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Roberta Savona

Fiorella Pasqualini, chef per passione

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Dagli studi di medicina, alla vita in cucina. Storia di Fiorella Pasqualini e di una scelta fatta per Amore.

La storia di Fiorella Pasqualini è la storia di una persona che ha fatto le sue scelte in nome di un Amore superiore, quello per la cucina, da cui inizialmente aveva provato a discostarsi ma che alla fine, come le storie d’amore più belle del mondo, ha raggiunto inesorabilmente il suo lieto fine.

Gli studi in medicina

Fiorella ha 31 anni e molto tempo fa è arrivata a Roma per studiare Medicina. Un desiderio che aveva sin da giovanissima e che ben presto e con i dovuti sforzi, sarebbe sicuramente diventata la sua professione, se non fosse stato per quel “fattore DNA”, come lo chiama lei, che un giorno dopo l’altro l’ha chiamata forte a sé. Nata da un papà che da tutta la vita – o quasi – lavora come chef nel Ristorante Il Casale, a Colli del Tronto nelle Marche, Fiorella inconsapevolmente ripercorre la stessa storia di suo padre. Anche lui, come lei, a suo tempo cestinò la laurea in Giurisprudenza per aprire il suo primo locale. Era il 1988 e i tempi erano altri. Ma Fiorella sente di non esser poi così distante dal percorso fatto da suo padre e così, dopo aver intrapreso un percorso di psicoterapia che l’ha aiutata a conoscersi meglio, ha compreso che la sua felicità sarebbe stata tra i fornelli e non nelle corsie di un ospedale.

L’amore per la cucina

Così la ragazza ha abbandonato gli studi e ha cominciato a lavorare nei locali di Roma, per mantenersi e per pagarsi un corso di cucina professionale. «È più forte di me, non riesco a fare cose senza studiare e documentarmi», afferma la giovane chef in erba, che dopo il corso ha iniziato sin da subito a lavorare con il grande Chef Francesco Apreda, dove ha sperimentato il lavoro in brigata e ha conosciuto tanti ragazzi che come lei cercavano di costruirsi un futuro, coltivando il sogno di intraprendere un mestiere che è una vera e propria vocazione. «Ho appreso tanto dai miei colleghi, lavorativamente e umanamente. Quelli sono giorni che mi resteranno per sempre. Chi sceglie di fare il cuoco ha un amore per il suo lavoro che è travolgente», continua Fiorella.

La città eterna

Nella città di Roma la giovane donna è cresciuta e si è formata. Per lei la Città Eterna è casa, ma com’era giusto che fosse, Fiorella sceglie di tornare alle origini, laddove è nata ed è cresciuta vedendo per primo suo padre, muoversi tra pentole e materie prime, curando i dettagli e scegliendo sempre il meglio per portare a tavola tutto il buono della cucina tradizionale. «Ho scelto di tornare dall’uomo che mi ha trasmesso questa passione, per studiare ogni momento del suo lavoro e per costruire il mio futuro partendo da ciò che può insegnarmi il passato».

Il Ristorante “Il Casale”

Con il sogno di un ristorante tutto suo, Fiorella torna nelle Marche pronta ad aprire il suo primo locale vicino al mare, ma i sogni si sono infranti contro il muro del Covid-19, che l’hanno costretta a rimandare l’apertura al 2021. «Voglio sfruttare questo momento di stasi per rimettermi ancora una volta in gioco. Andiamo incontro all’estate e sarà più semplice lavorare con il domicilio. Da qualche tempo sto collaborando con la Biologa e Nutrizionista Martina Restelli. Insieme a lei sto lavorando a un progetto che possa insegnare alle persone a mangiare bene, in modo gustoso, ma facendo attenzione a preservare il proprio corpo in salute», conclude Fiorella, che intanto, con l’inizio della Fase 2, ha inaugurato anche l’asporto insieme a papà Emilio nel “Ristorante Il Casale”.

 Per saperne di più: www.hotelcasale.it

Sintesi, il ristorante contemporaneo riapre al pubblico

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È tempo di tornare alla vita, e ne ha voglia Sintesi, il locale di Ariccia, pronto a stupire ogni palato

Dopo il buio torna la luce. Almeno uno spiraglio, vien da dire. Mentre molti continuano a tenere bassa la serranda tra proteste e giuste scelte di campo forzate, dai castelli giunge la buona novella. Sintesi, il ristorante contemporaneo di Ariccia, è pronto alla riapertura che avverrà con grande emozione il prossimo martedì 2 giugno 2020. Nel pieno rispetto delle normative vigenti, lo spazio esterno dedicato ai clienti sarà fornito di ogni attenzione, per far sì che il convivio sia un momento di pace, relax e puro godimento. Sintesi aveva aperto al pubblico la prima settimana di marzo, appena costruito, rifinito, fornito di grande slancio verso la contemporaneità, ha visto il proprio sogno interrompersi di colpo, causa Coronavirus.

