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Roberta Savona

Garbatella canta Napoli con lo street food di Friendo

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Fritto o al forno, ma comunque in strada. Tutto il sapore partenopeo di Friendo

Che sia un cuoppo o una frittatina di maccheroni, poco importa. La passione è sempre la stessa. A Largo delle Sette Chiese, nel quartiere-gioiello Garbatella a Roma, si respira il profumo dei fritti partenopei. Odori di una Napoli che sa ammaliare con la sua cucina da strada, capace di mettere d’accordo tutti, dagli amanti della carne, passando per gli adepti del pesce e per i più incalliti vegetariani. Lo street food genuino è la filosofia di vita di Friendo, locale il cui nome è già una dichiarazione di intenti nata dalla fusione del termine “friend”, assemblato alla parola dialettale “frienn”, l’azione più amorevole che – da sempre – ogni napoletano che si rispetti riesce a regalare.

Un riferimento della cucina campana

Antonio Riccio ha così aperto a Roma un piccolo angolo di Napoli, che gestisce insieme alla sua compagna Mena, napoletana d.o.c. e dal “cuoppo facile”. Un luogo nato dall’idea ponderata insieme al fratello Ignazio, con cui Antonio ha dato vita ad uno dei punti di riferimento per gli affezionati della cucina campana residenti in zona e non. Ne sono ghiotte anche Imma Battaglia e Eva Grimaldi, coppia nota nel quartiere, che alla corte di Mena e della sua instancabile friggitrice ha condotto anche l’amico Gabriel Garko che, di fronte ad un bel piatto di salsiccia e friarielli, non ha potuto far altro che capitolare serenamente.

La proposta gastronomica

Materie prime di qualità cucinate nel segno della tradizione, per dar vita ad uno street food sano e alla portata di tutti. Perché street non può e non deve far rima con junk, soprattutto se la proposta è retta da prodotti freschi, reperiti giornalmente dal mercato di zona. Aperto tutti i giorni a pranzo e ideale per tutte le tasche, Friendo da libero accesso alla tradizione napoletana con un rapporto qualità-prezzo decisamente accessibile ad ogni famiglia. Durante il giorno, è possibile anche usufruire dei tavoli esterni che accolgono i clienti in totale sicurezza e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/FriendoFreetFood

Natale in delivery: Bompiani consegna a casa la Tradizione delle Feste

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Dai grandi classici alle nuove sperimentazioni. È tempo di panettoni a Largo Benedetto Bompiani: il Natale arriva in Delivery

Si avvicina quel periodo dell’anno in cui rinunciare al dolce è ancor più difficile del solito, specie se si tratta di grandi dolci come quelli della Pasticceria Bompiani. E se il sapore del Natale 2020 è ancora incerto, il gusto del panettone e dei dolci natalizi restano una certezza a cui non dover rinunciare. Mai come quest’anno. Un anno particolarmente difficile per la categoria ristorazione e per il Paese tutto, ancora alle prese con un’emergenza che non fa buone promesse e continua a mettere a dura prova le economie dei cittadini. Per non privarsi anche di quelle piccole gioie giornaliere, come il cornetto al mattino o la merenda al pomeriggio, Bompiani, come del resto molti altri esercenti, ha adeguato la sua produzione alle necessità della vendita online, attrezzandosi di un portale e-commerce in grado di soddisfare le richieste dei romani senza limiti di distanza. L’unica distanza che resta è quella sociale, imposta da un virus che non può e non deve rovinarci anche il sacro rito del Natale.

Il Natale della Pasticceria Bompiani

Natale vuol dire panettone e non solo. Pasticceria Bompiani ha tirato a lucido le sue praline ridefinendole con aria nuova, impreziosendone il carattere che le ha rese ancor più prelibate. La nuova linea ispirata a Space Oddity di David Bowie, è un viaggio visivo-gastronomico di rara bellezza, in cui il fattore gusto gioca un ruolo fondamentale e insieme ipnotico. Praline dal sapore pop, dedicate alla musica, alla moda e ad un artista che mutando nel tempo è sempre rimasto se stesso. Grande.

I dolci tradizionali e quelli sperimentali

A partire dal 22 novembre 2020 poi, fanno capolino i dolci di Natale, con il panettone tradizionale affiancato da nuove e sperimentali proposte. Da quello al papavero e amarena, si passa al pera e cioccolato, fino al goloso fragole e cioccolato bianco, realizzato con impasto al cacao e gocce di cioccolato. A queste si aggiunge il primo Panettore Signature Walter Musco, al cioccolato bianco e caviale, un ulteriore e curioso passo nell’articolato percorso artistico della pasticceria che costeggia Via Cristoforo Colombo. Torneranno gli alberelli in cioccolato e saranno intensificate le produzioni di torroni, quest’anno nel doppio gusto gianduja e nocciole, insieme al classico morbido alle mandorle. Ceste di Cantucci, ricciarelli, panpepato e biscotti di pan di zenzero, completeranno il quadro culinario delle feste, per cui saranno composti cesti e gift box, ideali per un dono acquistato e fatto consegnare direttamente a casa, senza dover uscire dalle proprie abitazioni.

