Gusto cambia piazza e prosegue la sua storia

By 08/01/2020Articoli
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Da Piazza Augusto Imperatore a Sant’Apollinare. A due passi da Piazza Navona apre le porte il nuovo ‘Gusto di Alessandra Marino

Da Piazza Augusto Imperatore a Piazza Sant’Apollinare. A due passi dal cuore della città, a Piazza Navona, ha aperto il nuovo ‘Gusto di Alessandra Marino, prossima a festeggiare con il suo team il primo mese di vita del ristorante che sorge in uno dei luoghi più identificativi della Città Eterna. Un vero traguardo che per un percorso che è partito in un tempo ormai lontano e che dal Lungotevere, oggi l’ha portata nei pressi di Corso Vittorio Emanuele II. Era infatti il 1998 quando per la prima volta si spalancavano le porte dei locali nei pressi dell’Ara Pacis, un luogo dove il moderno concetto di ristorazione ha letteralmente preso vita, divenendo per tutti un vero e proprio format, oggi riproposto in tante e diverse chiavi interpretative.

Una storia lunga vent’anni

Sono trascorsi oltre vent’anni da quell’innovativa proposta che ha mostrato alla città di Roma una realtà incentrata sul cibo, ma applicata con strumenti diversi. Ristorante, pizzeria, wine bar, cigar club, cantina, pralineria, live music, emporio libreria ed eventi. ‘Gusto è stato il posto in cui, orchestrati in una perfetta sinfonia, hanno risuonato tutti gli strumenti utili e necessari per offrire al pubblico un luogo che partendo dal food spaziava all’intrattenimento, un’offerta continua donata ogni giorno con passione, dalle 9 del mattino fino alle 2 di notte.

Le parole di Alessandra Marino

Ma la città cambia velocemente e con lei, muta anche la gente. Così, dopo il ventunesimo anno di attività, Alessandra Marino e la sua squadra lasciano Piazza Augusto Imperatore a caccia di un luogo in cui proporre ancora una volta, un punto di vista enogastronomico innovativo che è pronto a far scuola. L’attenzione della proprietaria, votata a non interrompere il suo dialogo pluri decennale con Roma, è rapita da Il Passetto, storico ristorante a due passi da Piazza Navona, protagonista gastronomico della capitale sin dai primi del ‘900. «Ho cercato e guardato tanti locali, ma l’idea era di aprire ‘Gusto senza perdere le sue declinazioni, dunque la necessità era sui mq ed anche sulla suggestione. Avevo bisogno di altezze importanti, grandi spazi sia dentro che fuori e un dehor importante, magari in una delle tante meravigliose piazze romane», afferma la Marino che prosegue dicendo «Quando ho visitato Il Passetto ho idealmente ripercorso tutta la sua storicità, i personaggi illustri, il ristorante inteso come crocevia di menti, chiacchiere, scambi, risate e mangiate. Ho sentito che era lui e che in quelle sale avrei potuto far esistere ‘Gusto».

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Il nuovo progetto

Così facendo ha preso il via il nuovo progetto che ha richiesto un paio di mesi in cui considerare ogni dettaglio con grande attenzione. L’obiettivo principale era non snaturare l’essenza del luogo, ma piuttosto “pulirla” dalle tante e diverse gestioni che, in alcuni casi, avevano reinterpretato in modo discutibile la storia del ristorante, che andava preservata e conservata, proprio come la suggestione che quelle mura sono in grado di suscitare. Insieme al suo studio di architettura, Alessandra Marino si concentra sui colori che si intersecano ai vecchi arredi, poveri e nobili in egual misura, esaltati in ogni sala da delle tinte inedite e mai fuori luogo. É il color corallo ad accogliere il cliente al suo ingresso a Piazza Sant’Apollinare, un tono vivace che conferisce il nome al primo spazio e la cui tinta della boiserie, si unisce in modo continuativo alla seconda sala, quella della Bella Epoque, dove rosa e oro brillano impreziosendo le pareti e facendo da eco ai velluti dei sofà in tinte pastello. Proseguendo nel percorso si giunge alla Sala Cucchi, il cui nome è omaggio al grande dipinto realizzato dall’artista Enzo Cucchi, lungo 7 mt e alto 2, e il cui soggetto è circondato dai toni più neutrali del grigio, del rosa e dal mattone. Se invece si entra da Via Zanardelli, è la Sala Picasso ad accogliere gli avventori (il nome di questa sala si deve al grande manifesto del ’53 sulla mostra dell’artista al Palazzo Reale di Milano). In questo spazio padroneggia un immenso specchio che riflette le grandi finestre, insieme ad un antico mosaico dai colori tenui. Un piccolo passaggio porta allo spazio dedicato al forno della pizza, dove i tavoli sono circondati da pareti divise a metà tra rosso China e blu petrolio, che poi lasciano spazio alle candide maioliche bianche che rivestono la superficie intorno al forno. Da qui è possibile osservare il lavoro dei pizzaioli, oppure acquistare specialità alimentari italiane in vendita.