Il delivery

Una storia comune a molte realtà ma che in questo caso, ci auguriamo prosegua con un lieto fine. Perché in fondo la ripartenza non è che l’inizio. Seppur di recente apertura, durante il lockdown Sintesi ha messo in campo un eccellente servizio di delivery che ha coperto una vasta zona dei Castelli Romani. Dal 2 giugno in poi, i clienti potranno usufruire anche del servizio take away – dal venerdì alla domenica e su prenotazione, con un giorno di anticipo – con due bag: picnic e weekend; nella “bag picnic” ci sarà un fish burger con chips, insalata di campo, lemon tart, tutte portate adatte ai pranzi all’aperto. La “bag weekend” invece, è stata ideata per la cena e contiene un’insalata di moscardini, lasagna di pesce, frittura e lemon tart.

Continua anche il servizio happy birthday, il quale attraverso prenotazione, si renderà possibile la realizzazione di una torta di compleanno che arriva dritta a casa per un buon festeggiamento domestico.

Il nuovo menu

Il menu disponibile al ristorante e consultabile con un QR Code, è strutturato per offrire anche un servizio aperitivo attivo dal giovedì alla domenica sera, dalle 18.00 alle 20.00. Nel menu sono presenti snacks che il cliente potrà decidere di ordinare componendo un minimo di tre appetizer per l’aperitivo o come antipasto, primi e secondi ed una carta dei dessert composta da quattro dolci ed una selezione di formaggi. La dinamicità della carta, caratteristica anche del menu delivery, è legata al reperimento delle materie prime e a quello che offre la natura, portando così avanti anche il principio dello “spreco zero”. La ferrea volontà di non cedere immediatamente ad una sorte avversa e la capacità di adattarsi sono la forza di un giovanissimo team, che nel locale Sintesi ha scommesso due volte: prima l’apertura di un ristorante contemporaneo in una zona fortemente legata alla tradizione e poi la necessità di riadattarsi velocemente a causa del momento storico.

Il team e il ristorante

«Cerchiamo di eliminare il superfluo, sempre. Non siamo un ristorante gourmet, non siamo una trattoria, non siamo una hosteria. Siamo quello che i nostri piatti dimostrano di essere – un collettivo che mette insieme idee orientali, tecniche nord europee e sapori universali per ottenere ogni giorno una nuova preparazione, un abbinamento a noi ancora sconosciuto». Con queste parole Sara ScarsellaMatteo Compagnucci e Carla Scarsella, i tre giovani soci di Sintesi, firmano un vero e proprio manifesto di sincerità che chiarisce al meglio ogni dubbio (se mai dovessero giungere mentre gustate prelibatezze alla corte di Sintesi).

Le esperienze di Sara, Matteo e Carla

Sara e Matteo, classe ’92 e ’93, sono alla guida della cucina e Carla, classe ’94, alla guida della sala. Sara e Matteo si incontrano al ristorante Da Caino – dove Matteo è capo pasticcere – dopo la formazione dell’una all’Alma e dell’altro alla scuola alberghiera. Così comincia il loro percorso. Una prima esperienza ad Oxford,  poi uno stage di 3 mesi al Noma di Copenaghen; dopo lo stage, pur avendo ricevuto richiesta di rimanere, si spostano. Sara si trasferisce al Geranium per un nuovo stage che si trasforma in lavoro da capo partita per un anno e mezzo, Matteo al Brace come sous chef. Poi ancora un’esperienza all’estero, in Australia. Qui Sara lavora per Neil Perry e apprende le tecniche di cucina giapponese; Matteo, dopo un periodo al Bennelong – Opera House in Sidney, trova lavoro al Fish Butchery di Josh Niland. Il loro obiettivo è quello di apprendere sempre di più conoscendo nuove città, nuove cucine, nuove materie prime e nuove tecniche di elaborazione. Sintesi rappresenta un nuovo punto di partenza: un ristorante contemporaneo nel cuore dei Castelli Romani, zona legata fortemente alla tradizione.