Eccellenze italiane a portata di mano e di mouse dunque, a cui si aggiungeranno due nuove torte signature firmate da Walter Musco, con cui la pasticceria offrirà ulteriore nota di creatività. La prima torta infatti, sarà dedicata ad Alberto Burri e alla sua meraviglia visiva e filosofica, il Cretto. La seconda, in continuità con la voglia di stupire ed esser fuori dagli schemi, è quella dedicata a David Bowie e in particolare alla sua vicinanza con il mondo della moda di Kansai Yamamoto.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/pasticceriabompiani

Ristorante Orlando “consegna a casa” tutto il sapore della Sicilia

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La tradizione culinaria di Chef Carlo Alberto D’Audino è pronta per il delivery e il takeaway del ristorante Orlando a Roma

La cucina siciliana è tra le più rappresentative della tradizione italiana ed è su questa fondamenta che si erge il pensiero enogastronomico del Ristorante Orlando, che prende dalle radici siciliane la sua più penetrante essenza, fatta di tutti quegli odori e sapori che riempiono di un gusto inarrivabile la terra della Trinacria. Un’attenzione che si fa dedizione, nel costante rispetto delle ricette antiche e dei suoi intoccabili ingredienti che nel ristorante di Via Sicilia rivivono in tutta la loro atavica forza. Un sapore unico nel suo genere, forgiato dalla complessità delle miscelazioni etniche e speziali, tra memorie arabe, normanne e della Grecia antica, che oggi si contaminano nuove e più contemporanee influenze, espresse al massimo dallo Chef Carlo Alberto D’Audino. Tutto questo amore di stampo siciliano, dopo le nuove restrizioni dell’ultimo DPCM, sarà possibile riceverlo direttamente a casa, dove il ristorante consegnerà tutta la tradizione di una tra le isole più belle del mondo.

La proposta gastronomica

La carta dei vini, studiata dal Direttore di Sala Andrea Sgamma, fonde sapori della terra a profumi più moderni, partendo sempre e comunque dagli ingredienti autoctoni siciliani. Il menu propone dalle tradizionali caponate, come U Puppiteddu Capuliato (Calamaro ripieno), U Purpu Arricriatu (Polpo Arrosto), gli spaghetti con i ricci di mare, il cannolo e la pastiera (prodotti in esclusiva per noi da I Dolci di Nonna Vincenza, la più siciliana delle pasticcerie) e si estende fino alla proposta più sperimentale. Tra le nuove proposte c’è Ombrina à la Plancha, Fico d’India, Mela e germogli di Insalata, nella Ricciola Cotta Cruda, Ricotta al Pistacchio, Radicchio e Uva oppure la Busiata con Ragù di Agnello in Agrodolce, il tutto accompagnato con olio di oliva siciliano ed una attenta selezione di aziende vitivinicole tra le più interessanti della Regione.

Il Delivery

Il Ristorante Orlando è un luogo elegante, in grado di garantire ampio distanziamento tra i tavoli e di mantenere la privacy e la tranquillità per ogni avventore. Grazie alla sua tranquillità e alla sua cucina autentica è da anni segnalato nelle pagine della prestigiosa guida “Michelin”, ed è considerato il ritrovo preferito per la comunità siciliana a Roma. Il ristorante è solitamente aperto a pranzo e cena tutti i giorni, con domenica come giorno di chiusura. Dati i recenti avvenimenti l’orario si modifica in base alle regolamentazioni statali, con l’apertura per tutti i giorni a pranzo, dalle 12:30 alle 15:00, con particolare attenzione al pranzo del sabato e della domenica e servizio delivery, attivo dal lunedì al sabato dalle 19:00 alle 21:30. E’ in una situazione come quella odierna che Ristorante Orlando ha composto una carta dedicata al delivery ed all’asporto: da sempre la cucina siciliana più verace ha trovato casa tra i fornelli domestici e per le domeniche in famiglia. Orlando ha quindi deciso di organizzare un servizio di consegne privato, nel pieno rispetto delle normative vigenti, per portare direttamente a casa i piatti ed i vini, con gli odori ed i colori della Sicilia e del suo mare, del suo sole e delle sue molteplici ed affascinanti storie antiche e contemporanee.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/orlandosaporidisicilia

TreeToo

TreeToo: Pranzo, Take Away e Sunday Brunch

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Il TreeToo a Ponte Milvio rilancia con l’apertura mattutina contro l’ultimo DPCM

Cucina, pizza e drink bar, il tutto realizzato con dedita qualità. È il TreeToo a Ponte Milvio, che affronta la crisi del momento di petto, modificando i propri orari di servizio e impiegando nuove energie per l’apertura giornaliera che sarà dedicata al pranzo e al nuovo servizio TakeAway&Delivery, a cui si aggiunge anche la proposta del Sunday Brunch, appuntamento della domenica partito l’1 novembre.

