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Roberta Savona

In Italia la quarantena si fa in cucina: Orecchiette con le cime di Rapa

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Tradizione casalinga e ricettari della nonna. La passione per la cucina si diffonde più del Coronavirus: ecco la ricetta delle “Orecchiette con le cime di rapa”.

Cibo e musica. Due colonne portanti della quarantena made in Italy. Se dal balcone si diffonde calore e vicinanza a suon di note, nelle case degli italiani e specialmente in cucina, prolificano i momenti di creatività culinaria, rigorosamente ispirati alla tradizione ed ai ricettari delle nonne. Le sacre scritture tenute a riposo sotto una coltre di polvere e mestoli inutilizzati, vengono fuori dai cassetti e oggi sono consultati come vademecum per la sopravvivenza, guardati da tutti con gli occhi di chi tra le mani sta stringendo il Santo Graal.

Sfogliando le pagine del libro delle genesi pugliese, giace incastonata da fili di oro la ricetta perfetta, passata di mano in mano come il più prezioso dei saperi, raccontato di voce in voce nella notte dei tempi, sul lungomare barese a Pane e Pomodoro e tra i vicoli della Bari Vecchia. “Orecchiette e Cime di Rapa”, il mantenimento dello status quo, il racconto saporifico di ciò che è stato e che ad ogni morso, è e sarà sempre: il gusto della Puglia.

Il racconto di un piatto

Così facendo, leggendo una riga dopo l’altra, ricordo i 4Kg di rape portate a Roma, di ritorno dalle vacanze di Natale. Sono ancora lì, nel freezer, già lessate e prontamente congelate, razionate in sacchetti porzionati che furono farciti con garbo e amore, come se una forchettata dopo l’altra, aleggiasse in me già il presagio di un’epica quarantena. Ne tiro fuori un paio e con cura inizio il processo di decongelamento. Spacco uno spicchio d’aglio e svuoto mezzo barattolo di Acciughe Delicius. Non sono quelle che pescava mio nonno e che mia nonna metteva sotto sale con un masso di mare a pressarne l’anima, ma sono dignitosamente buone e meritano la mia stima.

Butto in padella l’aglio, le acciughe ed un generoso giro d’olio extravergine (rigorosamente di Puglia e qui di scuse non ne accetto). Mentre comincia a dorarsi l’aglio e le acciughe iniziano a sfaldarsi nel più godurioso degli sfrigolamenti, metto su l’acqua e squarcio un pacco di orecchiette fresche. A parte faccio rosolare in olio un po’ il pangrattato, che tornerà utile durante la mantecatura, perché in Puglia non c’è mai fine al godimento. L’olio è caldo, pronto ad esser penetrato dalle rape scongelate ma ancora turgide e così, sorvolando i preliminari, verso le cime nell’olio e acciughe e comincio a ripassare il tutto.

Per i più trasgressivi è consigliato anche un po’ di peperoncino fresco. L’acqua bolle è tempo di cuocere le orecchiette. Le tiro su ancora callose, da sentirne la presenza sotto i denti e con gesto repentino e fare consapevole, travaso le orecchiette nella padella delle cime. Faccio saltare il tutto e manteco tra loro gli elementi, con un po’ di pangrattato dorato. Li unifico e li assemblo come se non fossero mai nati separati e alla fine il tripudio che giace nel mio piatto, è il più profondo degli orgasmi mai provati.

Orecchiette con le cime di rapa

Ingredienti

– 1 kg di Cime di Rapa
orecchiette acqua e farina (200 g di semola di grano duro rimacinata e 100 ml di acqua)
– 1 spicchio di aglio
– q.b. olio extravergine
– 3 acciughe sotto sale
– q.b. di pangrattato
– q.b. di sale
– peperoncino fresco (a piacimento)

A Roma c’è B.Ro, il pub versione 3.0

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Birra, Burger e Bar ai Parioli… ma non chiamatelo pub!

Se in principio era il pub, oggi è giunto il tempo di conoscere B.Ro. B.Ro è un pub in versione 3.0 che nasce nel quartiere Parioli, nei locali che furono di uno storico ristorante e che oggi, grazie ad un importante lavoro sugli interni effettuato da Studio Strato, torneranno a nuova vita. A farli rinascere sarà l’avventura gastronomica a base di Birra, Burger e Caffetteria proposta da Dany Di Giuseppe, Gino Cuminale, Isidoro Vagnozzi e Michelangelo Baldini, quattro temerari che hanno immaginato un format in grado di offrire un’esperienza di food hub dal gusto internazionale.

