Sui tetti dei palazzi e tra le vie dei quartieri: le “vigne urbane” conquistano le città.

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Nate in punta di piedi, le “vigne urbane” sono ormai diffuse non solo in quasi tutto il territorio nazionale ma anche nelle principali città europee e negli Stati Uniti.

Quando la tradizione agricola si unisce in un abbraccio sinergico con la modernità e il progresso, può capitare di dare alla vita un ibrido interessante, capace di portare i frutti della terra anche in luoghi che per definizione sono poco ospitali.

Vigne urbane, le vigne anche in città

Oggi, infatti, non è più necessario abbandonare la città per godere del verde della campagna, basta alzare lo sguardo verso un palazzo moderno o inoltrarsi tra le vie dei quartieri o ancora addentrarsi in un giardino pubblico, per trovare piccoli appezzamenti di terreno dove crescono rigogliosi dei vigneti.

Nel corso degli anni, le “vigne urbane” sono diventate delle vere e proprie compagne nel tram tram quotidiano di molti cittadini e si stanno imponendo una realtà in crescita. Queste piccole oasi di verde, prendendo spunto dai più famosi “orti urbani”, pezzetti di città riconvertiti a terreni agricoli per la coltivazione di frutta e verdura, nascono dall’idea di ridisegnare le immagini delle città e delle metropoli moderne, valorizzando aree dismesse o inutilizzate. Tutto con l’obiettivo di tutelare e promuovere l’integrazione e coesione sociale.

La Urban Vineyards Association

Nati in punta di piedi, i vigneti urbani sono ormai diffusi non solo in quasi tutto il territorio nazionale ma anche nelle principali città europee e negli Stati Uniti, creando una rete interconnessa tra i vari produttori.

Una delle più importanti è quella formata dalla Urban Vineyards Association, nata nel 2019 con l’intento di valorizzare le vigne urbane attraverso la partecipazione a eventi nazionali e internazionali, l’organizzazione di eventi e attività di carattere culturale e turistico e promuovere iniziative volte alla beneficenza e alla partecipazione sociale.

Leggi anche: Sei storie di vino con i Vignaioli in Grottaferrata

Le realtà riunite nella Urban Vineyards Association ad oggi sono:

  • Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino
  • la vigna Clos Montmartre di Parigi
  • il Clos de Canuts a Lione
  • i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia
  • la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena
  • la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano
  • la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo
  • i filari di San Francesco della Vigna a Venezia
  • il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone
  • i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti di Brooklyn a New York
  • la Etna Urban Winery di Catania

Il convegno annuale delle vigne urbane e le new entry

E proprio questi ultimi due vigneti hanno ufficializzato il loro ingresso, Urban Vineyards Days, il convegno annuale dell’Associazione svoltosi a Siena lo scorso 16 e 17 ottobre, con la realtà newyorkese che ha fatto da apri pista per l’espansione extra europea.

“Poterci incontrare nuovamente e dare il benvenuto a due prestigiosissimi nuovi soci è stato molto importante per la nostra giovane Associazione – racconta Luca Balbiano, Presidente di U.V.A. – Siamo un gruppo eterogeneo di persone, con esperienze di vita e di lavoro diverse e provenienti da luoghi anche molto lontani tra loro. E forse è proprio questa la nostra forza, che ci permette di confrontarci in un modo schietto e di mettere in circolo le nostre idee. La pandemia ha soltanto rallentato il percorso comune ma, per fortuna, non ha fermato i singoli progetti che sono cresciuti e si sono fatti sempre più affascinanti e ambiziosi. Ora è tempo di mettere tutto a sistema e creare insieme qualcosa di unico e meraviglioso come le vigne urbane che custodiamo”.

Lascia un commento