La scelta, è presto detto, è figlia delle nuove restrittive disposizioni che tanto hanno penalizzato gli esercizi di ristorazione. Restrizioni a cui il TreeToo trova rimedio con la propria proposta gastronomica, adatta anche al palato più esigente che, nel locale di Via Prati della Farnesina, ritroverà un ampio e studiato menu alla carta, disponibile ad ogni ora. Dai primi fatti in casa, come gli Gnocchi della tradizione oppure gli Spaghetti ai Tre Pomodori, passando per i fritti, con gli sfiziosi Supplì, tutti da provare, o i Gamberi dorati con Guacamole, fino alla Tagliata di Controfiletto o il Tonno Rosso, panato e scottato con Purè al burro e Maionese al Curry e Lime.

Il rispetto delle normative sanitarie

Come per tutte le attività, la preoccupazione maggiore in questo momento è quella di tutelare non solo l’azienda e i suoi dipendenti – dal punto di vista sanitario come della garanzia del reddito –  ma anche di rendere un servizio alla clientela nel rispetto delle normative sanitarie, per far sopravvivere un progetto che ha sempre avuto al centro il rapporto fiduciario con i clienti e la qualità dei prodotti.

Il delivery diretto

Parallelamente, al servizio di pranzo e di brunch, parte anche quello di delivery DIRETTO, già attivo e disponibile dal martedì alla domenica, con orari dalle 12.00 alle 14.30, telefonando ai numeri 06 52723038 – 335 5875245. E se la pizza a pranzo non potrà essere servita, non c’è da temere, il vasto menu offrirà ai più golosi portate di ogni genere, consegnate direttamente a casa senza alcuna aggiunta sul prezzo per i quartieri Ponte Milvio, Fleming, Flaminio, Vigna Clara e Parioli (ordine minimo di 20€).

A cena arriva il takeaway & delivery, con il ritorno della pizza in aggiunta alla cucina, nella fascia oraria che va dalle 18.30 alle 22.30 e a cui sarà possibile ordinare direttamente dalla web App dedicata, oltre che al telefono. Se invece si vuol fare due passi o un giro in macchina, grazie al pagamento contactless e drive through, sarà possibile ritirare le pietanze ordinate senza neanche scendere dall’auto.

Da domenica 1 novembre poi, arriva il Sunday Brunch. Dalle 12.00 il locale apre al pubblico con un menu che rimane fedele all’impronta del locale, a cui si aggiungono anche nuove proposte che in ogni brunch che si rispetti non possono proprio mancare.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/TreeTooRoma

Golocious

Golocious Burger&Wine, a Roma arriva il Food Porn di qualità

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In barba al Covid a Roma due giovani si rimboccano le maniche e aprono un ristorante. La bella storia di Falcone e Squadrilli, sognatori di professione

Il coprifuoco appena annunciato a Roma cade in uno di quei periodi che mai avremmo immaginato. È uno di quei momenti in cui ci si scuote la testa per realizzare se si è realmente svegli o se si sta facendo un incubo ad occhi aperti. Il peggiore, soprattutto per i ristoratori, che dopo le lente riaperture cominciavano ad abituarsi ai nuovi ritmi lavorativi ed ai nuovi (ma ancora troppo bassi), numeri della ripartenza. Ed è per questo che fa ancor più clamore un’apertura. Come si può scegliere di iniziare a lavorare in un momento in cui il lavoro scarseggia e tiene tutti a casa? È la storia, la bella storia, di Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli, due giovanissimi imprenditori che sui loro social lanciano l’apertura del loro primo locale, a Roma, in Viale Isacco Newton, 68.

Golocious Burger&Wine

Si tratta di Golocious Burger&Wine, un esperimento devoto alla filosofia del #foodporn , quell’hashtag tutto americano che ormai campeggia anche sui post dei ristoratori italiani e che richiama, inevitabilmente, un mondo gastronomico fatto di eccessi e di leccornie che rendono bella la vita, anche quando questa è in piena pandemia. «In un periodo in cui il Covid cerca di privarci delle gioie quotidiane, noi proviamo a regalarne una con un sorriso», affermano Falcone e Squadrilli, pronti a inondare la capitale di quel Food Porn che “tira il like” ma che, promettono, si discosterà totalmente dal junk food per divenire un prodotto d’eccellenza, frutto di una costante ricerca di materie prime proposte in un’estetica studiata e accativante.

Menu, asporto e delivery

Un gesto coraggioso quello dei due, appena 26 anni uno e 33 l’altro. Una coppia di giovani uomini che trasudano fiducia nel presente e investono sul domani e che, nonostante l’emergenza sanitaria, hanno già portato a termine il progetto di apertura a Napoli – compiuto in piena Fase 2 – e dove stanno optando per una seconda apertura. Viste le ristrettezze di gestione del momento, la sfida su Roma partirà con l’asporto e il delivery grazie al servizio Uber Eats o tramite il numero telefonico 06.83651302. «Partire così ci darà l’opportunità di farci conoscere sfruttando le nuove tecnologie e la potenza dei social, per entrare nelle case di chi non ci conosce. Replichiamo a Roma uno scherma che ha già riscosso molto successo a Napoli, per poi aprire la sala con 100 coperti a fine mese», aggiungono gli imprenditori.