La filosofia culinaria

La volontà è quella di unire nel piatto ingredienti diversi per natura e provenienza, mettendo a servizio della comunità dei Castelli Romani – e non solo- le esperienze fatte in giro per il mondo. L’idea di cucina è la sintesi delle loro esperienze: dal lavoro a Copenaghen riportano l’attività del foraging e la preparazione di fermentati, da quello nei locali di Neil Perry l’utilizzo del forno a carbone, il Josper, con griglia e le marinature cinesi con i fondi di cottura. I metodi di lavorazione del pesce di Josh Niland, di trattare cioè il pesce come la carne, diventa fonte di ispirazione per lavorare l’animale intero utilizzando tutte le parti per diverse preparazioni. I fornitori a cui si rivolgono sono piccoli artigiani, per lo più locali ed il pesce proviene dall’asta di Anzio. L’arredamento è minimal e accogliente, in legno, con un forte richiamo alla natura grazie ai pannelli di muschio e al piccolo orto verticale. Alla guida della sala c’è Carla, sommelier. L’obiettivo è di impostare la sala sulla professionalità senza mai diventare troppo formale così da creare un legame con ogni cliente. Sono circa 50 le etichette della carta vini, provenienti da diverse aree d’Italia e suddivise tra convenzionali, biodinamici e naturali. La carta dei vini cambia spesso, come il menu, puntando inoltre su un’offerta al calice molto ampia. Non mancano una carta delle birre artigianali, una piccola sezione dedicata a cocktail e analcolici.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/sintesiristorante/

Arriva Leggimenu.it, l’aiuto gratuito ai ristoratori

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Rispettare le regole e sanificare, tutto tranne  i menu! Da oggi online con la piattaforma offerta da KiRweb. Oltre 800 esercenti iscritti in meno di 24h.

La Fase 2 ha preso il via tra le polemiche. Tra mezze riaperture, scelte di campo e impossibilità a rialzare la saracinesca, quella fetta di coraggiosi ristoratori che è riuscita a riaprire il 18 maggio, è già alle prese con le misure di sicurezza necessarie per contrastare il temuto contagio di ritorno. Numerosi gli accorgimenti da rispettare, tra cui spiccano i frequenti momenti dedicati alla sanificazione, indispensabile per garantire al pubblico una cena serena e al riparo dal virus.

Ma come fare con i menu? La cara vecchia “carta”, già fortemente provata dall’avvento delle tecnologie, da oggi è destinata ad estinguersi, complice anche l’arrivo sulla rete del sito Leggimenu.it , il menu digitale gratuito che aiuta la ristorazione a ripartire. Perché in tempi oscuri come questi, risparmiare qualcosa fa sempre comodo e dunque, perché non risparmiare quel margine di tempo e quella quantità di disinfettante che serve a sanificare i menu di ogni cliente? Ne è certo Riccardo Pirrone, ideatore dell’iniziativa web gratuita e a capo dell’agenzia di comunicazione KiRweb, già nota per la sua creatività applicata al difficile mondo dell’industria funebre. Sono infatti più che celebri le campagne pubblicitarie di Taffo Funeral Services, caso unico nel suo genere e vero e proprio esempio di social marketing, ormai oggetto di studi universitari, di cui KiRweb è autore. In meno di 24 ore e con sincero stupore da parte degli ideatori, il portale ha già collezionato oltre 800 ristoratori iscritti, pronti ad usufruire di un servizio che si preannuncia indispensabile e che resterà di libero accesso per sempre.

COME FUNZIONA LEGGIMENU.IT

Per i Ristoratori

Utilizzare Leggimenu è molto semplice. Se siete a capo di un ristorante, un bar o una pizzeria, basterà andare sul sito www.leggimenu.it e caricare autonomamente sul sito il vostro menu. Registrandovi, potrete ricreare da zero la carta dei cibi e delle bevande offerte nel vostro locale. Al termine del caricamento, vi sarà poi rilasciato un QR-code che mostrerete al cliente per scegliere la pietanza che preferisce attraverso il suo personale smartphone.

Per i Clienti

Usufruire del menu digitale su Leggimenu è facile. Entrando nel locale, chiedete al gestore se il suo menu è presente su www.leggimenu.it . In caso di risposta positiva, puntate il vostro smartphone sul QR-code fornitovi dal personale di sala e in pochi secondi avrete libero accesso alla carta del locale.

«Che tu abbia un ristorante, un bar o una pizzeria, con leggimenu.it potrai avere il tuo menu in versione web e i tuoi clienti potranno consultarlo facilmente con il cellulare mentre sono al tavolo» – dichiarano i creativi di KiRweb, che concludono – «Per usufruire del servizio online, basterà registrarsi sul sito e non ci sarà bisogno di scaricare alcuna applicazione. Un menu digitalizzato è sicuro per tutti!».

LE CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO LEGGIMENU.IT

  • Menù digitale in formato web;
  • Leggero e veloce, navigabile anche dove c’è poca connessione;
  • QR-Code per l’accesso diretto al menu dal tavolo;
  • È una web app che i tuoi clienti potranno salvare sul cellulare ;
  • Possibilità di gestire e modificare il menù giornalmente;
  • Illimitate categorie e voci menU;
  • Possibilità d’inserimento allergeni;
  • Possibilità di personalizzazione con Nome, Logo e Colore;
  • Assistenza e-mail/ticket;
  • Servizio gratuito per sempre.