Non solo food per la proprietà, che insieme all’offerta culinaria variegata, sottolinea l’importanza di riaprire un dialogo con il quartiere e con la città, partendo dall’istituzione di un luogo che accolga tutti e che per tutti sia una vera e propria comfort zone da vivere e assaporare senza troppi cliché, a partire dal prossimo venerdì 6 marzo 2020, quando si apriranno le porte al pubblico.

Il locale

È forse troppo romantico partire da quella semplice idea di spazio comune? Luogo che è sinonimo di aggregazione, portatore di quella familiarità che solo i più puri pub sanno offrire. B.Ro fa spazio alle idee ripartendo dal principio, da quella semplice ed efficace vita che anima le public house d’oltreconfine. All’ispirazione anglosassone si aggiunge quella della taverna, nella sua più nota situazione di vita, con i clienti al bancone pronti a gustarsi una buona birra dopo una dura giornata di lavoro. Un modo nuovo e magari più lento per assaporare la vita, seduti al banco circondati da un’atmosfera cosmopolita e contemporanea, dove tra un sorso e l’altro, gli occhi brilleranno alla vista di speciali pietanze offerte dallo chef.

Il menu

Un giro intorno al mondo un sorso ed un morso dopo l’altro, tra eccellenze italiane ed interpretazioni culinarie d’oltreoceano. E così, partendo dall’idea del Burger Bar, dove a padroneggiare è il panino, la visione ed il gusto si allargano a favore di altri e più incredibili sapori. La fornita proposta di burger sul menu si amplia e fa spazio a samosa, tacos, pokè, arrosticini e coni salati, la novità della casa che si aggiunge alle portate in salsa street. Notevole la Burger List, dove nulla è lasciato al caso, dal pane artigianale e realizzato con aromi speciali (come tè verde e rapa rossa), fino ai buns di qualità, come l’imperatore American Cheeseburger, oppure il piatto della casa, il B.RoBurger. La lista e la voglia si allungano con le varianti esterofile che danno spazio all’estro dello chef Alessandro Usai, pronto a strabiliare tutti con panini come il Marocco (burger di anatra, hummus di ceci, insalata lollo e crema di datteri), oppure il Giappone (burger di wagyu, sesamo, daikon, senape grezza, germogli di soia, insalata lollo e maionese al wasabi).

L’apertura

Dal 6 marzo B.Ro l’attività prende il via a tamburo battente, aprendo al pubblico tutti i giorni e con orario no stop, proponendo piatti e boccali di birra che non hanno limiti, neanche per i palati più curiosi ed esigenti che, della nuova cucina ai Parioli potranno sicuramente apprezzare l’anima versatile. Panini fragranti oppure più soffici, rigorosamente fatti in casa, cotture perfette ed incredibili farciture. E come non notare le salse, ben undici tipi differenti presenti sul menu, pronte a soddisfare tutti in ogni stagione, grazie all’ampia sala interna e ai tanti posti esterni che attendono l’arrivo della bella stagione. Cosa c’è di meglio che sedere al sole gustando grandi classici come alette di pollo, fish&chips, anelli di cipolla, patate fritte e non, brosticini, tacos e dulcis in fundo i coni salati: croccanti cialde farcite da mini tartare di manzo condite da prelibate salse.

Le birre

“B” come burger. E ovviamente “B” come birra! Se i piatti convinceranno, le birre non saranno da meno. Altro pilastro del locale è infatti la birra, offerta tra selezionate proposte italiane e straniere, tra cui spicca il birrificio Birra del Borgo. Quindici spine con pompa all’inglese sono pronte ad accogliere il cliente in quello che vuol’essere un vero e proprio paradiso del genere. Dalle Lager più note alle IPA, passando per Blanche, Tripel, Imperial Stout e Gluten Free. La spina sarà in rotazione frequente, per assicurare al pubblico sempre una nuova offerta con cui testare tutto il gusto locale ed internazionale e che (grande novità), sarà anche take away. Innovativa è infatti la proposta di poter ordinare birre alla spina in lattine da 50cl, riempite e sigillate al momento grazie ad un apposito macchinario.

Insomma, che sia in compagnia al bancone del bar, oppure sul divano di casa di fronte ad una serie tv, l’intento è quello di non lasciarci mai soli. B.Ro promette emozioni, non resta che provarle!

Per saperne di più: https://www.instagram.com/broburgerroma/

Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

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Ripartono i corsi di Italian Kitchen Academy

Ripartono i corsi professionali di Italian Kitchen Academy, scuola impegnata nella formazione di figure che siano pronte all’immediato inserimento nel mondo del lavoro. Un obiettivo ormai noto quello di IKA e del suo staff docente, che si pone come principale risultato quello di rendere idonei e qualificati i propri allievi aspiranti chef, a cui viene consegnato un bagaglio di conoscenze giusto per proporsi sin da subito sul mercato del lavoro.

