All Posts By

Roberta Savona

L'Altro Buco

L’Altro Buco, a Bisceglie la pizza dal cuore barese

By | Recensioni | No Comments

Da oltre vent’anni applausi per la pizza di Alfonso & Enzo

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, cantava il buon Antonello Venditti mentre l’Olimpico strapieno gli faceva da eco. Il medesimo ritornello mi è esploso nelle orecchie, mentre sotto i denti si espandeva il sapore di una pizza iconica, memoria di una vita che è un’altra vita e che oggi non mi appartiene più, ma che grazie al gusto de L’Altro Buco, pizzeria biscegliese a 35 Km a nord di Bari, ritorna puntuale ogni anno, proprio come la notte di Natale.

La pizzeria dal cuore barese

Ed è proprio il Natale che fu galeotto, perché con l’occasione delle feste si torna a casa, pronti per dar vita come ogni anno al teatro degli affetti, quello della famiglia, quello che ha il sapore degli struffoli, delle cartellate, dei marzapane e della frutta martorana. Perché in fondo: provincia che vai, dolce che trovi. E allora, tra un’antivigilia e una vigilia, s’insinua la pizza di Alfonso & Enzo, pasto fugace ma dall’animo profondo, un ricordo di adolescenza che ha l’accento biscegliese, ma di cui l’essenza è prettamente barese (tanto da avere esposta la storica maglia numero 18 di un indimenticato Antonio Cassano, protagonista del glorioso Bari di Eugenio Fascetti).

Le pizze del territorio

Da oltre vent’anni L’Altro Buco sorpassa le decadi del tempo senza conoscere crisi. Il locale diretto dal simpatico staff infatti, è sempre pieno di gente pronta a testare la freschezza delle materie prime e tutto il sapore della Terra di Puglia, racchiuso in un affamato morso ad una pizza che è in grado di raccontare le stagioni. Sotto le feste infatti, non manca mai la versione con gli “sponzali” (o sponsali), termine con cui si identificano i cipollotti raccolti per farcire nelle notti natalizie, i succulenti calzoni che riempiono le tavole pugliesi. E poi come non farsi mancare il sapore delle cime di rapa, che giacciono fragranti sulla tonda spianata appena sfornata.

L'Altro Buco

Terrine e taglieri

Il forno a legna de L’Altro Buco ha un’attività ventennale che non conosce pause, lavorando ininterrottamente per offrire ai propri clienti solo il meglio. Le terrine di antipasti di mare e di terra poi, sono il non plus ultra di tutta la faccenda, pronte ad intervallare i taglieri di pizza e di affettati e formaggi. In primavera poi, il pistacchio grattugiato sulla stracciatella di latte vaccino, innaffiata da abbondante formaggio grana, ha un sapore delicato quanto intenso, in grado di insinuarsi nella mente dei commensali che tornano appositamente per gustarne un bis, un tris e ancora oltre.

Semmai la vita un giorno dovesse portarvi a Bisceglie, oltre a godere del mare, della magia del porto, del folklore dei viottoli nel centro storico, non mancate di far tappa alla Pizzeria L’Altro Buco, un luogo che con la sua pizza è diventato un vero e proprio simbolo della cittadina del nord barese.

Life Soup

Life Soup: tornare in forma dopo le feste

By | Articoli | No Comments

Zuppe fresche e naturali in barattolo. Ha inizio la rivoluzione culinaria in vetro.

