La magia del Natale: il pranzo del 25 dicembre

Natale

In Italia, quando si parla di cibo, la tradizione vince sull’innovazione, il patriottismo sull’esterofilia. Nonostante la diffusione sempre più massiccia della cucina esotica, di piatti creativi, di rivisitazioni e di ricette all’avanguardia. Non c’è nessun Natale suggestivo come quello che si trascorre a casa con la propria famiglia. Perché al gran giorno ci si arriva a poco a poco, con gli addobbi che via via compaiono qua e là con l’attesa che cresce. È questo il bello. Anche se non ci sono spettatori, per un momento così intimo ed emozionante vale la pena fare le cose in grande. Il vestito più elegante, la tavola imbandita ad arte e, soprattutto, un menu importante che non tradisca la tradizione.

Gli oggetti del Natale

Il filo di luci che corre sulla tavola, piccoli Babbo Natale come segnaposto, i piatti di colori diversi mescolati ad arte, le tovaglie sovrapposte, i trionfi di frutta. Sono quei tocchi magici che regalano alla casa un’atmosfera pomposa e sfavillante, che ricorda quasi i pranzi nel castello reale e traduce in pratica il nostro desiderio di suggestione. Così anche il menu è curato ed elegante. Gli ingredienti della tradizione ci sono tutti. E poco importa che il Natale abbia tanti anni alle spalle.

Il menu del pranzo

Sparsi qua e là per la casa, in quel tipico intreccio di sorrisi e occhiate furtive ai regali, si sorseggia un vino rosé voluttuoso, che agevola la chiacchiera e mette a proprio agio. Poi dalla cucina arriva una voce: «A tavola!» La prima portata – gli antipasti – fanno capolino: la trota salmonata marinata, kumquat e citronette al Campari, il classico salmone affumicato accompagnato da riccioli di burro e la sempre scenografica aragosta in Bellavista. Meno ricercato nell’aspetto, il primo piatto a colpo d’occhio si rivela un viaggio verso i sapori più tradizionali del Natale: i tortellini in brodo di Cappone di Morozzo. Scodellati dalla zuppiera fumanti, profumati, cotti alla perfezione.

I vini da abbinare

Sarà la loro forma caratteristica o il profumo intenso e terroso, sarà che sembrano raccontare una storia di fate e boschi incantati, quando un tempo si narrava spuntassero dove avevano ballato i folletti… i funghi sono uno dei doni più preziosi che la terra ci regala e non c’è modo migliore per gustarli in un risotto ai funghi porcini! Due primi piatti ricchi di gusto e avvolgenti. Il primo accompagnato da un Lambrusco di Sorbara, l’altro da un vino bianco giovane non troppo strutturato come il Trentodoc Metodo Classico. La scelta perfetta per coccolare la famiglia in questa giornata così speciale. Il pesce, i tortellini, il risotto, sono gli ingredienti che fanno Natale, ma siamo solo a metà strada!

La carne e le verdure

Che cosa verrà ora? L’anatra all’arancia completata da una corona di patate novelle saltate al rosmarino. Un secondo piatto perfetto come portata principale nei pranzi delle feste come, appunto, il Natale. Una carne pregiata, dal gusto forte e aromatico che si sposa benissimo con i profumi e gli aromi tipici dell’arancia. Un abbinamento raffinato e riservato alla occasioni speciali. Contrariamente a quanto si creda, questo piatto è squisitamente italiano, o meglio, fiorentino e le sue origini lo fanno risalire al XV secolo quando il succo degli agrumi si utilizzava come conservante per le carni. Il vino, a questo punto, ha magicamente cambiato colore: è diventato rosso e autorevole, come un buon Chianti Classico. Il palato ha attraversato un crescendo di esperienze prima delicate, poi sempre più decise e per prepararlo al dolce bisogna confonderlo, come quando in profumeria si annusa il caffè per distrarre il naso. Assolve egregiamente a questo compito la ratatouille di verdure di stagione, che nella sua entropia di sapori soddisfa e conclude la parte salata del menu.

I dolci natalizi

Quello dei dolci a Natale non è solo il momento finale, è proprio un capitolo a parte, il tipico trionfo delle leccornie che si svolge nella sua giusta durata e sconfina nel pomeriggio. Si apre con il tronchetto di Natale alla marmellata di chinotto. Un piccolo capolavoro di pasticceria classico, ma questa volta con un tocco originale pur sempre nostrano. A seguire una macedonia di frutta secca composta da noci, nocciole, mandorle, albicocche e fichi essiccati, bagnata con del liquore all’arancia. E ancora tanta frutta fresca e mille bonbon, di quelli che uno tira l’altro. C’è un unico dolce che può davvero sancire la fine del pranzo e dare il via all’apertura dei regali: il panettone. Nessuno crede davvero alla diceria che porti fortuna ma alla fine, per non sbagliare, una fettina la mangiano tutti. E fanno bene, perché magari non sarà propiziatorio, ma di sicuro fa tanto bene all’anima. «Buon Natale a tutti!»