L’offerta didattica

L’offerta didattica dell’accademia si snoda attraverso corsi professionali di cucina, laboratori monografici e sessioni di approfondimento riservati a chi ha la volontà di intraprendere il mestiere della cucina come vera e propria vocazione. I corsi professionali sono poi seguiti anche da appuntamenti riservati agli appassionati, con eventi e degustazioni enogastronomiche sempre differenti (e divertenti).

La ricerca del talento

Per prendere parte ai corsi è indispensabile l’attitudine di ogni singolo allievo, un elemento essenziale che servirà a fronteggiare le sfide del mercato. Per questo IKA punta a tirar fuori da ogni studente il talento e la predisposizione utili a comprendere quale sia la materia di indirizzo da lui prediletta. I corsi di IKA sono vere e proprie giornate di lavoro in cui si sviluppano teoria e pratica, rispetto per le materie prime e riconoscimento delle gerarchie. Passi imprescindibili se si vuole intraprendere questo lavoro. Umiltà e diligenza sono poi le basi fondanti che occorrono agli allievi per comprendere ed individuare i propri limiti in funzione di un miglioramento degli stessi.

Il corpo insegnante

Durante le lezioni gli aspiranti chef sono continuamente osservati e stimolati dal corpo docente, che guardandoli da vicino, saprà indicare loro la via per lo specifico settore gastronomico per cui sono meglio portati. A capo della grande macchina in Vicolo Scovolino c’è Chef Iside De Cesare (1 Stella Michelin e neo Direttore Didattico dell’Accademia), seguita da docenti chef di altissimo profilo. I corsi sono a numero chiuso e prevedono un massimo di 8 partecipanti di ogni età, che saranno in continuo BtB con i docenti.

Per saperne di più: https://www.italiankitchenacademy.com/accademia/

A Casa Coppelle “Una Musica Può Fare…” del bene

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La cena di beneficenza presentata da Casa Coppelle e ABIO Roma per l’Ospedale Bambino Gesù

Si sà, quando ci si siede a tavola l’occasione è buona per parlare di tutto, ed i buoni propositi trovano ancor più terreno fertile se accompagnati da selezionati e gustosi piatti gorumet. Così, lunedì 2 marzo dalle ore 20.00 a Piazza delle Coppelle, avrà luogo la Cena di Beneficenza presentata dal ristorante Casa Coppelle e dall’associazione ABIO Roma – ODV, che sarà beneficiaria dell’intero ricavato della serata destinato al progetto “Una Musica Può Fare…”.

Gli scopi dell’iniziativa

L’iniziativa di empowerment terapeutico promossa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha tra i suoi scopi l’organizzazione di corsi e laboratori di musica per i piccoli pazienti della struttura ospedaliera, affetti da importanti forme di epilessia e gravi patologie neurologiche, per cui la ricerca in merito necessità di costante sostegno. Il laboratorio “Una Musica Può Fare…” ha il fine di accogliere i piccoli pazienti e di porli a confronto tra loro attraverso la pratica di materie artistiche, che permettaranno una socializzazione senza rischi, in un ambiente privo di pregiudizi e limitazioni. Questo tipo di attività aperta anche ai genitori, a medici e infermieri, consente alle cure mediche di esser percepite in modo più leggero, agendo con più incisività ed in più breve tempo, foraggiando così l’autostima dei pazienti che apprendono e giocano in piena sicurezza presso l’Oratorio del Gonfalone, sede del Coro Polifonico Romano.

Gli obiettivi

Con la Cena di Beneficenza a Casa Coppelle, si punta a raccogliere fondi per 10’000,00€, una cifra che sarà totalmente destinata alla realizzazione del progetto, con l’acquisto degli strumenti, l’affitto delle strutture ed il coinvolgimento degli insegnanti per un corso che si prevede possa avere una durata di due anni. Il menu degustazione di 7 portate comprensivo di beverage e studiato dai padroni di casa, ha un costo di 120,00€ a persona, offerta minima per esser presenti all’evento per cui si ringraziano: Acqua Pazza, Borgo del Balsamico, Falesco Cotarella, Ferrarelle, Feudi di San Gregorio, Mandrarossa, Pastificio dei Campi, Riso Buono eTartufLanghe (elenco di aziende in aggiornamento).

Dall’antipasto fino al dessert, un’occasione unica per far del bene mangiando.

