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Roberta Savona

Tutta la dolcezza di Marco Quintili, per la Festa del Papà

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Per festeggiare tutti i papà, la Pizzeria i Quintili presenta i Soffietti di San Giuseppe

 In un periodo in cui nulla è come sembra, anche un grande classico come il Bignè di San Giuseppe, si evolve e cambia faccia, soprattutto in casa Pizzeria i Quintili, dove il Maestro Pizzaiolo Marco Quintili dà vita a “i Soffietti di San Giuseppe”daddy edition. Per chi non ha mai fatto tappa da Quintili, i soffietti sono un peccato da dover compiere almeno una volta nella vita. Solitamente proposti con ripieno di pura crema di Pistacchio di Bronte, nell’edizione dedicata ai papà d’Italia li ritroviamo con un dolcissimo ripieno di crema chantilly e granella di pistacchio.

Per farli anche a casa, Marco ha deciso di condividere in rete la ricetta del suo dolce, con un vero tutorial in cui elenca ogni passaggio e che permetterà a tutti di cimentarsi nella realizzazione home made del delizioso dessert. «Sin da subito i nostri Soffietti sono stati indicati dai clienti e dalla critica, come il dessert più ‘food porn’ nel nostro menu. Nonostante la chiusura da lockdown, abbiamo voluto portare a domicilio un po’ di dolcezza, con qualche consiglio utile e divertente”, ha dichiarato il titolare de i Quintili».

LA RICETTA

La ricetta per realizzare lo sfizioso omaggio di Marco è semplice. Il primo passaggio è mettere in una ciotola 600 grammi di acqua in cui sciogliere 3 grammi di lievito, aggiungere 1 kg di farina e iniziare a impastare. Dopo tre/quattro minuti, inserire 25 grammi di sale ed impastarlo finché non diventa omogeneo. Successivamente dividere in quattro parti l’impasto ottenuto e formare i cosiddetti “panetti” in ciotole più piccole, poi coprirli con il cellophane. Lasciare a maturare e lievitare per 20 ore in un frigo a 4/6º.

A questo punto bisogna formare delle piccole palline che andranno fritte a 180 gradi. Per preparare la crema chantilly invece occorrono 200 grammi di panna fresca liquida, 500 ml di latte fresco intero, 150 grammi di zucchero, 4 tuorli, un bacello di vaniglia e della scorza di limone. Si inizia mettendo in un pentolino il latte, la scorza limone e i semi di vaniglia e, in un contenitore a parte, si mescolano i tuorli, lo zucchero e un mestolo di latte preso dalla precedente pentolino. A questo punto va versato nel pentolino sul fuoco il composto ottenuto e va mescolato fino ad arrivare alla giusta consistenza.

Mettere il tutto a freddare sotto una pellicola e nel frattempo montare la panna. Alla fine si unisce la panna montata con la crema, dando forma completa alla crema chantilly. Con una sacca da pasticcere e un beccuccio a stella, si riempiono i soffietti di pizza fritta, guarnendo il tutto all’esterno con della granella di pistacchio o di nocciola.

Per chi non ha avesse dimestichezza con i fornelli invece, i “Soffietti di San Giuseppe” del maestro Quintili saranno disponibili nelle sedi di Tor Bella Monaca e Furio Camillo Roma, dove già si preannunciano come un nuovo grande successo.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/Iquintili1

Profumo di Puglia e sguardo oltreoceano: apre The Fisherman Burger

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Dalle coste pugliesi alla gastronomia del New England: nonostante l’emergenza Covid è stato inaugurato in Via Ravenna il The Fisherman Burger

L’emergenza non ferma il piacere del buon cibo, specie se in tavola c’è tutto il gusto del mare. Lo sanno bene a The Fisherman Burger, neonato locale inaugurato in Via Ravenna a Roma, fresco di apertura come altrettanto fresco è il pesce servito sulle studiate tavole contingentate, allestite per l’occasione nell’ultima domenica di febbraio. In barba alle difficoltà del momento e nel pieno rispetto delle norme anti Covid, il quartiere Nomentano dà il benvenuto al nuovo spazio di Vito Fiusco (già proprietario di The Meat Market) che, dal 28 febbraio 2021, è pronto a dare il via alla nuova avventura di ristorazione in equilibrio tra lobster bar e ristorante di fish burger. Se da una parte c’è tutta la sapiente arte gastronomica pugliese, capace di valorizzare al meglio la preziosa materia prima che viene dal mare, dall’altra gli fa da contralto la tradizione del New England, capace di enfatizzare il prodotto italiano donandogli una prospettiva internazionale che solletica i palati più curiosi, catapultandoli oltre i confini nazionali.