Per quanti sforzi possiate aver fatto, sappiamo tutti che al passaggio delle feste natalizie il resoconto dei danni assume inevitabilmente proporzioni apocalittiche. A niente sono valsi i giorni di restrizioni prefestivi, propedeutici ad una vera e propria preparazione fisica alle tavole imbandite che, nelle giornate dal 24 dicembre fino al 6 gennaio, hanno testato i parametri di resistenza di ognuno di noi, mettendo a dura prova i nostri jeans preferiti e le nostre precarie fasi digestive. Il rientro dal periodo di Natale e dagli strascichi di Capodanno e Epifania, porta in dono un imperativo che coinvolge tutti e che viene invocato a gran voce dai temutissimi “hashtag” dedicati alla dieta e meglio riassunti sotto il comune denominatore “detox”. Ed è proprio con questo spirito che, tra una tisana e l’altra, torna in mente quel colpo di genio a cui poche settimane fa abbiamo assistito e che si presenta al mondo sotto il nome di Life Soup, una vera e propria rivoluzione culinaria in vetro, che propone al pubblico zuppe fresche e naturali in barattolo, un rimedio veloce e perfetto por tornare in forma e lenire i danni fatti dall’uragano enogastronomico che ci ha travolti.

Il progetto Life Soup

E’ proprio questo il caso in cui il termine semplicità fa decisamente rima con genialità, superando la semplice assonanza di linguaggio e rendendo possibile la scoperta di un mondo vegetale divertente ed affascinante sin dal suo involucro. Nell’ultima edizione di Excellence Roma svoltasi all’Eur lo scorso novembre, tra salami, prodotti da forno e vini di ogni tipo, s’è fatta largo la proposta di alcuni giovani produttori di verdura, il cui scopo non è solo coltivare la propria terra, ma anche proporre al pubblico un modo nuovo per gustarne i frutti. Una verdura che per la prima volta viene pulita e tagliata tutta a julienne, ordinata per colore e tipologia in una colonna di strati vegetali racchiusi insieme in un barattolo. Non un semplice barattolo, ma un contenitore smaltibile in differenziata, oppure riutilizzabile e che fa sorridere già a prima vista con il suo diametro di circa 10 cm, per un’altezza di quasi 15 cm, che lo rende idoneo a molti ri-utilizzi. Alla base del progetto Life Soup c’è la speranza di un gruppo di giovani imprenditori che hanno pensato all’ambiente e che, in modo intelligente, si sono interrogati sul futuro del mondo, trovando una soluzione che vede al centro la freschezza della verdura appena colta e la scelta pratica di come portarla sulle nostre tavole, recando il minor impatto ecologico possibile.

Ambiente e alimentazione sostenibile

Ambiente e alimentazione sostenibile sono un binomio ormai imprescindibile. A questo deve aggiungersi l’importanza di un’alimentazione sana, aldilà del sovraccarico delle feste. Non basta disintossicarsi dai bagordi natalizi, urge adottare un tipo di alimentazione che come protagonista oreveda proprio i vegetali. Attenzione, non stiamo di certo facendo propaganda a favore di scelte vegetariane, ma è ormai testato che l’assunzione di proteine animali va dosata in modo oculato. Sulla base di questi concetti, si è sviluppata la mission Life Soup, che propone un modo genuino di vivere l’alimentazione vegetale, con l’offerta di zuppe appetibili al gusto ed alla vista, due necessità primarie nell’universo gastronomico moderno.

Il sapore e la freschezza in vetro

In un momento in cui qualsiasi cosa è acquistabile online, basterà farsi un giro sul sito Life Soup e scegliere la giusta quantità di barattoli che occorre al nostro fabbisogno, facendo sempre attenzione alla scadenza, poiché le zuppe Life Soup (in quanto fresche) non superano i tre o quattro giorni di conservazione. In men che non si dica l’ordine arriva al mittente che, con solo un bicchiere d’acqua ed un pizzico di sale, potrà gustare della verdura fresca finemente tagliata e conservata in vetro. La rivoluzione sta anche e soprattutto nel taglio delle verdure. Il taglio a julienne conferisce alla pietanza un imprinting orientaleggiante e la rende più gustosa di un semplice minestrone, nonché facilmente cucinabile anche in ufficio con l’utilizzo della cottura al microonde. Zuppe di ogni tipo e per tutti i gusti, anche e soprattutto in base al periodo di coltura delle materie prime.