Donazioni

  • Beneficiario: ABIO Roma
  • IBAN: c/c Unicredit – Banca di Roma IT08D0200805020000400827074
  • Causale: Donazione per il Progetto “Una musica può fare…”

IL MENU (prenotazioni al 06 68891707 )

Antipasti
– Catalana di gamberi, yogurt al mandarino, infuso di mela verde e verdure di stagione
– Foie Gras al torchon con pera Martin Sec e brioche parisienne
Primi
– Calamarata orientale “Pastificio dei Campi” con ragù di scorfano
– “Riso Buono” Carnaroli Gran Riserva all’Amarone, Castelmagno e cioccolato
Secondo
Tournedos di filetto di manzo al pepe rosa e spugnole
Predessert
– Crumble al pistacchio e sorbetto al lampone
Dessert
– Noisette

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/2495664110682550/

Da Aroma alla scoperta dell’extravergine Forsoni

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Al via gli incontri dedicati ai prodotti naturali ed alle aziende leader nel settore

Domani, martedì 25 febbraio, dalle ore 9.00 fino alle 18.00, presso Aroma in Via Amsterdam, prendono il via gli appuntamenti con aziende leader nella produzione e divulgazione di prodotti naturali. Strutture-esempio che da sempre lavorano le loro materie prime nel rispetto della biodiversità, in funzione di prodotti che siano sinonimo di natura.

Primo ed imperdibile incontro per gli appassionati della materia e per i curiosi pronti ad avvicinarsi ad un cibo più salutare e a materie prime sostenibili, sarà con il Frantoio Forsoni, azienda di eccellenza che da sempre opera in maniera sostenibile sul territorio italiano, producendo un prezioso olio emblema di una passione di famiglia lunga decenni.

Le parole di Massimo Forsoni

Massimo Forsoni è un appassionato produttore umbro, pronto a mostrare ai clienti di Aroma, tutto il sapore del suo oro liquido che potrà essere assaggiato per il corso di tutta la giornata di martedì 25 febbraio. “Poco più di venti anni fa ho deciso di dare nuova vita all’azienda agricola dei miei nonni oramai abbandonata. Frantoio Forsoni nasce dalla mia volontà di unire la tradizione alle tecniche moderne e proporvi un olio di cui vado fiero. Nasce tutto sui campi.” – afferma Massimo e prosegue dicendo – “È proprio sui campi dove coltiviamo i nostri ulivi, nelle varietà Moraiolo, Leccino e Frantoio, che si è formata un’oasi biologica tra i Monti Martani senza alcuna sintesi, dove i trattamenti effettuati nel corso dell’anno sono tutti “chemical free”. La raccolta avviene ancora “per brucatura”, a mano; preservare l’integrità del frutto e proteggere la pianta è un’operazione delicata che richiede ancora la mano dell’uomo. Il prodotto ottenuto ha una corposità superiore e profumi ineguagliabili”.

Le caratteristiche dell’olio Forsoni

Odore, colore, sapore. Tre elementi che gli affezionati di Aroma potranno saggiare e testare a proprio piacimento, con l’ulteriore omaggio di gustare un esclusiva composta di albicocche, altro fiore all’occhiello di Forsoni. L’olio e la composta saranno serviti sul pane casereccio di Terni, break saporito ed imperdibile che sarà servito anche durante la presentazione del libro “Il Mio Superpotere è la Gentilezza”, ediz. Dalia Ragazzi, una favola moderna sul potere di un valore assoluto come la gentilezza e sull’importanza delle parole.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/495065138092776/

Scoprendo Garbatella e i suoi cento anni

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Volti, storie e sapori. Un volume speciale per festeggiare con Le Guide di Repubblica il centenario del quartiere Garbatella

L’occasione è quella di un compleanno speciale. Il quartiere Garbatella compie cento anni e viene raccontato da un volume altrettanto speciale, facente parte della collana “Quartiere Italia”, presentato da Le Guide di Repubblica. Un percorso iconico tra le vie della bella Garbatella, tra volti, storie, luoghi del gusto e del cuore, con annessa una sezione di foto d’epoca seguite dalla preziosa testimonianza di Erri De Luca. La guida al quartiere sarà disponibile dal prossimo 17 febbraio 2020 in edicola (Prezzo 9.90€, in aggiunta al quotidiano La Repubblica), oppure in libreria (9.90€) e sui maggiori bookstore online. Una raccolta di inediti racconti che delineano uno dei luoghi più identificativi di Roma, in uscita proprio nei giorni in cui prendono il via le celebrazioni per “Garbatella 100”. A Erri De Luca è affidato il compito di raccontarne attraverso una lunga intervista, l’impegno politico e sociale, ma anche la sua quotidianità, che si svolge tra le architetture del barocchetto romano.