La proposta gastronomica

Aperto per cena, con ordinazioni dalle ore 18.00, Golocious propone un ampio menu formato da sei diversi antipasti, undici panini e due dolci. Elaborazioni gastronomice realizzate scegliendo ingredienti che mantengono la qualità del prodotto, anche se portati a casa. Si può iniziare con le Pepite Fritte di Pulled Pork, selezione corbisiero, impanate nei Corn Flakes e servite con Salsa Barbeque e Fonduta di Cheddar, oppure con la Frittatina ai Bucatini alla Nerano. Tra i Burger spicca il il “Suicide” (hamburger di macina golocious 200g, pulled pork selezione corbisiero, cheddar, bacon, insalata, pomodoro e salsa bbq), o il “Carbonara” (hamburger macina golocious 200g, guanciale croccante, “carbocrema” e provola).

Come non provare poi il “Crispy” (hamburger di macina golocious 200g, cheddar classico, cheddar bianco, bacon croccante e salsa “crispy”) e l’“Iberico” (hamburger di rubia gallega 200g, cecina di rubia gallega, guacamole artigianale e cheddar extra mature). «Il nostro segreto sta nel bun: soffice, dolce e tiepido, che al morso diventa burro». Una ricetta vincente che ha già collezionato ammiratori a Sorrento oltre che a Napoli e che ora punta alla conquista della capitale.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/golocious

I Quintili

Borgata Caput Mundi: Tor Bella Monaca capitale della Pizza con I Quintili

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Marco Quintili, amante della tradizione e sperimentatore estremo della chimica in cucina. Il risultato è da applausi a scena aperta.

Tra gli aspetti più curiosi (e piacevoli) di questo lavoro, c’è il ruolo fondamentale giocato dal fattore stupore, la cui personale asticella si alza ogni volta di più. Succede per ognuno di noi. Ogni qualvolta varchiamo la soglia di un luogo di cui non avevamo nozione, l’aspettativa che bolle in pentola o brontola in pancia – che dir si voglia – ha il sapore dolce di un’attesa a tratti erotica, come solo altamente erotico sa essere un piatto fatto a regola d’arte. Nel momento in cui ne sentiamo il sapore e lo riconosciamo familiare al nostro gusto, siamo pronti a credere che “sarà per sempre”. Una storia d’amore che si concretizza nell’atto stesso dell’amplesso, mentre deglutendo il primo boccone pensiamo già a quando trangugeremo il secondo. Mentre lasciavo i grigi palazzoni alle mie spalle e imboccavo Via San Biagio Platani per raggiungere  Pizzeria I Quintili, l’aria si era appena rinfrescata con la prima pioggia d’autunno ed il cielo cupo, veniva squarciato dalla coda di un tramonto inaspettato. La vera metafora di quello che avrei scoperto di lì a poco. Una storia riuscita, colorata dai lampi del sole che bucano la parete oscura di un quartiere che, grazie ad uno come Marco Quintili, guadagna la sua rivincita un giorno dopo l’altro.

La pizzeria di quartiere

«È martedì sera» penso, «non ci sarà nessuno quaggiù», aggiungo. E di colpo dall’auto vedo il buio della prima serata illuminato dal lungo porticato della pizzeria che, nonostante l’ora anticipata, è già popolata di gente. Il cameriere ci accoglie e ci mostra il tavolo, «tutti gli altri sono riservati», afferma. Stento quasi a crederci. Come può una pizzeria così distante dal centro e con così tanti tavoli in sala, esser piena ad inizio settimana? Il mio dubbio è subito soddisfatto dal primo giro che Marco fa giungere in tavola.

È una pizza carbonara che si presenta con fattezze napoletane. Non propriamente ciò che di norma sceglierei dalla carta e, mentre ne immagino il sapore, il cameriere grattugia un tuorlo d’uovo essiccato per 40 ore, quel tocco di piacere che amplifica il senso di ciò che sto per assaggiare. Addentare la pizza carbonara di Quintili è un punto di non ritorno, lo comprendo fin da subito, da quando l’impasto finisce sotto i miei denti, raccontando alle papille gustative tutto il lento procedimento che Marco, da vero chimico, ha messo a punto per portare in tavola una pizza che non stanca mai, perfettamente bilanciata e sublime nella sua esecuzione.

La pizza contemporanea napoletana

Ed è proprio quell’impasto a far sì che I Quintili si sia piazzata 18esima nella classifica 50 Top Pizza, un posto d’onore nel prestigioso elenco che menziona le prime cinquanta pizze del Vecchio Continente e che Marco conquista con la sua pizza “contemporanea napoletana”. È un momento d’oro per il pizzaiolo casertano, che inizia la stagione post covid con l’apertura di una seconda sede (aperta in Via Eurialo nonostante il periodo, ed anche questa sempre piena), seguita dal ritiro del premio InTaste Excellence Award al Festival di Venezia e che prosegue con l’ottimo piazzamento nella classifica più seguita di tutti i tempi. Non c’è solo Roma nei pensieri dello chef pizzaiolo che, a Riviera di Chiaia a Napoli, inaugura il suo terzo locale pronto a soddisfare i palati partenopei.

