MIMOSA, LA TORTA ED IL COCKTAIL PER LA FESTA DELLA DONNA

Per rendere omaggio all’altra metà del cielo

«È la donna l’altra metà del cielo». Questa è l’espressione, senza dubbio romantica, con la quale Mao Tse-tung definì l’universo femminile, quella parte di mistero e compiutezza che avvolge la terra e che la rende più viva ed arcana. L’8 marzo quindi è un giorno speciale: si onorano le donne con un fiore che ha il colore del sole e che profuma di buono, ma anche con un dolce ed un cocktail che conservano le medesime caratteristiche e sono accomunate dallo stesso nome: mimosa.

La Torta Mimosa, a base di crema pasticcera e 2 cucchiai di liquore (la scelta è soggettiva, ma sono vivamente consigliati il Cointreau o il limoncello), rappresenta ormai un classico della pasticceria italiana. Deve il suo nome al pan di Spagna sbriciolato sulla superficie della torta come se fosse proprio una mimosa, fiore che nel tempo è divenuto simbolo della giornata. Infatti la Festa della Donna ha origine negli Stati Uniti per onorare un gruppo di operaie morte in una fabbrica l’8 marzo 1908. Fu poi nel 1946 che la partigiana e pedagogista genovese Teresa Mattei assieme a Rita Montagna e Teresa Noce a scegliere come simbolo la mimosa, pianta profumata dai fiori gialli che fiorisce proprio ad inizio marzo.

Successivamente Adelmo Renzi pasticcere reatino negli anni ’50 a sancire la definitiva popolarità di questa ricorrenza inventando appunto la torta mimosa presentandola per la prima volta a Sanremo nel 1962 durante un concorso dolciario nel quale risultò poi vincitore. In origine il nome non era legato alla Festa della Donna bensì alla città di Sanremo, da tutti conosciuta come “città dei fiori”. Esiste anche una versione ingioiellata, molto “pop”, farcita con ananas in pezzi ed il suo sciroppo. Ma si intuisce subito che cerca solo i famosi 15 minuti warholiani.

Classificato come Contemporay Classic Cocktail (Cocktail Classico Contemporaneo), il Cocktail Mimosa è una bevanda miscelata, da servire fredda (a temperatura ambiente perderebbe molto del suo fascino), semplice ed elegante che accompagna aperitivi, cene o dopocena raffinati. È anche un cocktail calibrato: i suoi ingredienti –  champagne e succo d’arancia bionda – vengono dosati in egual misura. Il Mimosa ha gli stessi ingredienti del Buck’s Fizz servito in un flûte (facoltativa la guarnizione con un twist di arancia) quest’ultimo più leggero in quanto il succo d’arancia è previsto in dose doppia rispetto allo champagne. Inoltre nel Buck’s Fizz è possibile utilizzare anche il Prosecco.

L’abbinamento del succo di agrume alle bollicine rende il drink – sempre servito fresco – gradevole e non eccessivamente zuccherino, perfetto quindi per festeggiare il gentil sesso. Inoltre è particolarmente adatto alla stagione invernale, quando le arance sono fresche e al massimo della loro dolcezza. A differenza delle origini italiane della torta, sembra che il cocktail Mimosa abbia discendenze inglesi essendo nato nel 1921 al Buck’s Club di Londra per comparire qualche anno più tardi anche in Francia al Paris Ritz. In quegli anni, infatti, veniva servito negli hotel di lusso e nelle grandi occasioni. Esiste una variante con l’aggiunta di Grand Marnier Cordon Rouge Liqueur e in questo caso prende il nome di Grand Mimosa. Si abbina bene a cene a base di pesce, ma anche a stuzzichini di lievito e fritti. Ideale per cene in piedi o aperitivi seduti, il suo gusto è gradevole e di grande carattere.