I contributi

A De Luca, si aggiunge anche lo scrittore e giornalista Gianni Rivolta, che firma una lunga e ideale passeggiata tra le strade e i simboli del quartiere, tra ricordi, curiosità e i luoghi a lui più cari, mentre sette personaggi del mondo dello spettacolo e non solo, sono i protagonisti delle interviste tra passato e presente degli Itinerari d’autore. Da Rossana Di Lorenzo, sorella di Maurizio Arena, ad Enzo Staiola, già attore bambino in “Ladri di Biciclette”, da Enrico Montesano al fotografo delle star Riccardo Ghilardi, fino al vincitore del World Press Photo Francesco Zizola e alla cantante Tiziana Donati, in arte Tosca, reduce dal palco di Sanremo 2020.

Le parole del direttore Cerasa

“Garbatella oggi è un luogo fortemente attrattivo, per la sua forza che riesce a dare spazio significato e continuità alle innovazioni culturali e alle start up che trovano a Garbatella il luogo ideale per nascere e prendere consistenza. È trainante anche per la presenza di luoghi dove si macina cultura come l’Università RomaTre, come il teatro Palladium, come l’hub Moby Dick, che attrae centinaia di giovani e li ospita a confrontarsi sul futuro e sui destini della città”, spiega il direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa, nella sua introduzione alla Guida, proiettata tra passato, presente e futuro.

Le passeggiate tematiche

Decine infatti sono gli articoli della sezione Volti e Storie, in cui sono raccolte le testimonianze di grandi e piccole celebrità del quartiere, dalla celebre “Fatagarbatella” agli attivisti dei centro sociali, dal responsabile dell’oratorio allo storico gommista della zona. Un capitolo è dedicato a dodici Passeggiate tematiche, tra mercati rionali, set cinematografici, street art, attività da svolgere con i bambini e tanto altro. Tra le chicche anche la vera etimologia del nome Garbatella, che all’interno della corposa sezione di foto d’epoca è ben spiegata nel ritratto del quartiere a firma di Paolo Boccacci.

Dove mangiare

Tanti i luoghi della sezione Dove Mangiare, con ristoranti, trattorie e locali etnici seguiti dalle tante botteghe del gusto e dalle pizzerie, raccolte in un elenco di schede ragionato e raccontato, arricchito dalle Ricette degli chef del quartiere. Da non perdere inoltre il capitolo di artigiani e negozi, con tutte le dritte per lo shopping e il Dove Comprare, tra insegne di design e antiche manifatture, giovani imprenditori e ormai iconiche attività di famiglia da generazioni. Decine sono anche gli indirizzi segnalati del Dove Dormire, con i migliori hotel, b&b e dimore di charme, affiancati da indirizzi del benessere e della bellezza, come spa e barberie storiche.

A San Valentino l’Amore vien mangiando

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Da Casa Coppelle al Reserva, passando per il Radisson Blu Hotel. Tour gastronomico per gli innamorati

A San Valentino, si sà, l’Amore vien mangiando. Sono tante le proposte enogastronomiche della capitale che promettono di onorare al meglio la serata più romantica dell’anno. Un momento molto intimo, che gran parte delle coppie sceglierà di trascorrere d’innanzi a cene esclusive e a portate selezionate. Il tour gastronomico per gli innamorati è appena iniziato, ed è già aperta la caccia al posto migliore, che dovrà essere il mix perfetto tra intimità, qualità delle pietanze e romanticismo, un preludio doveroso che caratterizzerà poi l’epilogo della serata. Dunque: vietato sbagliare, la posta in gioco è troppo alta!

Tre le offerte da noi prescelte e qui di seguito raccontate. La prima, più esotica ed afrosidisiaca, una seconda più esclusiva ed una terza, ottima per i più inclini al romanticismo cronico.

Il filo rosso che unisce il tutto è la qualità del food, rigorosamente d’eccellenza.

Dai colori, gli odori e le sensazioni sudamericane di Reserva Restaurante, si passa alla proposta speciale a scelta tra carne e pesce di Casa Coppelle, per poi arrivare all’esperienza ai piani alti del Radisson Blu Es. Hotel Rome, pronto ad accogliere le coppie al settimo piano, più vicini al suggestivo cielo di Roma. Date uno sguardo ai menu: interessanti le carte in tavola, quel che resta da fare è puntare su quelle migliori. E allora: fate il vostro gioco!

RESERVA RESTAURANTE

E’ il primo San Valentino per il locale a Via del Pellegrino, pronto a condurre i propri ospiti verso Sud. Atmosfere lontane e colori vivaci, a cui sono mescolati passione e attenzione al dettaglio. Questi i due elementi imprescindibili per chef Paulo Aires, che porta i suoi commensali in un viaggio di andata e ritorno verso l’America del Sud.

