Saiwa, un “Oro” alla portata di tutti

Al pari della Nutella, dei Pavesini, degli Osvego, dell’Orzo Bimbo e della Moka, rappresentano un pezzo di storia gastronomica del nostro paese. Assieme al caffelatte sono il compagno fedele della nostra prima colazione a casa da tre generazioni: gli ORO Saiwa.

La storia

Preparati con la stessa ricetta dal 1956, sono stati i primi biscotti confezionati e prodotti in Italia ottenendo fin da subito un grande successo grazie alla loro semplicità e leggerezza. Sono preparati con farina di frumento 81,6% (da febbraio 2019 con grano interamente italiano proveniente da non più di 75 km dalla sede di Capriata d’Orba, vale a dire dalle province di Alessandria, Asti, Pavia, Torino, Cuneo), zucchero, olio di girasole 8,2%, sciroppo di glucosio-fruttosio, agenti lievitanti (carbonati di ammonio, carbonati di sodio, tartrati di potassio), amido di frumento, sale, aromi, antiossidante (estratti di rosmarino). Dal punto di vista nutrizionale in 100 grammi di prodotto, pari a poco meno di 20 biscotti (ciascuno  pesa 5,2 grammi), forniscono 430 calorie e contano 8 grammi di proteine, 76 grammi di carboidrati, 10 grammi di grassi oltre a 18 grammi di zuccheri. Ciascuna galletta fornisce 22 calorie, misura 59,5 x 49,5 x 2 millimetri e, nonostante siano universalmente conosciuti come “ORO Saiwa”, sulla superficie di ciascuno è impressa la scritta “PETIT SAIWA ORO”.

L’idea ed il nome

La genesi, l’invenzione di questo biscotto, parte da lontano. È il genovese Pietro Marchese che nei primi anni nel ‘900, di ritorno da un soggiorno in Inghilterra dove ha avuto modo di assaggiare i sugar wafer, decide di aprire in città una bottega per replicare i dolci scoperti durante il viaggio. Nonostante gli anni difficili della Iª Guerra Mondiale, la pasticceria di Marchese va a gonfie vele: dopo alcuni anni diventa una piccola industria e, assieme ai wafer, comincia a produrre anche biscotti. Il 20 dicembre del 1922 l’azienda è registrata come SAIWA acronimo di Società Accomandita Industria Wafer e Affini – coniato da un copywriter d’eccezione: Gabriele D’Annunzio, uno tra i più assidui consumatori di biscotti, per diventare solo 3 anni più tardi una Società per Azioni. Oltre al Vate, testimonial di prestigio sono i membri di Casa Savoia, che concedono all’imprenditore i Brevetti di Fornitore Ufficiale e la concessione ad apporre lo stemma reale sull’insegna della fabbrica e sulle confezioni di latta assieme allo stemma di Gabriele d’Annunzio, nominato qualche anno prima Principe di Montenevoso da Vittorio Emanuele III di Savoia.

Gli inizi e l’evoluzione

Nel 1942 la fabbrica viene ricostruita dopo i bombardamenti e, oltre all’aggiunta di nuovi forni, sono installate anche le prime macchine confezionatrici facendo di SAIWA la prima azienda in Italia a distribuire biscotti confezionati sdoganando così i prodotti da forno da bene di lusso a prodotto alternativo al pane per la prima colazione ad un prezzo che in poco più di un decennio diventa alla portata di tutti. È proprio in questo periodo – precisamente nel 1956 – che SAIWA lancia il biscotto ORO Saiwa, rivelandosi fin da subito un prodotto di successo che, a tutt’oggi, rimane ancora il biscotto più venduto in Italia.

Nel tempo la produzione viene gradualmente delocalizzata: dapprima in provincia di Milano a Locate di Triulzi e successivamente – nel 1985 – a Capriata d’Orba dove lo stabilimento con 400 addetti è ancora attivo. In precedenza, tra il 1965 ed il 2012, SAIWA passa sotto il controllo di alcune multinazionali per finire nelle mani del colosso americano Mondēlez International Inc., attuale detentore del marchio.

Curiosità legate ai biscotti ORO Saiwa:

  • dall’1 febbraio 2016 al 31 luglio 2017 SAIWA istituì il concorso “Biscotto d’oro” nel quale era possibile vincere uno dei 60 biscotti d’oro del peso di 30 g e valore di 1.000 euro tramite un cartoncino vincente inserito in altrettante confezioni di Oro Classico e Oro Ciok.
  • attualmente, nella versione Classico, sono commercializzati 8 formati: 250g, 375g, 500g, 625g, 875g, 1kg, 1,5kg, 2,5kg.
  • oltre al Classico, sono disponibili 7 varianti: Classico senza Glutine, 5 Cereali con frumento, avena, orzo, segale, riso, Fibrattiva con farina integrale di frumento, Cruscoro con farina integrale di frumento e zucchero grezzo di canna, Grantesoro con cereali, uvetta, albicocche e fichi, Cookie con albicocche e mandorle o frutti rossi e nocciole e Grano Fondente con gocce di cioccolato fondente.
  • è decorato con una greca per favorirne l’inzuppo a caldo.
  • nel 1995 ALESSI in collaborazione con il designer Stefano Giovannoni ha realizzato Mary Biscuit, una scatola per biscotti in cui la forma riflette la funzione e la forma degli ORO Saiwa. Si tratta di un “biscottone” in resina termoplastica il cui potere evocativo non si ferma alle forme morbide, arrotondate e materne, ma coinvolge il tatto (il materiale traslucido è particolarmente piacevole al tocco) e anche l’olfatto: il coperchio infatti evoca l’inconfondibile aroma dei biscotti secchi appena sfornati.
  • per alcuni anni l’azienda dovette cambiare il proprio nome in SAIVA. Fu nel 1943 che riguadagnò la “W” in sostituzione della “V” imposta in precedenza dal regime fascista per italianizzare il nome.
  • in occasione dei 60° anniversario il 2 e 3 dicembre 2015 fu girato a Vasto (CH) un divertente spot diretto dal regista Leone Balduzzi. È visibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=4j-KtGfS70s.
  • l’antenato di ORO Saiwa è il marie, inventato a Londra nel 1874 da Peek Freans in occasione del matrimonio tra il Duca di Edimburgo e la granduchessa Marija Aleksandrovna di Russia e rappresenta il biscotto più diffuso al mondo. Di forma rotonda ed aromatizzato alla vaniglia, è comunemente usato come biscotto da tè.