La nascita di un’idea

Sin dal 2017 a Roma, The Fisherman Burger è stato sinonimo di qualità per gli amanti del pesce. Dopo l’apertura in Piazza Pasquale Paoli, la risto-pescheria si è trasferita in Via Ravenna 34/a, a due passi dalla vivace Piazza Bologna che, nonostante le difficoltà pandemiche, è ancora in grado di offrire agli abitanti del quartiere, nuove aperture come quella del Fisherman. Uno stile totalmente rinnovato ed uno spirito vincente, lo stesso che The Fisherman Burger ha sempre mostrato ai suoi affezionati clienti che, questa volta, sono trasportati un morso dopo l’altro nella regione del New England, laddove gli immigrati della seconda metà dell’800 mettevano in pratica tutto il sapere legato alla tradizione marinara ed alla materia prima locale. Il nuovo ristorante gestito da Fiusco, diviene così la trasposizione pratica di quel melting pot di antica memoria, che strizza l’occhio ai segreti migliori della cucina statunitense, partendo proprio dalle radici pugliesi. «Abbiamo deciso di portare avanti la nostra idea di pesce al di fuori dai confini pugliesi e – com’è stato per The Meat Market – continueremo sempre a mettere un po’ di Puglia nei nostri piatti», dichiara Fiusco.

Il concept

Parola d’ordine: pesce fresco – al tavolo oppure al banco del pescato giornaliero -, come in una vera e propria pescheria. Un’abitudine che si è fatta strada nella capitale e che, proprio in Puglia, ha iniziato a muovere i primi passi, proponendo alla clientela un’esperienza gastronomica decisamente inclusiva. Stile marinaro e arredamento nautico, richiamato dai classici colori del bianco misto alle sfumature di azzurro che predominano all’interno della risto-pecheria. Un luogo che in questo momento, si attiene fedelmente alle normative vigente in materia di pandemia e che può accogliere per questo, fino a 40 coperti negli spazi interni e 40 nel dehors, senza contare lo spazio al piano -1, che può essere utilizzato per un servizio fatto con maggiore privacy.

La proposta gastronomica

Dalle coste pugliesi a quelle del New England, gli avventori compiono un viaggio culinario che dalla tradizione del Sud Italia, guarda all’America che si affaccia sull’Oceano Atlantico, a nord di New York. Piatti del giorno proposti in base al pescato, sono affiancati dal celebre Lobster Roll, un grande classico americano a cui si accostano, a seconda del gusto, del Fish&Chips o dell’ottimo Fritto di Paranza. Immancabili le Cozze alla Salentina, i Cannolicchi Gratinati o il Polpo Arrosto (sempre fresco e tenerissimo), cotto sui carboni e servito con delle sfiziose chips d’accompagnamento. In caso di festeggiamenti speciali alle porte, più che consigliata è la generosa porzione di Aragosta, che soddisfa ampiamente gli amatori. Assoluta novità sono le Fish Fajitas, piatto messicano rivisitato con pesce italiano e offerto su ghisa bollente. Alle Fajitas si aggiungono i Fish Wrap, raffinate tortillas ripiene di Gamberi oppure Salmone. Una considerazione a parte meritano i Fish Burger, i cui bun sono forniti dallo storico e pluripremiato Antico Forno Roscioli; tra questi è inevitabile il “Del Pescatore”, trancio di salmone, crema di patate, rucola, peperoni, olive taggiasche e salsa The Fisherman, oppure il “Del Mozzo”, trancio di merluzzo, spinaci saltati, bacon croccante, scamorza affumicata, maionese o, infine, il “Davy Jones”, con una fragrante rosetta farcita da polpo arrosto, crema di fave, bietola e friggitelli. Per gli amanti dei classici, non manca la carta dei Crudi di Pesce o dei Primi Piatti, come gli Spaghetti Cozze e Datterini o la Zuppa di Pesce. Non solo classica ristorazione ma anche Street Food. Ogni giorno Fisherman offre una variegata proposta d’asporto, con i Cartocci di Calamari e Gamberi oppure Alici & Chips, proposte veloci e sfiziose che rendono possibile un gustoso aperitivo anche on the road.