Il Menu di Reserva

(120€ per la Coppia – 2 Cocktail inclusi)

Bienvenido: Tataki di picana, brunoise di sedano, salsa di pisco e zenzero
Primeiro Plato: Langosta Surena
Plato Principal: Guancia di manzo con crema di topinambur e manioca, carota baby e cavoletti di Bruxelles
Postre: Mousse al mango e passion fruit, cialda di quinoa soffiata, lampone liofilizzato e glassa al cioccolato bianco
Cocktail: Pablo 15€ se scelto singolarmente / Gabriela 15€ se scelto singolarmente

CASA COPPELLE

Come ogni anno Casa Coppelle celebra il giorno di San Valentino con due menu speciali, uno a base di pesce e uno a base di carne, per sorprendere i propri ospiti nella magica location dall’elegante sapore retrò.

I Menu di Casa Coppelle

(160€ per la Coppia – Bevande Escluse. 240€ per la Coppia – Vini Inclusi)

Menu di Carne

Antipasto: Crema di piselli, pancia di maialino iberico e uovo di quaglia
Primo Piatto: Gnocchi di ricotta, carciofo e guanciale croccante
Secondo Piatto: Carrè d’agnello affumicato con panaché di verdure
Dessert: La Passion: Cocco e Maracuja

Menu di Pesce

Antipasto: Ostriche gratinate su sale nero e spuma di passion fruit
Primo Piatto: Cannelloni di gamberi rossi di Mazara, crema al pesto di basilico e pistacchi
Secondo Piatto: Spigola arrosto con polvere di barbabietola e crema di patate dolci
Dessert: La Passion: Cocco e Maracuja

RADISSON BLU ES. HOTEL ROME

Per San Valentino 2020, il Radisson Blu es. Hotel ha studiato dei pacchetti per due ideati con il fine di invitare la coppia a trascorrere 24 ore all’insegna del benessere, del relax e del buon cibo.

Il Menu del Radisson Blu

(130€ per la Coppia – Caffè e Acqua Inclusi)

Antipasto: Gambero Rosso, Mela Verde e Cocco.
Ceviche di Pescatrice, Maionese d’Ostrica e Caviale di Tè Nero affumicato.
Primo Piatto: Riso Buono, Capesante, Yuzu e Lampone
Secondo Piatto: Rombo chiodato, baby Mais, Crema di Zucca e Zenzero arrosto
Dessert: Cioccolato Fondente, Frutti Rossi e croccante di Mandorla amara

Shimai

Arriva Shimai, il giapponese che parla italiano

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A Corso Trieste il mare nostrum incontra il Giappone nel take away gourmet “Shimai Sushi Box”

Jappo-dipendenti unitevi tutti! L’occasione è quella ghiotta delle imperdibili aperture. Se anche voi (come noi), proprio non riuscite a fare a meno del sapore crudo o al vapore del Sol Levante, allora la tappa a Corso Trieste è d’obbligo.

Shimai Sushi Box

Ha aperto lo scorso martedì 28 gennaio il nuovo punto vendita take away “Shimai Sushi Box”, di Fabrizio Teoli e Maurizio Totteri, soci del gusto ed appassionati di japan-food che hanno scommesso sul quartiere che primeggia la Via Nomentana, aprendo a Via Bellinzona 18 un piccolo gioiello che mischia le prelibatezze del mare nostrum, con l’essenza dell’abilità gastronomica nipponica. Un motivo in più per non temere nulla in periodi come questi, in cui i ristoranti orientali non godono certo di un buon momento. Non c’è pericolo per Teoli e Totteri, che dal Jappone hanno importato la metodologia e la dedizione della lavorazione dei cibi, ma non le materie prime, rigorosamente italiane, scelte al mercato di zona ogni mattina.

La ricerca della qualità

Pesci e crostacei, praticamente a km zero, vengono acquistati dai banchi e trasformati in prelibati Uramaki, Nigiri, Hosomaki …e chi più ne ha, più ne provi! Ammesso che ci si riesca a fermare. Si perché, la proposta offerta da Shimai, s’impone di diritto nella classifica di gradimento per quanto concerne il japan-food, guadagnando un posto più che privilegiato grazie a portate gourmet dal gusto difficilemente replicabile. Dimenticate il sushi a buon mercato e dal sapore di glutammato costante. Quello di Shimai Sushi Box, terzo punto vendita (e primo take away) dopo i ristoranti all’Axa e Circonvallazione Cornelia, è un sushi che oseremmo definire genuino e i cui ingredienti, sono perfettamente distinguibili uno dall’altro. Il risultato, è un mix di fresche materie prime, incorniciate da un riso dalla giusta cottura e mai esagerato, che ad ogni morso è pronto ad esploderci in bocca inducendoci a un bis, un tris e via discorrendo.