Le Zuppe

La Zuppa Blu per esempio, disponibile da novembre a marzo, comprende Farro, Carote, Zucchine, Patate, Broccoli Siciliani, Bietole e Sedano. C’è poi la Zuppa Arcobaleno, con Patate, Bietole, Zucchine, Carote, Verza, Sedano e Crauti, disponibile per tutto l’anno, seguita dalla Zuppa Arancione, ritrovabile da Ottobre ad Aprile e la cui composizione prevede Carote, Cavolfiori Bianchi, Broccoletti, Zucca, Verza e Sedano. Chiude il cerchio la Zuppa Rosa, che da Settembre a Febbraio offre un mix di Cavolo Nero, Zucca, Porro, Patata e Fungo Pioppino, l’ideale per i più avvezzi a sapori più intensi. Una proposta trasparente in cui ciò che vediamo poi mangiamo, senza filtri o segreti particolari, in cui alla fine, un filo d’olio esalta il sapore della semplicità che regna sovrana. Da provare!

Per saperne di più:

Sito: https://www.lifesoup.it/
Instagram: https://www.instagram.com/lifesoup/
Facebook: https://www.facebook.com/LIFESOUPUNALTRASTORIA/

Francesco Martucci

A “Sbanco & Friends” arriva Francesco Martucci

By | Articoli | No Comments

Tornano gli appuntamenti enogastronomici per Sbanco e i suoi amici: arriva a Roma Francesco Martucci

Da lunedì 13 gennaio 2020 tornano gli appuntamenti enogastronomici per Sbanco e i suoi amici. Il fortunato format Sbanco&Friends della pizzeria di Marco Pucciotti e Stefano Callegari, è una certezza per tutti gli appassionati del genere, che trovano nel forno di Via Siria un vero e proprio punto riferimento per trascorrere in modo gustoso una serata come tante. Non solo pizza ma anche sperimentazione, con le incursioni dei tanti illustri colleghi pronti a presenziare in casa Pucciotti-Callegari.

 Archiviato il successo della passata edizione, la seconda serie di randezvouz acqua, farina e fantasia organizzati in collaborazione con Ferrarelle, Pastificio Felicetti, Olitalia e Riso Buono, è pronta a stupire il pubblico atteso in una delle migliori pizzerie del mondo (tra le prime 50). Una pizzeria che è anche detentrice del Premio Migliore Proposta dei Fritti per la guida 50TopPizza. Fino ad agosto 2020 si alterneranno ogni mese chef e pizzaioli amici provenienti da tutta Italia, pronti a proporre le loro indimenticabili e iconiche portate, alternate alle giornate del Tutto Fritto Day.

L’atteso ospite  di lunedì 13 gennaio per Sbanco&Friends è Francesco Martucci, primo classificato nella appena trascorsa terza edizione di 50TopPizza e titolare della pizzeria I Masanielli. Grintoso e determinato, Francesco comincia la sua gavetta a soli dieci anni nella pizzeria dello zio; saranno proprio la sua determinazione e la sua grinta a portarlo fino al podio senza mai allontanarlo dal banco della sua pizzeria dove, sera dopo sera, continua ad “ammaccare” le pizze per i suoi clienti.

Menu Degustazione

Tra crocchetta e cianfotta
Patate, cipolla, melanzane, peperoni e erbe aromatiche

Supplì alla genovese di Nero Casertano
Riso Buono, maiale Nero Casertano, cipolle, sedano, carota, prezzemolo, alloro, vino bianco, pepe e Parmigiano Reggiano

Menesta mmaretata fritta
Spaghettini spezzati Monograno Pastificio Felicetti, brodo, cicoria, scarola, verza, borragine, erbe aromatiche, salsicce e panatura di scagliozzi

Percorso degustazione pizze, composto da:
4 pomodori in 4 consistenze
Pomodorino ciliegino semi-dried, crema di pomodoro arrostito, pomodoro datterino giallo/rosso confit, mozzarella di bufala campana DOP.
Dopo la cottura: pomodoro lampadina secco, primo sale di bufala, olio EVO Raro