La carta dei vini

La grande varietà gastronomica, si esalta con la proposta dei vini abbinati. Una selezione di bottiglie che omaggia l’intera penisola, con una doverosa inclinazione alle vigne pugliesi, a cui fanno da contrasto le creazioni alcoliche del bartender Alan Sozzi, pronto a servire degli ottimi Cocktails o del pregiato Champagne. Un’atmosfera accogliente, ideale per momenti come pranzi di lavoro, o occasioni speciali, il tutto con prezzi competitivi che non sviliscono le materie prime e rendono accessibile la qualità e la freschezza del mare per tutte le tasche.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/TheFishermanBurger

Pizza-Dessert, l’ultima trovata di Stefano Miozzo

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Il campione del mondo di pizza classica Stefano Miozzo rivisita la Margherita nella sua nuova dolcissima versione

Il periodo d’amore fu galeotto. San Valentino – anche se pandemico – ha profuso scintille nell’aria e Stefano Miozzo ne ha preso ispirazione, per rivisitare un grande classico della tradizione. “La Dolce Margherita” del campione del mondo di Pizza Classica (Parma 2018) e Master Pizza Chef (2015), ha un sapore decisamente particolare, un’ardita variabile che solletica i palati più curiosi e rende più dinamico il fine pasto degli innamorati e non solo.

Le parole di Miozzo

«Negli ultimi anni sta prendendo piede l’idea della pizze dessert. Già nel 2015 ho iniziato a sperimentare questo particolare tipo di “margherita”. La Dolce Margherita è un’esplosione di gusto in cui la presenza della mozzarella di bufala, ricoperta di cioccolato bianco, rende possibile la scoperta di un abbinamento insolito e insieme irresistibile», dichiara Miozzo a proposito della sua ultima idea.

Realizzata con farina Red del Molino Magri, con l’aggiunta di un mix di semi, “La Dolce Margherita” prevede un impasto di 1000 grammi di farina Red, 40 grammi di mix di semi, 1 grammo di lievito secco e  600 grammi di acqua. Dopo 8 minuti, aggiungere 50 grammi di acqua e 20 grammi di sale e infine, dopo altri 4 minuti, aggiungere l’olio EVO, impastare per altri 4 minuti e mettere a puntare l’impasto per 1 ora. Una volta passata l’ora, si possono formare le palline con cui dopo altre 16/24 ore di riposo a 4º, si potrà realizzare la base della pizza dessert.

Il procedimento

Mettere sulla base, invece della classica passata di pomodoro, una marmellata di pomodoro a cui aggiungere delle sfere di mozzarella di bufala ricoperte di cioccolato bianco. Per realizzarle, vanno tritate le mozzarelle e messe in delle mezze forme sferiche che andranno in congelatore. Appena saranno rassodate, ma non totalmente ghiacciate, vanno sovrapposte per creare un’unica sfera. Una volta che saranno ghiacciate, si dovranno immergere nel cioccolato bianco fuso e poi poste sulla pizza. Per finire, va posto sulla pizza il basilico, dopo averlo immerso in caramello. Dopo questi procedimenti, “La Dolce Margherita” è pronta per essere gustata, in compagnia o in un romantico tête-à-tête.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/stefano.miozzo.9

Shimai, un anno di Sushi e passione

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Tra Covid e delivery Shimai, il japponese take away, festeggia il primo anno di attività con pietanze speciali ad edizione limitata

La qualità del pesce nostrano abbinato all’arte sopraffina della cucina japponese. Abbiamo incontrato Shimai un anno fa, quando il Covid non era ancora un chiodo fisso e la vita era bella, fatta di cene fuori e di delivery non per costrizione, ma solo per piacere. Il take away di Corso Trieste, aperto con fiducia da Fabrizio Teoli e Maurizio Totteri in aria tutt’altro che sospetta, soffia sulla sua prima candelina tagliando il traguardo di un anno dal sapore acre.

Chissà se i due imprenditori, sapendo in anticipo quanto sarebbe accaduto di lì a poco, avrebbero scelto di aprire lo stesso il piccolo grande gioiello di Via Bellinzona, fucina di Sushi e passione che da 365 giorni, continua a combattere una partita che non è ancora persa. E di perderla Shimai non ne ha proprio voglia. Non lo merita il suo Sushi come non lo meritano i tanti appassionati lavoratori che, ogni giorno nonostante l’emergenza pandemica, continuano a ruotare intorno a quei gamberi luminosi e a quel salmone che profuma di buono.

Il locale d’asporto

La scommessa del locale d’asporto nel quartiere nomentano, è una scommessa vinta a suon di prelibati vassoi colorati e nuove proposte gastronomiche, come i poké, serviti in più varianti a seconda delle richieste del cliente. «Il nostro primo anno è stato assurdo. Abbiamo inaugurato il 26 gennaio 2019 e l’11 marzo 2020 abbiamo dovuto chiudere» – dichiara Mariangela De Angelis, alla guida del punto vendita di Corso Trieste e, continua – «Ma in questo periodo ci siamo anche dati molto da fare, come il venerdì per esempio, il giorno in cui carico la smart e porto ad Agosta e Subiaco il nostro Sushi, assemblato a regola d’arte da Chef Ralph. Abbiamo riaperto a fine aprile per il weekend e da giugno, si è ripreso con più regolarità. La gente viene e ci chiama e, da quest’anno, c’è anche il sito dove si può ordinare direttamente e la consegna è gratuita», conclude MeryMery, come la chiamano gli amici.

