25 Sfumature Gastronomiche: Frittata o Omelette

Frittata

In un’epoca dove la cucina declinata in tutte le sue varianti –  libri, programmi TV, siti web e blog, manifestazioni gastronomiche, corsi – la frequentazione dei ristoranti rimane senza dubbio la celebrazione più manifesta e diffusa. Un così elevato interessamento per il cibo non poteva che portare ad un’improvvisa proliferazione di tanti pseudo esperti gastronomici alla continua ricerca dei prodotti d’eccellenza, della pietanza griffata o, più semplicemente, alla riscoperta di piatti della tradizione. Ma da buongustai sappiamo proprio tutto sugli ingredienti o sulle pietanze che ordiniamo o che leggiamo più frequentemente senza incappare in amletici dilemmi? Ecco allora una breve guida, a puntate, sui dubbi più comuni riferiti ad alcuni prodotti o termini legati al gergo gastronomico italiano: oggi parliamo della differenza tra frittata e omelette e quella tra pancetta e bacon.

FRITTATA e OMELETTE

Nella FRITTATA gli ingredienti sono amalgamati con l’uovo cotto su entrambi i lati in maniera omogenea, in modo che non resti nessun residuo liquido. L’OMELETTE, invece, si prepara sempre con le uova, ma gli ingredienti sono aggiunti alla fine o a cottura quasi ultimata quando cioè l’omelette viene ripiegata su sé stessa da un lato. Le uova, a differenza della frittata, non devono essere perfettamente cotte ma ancora un po’ liquide all’interno. Se la frittata prevede l’utilizzo di uova, sale, pepe e farciture a piacere, nell’omelette può essere utilizzata una piccola quantità di latte o panna per un risultato finale più cremoso. La frittata può essere consumata fredda o tiepida mentre l’omelette va mangiata appena preparata per evitare che si secchi troppo.

PANCETTA e BACON

La PANCETTA si ricava dalla pancia del maiale. Viene quindi salata, speziata e stagionata. Può essere arrotolata o steccata e la sua stagionatura dura da 50 a 120 giorni. Il BACON, invece, richiede una preparazione diversa. Innanzitutto non si usa necessariamente la pancia del suino. Basti pensare che il nome deriva dall’inglese “bacoun” e fa riferimento al posteriore del maiale. Ancor’oggi, per produrlo, si ricorre in genere a diverse parti: oltre alla pancia, anche la schiena, i lombi, la gola e i fianchi. La carne, poi, viene lasciata in salamoia con spezie e aromi, essiccata per alcuni mesi e quindi cotta in forno, al vapore, bollita oppure affumicata. Si ha così il back bacon, di lombo e più magro; il jowl bacon, ottenuto con la gola (simile al nostro guanciale); il cottage bacon, ricavato alla spalla; lo slab bacon, proveniente da tagli minori laterali. Infine il bacon prodotto con la pancetta prende il nome di streaky bacon.

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