4 consistenze della cipolla
Crema di cipolla di Acqua Viva delle Fonti, cipolla ramata di Montoro appassita all’uva sultanina, croccante di cipolla di Alife, polvere di cipolla Giarratana

Mani di velluto
Crema di friarielli in acqua di ricotta di bufala, mozzarella di bufala campana DOP, salsiccia a punta di coltello di suino grigio ardesia, calcagno a crosta liscia, olio evo U Trappiddu

Gelato di Basilico, gelato di Bufala e gelato di Pomodorini by Otaleg

35,00 € a persona 
Acqua e caffè inclusi

Per saperne di più: https://www.facebook.com/sbancoroma/

Gusto

Gusto cambia piazza e prosegue la sua storia

By | Articoli | No Comments

Da Piazza Augusto Imperatore a Sant’Apollinare. A due passi da Piazza Navona apre le porte il nuovo ‘Gusto di Alessandra Marino

Da Piazza Augusto Imperatore a Piazza Sant’Apollinare. A due passi dal cuore della città, a Piazza Navona, ha aperto il nuovo ‘Gusto di Alessandra Marino, prossima a festeggiare con il suo team il primo mese di vita del ristorante che sorge in uno dei luoghi più identificativi della Città Eterna. Un vero traguardo che per un percorso che è partito in un tempo ormai lontano e che dal Lungotevere, oggi l’ha portata nei pressi di Corso Vittorio Emanuele II. Era infatti il 1998 quando per la prima volta si spalancavano le porte dei locali nei pressi dell’Ara Pacis, un luogo dove il moderno concetto di ristorazione ha letteralmente preso vita, divenendo per tutti un vero e proprio format, oggi riproposto in tante e diverse chiavi interpretative.

Una storia lunga vent’anni

Sono trascorsi oltre vent’anni da quell’innovativa proposta che ha mostrato alla città di Roma una realtà incentrata sul cibo, ma applicata con strumenti diversi. Ristorante, pizzeria, wine bar, cigar club, cantina, pralineria, live music, emporio libreria ed eventi. ‘Gusto è stato il posto in cui, orchestrati in una perfetta sinfonia, hanno risuonato tutti gli strumenti utili e necessari per offrire al pubblico un luogo che partendo dal food spaziava all’intrattenimento, un’offerta continua donata ogni giorno con passione, dalle 9 del mattino fino alle 2 di notte.

Le parole di Alessandra Marino

Ma la città cambia velocemente e con lei, muta anche la gente. Così, dopo il ventunesimo anno di attività, Alessandra Marino e la sua squadra lasciano Piazza Augusto Imperatore a caccia di un luogo in cui proporre ancora una volta, un punto di vista enogastronomico innovativo che è pronto a far scuola. L’attenzione della proprietaria, votata a non interrompere il suo dialogo pluri decennale con Roma, è rapita da Il Passetto, storico ristorante a due passi da Piazza Navona, protagonista gastronomico della capitale sin dai primi del ‘900. «Ho cercato e guardato tanti locali, ma l’idea era di aprire ‘Gusto senza perdere le sue declinazioni, dunque la necessità era sui mq ed anche sulla suggestione. Avevo bisogno di altezze importanti, grandi spazi sia dentro che fuori e un dehor importante, magari in una delle tante meravigliose piazze romane», afferma la Marino che prosegue dicendo «Quando ho visitato Il Passetto ho idealmente ripercorso tutta la sua storicità, i personaggi illustri, il ristorante inteso come crocevia di menti, chiacchiere, scambi, risate e mangiate. Ho sentito che era lui e che in quelle sale avrei potuto far esistere ‘Gusto».