Per saperne di più: www.leggimenu.it

Ecofattorie, il sapore della Sabina a domicilio

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Ecofattorie: dalle campagne romane alle tavole della capitale, #lasabinanonsiferma

Ricotta fresca o al forno, pecorini, dal grande classico stagionato agli aromatizzati, caciotte locali, uova, carni e latticini freschi di giornata, confetture e creme dolci – al pistacchio e alle nocciole – vini locali e birre artigianali e come non menzionare tutto il sapore della frutta e degli ortaggi di stagione. Tutto biologico, tutto fresco e tutto rigorosamente portato a casa.

Ad offrire i sapori delle campagne romane direttamente sulle tavole della capitale è Ecofattorie Sabine, che lancia in rete l’hashtag #lasabinanonsiferma , dando inizio al servizio di spesa a domicilio e senza ulteriori costi per la consegna.

La Sabina non si ferma

Non solo spesa a casa. Ecofattorie è vicina ai suoi estimatori più in là con l’età e per i residenti del comune di Poggio Mirteto ha previsto uno sconto de 20% per gli over 65. Il tutto con l’attenzione massima ed il grande riguardo per le regole di sicurezza previste dal decreto per l’emergenza Coronavirus. È così che da Poggio Mirteto, Ecofattorie parte alla volta dei comuni limitrofi, come Montopoli di Sabina, Torrita Tiberina, Poggio Catino, Gavignano, Stimigliano, Salisano, fino alla vicina Roma, nei quartieri Balduina, Fleming, Parioli, Trieste, Prati, Nomentana, Conca D’Oro e infine Montesacro.

Fin da subito, con mio fratello Tommaso, abbiamo compreso che questa emergenza sarebbe durata a lungo. Negli ultimi anni abbiamo lavorato duramente per il nostro negozio e ancor di più per l’agriturismo, che in questa fase è giustamente fermo. La consegna a domicilio era l’unica via per salvaguardare tutto il grande lavoro di crescita fatto negli anni, per rimanere sul mercato e per consentire ai nostri dipendenti di non perdere il lavoro e parallelamente, offrire un servizio alla cittadinanza. Credo che il nostro sia quasi equiparabile ad un dovere civile. Non sapevamo se la nostra iniziativa avrebbe funzionato, ma abbiamo voluto provarci lo stesso e dagli ordini presi su pezzetti di carta, in breve siamo passati alle mail e a programmi online in grado di schedulare zone e prodotti ordinati. Abbiamo rivoluzionato il locale in un funzione del servizio a domicilio. Laddove c’erano i tavoli destinati al servizio al pubblico, abbiamo creato un vero e proprio centro di smistamento ordini. In breve dalla consegna ai comuni limitrofi, siamo passati a soddisfare anche le richieste dei residenti a Roma, che hanno appreso di Ecofattorie tramite un passaparola molto efficace” queste le parole di Alice Di Pietro, responsabile vendite e comunicazione dell’azienda.

Per saperne di più e scoprire la qualità di Ecofattorie Sabine: http://www.ecofattorie.it/

Bompiani a domicilio, per non perdere il gusto

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La premiata pasticceria Bompiani riprende l’attività grazie al servizio di delivery Cosaporto.it

Bompiani ha riaperto. La serranda resta a mezz’aria, ma il profumo dei cornetti è tornato a inebriare la piazza circostante. In tempi di pandemia globale si può e si deve resistere, è vero. Ma se a punirci c’è già la quarantena, perché continuare a soffrire ulterioremente con crudeli privazioni? Aggiungiamoci anche che, tra quattro mura, la capacità di resistenza è duramente messa alla prova. Fino ad ora abbiamo atteso nel ricordo di fragranti crossaint alla francese, barattati con più o meno sane colazioni casalinghe ma, a dirla tutta, dei cornetti, bombe e bignè della Pasticceria Bompiani non si può farne a meno a lungo. In fondo c’è un limite a tutto! In fondo è impensabile affrontare la Pasqua senza Colombe e pastarelle. E così, dopo l’invito giunto a gran voceda amici e clienti (che Dio li benedica), Walter Musco ha annunciato che il laboratorio di produzione della Pasticceria Bombiani è tornato attivo e con lui, la possibilità di ricevere a casa tutta la sua dolcezza indiscussa grazie al servizio di delivery Cosaporto.