La proposta gastronomica

Non manca mai nell’ordine dei clienti il gustoso Jeffrey, uramaki ripieno di verdure in tempura con tartara di salmone, salsa teriyaki e erba cipollina mentre, la pietanza assolutamente da provare, è sicuramente il fuori menu “tempura special”, goloso gambero in tempura con tartara di avocado, erba cipollina e polvere di tempura sul finale.

Alla domanda su come è trascorso questo primo anno e su quanto siano stati sostenuti dallo Stato nella loro attività, Mariangela risponde con rammarico per i ristori e con speranza rivolta ai suoi clienti, dichiarando: «In questo anno ci siamo sentiti come abbandonati. Le casse intergrazioni arrivano dopo tre mesi e, intorno a noi, abbiamo visto chiudere molti ristoranti. Noi siamo sopravvissuti grazie alla nostra qualità riconosciuta dai clienti che, con i loro ordini, confermano l’amore per il nostro lavoro e ci premiano con la loro presenza».

Gli orari

Causa Covid, gli orari hanno subito qualche cambiamento. Per gustare l’ottimo Sushi di Via Bellinzona, è possibile ordinare dal mercoledì alla domenica, dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 22.00 mentre, solo di martedì, Shimai apre al pubblico la sera dalle 18.00 alle 22.00.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/ShimaiaCorsoTrieste/

“Roma e Lazio”, la Guida dell’Arte presentata da La Repubblica

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È in edicola l’ultimo capitolo delle preziose guide firmate dal quotidiano, un regalo utile dedicato all’arte per ricominciare a vivere nel segno della bellezza

Era il pezzo del puzzle che mancava, l’ultimo capitolo de Le Guide di Repubblica dedicato ai percorsi artistici più importanti della Regione Lazio e di Roma, suo caposaldo culturale. Un volume che chiude le guide pubblicate nel 2020 con un prezioso viaggio che condurrà i lettori attraverso passeggiate inedite, alla scoperta di luoghi immortali, custodi di un sapere e una bellezza senza tempo ne precedenti. Dalle periferie alle gallerie del centro, dai musei agli atelier. Nelle parole dei Racconti d’Autore, sezione ad opera di scrittori come: Erri De Luca, Melania Mazzucco, Fulvio Abbate, Giulia Carcasi, Ascanio Celestini, Marco Lodoli, Antonio Pascale, Aurelio Picca, Laura Pugno e Nadia Terranova, si celano gli aneddoti di luoghi pregni di storia, dove si respira arte e si apprende una cultura che non vedrà mai il tramonto.

Leggi la Guida sui Mercati di Roma

Le Passeggiate dell’Arte

Dopo aver fatto il pieno di storia, seguono 120 pagine che costituiscono le Passeggiate dell’Arte. Un vero e proprio libro nel libro, un approfondimento mai visto prima in una Guida, tra rioni, quartieri e fino alle periferie, le passeggiate raccontano i tanti musei, le gallerie e le fondazioni della città. Ad arricchirle ulteriormente ci sono i box di approfondimento su ognuna delle principali istituzioni dell’arte, a firma di direttori e curatori. Le interviste coinvolgono oltre 70 artisti che, idealmente, aprono le porte dei loro studi, da Mimmo Paladino a Piero Pizzi Cannella. Infine, focus ulteriori danno conto del panorama degli istituti di cultura e delle ambasciate che operano nell’ambito artistico.

La sezione enogastronomica

Il volume inoltre, che da anni si rinnova completamente ad ogni edizione, non rinuncia alla sua vocazione enogastronomica, grazie a centinaia di nuovi indirizzi del gusto segnalati e un totale di 1014 ristoranti, 100 pizzerie e 176 botteghe del gusto e indirizzi di street food, in tutti i quartieri di Roma e nelle cinque province del Lazio, dal Pontino alla Tuscia, dai Castelli Romani alla Sabina fino alla Ciociaria, territori a cui sono dedicate anche altrettante passeggiate dell’arte. Completano il volume, la sezione delle Dimore di Charme, con 123 strutture segnalate, tra hotel, b&b e relais; e dei Produttori di Vino, esplorati per la prima volta approfondendo le peculiarità di ciascun terroir laziale.