Borgata Caput Mundi

Ma è Tor Bella Monaca a destare la mia attenzione. Un luogo che si presenta al mondo in modo ostico, soprattuttose se visto e vissuto dall’esterno, ma che Marco ha saputo plasmare a sua immagine, facendo sì che la “gita in borgata” sia ormai consuetudine per chiunque. Tor Bella Monaca diventa così la capitale della Pizza, quella Borgata Caput Mundi in cui ritrovare un’offerta di genere senza precedenti nè paragoni, con un luogo accogliente che ha dato lavoro ad oltre 20 persone. Di quelle 20 persone ben 18 sono di zona. Quintili non solo fa la pizza buona, ma fa anche buone azioni, togliendo dalla strada alcuni dei quali oggi si presentano come i migliori tra i suoi dipendenti. Un vero e proprio servizio sociale oltre che enogastronomico, che ad ogni portata si delinea d’innanzi ai miei occhi in modo sempre più chiaro.

Le pizze e i fritti

Come per ogni genio che si rispetti, il lockdown è stato per Marco un banco di sperimentazione, in cui testare tradizione e innovazione per la creazione di nuove ed entusiasmanti pizze, come la Gricia in Fiamme, giunta a tavola con fette di guanciale di maiale nero selvatico ancora “crude”, caramellate dal fuoco acceso che le ha rese croccanti, sprigionando sulla base tutto il sapore del grasso appena cotto che si è mescolato al pecorino coccia nera d.o.p.. Un capitolo a parte meritano i fritti. Un trionfo di crocchette di patate farcite da tutto il meglio che la stagionalità ha da offrire, con condimenti d’eccezione dall’originalità palese, decantata dal personale di sala che le descrive con la consapevolezza e la fierezza che ciò porta nel piatto non è ritrovabile in nessun altro luogo. Infine il dessert. Una parentesi dolce in grado di metterci in pace col mondo. Di cotanto merito sono pieni i “soffietti” di impasto, fritti con leggerezza a mo’ di krapfen, farciti senza ritegno con della crema al pistacchio di Bronte. Un vero e proprio angolo di paradiso nel girone dei golosi.

Pizzeria I Quintili è un sogno fatto di acqua, farine (studiate e miscelate ad hoc) e tanta passione per un lavoro che ha reso un uomo forte come un eroe e fantasioso come il più puro tra i fanciulli. Un sogno che sta lì, all’ombra dei palazzoni, mostrato al mondo con la sincerità di un desiderio realizzato.

Per saperne di più: Pagina Facebook de I Quintili

Una Bussola per non perder la direzione. La tappa a Roseto è d’obbligo.

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L’Abruzzo non è solo una questione di Arrosticini, parola della Bussola Beach Club

C’è una strada al di là dei monti abruzzesi che, se percorsa, porta dritta al mare, su quella riviera illuminata dai lidi all’ombra di sconfinate pinete che rinfrescano i torridi pomeriggi d’estate. La costa adriatica riserva sorprese inaspettate, lo sanno bene le migliaia di persone che ogni anno scelgono di vedere il sole sorgere dal Mare Adriatico, calmo nei modi e generoso nei doni. Si perché quel che arriva sulle tavole marittime abruzzesi, è un po’ come il più bello dei regali. Fresco, colorato, saporito e mai abbastanza.

La Bussola Beach Club

Così è il pesce che abbiamo assaggiato a Roseto degli Abruzzi dove, tra i tanti banchetti a disposizione, il nostro occhio è stato rapito dalla Bussola Beach Club, curato lido che sul lungomare accoglie i bagnanti al mattino e gli affamati ricercatori di prelibatezze alla sera. Non solo food, l’aperitivo ha un perché tutto suo. I drink sofisticati, hanno l’aspetto metropolitano dell’imprenditore in vacanza. Camicia bianca di lino e relax sulla battigia mentre tra le mani scivola via un’altra Caipiroska.

La proposta gastronomica

L’offerta gastronomica poi, è tutta da scoprire. Quasi a voler sottolineare che l’Abruzzo non è solo una questione di Arrosticini e che la tappa in città è d’obbligo. In una calda serata d’agosto c’era spazio solo per un grande classico come gli Spaghetti alle Vongole, ma fortuna ha voluto che il personale di sala, sapientemente addestrato, ci abbia proposto una tra le più valide alternative. E così lo chef porta in tavola un’orecchietta della vicina Puglia, posata s’una crema di cime di rapa sapientemente ripassate alla barese, con quella nota di alici, peperoncino e aglio leggero che ben si sposava con i calamari (cotti con maestria) e le cozze, mantecati con peperoni. Dulcis in fundo, un peperone crusco tritato grossolanamente, rendeva giocoso un piatto dal gusto incisivo e mai invadente. Vera delizia per ogni palato.

La seconda tappa del nostro viaggio culinario, ci ha visti sfidare il grande topos della gastronomia marittima: la frittura. Una pirofila che non avrebbe mai dovuto avere fine, è stata offerta in tavola come il più prezioso dei tesori, con calamari, gamberoni e moscardini dalla consistenza perfetta, fritti in modo sapiente da mani esperte in grado di regalare tutto il sapore del mare.

Se per caso nel vostro viaggio vacanziero siete di passaggio per Roseto, per la cucina della Bussola c’è solo una cosa da dover sapere: è da provare, ad ogni costo!