Gusto

Il nuovo progetto

Così facendo ha preso il via il nuovo progetto che ha richiesto un paio di mesi in cui considerare ogni dettaglio con grande attenzione. L’obiettivo principale era non snaturare l’essenza del luogo, ma piuttosto “pulirla” dalle tante e diverse gestioni che, in alcuni casi, avevano reinterpretato in modo discutibile la storia del ristorante, che andava preservata e conservata, proprio come la suggestione che quelle mura sono in grado di suscitare. Insieme al suo studio di architettura, Alessandra Marino si concentra sui colori che si intersecano ai vecchi arredi, poveri e nobili in egual misura, esaltati in ogni sala da delle tinte inedite e mai fuori luogo. É il color corallo ad accogliere il cliente al suo ingresso a Piazza Sant’Apollinare, un tono vivace che conferisce il nome al primo spazio e la cui tinta della boiserie, si unisce in modo continuativo alla seconda sala, quella della Bella Epoque, dove rosa e oro brillano impreziosendo le pareti e facendo da eco ai velluti dei sofà in tinte pastello. Proseguendo nel percorso si giunge alla Sala Cucchi, il cui nome è omaggio al grande dipinto realizzato dall’artista Enzo Cucchi, lungo 7 mt e alto 2, e il cui soggetto è circondato dai toni più neutrali del grigio, del rosa e dal mattone. Se invece si entra da Via Zanardelli, è la Sala Picasso ad accogliere gli avventori (il nome di questa sala si deve al grande manifesto del ’53 sulla mostra dell’artista al Palazzo Reale di Milano). In questo spazio padroneggia un immenso specchio che riflette le grandi finestre, insieme ad un antico mosaico dai colori tenui. Un piccolo passaggio porta allo spazio dedicato al forno della pizza, dove i tavoli sono circondati da pareti divise a metà tra rosso China e blu petrolio, che poi lasciano spazio alle candide maioliche bianche che rivestono la superficie intorno al forno. Da qui è possibile osservare il lavoro dei pizzaioli, oppure acquistare specialità alimentari italiane in vendita.

Le caratteristiche della struttura

Una struttura di circa 400 mq, i cui interventi fatti sono pochi ma radicali, come l’aggiunta del cocktail bar che si affaccia sul dehor di Piazza Sant’Apollinare e che serve contemporaneamente sia l’interno e l’esterno. Sono ancora presenti e decisamente rivalorizzati con grande opera di restauro, gli originali infissi in ferro e legno, che entrano nel locale creando delle bussole, così come le vecchie palladiane e le boiserie che oggi dialogano con i tenui velluti del cocktail bar, o con i tavoli in ferro neri, abbinati a sedie francesi intrecciate. Sulle pareti e nelle nicchie, pezzi di contemporaneità fanno da contralto a fotografie d’autore o a quadri antichi, alternati ai tanti oggetti che la proprietaria ha raccolto negli anni. Tutti gli spazi sono illuminati in modo contemporaneo. I lampadari di cristallo a goccia hanno fatto spazio alle Akari Light Sculptures, progettate nel ’51 dal designer Isamu Noguchi, seguite dalla presenza delle Potence Pivotante, di Charlotte Perriand.

Ristorante, pizzeria, wine & cocktail bar

Una nuova piazza in cui proseguire la propria storia, ripartendo dalle scelte gastronomiche fatte nel ’98. Specialità italiane con grande attenzione alle cotture, alle materie prime ed agli abbinamenti con vini d’eccezione. Una scelta in soluzione di continuità per ‘Gusto, che apre con la medesima brigata di cucina e con lo stesso staff di sala. Una vera e propria famiglia lavorativa costruitasi col tempo e in cui si sono formati e specializzati venti professionisti della ristorazione pronti a badare ai 300 coperti di Piazza Sant’Apollinare.