Le parole di Giuseppe Cerasa

«Ci vuole coraggio. Prendere una Guida come la nostra e declinarla seguendo le mille strade che portano nei musei, nelle gallerie, negli studi degli artisti […] Ci vuole coraggio perché è un progetto editoriale che nessuno aveva mai tentato e realizzato», spiega il direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa, nella sua introduzione al volume. «L’impronta contemporanea ispira l’intero percorso proposto da questa guida, che invita il lettore a scoprire i protagonisti dell’arte a Roma […] Ogni viaggio, se ben vissuto, deve poterci cambiare. E chi affronterà una di queste passeggiate, sia esso un romano che decide di dedicare il proprio tempo alla scoperta di una parte a lui poco nota della città, sia esso qualcuno venuto da fuori per ammirare la sua bellezza, ne uscirà cambiato», scrive Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, nella sua presentazione alla Guida. Mentre Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, aggiunge: «Questa bella pubblicazione, anno dopo anno, è diventata sempre più una vetrina di grande prestigio e autorevolezza per una regione che ha davvero tanto da offrire».

Per saperne di più: https://www.facebook.com/leguiderepubblica/

Mercati di Roma in tasca con le Guide di Repubblica

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In edicola “Mercati di Roma”, la nuova pubblicazione de Le Guide di Repubblica, un volume-viaggio alla scoperta dei banchi migliori della Città Eterna

Il mercato è da sempre l’espressione più intima di ogni città. Un percorso di odori e colori che in ogni parte del mondo cambiano con le sfumature del tempo e del luogo, regalando agli avventori esperienze sensoriali senza paragoni. A quei luoghi in cui sono racchiusi i saperi e i sapori più intensi della tradizione è dedicato il volume “Mercati di Roma”, nuovo capitolo delle Guide di Repubblica che, attraverso 599 banchi in oltre 300 pagine, racconta i mercati rionali della città, da sempre protagonisti della cultura enogastronomica capitolina.

In edicola dal 23 novembre 2020, così come nelle librerie e nei maggiori digital store, il volume esplora i banchi dalle periferie, fino al centro di Roma. Un percorso che tocca posti come Piazza San Cosimato, Campo de’ Fiori, Trionfale, Ostia, passando per Esquilino, Pigneto, Testaccio e Monteverde, centri nevralgici di genuinità e freschezza, in cui si ritrovano le eccellenze del mare e della terra, fino alle neonate proposte di street food e gastropescherie che, con il loro arrivo, hanno ampliato le piazze del gusto.

Gli itinerari

Le “Passeggiate al Mercato”, sono l’apposita sezione che dona al volume ancor più prestigio, grazie alle testimonianze inedite di personaggi del mondo della gastronomia, dello sport, dello spettacolo e della cultura. Ricky Tognazzi, Mariolina Venezia, Ascanio Celestini, Nadia Terranova, Luca Ward, Iaia Forte, sono oltre cinquanta le illustri tracce che si aggiungono ai ricordi di chef stellati, come Anthony Genovese, Francesco Apreda, Iside De Cesare e Daniele Usai. La guida è realizzata in collaborazione con Centro Agroalimentare Roma e si arricchisce di un ricettario in cui sono raccolti i segreti di decine di banchisti che documentano piatti della tradizione romana, dalla minestra broccoli e arzilla agli gnocchi, dal bollito alla picchiapò, ai bignè di San Giuseppe. un vero e proprio ricettario composto da 37 piatti, alternati da articoli che, per ognuna delle tipologie merceologiche principali (pesce, ortofrutta, carne) guidano i lettori verso un consumo consapevole, consigliando i prodotti di stagione per riconoscerne la freschezza e la qualità.

Le parole dei protagonisti

«Questa Guida ai mercati rionali di Roma vuol cercare di gettare un raggio di luce tra i cunicoli, gli angoli e i variopinti e incredibili passaggi di un lungo viaggio che comincia di notte e all’alba nelle campagne e tra i mari d’Italia e del mondo e attraverso alcuni lunghi passaggi arriva tra gli stand di quello che è il più grande centro agroalimentare del Paese, il CAR, con i suoi radar legati alla qualità. E poi sui banchi dei mercati rionali, frequentati ogni giorno da decine di migliaia di romani accecati dai colori e dalle piramidi di prodotti, storditi dagli odori, confusi dal concerto di voci e di volti», racconta Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, nella sua introduzione al volume.

«Ben venga questa guida ai mercati di Roma, raccontati per quello che sono: un driver economico strategico per la città e l’intera filiera», aggiunge Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nella sua toccante presentazione della Guida.