Per saperne di più: https://www.instagram.com/bussola.beach.roseto/

Il Circeo in tasca con Le Guide di Repubblica

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In edicola la Guida dedicata al Parco Nazionale del Circeo, tra sapori e sentieri nascosti

È in edicola e in tutte le librerie (anche in digitale), il volume dedicato al Parco Nazionale del Circeo, un percorso sapientemente articolato, a cura de Le Guide di Repubblica, tra i sapori e i sentieri nascosti di una terra ricca di luoghi magici e dalle tradizioni antiche. Il viaggio editoriale che offre il Circeo a portata di tasca, con itinearari illustrati da personaggi dello sport, del cinema, della cultura e dello spettacolo e che porta il lettore alla scoperta di tesori archeologici e prodotti tipici.

I protagonisti

«Mi piace, fu fatta da architetti che erano grandi progettisti al di là del fascismo, una città disegnata con intelligenza, molto moderna, con giardini, verde, divisa bene, un’architettura umanistica che non segue un’idea di consumo e mette al centro l’essere umano». Un’appassionata intervista alla scrittrice Dacia Maraini sul suo rapporto con Sabaudia, vissuta a stretto contatto con Pier Paolo Pasolino ed Alberto Moravia, è l’articolo d’apertura della nuova Guida, che disegna i contorni dello straordinario territorio alle porte di Roma, attraverso decine di passeggiate, tra paesaggi naturalistici, siti archeologici, trekking ed interviste a testimonial d’eccezione, tra cui il regista Paolo Genovese o l’attrice Elena Sofia Ricci. Insieme a loro anche grandi nomi del mondo dello sport, come Giovanni Malagò o il pallavolista Andrea Giani, seguiti da star dello spettacolo e del costume, come Marisa Laurito e Lavinia Biagiotti, Frida Giannini e Manuela Arcuri, fino a donne di cultura come Nori Corbucci e Manuela Fiorini de Rensis.

Le parole del Direttore Giuseppe Cerasa

Il Circeo viene così svelato in ogni suo aspetto, fornendo a portata di lettura itinerari che spaziano dalle dune alla foresta, dal mare ai laghi, dalla fauna alla fora. «Un paradiso tra Roma e Napoli che da migliaia di anni rappresenta uno dei luoghi più belli del mondo, un parco che viene voglia di definire un dono del creato e che noi ci onoriamo di raccontare in questa Guida che si aggiunge alle altre di un prestigiosa collana dedicata ai più bei parchi d’Italia», scrive il direttore delle Guide, Giuseppe Cerasa. «Un parco forte del passato, che guarda al futuro sostenibile di questi territori. Concretamente. Dove il vincolo della tutela di questo capitale naturale e culturale diventa opportunità per uno sviluppo esclusivo e per la promozione delle sue bellezze», scrivono poi il Presidente Antonio Ricciardi e il Direttore Paolo Cassola, dell’Ente Parco Nazionale del Circeo.

Gli itinerari culturali

Le orme di protagonisti della storia del cinema e della letteratura, come Anna Magnani e Johann Wolfgang von Goethe, illuminano il sentiero dedicato agli itineari culturali, con lo speciale capitolo dedicato a “Il Parco e il Cinema”, in cui si ripercorrono celebri set che hanno avuto il Circeo a far da sfondo. La sezione “Il Parco” passa in rassegna le peculiarità uniche di quest’area, dalla possibilità di birdwatching al mosaico di ambienti diversi, mentre nella sezione “Il Monte Circeo” sono esaminati i vari sentieri che attraversano il mitologico promontorio, fino alla vetta panoramica. E se gli Itinerari naturali sono delle passeggiate nella foresta, lungo il cordone dunale o tra le affascinanti zone umide, “Storia e Archeologia” è il capitolo che conduce i lettori alla scoperta di reperti unici al mondo come la Villa di Domiziano, le Mura Ciclopiche, il Monastero dell’Isola di Zannone e la Grotta Guattari.

Gli Eventi e gli appuntamenti

“Feste e Festival” è invece la sezione che passa in rassegna tutte le kermesse che si svolgono nella zona durante l’anno, tra teatro, musica, cinema, letteratura, attività sportive ed escursioni. A seguire, “Il Parco dei Sapori” celebra i prodotti enogastronomici frutto di questa terra, tra cui il kiwi giallo, la carne di bufala, il finger lime, l’anguria pontina e lo zafferano. Non mancano ovviamente i consigli su dove mangiare, dove comprare e dove dormire nei comuni del Parco (Sabaudia, San Felice Circeo e Latina, oltre all’isola di Zannone) e nei dintorni del Parco (Terracina, Pontinia), con decine di segnalazioni di ristoranti, trattorie, pizzerie, aziende agricole, botteghe del gusto, hotel, b&b e dimore di charme. Completano infine il volume la sezione dedicata ai Produttori di Vino e “Il Parco in Cucina“, un vero e proprio ricettario in cui dieci abitanti del parco svelano passo passo i segreti per preparare piatti tipici, come le anguille alla brace e lo stracotto di bufalina.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/leguiderepubblica

La Quercia rinnovata, per una riapertura in grande stile

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Dopo 10 anni Andrea Monteforte rinnova i locali de La Quercia ed è pronto alla ripartenza. Accanto a lui c’è chef Marco Gallotta.