Il menu

Nel menu sono presenti le paste della tradizione: Amatriciana, Carbonara, Gricia e poi Lasagna alla Bolognese, Tortellini in Brodo, Fettuccine ai Frutti di Mare. Tra i secondi non manca l’attenzione alla carne, con Tagliata, Fiorentina, Straccetti, Saltimbocca, Polpette al Vino e Galletto, seguiti dai classici di pesce come la Frittura e la Grigliata del pescato giornaliero. A questi si aggiungono i fritti vegetali e quelli di Baccalà e Mozzarella, vera espressione di romanità a cui seguono le attente selezioni di salumi e formaggi posti in un corner dedicato. In quest’ode alla tradizione culinaria romana e italiana, trovano spazio anche altre due anime di ‘Gusto, la Rotisserie e l’Hamburgeria, con pregiate carni arrostite ed una variegata proposta di burger and chips. Per gli amanti dell’uovo, in lista si trovano anche le Frittate, da quella Provola e Patate a quella Zucchine e Menta, oppure la golosa Tartufo e Parmigiano 36 mesi. A condire il tutto c’è l’olio scelto a km zero, l’extravergine di olive laziali di Alessandro Musco. Tra i dolci rigorosamente fatti in casa, si ritrovano i sapori semplici di Tortini di Mela con Cannella e Zenzero, oppure le Mousse, il Tiramisù e ancora Gelati e Sorbetti della casa. Da una sala all’altra si espande nell’aria il profumo della pizza romana, principale scelta di ogni cliente che a sua piacimento ritrova gli intramontabili classici, come Margherita, Napoli, Capricciosa, Diavola e tante altre. Un forno che lavora ininterrottamente e che impreziosisce anche il Brunch domenicale, oppure il tè del pomeriggio.

La cantina

La cantina conta circa 350 etichette che spaziano dalle grandi referenze italiane, ai piccoli produttori di vini naturali e biologici. Anche in questo caso l’attenzione è alla tradizione italiana, con un occhio particolare al Barolo, al Barbaresco, alle bollicine con metodo classico ed al Lambrusco, per cui già si pensa ad una programmazione di eventi dedicati con degustazioni e abbinamenti ai piatti.

Il cocktail bar

Il Cocktail Bar si distingue per i suoi Twist on Classic come il ‘Gusto Fizz a base gin alla lavanda, bergamotto e soda al pompelmo, oppure il ‘Gusto Mule a base vodka, bergamotto, zenzero e Lager Beer. In questo contesto trovano spazio di Mini Menu di Cocktail & Cicchetti, con cui poter assaporare un Vesper Martini felicemente abbinato ad un Fiore di Zucca, Ricotta e Alici, oppure un Old Negroni che disseta il palato, dopo un saporito cicchetto di Lasagna.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/ristorantigusto/

Gusto

Curarsi col Cibo, si deve!

By | Eventi | No Comments

Le Ricette della Salute raccolte in un libro che favorisce la prevenzione primaria

La prevenzione è fondamentale. E quando si è in cura, specie se ci si sottopone a cicli chemioterapici, è altrettanto fondamentale l’alimentazione. Sulla prevenzione primaria da sempre studia e sperimenta la Dott.ssa Annamaria Pasquadibisceglie, che per esperienza personale ha constatato quanto sia importante il cibo durante la terapia. L’alimentazione deve affiancare le terapie convenzionali, che durante il loro processo devono essere collegate ad alimenti sani e a pratiche di disintossicazione, con l’implemento sempre maggiore di una dieta naturale – «magari cercando di eliminare gli zuccheri, tra le fonti primarie di cui la malattia si ciba», dichiara la dottoressa, un concetto già ampiamente dimostrato e che se attuato, favorisce esponenzialmente la prevenzione primaria. É per questo che curarsi col cibo, si deve! Perché noi siamo ciò che mangiamo e su questo ormai non ci sono dubbi.

Le Ricette della Salute

Da tutto questo nasce il progetto lettarario “Le Ricette della Salute” (ed. Adda, 2019), un manuale adatto a tutti, dal più fervente appassionato di cucina, ai meno pratici dei fornelli. Una ricerca in ambito alimentare per la formazione di un vadevecum che sia guida per chi necessita di esser preso per mano nei meandri della giungla alimentare. Per farlo si sono unite la nutrizionista biologa Annamaria Pasquadibisceglie, esperta di Cucina Naturale e allieva del Professore Oncologo Philippe Lagarde e la consulente ambientale Mina Micunco, appassionata di food e autrice del libro “Emozioni in Cucina” (ed. Aliante, 2013).