«I mercati rionali – commenta Fabio Massimo Pallottini, direttore generale di CAR – sono i nostri preziosi stakeholder. I prodotti freschi e freschissimi che giungono quotidianamente al CAR vanno, grazie agli operatori dei mercati, a riempire i banchi, le frutterie e pescherie della città garantendo così reperibilità, qualità e freschezza. È importante il rapporto di fiducia che intercorre tra acquirente e rivenditore, perché si traduce in un indubbio vantaggio per il consumatore finale che può scegliere il miglior prodotto nel rapporto qualità/prezzo. Per questo l’idea di realizzare una Guida dei Mercati di Roma ci ha da subito entusiasmati ed è stato un vero onore offrire il nostro contributo a far riscoprire il fascino troppo spesso dimenticato di questi luoghi storici e pieni di vita». Ad aprire il volume inoltre, un lungo ed appassionato racconto inedito dello scrittore Antonio Pascale, che si è lasciato ispirare dalla propria emozionante esperienza di visita al CAR.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/leguiderepubblica

 

Dal 1969 ai giorni nostri, da La Ciociara il sapore della romanità non invecchia mai

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La Ciociara 1969 consegna a casa tutto il gusto della tradizione capitolina

Suonano alla porta durante il lockdown? L’ipotesi è che, 9 su 10, si tratterà di food consegnato in delivery. Un trend necessario, che limita gli spostamenti e scalda il cuore nelle prime ore della sera quando, dopo una giornata in smart working, cucinare sembra proprio l’ultima cosa che vorremmo fare. L’esperienza a domicilio de La Ciociara 1969 è giunta dal quartiere tuscolano fino a Centocelle, dove un simpatico ragazzo ha aperto lo zaino ermetico delle meraviglie, tirando fuori tutti i conigli che aveva a disposizione nel suo profondo cilindro. Parola d’ordine? Una: tradizione. Anzi no, due: tradizione romana e a domicilio.

Il sapore della romanità

Dal 1969 ai giorni nostri, il sapore vero della romanità più autentica, sembra non voler cedere il passo alla modernità. Si moltiplicano infatti gli esercizi dedicati al cibo che interpreta appieno la storia capitolina e i suoi vicoli, ricchi di sapori e aneddoti che solo la tavola ha il potere di raccontare fino in fondo. Semplicità, genuinità e gusto, sono le tre chiavi di lettura che fanno capo al ristorante pizzeria di Via Valerio Publicola che, dal finire degli anni ’60, non ha mai perso le caratteristiche che ancora lo rendono caro al cuore dei tanti clienti che lo frequentano, oggi in orari diurni, causa ultimo DPCM. Ma i decreti non fermano la passione per quella veracità eterna come le vie di Roma, che la vita non invecchia. Mai. Proprio come cantava il buon Antonello Venditti.

La nuova gestione

La Ciociara 1969 si è così rinnovata e ha dato il via alla sua nuova attività con una nuova gestione, proprio in pieno lockdown. Senza paura e a testa alta. Della vecchia gestione è rimasto il nome ma la fedeltà alla cucina romana e laziale resta la medesima, a cui si aggiunge l’ambizione di puntare a piatti che siano sempre più innovativi e nello stesso tempo, appartenenti ai ricettari trasteverini doc. Un progetto alimentato da tenacia e passione per un lavoro che per lo staff de La Ciociara, non sarà mai “solo” lavoro.

Le scatole a portar via

Nel gustoso gioco delle “scatole a portar via“, abbiamo dato il via alla giostra con un misto di antipasti fritti speciali, tra cui spiccavano per il deciso sapore il Supplì alla Carbonara con Fonduta di Pecorino e Guanciale Croccante e il Supplì con cuore di Nduja su Cime di Rapa ripassate e Crema Piccante. Come non testare il grande Classico, seguito poi dalla variante Cacio e Pepe servito su Cicoria e Salsa di Pecorino Coccia Nera. Il primo proposto è una Fettuccina alla Giudìa con Concia (zucchine fritte marinate in aceto con aglio e prezzemolo), con Bottarga, Alici e Pachino, un articolato primo piatto che soddisfa gli equilibristi del palato.