Sono trascorsi dieci anni da quando il giovane Andrea Monteforte aprì il suo locale nella suggestiva Piazza della Quercia. Dopo questo primo decennio, La Quercia Osteria Monteforte ha riaperto al pubblico con veste rinnovata dallo scorso 25 giugno, data che ha segnato la ripartenza del locale dopo la grande incertezza del Covid-19. Un restyling mosso da slancio positivo e da una volontà d’azione che riporta in attività l’osteria in una delle piazze più belle di Roma. Accanto ad Andrea c’è Marco Gallotta, amico ed executive chef di lungo corso, tra le figure più significative del settore della ristorazione romana, che aggiunge a Monteforte l’esperienza giusta nel momento giusto. Perché è proprio in momenti come questi in cui la vita di ogni giorno è condizionata dalla distanza fisica, che la vicinanza di intenti si rafforza e fa da guida verso un’unica meta.

Le parole di Andrea Monteforte

“Ho sempre messo al primo posto l’ospitalità riservata e discreta, per questo dopo più di 10 anni di vita del locale, ho sentito il bisogno di offrire ai clienti un ambiente rigenerato, ma non stravolto” – afferma Andrea Monteforte, che prosegue dicendo – “Ho tanti clienti fidelizzati e non volevo togliere loro l’ambiente familiare a cui tenevano tanto. L’architetto ha tradotto il mio pensiero, realizzando interni raffinati senza perdere di vista l’autenticità dell’osteria. L’incontro con Gallotta ha fatto il resto: siamo in una casa dove la ricerca e la passione del cuoco mette in tavola la bontà dei sapori più semplici”, conclude il proprietario de La Quercia.

La Quercia come una piazza

La Quercia è stata immaginata e realizzata come una vera e propria piazza, dove appassionati artigiani, agricoltori e allevatori si ritrovano per mettere nei piatti i loro prodotti. Il menu diventa una vetrina, in cui sono esposti i piatti e il lavoro di operatori del settore chiamati a raccolta da Gallotta, per assicurare genuinità a 360 gradi.

La cucina di Marco Gallotta

La cucina, di cui chef Gallotta è protagonista insieme alla collaborazione di chef Paolo Sirianni (sous chef di Baccano, Enoteca Provincia Romana, Macro, Capofaro), declina tradizione e ricerca al servizio del sapore, con grandi classici preparati da altrettanto grandi prodotti. Tra gli antipasti compare la Frittata di Erbe (con uova di galline allevate allo stato brado, alimentate con semi di canapa, dell’Azienda Agricola L’uovo e la Canapa) e la Ricotta Laccata (dell’Azienda Agricola D’Ascenzo di Rieti), è servita con carote arrosto, timo e rosmarino. Tra i primi sono imperdibili le Mezze Maniche alla Carbonara, preparate con il Guanciale dell’Azienda Collemaggiore di Greccio di Rieti e gli fanno da eco i Cannelloni Ricotta e Orto, il cui ripieno fornito dall’Orto di Clapi – micro fattoria permaculturale di Campagnano, cambia a seconda delle stagioni. Tra i secondi ritroviamo Seppie in Zuppa di Cannellini, Pollo con i Peperoni  Polpette alla maniera dei Saltimbocca. La carne arriva ogni mese da una macelleria romana diversa, che proporrà un particolare “taglio” allo chef: a luglio Macelleria da Simone a Campo de’ Fiori, che sarà poi seguita dalla Macelleria Bombelli. Le crostate e i biscotti, così come il pane, sono realizzati dal Forno Monteforte e fanno da cornice ad una Lavagna che cambia settimanalmente seguendo stagionalità e mercato.

Le parole dello chef

“La mia prima passione è la cucina, la seconda è andare per allevamenti, campi, parlare e scambiare esperienze con agricoltori e artigiani. Da qualche anno unire le due cose è diventato indispensabile” – dichiara l’executive chef Marco Gallotta, aggiungendo – “Da quando mi sono allontanato dalla ristorazione, ho esplorato centinaia di stupefacenti occasioni di sapori italiani. Mi sento una specie di contacuoco e poter mettere in pentola i tanti prodotti assaggiati in questi anni, sarà un vero piacere per me e, spero, per chi mangerà alla Quercia”.

Il progetto

Stilisticamente, il progetto realizzato dall’Architetto Roberto Liorni, non si allontana dalle scelte legate alle classiche osterie e privilegia atmosfere pacate, familiari e dai colori tenui. La Quercia è un’osteria cosmopolitaraffinata e allo stesso tempo informale, in grado di accogliere clienti più giovani e al contempo di sedurre chi preferisce un luogo più “riservato”, in cui trovano agio anche gli ospiti dai palati curiosi e avvezzi a ristoranti più classici.

