Baby Bao, la parte golosa dello street food asiatico

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin

Apre a Roma nel quartiere Trastevere Baby Bao, un locale che ha tutte le carte in regola per divenire tappa fissa per gli amanti della cucina asiatica

Anche se silenziosa in questi giorni atipici, Piazza Trilussa conserva intatto il suo secolare fascino fatto di storia, architettura e autenticità. Fulcro delle animate serate estive della capitale, questo luogo è anche crocevia di una serie di viuzze e insegne, locali e punti d’incontro che richiamano un gran numero di romani e turisti. Alla innumerevole serie di indirizzi iconici si è da poco aggiunta una nuova insegna, quella di Baby Bao, dall’enorme potenziale e con una proposta gastronomica che può metter d’accordo gli amanti dello street food e quelli della cucina asiatica.

Bao, Dim Sum, Gyoza

Il progetto, ideato dalla proprietà di Meccanismo e Café Friends insieme a Marco Del Vescovo, ai tempi tra coloro che avviarono ‘Yugo’, fusion bar che si avvalse della consulenza del bistellato Anthony Genovese, è accattivante anche nel design: colori e materiali contribuiscono a dar vita ad un ambiente intrigante nel quale il nero ed il rosso si integrano alla perfezione con legno e ferro ed il bancone posizionato all’entrata consente d’osservare la brigata di cucina all’opera.

Marco Del Vescovo, rimasto negli anni ammaliato dalla cucina asiatica, che ha nel tempo affinato e studiato sempre di più, ha quindi voluto scommettere su questa interessante sfida ristorativa. A seguire la parte strettamente tecnica, cucinata, è lo chef Andrea Massari: marchigiano, classe ’85, arriva da Baby Bao potendo contare sull’esperienza di alto livello fatta proprio da Yugo e Il Pagliaccio.

La Cucina

Pochi piatti, rappresentativi, iconici. Un menu composto solamente da quattro tipologie di Dim-Sum, cinque di Bao (di cui uno seguirà la disponibilità degli ingredienti e la creatività dello chef), due piatti principali come Ramen e Ribs in salsa agrodolce e due tipologie di dolci tradizionali o che ammiccano alla tradizione: i Mochi in tre diversi gusti e un Bao ripieno di gelato. Una proposta gastronomica essenziale ma ben studiata basata su alcune chicche come i Bao, soffici come una nuvola, preparati a mano, freschi, ogni giorno, per una prima impronta di qualità che si rispecchia anche e soprattutto negli ingredienti scelti e nell’esperienza delle mani di Massari. Interessante anche la selezione di sakè curata da Marco Del Vescovo in collaborazione con Sake-Company.

Il Delivery

Baby Bao è partito da subito con un’offerta take away e delivery, appoggiandosi alle piattaforme Deliveroo, Just Eat e Cosaporto: tutti i piatti sono stati studiati e ottimizzati per essere assaporati al meglio tra le mura domestiche, il packaging compostabile si accompagna ad un piccolo vademecum che in pochi secondi farà ottenere il miglior risultato possibile, un morso in pieno stile asiatico. Lungimirante quindi la scelta di studiare in maniera accurata i piatti ed il menu del il delivery evitando di lasciar spazio all’improvvisazione ed alla conseguente scarsa valenza economica di tale servizio.

La prova d’assaggio

Tutto dannatamente buono.

Non possiamo che sintetizzare in questo modo il nostro pranzo, aperto dai meravigliosi Gyoza con il maiale, croccante ed elastici al tempo stesso, proseguito con una serie di Bao, da quello con il pollo, un boccone che porta alla memoria gustativa un iconico panino di McDonald’s, a quello con il granchio, dal forte impatto anche dal punto di vista visivo. Imperdibile anche il Bao con la pancetta e la salsa piccante, le burrose ribs ed il sorprendente dessert, un bao fritto e ripieno di gelato al gusto Winner Taco.

Lascia un commento