Materie prime italiane, sapori nipponici

La scelta della proprietà di utilizzare e lavorare il pescato italiano, servito con il sempre più amato metodo della tradizione culinaria japponese, è una scelta vincente che sicuramente premierà il punto vendita, meta ideale per chi non vuole rinunciare neanche sul divano di casa, ad un ottimo sushi dalla qualità altissima. Disponibile al pubblico dopo una giornata di lavoro, oppure già ordinabile sui maggiori portali di food-delivery, il sushi di Corso Trieste arriverà nelle vostre case con una spesa media di 20€ per una tranquilla cena japan-style, fino ad un massimo di 35-40€ (e oltre), per chi ha intenzione di passare la serata facendo incetta di Sashimi, Udon, Tempura e qualsivoglia altra portata. La boutique del Sushi è aperta ed il pasto è servito. Non resta che farsi sotto. Da provare!

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/ShimaiaCorsoTrieste/

L'Altro Buco

L’Altro Buco, a Bisceglie la pizza dal cuore barese

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Da oltre vent’anni applausi per la pizza di Alfonso & Enzo

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, cantava il buon Antonello Venditti mentre l’Olimpico strapieno gli faceva da eco. Il medesimo ritornello mi è esploso nelle orecchie, mentre sotto i denti si espandeva il sapore di una pizza iconica, memoria di una vita che è un’altra vita e che oggi non mi appartiene più, ma che grazie al gusto de L’Altro Buco, pizzeria biscegliese a 35 Km a nord di Bari, ritorna puntuale ogni anno, proprio come la notte di Natale.

La pizzeria dal cuore barese

Ed è proprio il Natale che fu galeotto, perché con l’occasione delle feste si torna a casa, pronti per dar vita come ogni anno al teatro degli affetti, quello della famiglia, quello che ha il sapore degli struffoli, delle cartellate, dei marzapane e della frutta martorana. Perché in fondo: provincia che vai, dolce che trovi. E allora, tra un’antivigilia e una vigilia, s’insinua la pizza di Alfonso & Enzo, pasto fugace ma dall’animo profondo, un ricordo di adolescenza che ha l’accento biscegliese, ma di cui l’essenza è prettamente barese (tanto da avere esposta la storica maglia numero 18 di un indimenticato Antonio Cassano, protagonista del glorioso Bari di Eugenio Fascetti).

Le pizze del territorio

Da oltre vent’anni L’Altro Buco sorpassa le decadi del tempo senza conoscere crisi. Il locale diretto dal simpatico staff infatti, è sempre pieno di gente pronta a testare la freschezza delle materie prime e tutto il sapore della Terra di Puglia, racchiuso in un affamato morso ad una pizza che è in grado di raccontare le stagioni. Sotto le feste infatti, non manca mai la versione con gli “sponzali” (o sponsali), termine con cui si identificano i cipollotti raccolti per farcire nelle notti natalizie, i succulenti calzoni che riempiono le tavole pugliesi. E poi come non farsi mancare il sapore delle cime di rapa, che giacciono fragranti sulla tonda spianata appena sfornata.

L'Altro Buco

Terrine e taglieri

Il forno a legna de L’Altro Buco ha un’attività ventennale che non conosce pause, lavorando ininterrottamente per offrire ai propri clienti solo il meglio. Le terrine di antipasti di mare e di terra poi, sono il non plus ultra di tutta la faccenda, pronte ad intervallare i taglieri di pizza e di affettati e formaggi. In primavera poi, il pistacchio grattugiato sulla stracciatella di latte vaccino, innaffiata da abbondante formaggio grana, ha un sapore delicato quanto intenso, in grado di insinuarsi nella mente dei commensali che tornano appositamente per gustarne un bis, un tris e ancora oltre.

Semmai la vita un giorno dovesse portarvi a Bisceglie, oltre a godere del mare, della magia del porto, del folklore dei viottoli nel centro storico, non mancate di far tappa alla Pizzeria L’Altro Buco, un luogo che con la sua pizza è diventato un vero e proprio simbolo della cittadina del nord barese.

Life Soup

Life Soup: tornare in forma dopo le feste

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Zuppe fresche e naturali in barattolo. Ha inizio la rivoluzione culinaria in vetro.

Per quanti sforzi possiate aver fatto, sappiamo tutti che al passaggio delle feste natalizie il resoconto dei danni assume inevitabilmente proporzioni apocalittiche. A niente sono valsi i giorni di restrizioni prefestivi, propedeutici ad una vera e propria preparazione fisica alle tavole imbandite che, nelle giornate dal 24 dicembre fino al 6 gennaio, hanno testato i parametri di resistenza di ognuno di noi, mettendo a dura prova i nostri jeans preferiti e le nostre precarie fasi digestive. Il rientro dal periodo di Natale e dagli strascichi di Capodanno e Epifania, porta in dono un imperativo che coinvolge tutti e che viene invocato a gran voce dai temutissimi “hashtag” dedicati alla dieta e meglio riassunti sotto il comune denominatore “detox”. Ed è proprio con questo spirito che, tra una tisana e l’altra, torna in mente quel colpo di genio a cui poche settimane fa abbiamo assistito e che si presenta al mondo sotto il nome di Life Soup, una vera e propria rivoluzione culinaria in vetro, che propone al pubblico zuppe fresche e naturali in barattolo, un rimedio veloce e perfetto por tornare in forma e lenire i danni fatti dall’uragano enogastronomico che ci ha travolti.