I prodotti della Pasqua

Seppur di nuovo attivo, il laboratorio prevederà tempistiche differenti, per garantire una produzione artigianale di qualità e far avere il prodotto appena realizzato nelle case degli acquirenti. Sono disponibili le torte “signature” più amate, in tiratura limitata e ad un prezzo speciale. «Oggi è per noi fondamentale riportare serenità nelle case dei nostri amici e abbiamo deciso di abbatterne il costo all’utente finale, senza variare le materie prime utilizzate in laboratorio», affermano dalla pasticceria. Dai primi giorni di Aprile sono ordinabili le pastiere e gli ovetti gourmet che, tra due strati di cioccolato fondente, custodiscono un gustoso ripieno a scelta tra dulce de leche, gelèe al lampone e nocciola. «Da sempre le uova sono un marchio di fabbrica della nostra pasticceria e, anche quest’anno, abbiamo voluto garantire la produzione delle nostre uova più golose», conclude Musco.

La consegna a domicilio con Cosaporto

Nel primo fine settimana di aprile inizia la produzione e la vendita delle Colombe, un altro prodotto amatissimo dai clienti affezionati a Bompiani. Consistenza soffice e sapori decisi, la colomba di Bompiani ha un aroma inconfondibile di vaniglia tahiti e canditi di grande pregio. E infine, a partire dal 7 aprile, sono ordinabili anche il casatiello e la torta pasquale (o pizza al formaggio), protagonisti della tradizionale colazione pasquale.

Il servizio di delivery sarà effettuato da Cosaporto.it , nel totale rispetto della normativa vigente. I tempi di consegna saranno variabili, in base alle richieste che arriveranno. L’intento di Pasticceria Bompiani è quello di tornare a fare ciò che (loro, ma anche noi) amano di più: portare gioia e grande gusto nelle case della gente.

Per saperne di più: https://cosaporto.it/partner/bompiani/

In Italia la quarantena si fa in cucina: Orecchiette con le cime di Rapa

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Tradizione casalinga e ricettari della nonna. La passione per la cucina si diffonde più del Coronavirus: ecco la ricetta delle “Orecchiette con le cime di rapa”.

Cibo e musica. Due colonne portanti della quarantena made in Italy. Se dal balcone si diffonde calore e vicinanza a suon di note, nelle case degli italiani e specialmente in cucina, prolificano i momenti di creatività culinaria, rigorosamente ispirati alla tradizione ed ai ricettari delle nonne. Le sacre scritture tenute a riposo sotto una coltre di polvere e mestoli inutilizzati, vengono fuori dai cassetti e oggi sono consultati come vademecum per la sopravvivenza, guardati da tutti con gli occhi di chi tra le mani sta stringendo il Santo Graal.

Sfogliando le pagine del libro delle genesi pugliese, giace incastonata da fili di oro la ricetta perfetta, passata di mano in mano come il più prezioso dei saperi, raccontato di voce in voce nella notte dei tempi, sul lungomare barese a Pane e Pomodoro e tra i vicoli della Bari Vecchia. “Orecchiette e Cime di Rapa”, il mantenimento dello status quo, il racconto saporifico di ciò che è stato e che ad ogni morso, è e sarà sempre: il gusto della Puglia.

Il racconto di un piatto

Così facendo, leggendo una riga dopo l’altra, ricordo i 4Kg di rape portate a Roma, di ritorno dalle vacanze di Natale. Sono ancora lì, nel freezer, già lessate e prontamente congelate, razionate in sacchetti porzionati che furono farciti con garbo e amore, come se una forchettata dopo l’altra, aleggiasse in me già il presagio di un’epica quarantena. Ne tiro fuori un paio e con cura inizio il processo di decongelamento. Spacco uno spicchio d’aglio e svuoto mezzo barattolo di Acciughe Delicius. Non sono quelle che pescava mio nonno e che mia nonna metteva sotto sale con un masso di mare a pressarne l’anima, ma sono dignitosamente buone e meritano la mia stima.

Butto in padella l’aglio, le acciughe ed un generoso giro d’olio extravergine (rigorosamente di Puglia e qui di scuse non ne accetto). Mentre comincia a dorarsi l’aglio e le acciughe iniziano a sfaldarsi nel più godurioso degli sfrigolamenti, metto su l’acqua e squarcio un pacco di orecchiette fresche. A parte faccio rosolare in olio un po’ il pangrattato, che tornerà utile durante la mantecatura, perché in Puglia non c’è mai fine al godimento. L’olio è caldo, pronto ad esser penetrato dalle rape scongelate ma ancora turgide e così, sorvolando i preliminari, verso le cime nell’olio e acciughe e comincio a ripassare il tutto.