Alla pasta è seguito il Fagotto della Ciociara, una pizza bianca ripiena di Mortadella, Bufala e Pesto di Pistacchio. Il premio best of però, va di diritto al Filettone di Baccalà pastellato, accompagnato da una rustica Crema di Ceci. Una panatura perfetta che ha avvolto tutta la freschezza del pesce e ha vinto a man bassa la sfida del delivery. Gran finale con Tiramisù, la cui crema al mascarpone è perfettamente bilanciata. Un’esperienza decisamente da provare e per cui è inutile continuare ad attendere oltre.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/laciociara1969

Garbatella canta Napoli con lo street food di Friendo

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Fritto o al forno, ma comunque in strada. Tutto il sapore partenopeo di Friendo

Che sia un cuoppo o una frittatina di maccheroni, poco importa. La passione è sempre la stessa. A Largo delle Sette Chiese, nel quartiere-gioiello Garbatella a Roma, si respira il profumo dei fritti partenopei. Odori di una Napoli che sa ammaliare con la sua cucina da strada, capace di mettere d’accordo tutti, dagli amanti della carne, passando per gli adepti del pesce e per i più incalliti vegetariani. Lo street food genuino è la filosofia di vita di Friendo, locale il cui nome è già una dichiarazione di intenti nata dalla fusione del termine “friend”, assemblato alla parola dialettale “frienn”, l’azione più amorevole che – da sempre – ogni napoletano che si rispetti riesce a regalare.

Un riferimento della cucina campana

Antonio Riccio ha così aperto a Roma un piccolo angolo di Napoli, che gestisce insieme alla sua compagna Mena, napoletana d.o.c. e dal “cuoppo facile”. Un luogo nato dall’idea ponderata insieme al fratello Ignazio, con cui Antonio ha dato vita ad uno dei punti di riferimento per gli affezionati della cucina campana residenti in zona e non. Ne sono ghiotte anche Imma Battaglia e Eva Grimaldi, coppia nota nel quartiere, che alla corte di Mena e della sua instancabile friggitrice ha condotto anche l’amico Gabriel Garko che, di fronte ad un bel piatto di salsiccia e friarielli, non ha potuto far altro che capitolare serenamente.

La proposta gastronomica

Materie prime di qualità cucinate nel segno della tradizione, per dar vita ad uno street food sano e alla portata di tutti. Perché street non può e non deve far rima con junk, soprattutto se la proposta è retta da prodotti freschi, reperiti giornalmente dal mercato di zona. Aperto tutti i giorni a pranzo e ideale per tutte le tasche, Friendo da libero accesso alla tradizione napoletana con un rapporto qualità-prezzo decisamente accessibile ad ogni famiglia. Durante il giorno, è possibile anche usufruire dei tavoli esterni che accolgono i clienti in totale sicurezza e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/FriendoFreetFood

Natale in delivery: Bompiani consegna a casa la Tradizione delle Feste

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Dai grandi classici alle nuove sperimentazioni. È tempo di panettoni a Largo Benedetto Bompiani: il Natale arriva in Delivery

Si avvicina quel periodo dell’anno in cui rinunciare al dolce è ancor più difficile del solito, specie se si tratta di grandi dolci come quelli della Pasticceria Bompiani. E se il sapore del Natale 2020 è ancora incerto, il gusto del panettone e dei dolci natalizi restano una certezza a cui non dover rinunciare. Mai come quest’anno. Un anno particolarmente difficile per la categoria ristorazione e per il Paese tutto, ancora alle prese con un’emergenza che non fa buone promesse e continua a mettere a dura prova le economie dei cittadini. Per non privarsi anche di quelle piccole gioie giornaliere, come il cornetto al mattino o la merenda al pomeriggio, Bompiani, come del resto molti altri esercenti, ha adeguato la sua produzione alle necessità della vendita online, attrezzandosi di un portale e-commerce in grado di soddisfare le richieste dei romani senza limiti di distanza. L’unica distanza che resta è quella sociale, imposta da un virus che non può e non deve rovinarci anche il sacro rito del Natale.

Il Natale della Pasticceria Bompiani

Natale vuol dire panettone e non solo. Pasticceria Bompiani ha tirato a lucido le sue praline ridefinendole con aria nuova, impreziosendone il carattere che le ha rese ancor più prelibate. La nuova linea ispirata a Space Oddity di David Bowie, è un viaggio visivo-gastronomico di rara bellezza, in cui il fattore gusto gioca un ruolo fondamentale e insieme ipnotico. Praline dal sapore pop, dedicate alla musica, alla moda e ad un artista che mutando nel tempo è sempre rimasto se stesso. Grande.

I dolci tradizionali e quelli sperimentali

A partire dal 22 novembre 2020 poi, fanno capolino i dolci di Natale, con il panettone tradizionale affiancato da nuove e sperimentali proposte. Da quello al papavero e amarena, si passa al pera e cioccolato, fino al goloso fragole e cioccolato bianco, realizzato con impasto al cacao e gocce di cioccolato. A queste si aggiunge il primo Panettore Signature Walter Musco, al cioccolato bianco e caviale, un ulteriore e curioso passo nell’articolato percorso artistico della pasticceria che costeggia Via Cristoforo Colombo. Torneranno gli alberelli in cioccolato e saranno intensificate le produzioni di torroni, quest’anno nel doppio gusto gianduja e nocciole, insieme al classico morbido alle mandorle. Ceste di Cantucci, ricciarelli, panpepato e biscotti di pan di zenzero, completeranno il quadro culinario delle feste, per cui saranno composti cesti e gift box, ideali per un dono acquistato e fatto consegnare direttamente a casa, senza dover uscire dalle proprie abitazioni.

