Slow Food: nasce la prima Comunità del cambiamento.

Slow Food

Premessa

La Comunità del cambiamento è un’iniziativa ideata da Slow Food. L’iniziativa nasce per sostenere progetti collettivi in cui sia imprese che singoli individui si impegnano a realizzare un cambiamento nel sistema alimentare locale. Slow food ha l’obbiettivo di far adottare pratiche più sostenibili ed inclusive, profondamente ispirate dai principi del buono, pulito e giusto.

Slow Food ha selezionato tra 30 progetti il meraviglioso progetto di Valdibella e NoE. Ci troviamo a Partinico, in Sicilia. Il progetto riguarda la nascita di una food forest, ossia una foresta commestibile, nella quale vivono diverse specie di piante. Alcune piante saranno destinate alla produzione di cibo, mentre altre arricchiranno la biodiversità, necessaria per mantenere l’ambiente in equilibrio. Le protagoniste del progetto sono la cooperativa agricola Valdibella e la cooperativa sociale NoE, che dal 1993 si occupa di inclusione sociale di persone portatrici di handicap. Il piano cresce grazie al sostegno di FPT Industrial, società del gruppo CNH Industrial, che ha immediatamente scelto di sposarne la causa.

Leggi l’articolo “Food e sostenibilità”.

Il progetto di Valdibella e NoE scelto da Slow Food

Nel 1998, la cooperativa NoE ottenne in affidamento un fondo proveniente dalla confisca alla mafia. Il terreno ha una superficie di poco più di cinque ettari.

L’idea di creare un sistema agroforestale è nata tra maggio e giugno 2020. Massimiliano Solano, presidente di Valdibella, ricevette una telefonata da parte di Carla Monteleone, agronoma di NoE. Monteleone chiese una mano per la gestione di questo fondo. Così nacque l’idea della food forest, precisamente grazie ad un’intuizione di Rafael da Silveira Bueno, ecologo brasiliano con cui il presidente Solano già collaborava.

Il progetto prevede la piantumazione di circa 1500 alberi (olivi, frassini da manna, avocadi, agrumi, noci), la nascita di un giardino mediterraneo e l’allestimento di un’area orticola. Inoltre ci sarà un biolago per la gestione delle acque reflue fitodepurate, un’area di compostaggio ed infine, verranno piantate siepi utili come protezione dal vento e dagli incendi.

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Parole d’ordine del progetto: biodiversità, impegno sociale e sostenibilità economica

Per quanto riguarda la biodiversità, lo dimostra la volontà di destinare un’area a querce, corbezzoli, ginestre, rose canine, mirti e biancospini. Le piante appena citate rappresentano risorse alimentari per le api. Solano afferma: “Sarà una realtà agricola professionale, produttiva, basata su uno schema agroecologico e improntata al minimo impatto ambientale.”

La Comunità del cambiamento non riguarda solo l’aspetto agricolo e paesaggistico-ambientale, bensì gode di una forte impronta sociale, perché in tutte le fasi della filiera produttiva saranno coinvolte persone bisognose. Solano attesta: “Siamo convinti che l’attività economica possa reggere l’impegno sociale. Siamo partiti da quella consapevolezza e non l’abbiamo mai dimenticata.”

Chi è “Slow Food”?

Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a dare il giusto valore al cibo a 360°. Dagli operatori all’ambiente, dal territorio alle tradizioni locali, dalla biodiversità alla consapevolezza della produzione alimentare. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta. Per tutti.

Francesco Sottile, appartenente al Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, afferma: “Quando il progetto sarà realizzato il cambiamento sarà evidente. Una food forest metterà insieme la biodiversità delle specie arboree con gli orti e i cereali, con le specie aromatiche e gli arbusti. I corridoi verdi permetteranno agli insetti di trovare spazio per nutrirsi, per riprodursi e per impollinare frutta e ortaggi. Saranno coinvolti giovani, saranno integrati alcuni portatori di fragilità che potranno toccare con mano il lavoro e la produzione. E nascerà una comunità di consumatori pronti a sostenere la produzione agricola creando sviluppo basato sulla responsabilità e la consapevolezza. È la Comunità del cambiamento a cui abbiamo pensato di rivolgere la nostra attenzione, una comunità che parte dai territori e ai territori destina strumenti di sviluppo creando un percorso virtuoso che sarà irreversibile.”

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Dietro le quinte di Slow Food

Per sostenere questi progetti, Slow Food ha avviato una raccolta fondi rivolta a istituzioni, fondazioni e aziende private. Tra i primi entusiasti finanziatori c’è FPT Industrial, che progetta, produce e commercializza motori industriali utilizzati anche in macchinari agricoli.

Egle Panzella, Brand Equity, Sustainability, and Heritage manager di FPT Industrial spiega: “Il nostro impegno verso la sostenibilità è costante, non solo nella ricerca e nello sviluppo di motori rispettosi dell’ambiente, ma anche nel sostegno concreto alle comunità. Per questo motivo abbiamo scelto Slow Food e il suo progetto delle Comunità del cambiamento.” Panzella termina il suo discorso ponendo attenzione sul progetto di Valdibella e NoE, affermando: “Valdibella, in particolare, ci ha colpito per la ricerca di un cambiamento attraverso pratiche inclusive e sostenibili. Ci siamo riconosciuti nei suoi valori, quelli di una realtà consolidata che mantiene un ampio sguardo verso il futuro.”

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