Per i più trasgressivi è consigliato anche un po’ di peperoncino fresco. L’acqua bolle è tempo di cuocere le orecchiette. Le tiro su ancora callose, da sentirne la presenza sotto i denti e con gesto repentino e fare consapevole, travaso le orecchiette nella padella delle cime. Faccio saltare il tutto e manteco tra loro gli elementi, con un po’ di pangrattato dorato. Li unifico e li assemblo come se non fossero mai nati separati e alla fine il tripudio che giace nel mio piatto, è il più profondo degli orgasmi mai provati.

Orecchiette con le cime di rapa

Ingredienti

– 1 kg di Cime di Rapa
orecchiette acqua e farina (200 g di semola di grano duro rimacinata e 100 ml di acqua)
– 1 spicchio di aglio
– q.b. olio extravergine
– 3 acciughe sotto sale
– q.b. di pangrattato
– q.b. di sale
– peperoncino fresco (a piacimento)

A Roma c’è B.Ro, il pub versione 3.0

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Birra, Burger e Bar ai Parioli… ma non chiamatelo pub!

Se in principio era il pub, oggi è giunto il tempo di conoscere B.Ro. B.Ro è un pub in versione 3.0 che nasce nel quartiere Parioli, nei locali che furono di uno storico ristorante e che oggi, grazie ad un importante lavoro sugli interni effettuato da Studio Strato, torneranno a nuova vita. A farli rinascere sarà l’avventura gastronomica a base di Birra, Burger e Caffetteria proposta da Dany Di Giuseppe, Gino Cuminale, Isidoro Vagnozzi e Michelangelo Baldini, quattro temerari che hanno immaginato un format in grado di offrire un’esperienza di food hub dal gusto internazionale.

Non solo food per la proprietà, che insieme all’offerta culinaria variegata, sottolinea l’importanza di riaprire un dialogo con il quartiere e con la città, partendo dall’istituzione di un luogo che accolga tutti e che per tutti sia una vera e propria comfort zone da vivere e assaporare senza troppi cliché, a partire dal prossimo venerdì 6 marzo 2020, quando si apriranno le porte al pubblico.

Il locale

È forse troppo romantico partire da quella semplice idea di spazio comune? Luogo che è sinonimo di aggregazione, portatore di quella familiarità che solo i più puri pub sanno offrire. B.Ro fa spazio alle idee ripartendo dal principio, da quella semplice ed efficace vita che anima le public house d’oltreconfine. All’ispirazione anglosassone si aggiunge quella della taverna, nella sua più nota situazione di vita, con i clienti al bancone pronti a gustarsi una buona birra dopo una dura giornata di lavoro. Un modo nuovo e magari più lento per assaporare la vita, seduti al banco circondati da un’atmosfera cosmopolita e contemporanea, dove tra un sorso e l’altro, gli occhi brilleranno alla vista di speciali pietanze offerte dallo chef.

Il menu

Un giro intorno al mondo un sorso ed un morso dopo l’altro, tra eccellenze italiane ed interpretazioni culinarie d’oltreoceano. E così, partendo dall’idea del Burger Bar, dove a padroneggiare è il panino, la visione ed il gusto si allargano a favore di altri e più incredibili sapori. La fornita proposta di burger sul menu si amplia e fa spazio a samosa, tacos, pokè, arrosticini e coni salati, la novità della casa che si aggiunge alle portate in salsa street. Notevole la Burger List, dove nulla è lasciato al caso, dal pane artigianale e realizzato con aromi speciali (come tè verde e rapa rossa), fino ai buns di qualità, come l’imperatore American Cheeseburger, oppure il piatto della casa, il B.RoBurger. La lista e la voglia si allungano con le varianti esterofile che danno spazio all’estro dello chef Alessandro Usai, pronto a strabiliare tutti con panini come il Marocco (burger di anatra, hummus di ceci, insalata lollo e crema di datteri), oppure il Giappone (burger di wagyu, sesamo, daikon, senape grezza, germogli di soia, insalata lollo e maionese al wasabi).

L’apertura

Dal 6 marzo B.Ro l’attività prende il via a tamburo battente, aprendo al pubblico tutti i giorni e con orario no stop, proponendo piatti e boccali di birra che non hanno limiti, neanche per i palati più curiosi ed esigenti che, della nuova cucina ai Parioli potranno sicuramente apprezzare l’anima versatile. Panini fragranti oppure più soffici, rigorosamente fatti in casa, cotture perfette ed incredibili farciture. E come non notare le salse, ben undici tipi differenti presenti sul menu, pronte a soddisfare tutti in ogni stagione, grazie all’ampia sala interna e ai tanti posti esterni che attendono l’arrivo della bella stagione. Cosa c’è di meglio che sedere al sole gustando grandi classici come alette di pollo, fish&chips, anelli di cipolla, patate fritte e non, brosticini, tacos e dulcis in fundo i coni salati: croccanti cialde farcite da mini tartare di manzo condite da prelibate salse.