Eccellenze italiane a portata di mano e di mouse dunque, a cui si aggiungeranno due nuove torte signature firmate da Walter Musco, con cui la pasticceria offrirà ulteriore nota di creatività. La prima torta infatti, sarà dedicata ad Alberto Burri e alla sua meraviglia visiva e filosofica, il Cretto. La seconda, in continuità con la voglia di stupire ed esser fuori dagli schemi, è quella dedicata a David Bowie e in particolare alla sua vicinanza con il mondo della moda di Kansai Yamamoto.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/pasticceriabompiani

Ristorante Orlando “consegna a casa” tutto il sapore della Sicilia

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La tradizione culinaria di Chef Carlo Alberto D’Audino è pronta per il delivery e il takeaway del ristorante Orlando a Roma

La cucina siciliana è tra le più rappresentative della tradizione italiana ed è su questa fondamenta che si erge il pensiero enogastronomico del Ristorante Orlando, che prende dalle radici siciliane la sua più penetrante essenza, fatta di tutti quegli odori e sapori che riempiono di un gusto inarrivabile la terra della Trinacria. Un’attenzione che si fa dedizione, nel costante rispetto delle ricette antiche e dei suoi intoccabili ingredienti che nel ristorante di Via Sicilia rivivono in tutta la loro atavica forza. Un sapore unico nel suo genere, forgiato dalla complessità delle miscelazioni etniche e speziali, tra memorie arabe, normanne e della Grecia antica, che oggi si contaminano nuove e più contemporanee influenze, espresse al massimo dallo Chef Carlo Alberto D’Audino. Tutto questo amore di stampo siciliano, dopo le nuove restrizioni dell’ultimo DPCM, sarà possibile riceverlo direttamente a casa, dove il ristorante consegnerà tutta la tradizione di una tra le isole più belle del mondo.

La proposta gastronomica

La carta dei vini, studiata dal Direttore di Sala Andrea Sgamma, fonde sapori della terra a profumi più moderni, partendo sempre e comunque dagli ingredienti autoctoni siciliani. Il menu propone dalle tradizionali caponate, come U Puppiteddu Capuliato (Calamaro ripieno), U Purpu Arricriatu (Polpo Arrosto), gli spaghetti con i ricci di mare, il cannolo e la pastiera (prodotti in esclusiva per noi da I Dolci di Nonna Vincenza, la più siciliana delle pasticcerie) e si estende fino alla proposta più sperimentale. Tra le nuove proposte c’è Ombrina à la Plancha, Fico d’India, Mela e germogli di Insalata, nella Ricciola Cotta Cruda, Ricotta al Pistacchio, Radicchio e Uva oppure la Busiata con Ragù di Agnello in Agrodolce, il tutto accompagnato con olio di oliva siciliano ed una attenta selezione di aziende vitivinicole tra le più interessanti della Regione.

Il Delivery

Il Ristorante Orlando è un luogo elegante, in grado di garantire ampio distanziamento tra i tavoli e di mantenere la privacy e la tranquillità per ogni avventore. Grazie alla sua tranquillità e alla sua cucina autentica è da anni segnalato nelle pagine della prestigiosa guida “Michelin”, ed è considerato il ritrovo preferito per la comunità siciliana a Roma. Il ristorante è solitamente aperto a pranzo e cena tutti i giorni, con domenica come giorno di chiusura. Dati i recenti avvenimenti l’orario si modifica in base alle regolamentazioni statali, con l’apertura per tutti i giorni a pranzo, dalle 12:30 alle 15:00, con particolare attenzione al pranzo del sabato e della domenica e servizio delivery, attivo dal lunedì al sabato dalle 19:00 alle 21:30. E’ in una situazione come quella odierna che Ristorante Orlando ha composto una carta dedicata al delivery ed all’asporto: da sempre la cucina siciliana più verace ha trovato casa tra i fornelli domestici e per le domeniche in famiglia. Orlando ha quindi deciso di organizzare un servizio di consegne privato, nel pieno rispetto delle normative vigenti, per portare direttamente a casa i piatti ed i vini, con gli odori ed i colori della Sicilia e del suo mare, del suo sole e delle sue molteplici ed affascinanti storie antiche e contemporanee.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/orlandosaporidisicilia