tradizione. Ma da buongustai sappiamo proprio tutto sugli ingredienti o sulle pietanze che ordiniamo o che leggiamo più frequentemente senza incappare in amletici dilemmi? Ecco allora una breve guida, a puntate, sui dubbi più comuni riferiti ad alcuni prodotti o termini legati al gergo gastronomico italiano: oggi parliamo della differenza tra patatine fritte e chips e quella tra barbecue e griglia.

PATATINE FRITTE e CHIPS

In Italia le fette di patate tagliate sottili e fritte sono da sempre definite come PATATINE FRITTE sebbene da qualche anno, considerata l’inutile e provinciale moda dilagante di anglicizzare qualsiasi possibile termine, vengano chiamate anche CHIPS. Negli ultimi anni si trovano fatte a mano e cotte sul momento, soprattutto nei pub, ma il formato più celebre rimane quello confezionato che si sgranocchia direttamente dal sacchetto. Contrariamente a quanto si possa credere nel Regno Unito le chips italiane sono dette crisps, mentre quelle a bastoncino da abbinare, ad esempio ad una bistecca o al celebre fish & chips si chiamano chips. Negli Stati Uniti, invece, chips identifica le patatine fritte proprio come in Italia e French fries quelle a bastoncino da abbinare a kechup o maionese. Curiosamente il termine CHiPs (acronimo di California Highway Patrol Los Angeles) era il nome di una celebre serie TV americana trasmessa tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ‘80 anche in Italia

BARBECUE e ALLA GRIGLIA

Con BARBEQUE si definisce una tecnica di cottura indiretta di origine nord americana, conosciuta anche con l’abbreviazione “BBQ”. Consiste nel cuocere lentamente – entro un attrezzo provvisto di coperchio chiamato grill – grossi pezzi di carne sfruttando il calore ed i fumi a bassa temperatura (attorno a 120°C) di un fuoco di braci posto ai lati o comunque ad una certa distanza dalla graticola. Il termine sembra derivare dal francese “barbe à queue” – tradotto letteralmente “barba alla coda” – per indicare la cottura di un intero animale, cioè dalla barba alla coda. ALLA GRIGLIA (o grigliata) è, invece, un metodo di cottura ad alta temperatura – breve e violenta – detto anche “alla brace” o “ai ferri” di pezzi di carne relativamente piccoli (ma anche di pesce o verdure) su una graticola posta sopra delle braci.

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