Le birre

“B” come burger. E ovviamente “B” come birra! Se i piatti convinceranno, le birre non saranno da meno. Altro pilastro del locale è infatti la birra, offerta tra selezionate proposte italiane e straniere, tra cui spicca il birrificio Birra del Borgo. Quindici spine con pompa all’inglese sono pronte ad accogliere il cliente in quello che vuol’essere un vero e proprio paradiso del genere. Dalle Lager più note alle IPA, passando per Blanche, Tripel, Imperial Stout e Gluten Free. La spina sarà in rotazione frequente, per assicurare al pubblico sempre una nuova offerta con cui testare tutto il gusto locale ed internazionale e che (grande novità), sarà anche take away. Innovativa è infatti la proposta di poter ordinare birre alla spina in lattine da 50cl, riempite e sigillate al momento grazie ad un apposito macchinario.

Insomma, che sia in compagnia al bancone del bar, oppure sul divano di casa di fronte ad una serie tv, l’intento è quello di non lasciarci mai soli. B.Ro promette emozioni, non resta che provarle!

Per saperne di più: https://www.instagram.com/broburgerroma/

Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

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Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

Ripartono i corsi professionali di Italian Kitchen Academy, scuola impegnata nella formazione di figure che siano pronte all’immediato inserimento nel mondo del lavoro. Un obiettivo ormai noto quello di IKA e del suo staff docente, che si pone come principale risultato quello di rendere idonei e qualificati i propri allievi aspiranti chef, a cui viene consegnato un bagaglio di conoscenze giusto per proporsi sin da subito sul mercato del lavoro.

L’offerta didattica

L’offerta didattica dell’accademia si snoda attraverso corsi professionali di cucina, laboratori monografici e sessioni di approfondimento riservati a chi ha la volontà di intraprendere il mestiere della cucina come vera e propria vocazione. I corsi professionali sono poi seguiti anche da appuntamenti riservati agli appassionati, con eventi e degustazioni enogastronomiche sempre differenti (e divertenti).

La ricerca del talento

Per prendere parte ai corsi è indispensabile l’attitudine di ogni singolo allievo, un elemento essenziale che servirà a fronteggiare le sfide del mercato. Per questo IKA punta a tirar fuori da ogni studente il talento e la predisposizione utili a comprendere quale sia la materia di indirizzo da lui prediletta. I corsi di IKA sono vere e proprie giornate di lavoro in cui si sviluppano teoria e pratica, rispetto per le materie prime e riconoscimento delle gerarchie. Passi imprescindibili se si vuole intraprendere questo lavoro. Umiltà e diligenza sono poi le basi fondanti che occorrono agli allievi per comprendere ed individuare i propri limiti in funzione di un miglioramento degli stessi.

Il corpo insegnante

Durante le lezioni gli aspiranti chef sono continuamente osservati e stimolati dal corpo docente, che guardandoli da vicino, saprà indicare loro la via per lo specifico settore gastronomico per cui sono meglio portati. A capo della grande macchina in Vicolo Scovolino c’è Chef Iside De Cesare (1 Stella Michelin e neo Direttore Didattico dell’Accademia), seguita da docenti chef di altissimo profilo. I corsi sono a numero chiuso e prevedono un massimo di 8 partecipanti di ogni età, che saranno in continuo BtB con i docenti.

Per saperne di più: https://www.italiankitchenacademy.com/accademia/

A Casa Coppelle “Una Musica Può Fare…” del bene

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La cena di beneficenza presentata da Casa Coppelle e ABIO Roma per l’Ospedale Bambino Gesù

Si sà, quando ci si siede a tavola l’occasione è buona per parlare di tutto, ed i buoni propositi trovano ancor più terreno fertile se accompagnati da selezionati e gustosi piatti gorumet. Così, lunedì 2 marzo dalle ore 20.00 a Piazza delle Coppelle, avrà luogo la Cena di Beneficenza presentata dal ristorante Casa Coppelle e dall’associazione ABIO Roma – ODV, che sarà beneficiaria dell’intero ricavato della serata destinato al progetto “Una Musica Può Fare…”.

Gli scopi dell’iniziativa

L’iniziativa di empowerment terapeutico promossa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha tra i suoi scopi l’organizzazione di corsi e laboratori di musica per i piccoli pazienti della struttura ospedaliera, affetti da importanti forme di epilessia e gravi patologie neurologiche, per cui la ricerca in merito necessità di costante sostegno. Il laboratorio “Una Musica Può Fare…” ha il fine di accogliere i piccoli pazienti e di porli a confronto tra loro attraverso la pratica di materie artistiche, che permettaranno una socializzazione senza rischi, in un ambiente privo di pregiudizi e limitazioni. Questo tipo di attività aperta anche ai genitori, a medici e infermieri, consente alle cure mediche di esser percepite in modo più leggero, agendo con più incisività ed in più breve tempo, foraggiando così l’autostima dei pazienti che apprendono e giocano in piena sicurezza presso l’Oratorio del Gonfalone, sede del Coro Polifonico Romano.