Il progetto Life Soup

E’ proprio questo il caso in cui il termine semplicità fa decisamente rima con genialità, superando la semplice assonanza di linguaggio e rendendo possibile la scoperta di un mondo vegetale divertente ed affascinante sin dal suo involucro. Nell’ultima edizione di Excellence Roma svoltasi all’Eur lo scorso novembre, tra salami, prodotti da forno e vini di ogni tipo, s’è fatta largo la proposta di alcuni giovani produttori di verdura, il cui scopo non è solo coltivare la propria terra, ma anche proporre al pubblico un modo nuovo per gustarne i frutti. Una verdura che per la prima volta viene pulita e tagliata tutta a julienne, ordinata per colore e tipologia in una colonna di strati vegetali racchiusi insieme in un barattolo. Non un semplice barattolo, ma un contenitore smaltibile in differenziata, oppure riutilizzabile e che fa sorridere già a prima vista con il suo diametro di circa 10 cm, per un’altezza di quasi 15 cm, che lo rende idoneo a molti ri-utilizzi. Alla base del progetto Life Soup c’è la speranza di un gruppo di giovani imprenditori che hanno pensato all’ambiente e che, in modo intelligente, si sono interrogati sul futuro del mondo, trovando una soluzione che vede al centro la freschezza della verdura appena colta e la scelta pratica di come portarla sulle nostre tavole, recando il minor impatto ecologico possibile.

Ambiente e alimentazione sostenibile

Ambiente e alimentazione sostenibile sono un binomio ormai imprescindibile. A questo deve aggiungersi l’importanza di un’alimentazione sana, aldilà del sovraccarico delle feste. Non basta disintossicarsi dai bagordi natalizi, urge adottare un tipo di alimentazione che come protagonista oreveda proprio i vegetali. Attenzione, non stiamo di certo facendo propaganda a favore di scelte vegetariane, ma è ormai testato che l’assunzione di proteine animali va dosata in modo oculato. Sulla base di questi concetti, si è sviluppata la mission Life Soup, che propone un modo genuino di vivere l’alimentazione vegetale, con l’offerta di zuppe appetibili al gusto ed alla vista, due necessità primarie nell’universo gastronomico moderno.

Il sapore e la freschezza in vetro

In un momento in cui qualsiasi cosa è acquistabile online, basterà farsi un giro sul sito Life Soup e scegliere la giusta quantità di barattoli che occorre al nostro fabbisogno, facendo sempre attenzione alla scadenza, poiché le zuppe Life Soup (in quanto fresche) non superano i tre o quattro giorni di conservazione. In men che non si dica l’ordine arriva al mittente che, con solo un bicchiere d’acqua ed un pizzico di sale, potrà gustare della verdura fresca finemente tagliata e conservata in vetro. La rivoluzione sta anche e soprattutto nel taglio delle verdure. Il taglio a julienne conferisce alla pietanza un imprinting orientaleggiante e la rende più gustosa di un semplice minestrone, nonché facilmente cucinabile anche in ufficio con l’utilizzo della cottura al microonde. Zuppe di ogni tipo e per tutti i gusti, anche e soprattutto in base al periodo di coltura delle materie prime.

Le Zuppe

La Zuppa Blu per esempio, disponibile da novembre a marzo, comprende Farro, Carote, Zucchine, Patate, Broccoli Siciliani, Bietole e Sedano. C’è poi la Zuppa Arcobaleno, con Patate, Bietole, Zucchine, Carote, Verza, Sedano e Crauti, disponibile per tutto l’anno, seguita dalla Zuppa Arancione, ritrovabile da Ottobre ad Aprile e la cui composizione prevede Carote, Cavolfiori Bianchi, Broccoletti, Zucca, Verza e Sedano. Chiude il cerchio la Zuppa Rosa, che da Settembre a Febbraio offre un mix di Cavolo Nero, Zucca, Porro, Patata e Fungo Pioppino, l’ideale per i più avvezzi a sapori più intensi. Una proposta trasparente in cui ciò che vediamo poi mangiamo, senza filtri o segreti particolari, in cui alla fine, un filo d’olio esalta il sapore della semplicità che regna sovrana. Da provare!

Per saperne di più:

Sito: https://www.lifesoup.it/
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