Le caratteristiche della struttura

Una struttura di circa 400 mq, i cui interventi fatti sono pochi ma radicali, come l’aggiunta del cocktail bar che si affaccia sul dehor di Piazza Sant’Apollinare e che serve contemporaneamente sia l’interno e l’esterno. Sono ancora presenti e decisamente rivalorizzati con grande opera di restauro, gli originali infissi in ferro e legno, che entrano nel locale creando delle bussole, così come le vecchie palladiane e le boiserie che oggi dialogano con i tenui velluti del cocktail bar, o con i tavoli in ferro neri, abbinati a sedie francesi intrecciate. Sulle pareti e nelle nicchie, pezzi di contemporaneità fanno da contralto a fotografie d’autore o a quadri antichi, alternati ai tanti oggetti che la proprietaria ha raccolto negli anni. Tutti gli spazi sono illuminati in modo contemporaneo. I lampadari di cristallo a goccia hanno fatto spazio alle Akari Light Sculptures, progettate nel ’51 dal designer Isamu Noguchi, seguite dalla presenza delle Potence Pivotante, di Charlotte Perriand.

Ristorante, pizzeria, wine & cocktail bar

Una nuova piazza in cui proseguire la propria storia, ripartendo dalle scelte gastronomiche fatte nel ’98. Specialità italiane con grande attenzione alle cotture, alle materie prime ed agli abbinamenti con vini d’eccezione. Una scelta in soluzione di continuità per ‘Gusto, che apre con la medesima brigata di cucina e con lo stesso staff di sala. Una vera e propria famiglia lavorativa costruitasi col tempo e in cui si sono formati e specializzati venti professionisti della ristorazione pronti a badare ai 300 coperti di Piazza Sant’Apollinare.

Il menu

Nel menu sono presenti le paste della tradizione: Amatriciana, Carbonara, Gricia e poi Lasagna alla Bolognese, Tortellini in Brodo, Fettuccine ai Frutti di Mare. Tra i secondi non manca l’attenzione alla carne, con Tagliata, Fiorentina, Straccetti, Saltimbocca, Polpette al Vino e Galletto, seguiti dai classici di pesce come la Frittura e la Grigliata del pescato giornaliero. A questi si aggiungono i fritti vegetali e quelli di Baccalà e Mozzarella, vera espressione di romanità a cui seguono le attente selezioni di salumi e formaggi posti in un corner dedicato. In quest’ode alla tradizione culinaria romana e italiana, trovano spazio anche altre due anime di ‘Gusto, la Rotisserie e l’Hamburgeria, con pregiate carni arrostite ed una variegata proposta di burger and chips. Per gli amanti dell’uovo, in lista si trovano anche le Frittate, da quella Provola e Patate a quella Zucchine e Menta, oppure la golosa Tartufo e Parmigiano 36 mesi. A condire il tutto c’è l’olio scelto a km zero, l’extravergine di olive laziali di Alessandro Musco. Tra i dolci rigorosamente fatti in casa, si ritrovano i sapori semplici di Tortini di Mela con Cannella e Zenzero, oppure le Mousse, il Tiramisù e ancora Gelati e Sorbetti della casa. Da una sala all’altra si espande nell’aria il profumo della pizza romana, principale scelta di ogni cliente che a sua piacimento ritrova gli intramontabili classici, come Margherita, Napoli, Capricciosa, Diavola e tante altre. Un forno che lavora ininterrottamente e che impreziosisce anche il Brunch domenicale, oppure il tè del pomeriggio.

La cantina

La cantina conta circa 350 etichette che spaziano dalle grandi referenze italiane, ai piccoli produttori di vini naturali e biologici. Anche in questo caso l’attenzione è alla tradizione italiana, con un occhio particolare al Barolo, al Barbaresco, alle bollicine con metodo classico ed al Lambrusco, per cui già si pensa ad una programmazione di eventi dedicati con degustazioni e abbinamenti ai piatti.

Il cocktail bar

Il Cocktail Bar si distingue per i suoi Twist on Classic come il ‘Gusto Fizz a base gin alla lavanda, bergamotto e soda al pompelmo, oppure il ‘Gusto Mule a base vodka, bergamotto, zenzero e Lager Beer. In questo contesto trovano spazio di Mini Menu di Cocktail & Cicchetti, con cui poter assaporare un Vesper Martini felicemente abbinato ad un Fiore di Zucca, Ricotta e Alici, oppure un Old Negroni che disseta il palato, dopo un saporito cicchetto di Lasagna.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/ristorantigusto/

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