Gli obiettivi

Con la Cena di Beneficenza a Casa Coppelle, si punta a raccogliere fondi per 10’000,00€, una cifra che sarà totalmente destinata alla realizzazione del progetto, con l’acquisto degli strumenti, l’affitto delle strutture ed il coinvolgimento degli insegnanti per un corso che si prevede possa avere una durata di due anni. Il menu degustazione di 7 portate comprensivo di beverage e studiato dai padroni di casa, ha un costo di 120,00€ a persona, offerta minima per esser presenti all’evento per cui si ringraziano: Acqua Pazza, Borgo del Balsamico, Falesco Cotarella, Ferrarelle, Feudi di San Gregorio, Mandrarossa, Pastificio dei Campi, Riso Buono eTartufLanghe (elenco di aziende in aggiornamento).

Dall’antipasto fino al dessert, un’occasione unica per far del bene mangiando.

Donazioni

  • Beneficiario: ABIO Roma
  • IBAN: c/c Unicredit – Banca di Roma IT08D0200805020000400827074
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Antipasti
– Catalana di gamberi, yogurt al mandarino, infuso di mela verde e verdure di stagione
– Foie Gras al torchon con pera Martin Sec e brioche parisienne
Primi
– Calamarata orientale “Pastificio dei Campi” con ragù di scorfano
– “Riso Buono” Carnaroli Gran Riserva all’Amarone, Castelmagno e cioccolato
Secondo
Tournedos di filetto di manzo al pepe rosa e spugnole
Predessert
– Crumble al pistacchio e sorbetto al lampone
Dessert
– Noisette

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/2495664110682550/

Da Aroma alla scoperta dell’extravergine Forsoni

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Al via gli incontri dedicati ai prodotti naturali ed alle aziende leader nel settore

Domani, martedì 25 febbraio, dalle ore 9.00 fino alle 18.00, presso Aroma in Via Amsterdam, prendono il via gli appuntamenti con aziende leader nella produzione e divulgazione di prodotti naturali. Strutture-esempio che da sempre lavorano le loro materie prime nel rispetto della biodiversità, in funzione di prodotti che siano sinonimo di natura.

Primo ed imperdibile incontro per gli appassionati della materia e per i curiosi pronti ad avvicinarsi ad un cibo più salutare e a materie prime sostenibili, sarà con il Frantoio Forsoni, azienda di eccellenza che da sempre opera in maniera sostenibile sul territorio italiano, producendo un prezioso olio emblema di una passione di famiglia lunga decenni.

Le parole di Massimo Forsoni

Massimo Forsoni è un appassionato produttore umbro, pronto a mostrare ai clienti di Aroma, tutto il sapore del suo oro liquido che potrà essere assaggiato per il corso di tutta la giornata di martedì 25 febbraio. “Poco più di venti anni fa ho deciso di dare nuova vita all’azienda agricola dei miei nonni oramai abbandonata. Frantoio Forsoni nasce dalla mia volontà di unire la tradizione alle tecniche moderne e proporvi un olio di cui vado fiero. Nasce tutto sui campi.” – afferma Massimo e prosegue dicendo – “È proprio sui campi dove coltiviamo i nostri ulivi, nelle varietà Moraiolo, Leccino e Frantoio, che si è formata un’oasi biologica tra i Monti Martani senza alcuna sintesi, dove i trattamenti effettuati nel corso dell’anno sono tutti “chemical free”. La raccolta avviene ancora “per brucatura”, a mano; preservare l’integrità del frutto e proteggere la pianta è un’operazione delicata che richiede ancora la mano dell’uomo. Il prodotto ottenuto ha una corposità superiore e profumi ineguagliabili”.

Le caratteristiche dell’olio Forsoni

Odore, colore, sapore. Tre elementi che gli affezionati di Aroma potranno saggiare e testare a proprio piacimento, con l’ulteriore omaggio di gustare un esclusiva composta di albicocche, altro fiore all’occhiello di Forsoni. L’olio e la composta saranno serviti sul pane casereccio di Terni, break saporito ed imperdibile che sarà servito anche durante la presentazione del libro “Il Mio Superpotere è la Gentilezza”, ediz. Dalia Ragazzi, una favola moderna sul potere di un valore assoluto come la gentilezza e sull’importanza delle parole.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/495065138092776/