Le tante novità

Il pavimento in legno invecchiato dal tempo, le boiserie alle pareti, il marmo e le maioliche del banco mescita, le sedie vintage Milano di color miele, sono tutti elementi che caratterizzano La Quercia come un luogo dal gusto contemporaneo e in egual misura fuori dal tempo. In questa cornice dallo stile ricercato ma accogliente, i pochi tavoli dello spazio esterno godono anche di uno tra più straordinari scorci di Roma, quello tra Palazzo Spada e la Chiesa di S.Maria della Quercia, in cui la tradizione regna sovrana anche nell’omaggio alla città, fatto pensando alla vicina Confraternita dei Macellai. Tagliata e altri particolari tagli di carne, sono accompagnati da un Serratore Panciuto “a tre scrocchi”, con manico in corno di bufalo, realizzato artigianalmente per il locale da Santa Smacola Coltelli alla Romana. In tutto questo, c’è la volontà di stupire con la cucina, attraverso l’attenta cura del dettaglio e la scupolosità del servizio, eseguito in due sale a cui si aggiunge un comodo spazio con tavolo in comune che porta il locale a contare 54 coperti all’interno e 16 all’esterno. Settanta coperti che in questo momento, causa normative vigenti, saranno ridotti a 40 per garantire il giusto distanziamento.

Per saperne di più: www.osterialaquercia.com

Fiorella Pasqualini, chef per passione

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Dagli studi di medicina, alla vita in cucina. Storia di Fiorella Pasqualini e di una scelta fatta per Amore.

La storia di Fiorella Pasqualini è la storia di una persona che ha fatto le sue scelte in nome di un Amore superiore, quello per la cucina, da cui inizialmente aveva provato a discostarsi ma che alla fine, come le storie d’amore più belle del mondo, ha raggiunto inesorabilmente il suo lieto fine.

Gli studi in medicina

Fiorella ha 31 anni e molto tempo fa è arrivata a Roma per studiare Medicina. Un desiderio che aveva sin da giovanissima e che ben presto e con i dovuti sforzi, sarebbe sicuramente diventata la sua professione, se non fosse stato per quel “fattore DNA”, come lo chiama lei, che un giorno dopo l’altro l’ha chiamata forte a sé. Nata da un papà che da tutta la vita – o quasi – lavora come chef nel Ristorante Il Casale, a Colli del Tronto nelle Marche, Fiorella inconsapevolmente ripercorre la stessa storia di suo padre. Anche lui, come lei, a suo tempo cestinò la laurea in Giurisprudenza per aprire il suo primo locale. Era il 1988 e i tempi erano altri. Ma Fiorella sente di non esser poi così distante dal percorso fatto da suo padre e così, dopo aver intrapreso un percorso di psicoterapia che l’ha aiutata a conoscersi meglio, ha compreso che la sua felicità sarebbe stata tra i fornelli e non nelle corsie di un ospedale.

L’amore per la cucina

Così la ragazza ha abbandonato gli studi e ha cominciato a lavorare nei locali di Roma, per mantenersi e per pagarsi un corso di cucina professionale. «È più forte di me, non riesco a fare cose senza studiare e documentarmi», afferma la giovane chef in erba, che dopo il corso ha iniziato sin da subito a lavorare con il grande Chef Francesco Apreda, dove ha sperimentato il lavoro in brigata e ha conosciuto tanti ragazzi che come lei cercavano di costruirsi un futuro, coltivando il sogno di intraprendere un mestiere che è una vera e propria vocazione. «Ho appreso tanto dai miei colleghi, lavorativamente e umanamente. Quelli sono giorni che mi resteranno per sempre. Chi sceglie di fare il cuoco ha un amore per il suo lavoro che è travolgente», continua Fiorella.

La città eterna

Nella città di Roma la giovane donna è cresciuta e si è formata. Per lei la Città Eterna è casa, ma com’era giusto che fosse, Fiorella sceglie di tornare alle origini, laddove è nata ed è cresciuta vedendo per primo suo padre, muoversi tra pentole e materie prime, curando i dettagli e scegliendo sempre il meglio per portare a tavola tutto il buono della cucina tradizionale. «Ho scelto di tornare dall’uomo che mi ha trasmesso questa passione, per studiare ogni momento del suo lavoro e per costruire il mio futuro partendo da ciò che può insegnarmi il passato».

Il Ristorante “Il Casale”

Con il sogno di un ristorante tutto suo, Fiorella torna nelle Marche pronta ad aprire il suo primo locale vicino al mare, ma i sogni si sono infranti contro il muro del Covid-19, che l’hanno costretta a rimandare l’apertura al 2021. «Voglio sfruttare questo momento di stasi per rimettermi ancora una volta in gioco. Andiamo incontro all’estate e sarà più semplice lavorare con il domicilio. Da qualche tempo sto collaborando con la Biologa e Nutrizionista Martina Restelli. Insieme a lei sto lavorando a un progetto che possa insegnare alle persone a mangiare bene, in modo gustoso, ma facendo attenzione a preservare il proprio corpo in salute», conclude Fiorella, che intanto, con l’inizio della Fase 2, ha inaugurato anche l’asporto insieme a papà Emilio nel “Ristorante Il Casale”.

 Per saperne di più: www.hotelcasale.it