La lunga guerra commerciale (e miliardaria) tra Coca-Cola e Pepsi

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin

Le guerre sono un fenomeno sociale che si perde nella notte dei tempi. O meglio: sono sempre esistite. Da quelle “tradizionali” tra stati sovrani, regioni o coalizioni per la risoluzione di una controversia più o meno direttamente motivata da veri o presunti conflitti di interessi politici, religiosi, etnici ed economici. C’è poi un’altra forma di conflitto, relativamente più recente: la cosiddetta guerra commerciale dove due o più aziende cercano di imporre la propria supremazia di mercato sui diretti concorrenti. Una di queste, probabilmente la più celebre vista la posta in gioco e cioè il mercato delle bevande gassate, il cosiddetto CSD, Carbonated Soft Drink è tra due colossi americani: la The Coca-Cola Company e la PepsiCo Inc.

La presenza sul mercato

Coca-Cola è presente praticamente in tutto mondo ad eccezione di Cuba, Corea del Nord, Myanmar e Sudan, ma il 94% della popolazione mondiale ne conosce quantomeno il marchio. Il Messico rappresenta il secondo migliore mercato dopo quello interno, mentre a livello continentale è l’America Latina con la maggiore quota di mercato (29% delle vendite di The Coca-Cola Company). Pepsi, d’altra parte, primeggia in molti paesi di Asia e Medio Oriente e ha dalla sua il prezzo più competitivo (nel mercato americano Coca-Cola e Pepsi costano meno dell’acqua).

Le strategie commerciali

I due marchi giocano la loro partita puntando su un pubblico diverso, il che è visibile anche nelle scelte grafiche. Se entrambi hanno fin da subito scelto nomi corti, facili da ricordare e facilmente pronunciabili in tutte le lingue (Pepsi è quasi onomatopeico: sembra imitare il rumore della bottiglia o della lattina al momento dell’apertura ricordando, quindi, ai consumatori quanto può essere piacevole soddisfare la sete con una bevanda frizzante), Coca-Cola ha sempre mantenuto un immagine piuttosto coerente, puntando all’universo familiare non compiendo mai un vero e proprio stravolgimento della propria immagine. Basti guardare il logo, rimasto pressoché inalterato dagli anni ’40 del secolo scorso. Pepsi invece ha subìto una vera e propria evoluzione, divenendo nel tempo la cola dei giovani, puntando sui settori musicale e sportivo oltre a stravolgere più volte la propria immagine per mantenerne vivo l’interesse.

I numeri

Ecco allora, a colpo d’occhio, l’analisi dei due colossi della bollicina caramellata. Numeri alla mano, Coca-Cola sembrerebbe prevalere ma, come sovente succede nell’industria e nel commercio, nulla è definitivo. E la guerra, tra battaglie vinte e perse, continua. Da più di 100 anni.

NOME UFFICIALECoca-ColaPepsi Cola
ALTRO NOMECoke (soprattutto negli USA)pepsi
SAPOREsentori di vanigliasentori di agrumi
INTENSITÀmorbida, ma persistenteimmediata, ma breve
DOLCEZZA (x 355 ml)meno dolce (39 g di zucchero)più dolce (41 g di zucchero)
FRIZZANTEZZApiù frizzante / più gassatameno frizzante / meno gassata
CAFFEINAminore contenuto (34 mg)maggiore contenuto (38 mg)
COLORANTECaramello E-150dCaramello E-150d
CALORIE (x 355 ml)140150
PROPRIETARIOThe Coca-Cola CompanyPepsiCo, Inc.
SEDEAtlanta, Georgia – USANew Bern, North Carolina – USA
ANNO DI CREAZIONE18861893
INVENTOREJohn Stith Pemberton

(1831-1888) – origini polacche

Caleb Braham

(1867-1934) – origini britanniche

ORIGINE DEL NOMEcoca e cola

sono gli ingredienti principali

dispepsia (sinonimo di indigestione)

bevendola, favorisce la digestione

COLORI DEL LOGOrossorosso, bianco e blu
SLOGANTaste the feelingPepsi, the choice of the new generation
PREZZO MEDIO IN $ (x 355 ml)0,330,28
DIFFUSIONEè la bevanda più diffusa nel mondoè la 6ª bevanda più diffusa nel mondo
FATTURATO

IN MILIARDI DI $ (2019)

31,8567,16
QUOTA DI MERCATO IN USA (2018)43,3%24,9%
VALORE DEL MARCHIO

IN MILIARDI DI $ (2019)

63,37

(4° posto)

20,49

(24° posto)

NUMERO DIPENDENTI62.600263.000

Lascia un commento