Il libro che sarà presentato in Puglia nella Biblioteca Comunale “G.Bovio” di Trani il prossimo venerdì 13 dicembre 2019, è il dono perfetto per affrontare le imbandite tavole natalizie, colme di cibo e leccornie che, per quanto buone, non sappiamo mai quanto siano sane. Insieme alla Dott.ssa Pasquadibisceglie saranno presenti il Prof. Francesco Schittulli, Presidente Nazionale di LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), insieme a Michele Ciniero, Presidente di LILT Sezione BAT. La presentazione godrà del sostegno dell’Assessorato alle Culture della Città di Trani, in collaborazione con F.I.D.A.P.A. – Sezione Trani, per cui non mancherà la Presidente Maria Mazzilli, organizzatrice dell’evento.

Dott.ssa ANNAMARIA PASQUADIBISCEGLIE

Laureata in Scienze Biologiche, specializzata in Genetica Medica e Nutrizione Clinica e Coach in medicina di stile di vita, esercita la libera professione di biologa nutrizionista per la prevenzione e cura delle malattie. È stata allieva dell’oncologo Philippe Lagarde dal 2012 al 2016 da cui ha appreso conoscenze di disintossicazione da chemio e radio terapia per sostenere i pazienti durante le cure oncologiche. Già ricercatrice presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Già embriologa e ricercatrice presso l’ospedale De Bellis di Castellana Grotte. Docente a contratto presso l’Università Unicusano di Roma nel master Nutrizione in Oncologia. Ha frequentato corsi di cucina antitumorale presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Radisson

Radisson, in due c’è più sapore

By | Articoli | No Comments

Come partire restando a Roma senza perdere il gusto del viaggio

Una terrazza nel cuore della città che sfiora il cielo Roma, è di per sé un valore aggiunto. Se poi avete la fortuna di capitarvi al tramonto, apprezzando la metropoli all’imbrunire, mentre tra le mani stringete un calice di bollicine ghiacciate appena offertovi da un gentiluomo brizzolato, il quadro che si dipingerà d’innanzi ai vostri occhi avrà le tinte brillanti degli affreschi d’autore. Tutto questo è il Radisson Blu Hotel.

Il Radisson Blu Hotel

Siete al settimo piano del Radisson, in quella che ormai da tempo è meglio nota come la Terrazza Ferrari. E’ li che avete scelto di trascorrere le prossime 24 ore, perché l’occasione lo richiede e perché avreste voluto tanto festeggiare la vostra ricorrenza con un bel viaggio, portando il vostro partner aldilà del mondo, laddove nessuno può riconoscervi, rompendo un idillio per cui quotidianamente siete disposti a lottare. Non c’è tregua in questa modernità, se non per brevissime parentesi di pace, per cui con sacrificio combattiamo mesi interi. E dunque, perché sprecarle? Il gancio che vi offriamo ha i contorni di un consiglio sincero, un vero e proprio suggerimento per cui ci siamo prodigati, valutando l’efficacia del test sulla nostra pelle.

La cucina di Giuseppe Gaglione

Amate viaggiare ma non potete lasciare la città? Siete adoratori della buona cucina, ma una cena celebrativa vi sembra riduttiva? La soluzione è sotto i vostri occhi e si trova a Via Filippo Turati, dove campeggia il silenzioso colosso dai sette piani, che ha le fattezze interne della nave dei sogni, pronta a veleggiare verso altri continenti. Prenotando una stanza con annessa degustazione, siamo partite restando a Roma senza mai perdere il gusto del viaggio. A tenerci per mano c’era lo chef Giuseppe Gaglione con le sue altissime proposte culinarie, abbinate a vini calibrati per ogni sapore. 

Il risultato attuale è l’astinenza. Mentre i giorni sono passati e gli avvenimenti ormai accaduti, la nostra mente è rimasta ferma a quella sera all’ultimo piano, mentre assaporavamo croccanti carciofi aromatizzati all’alloro, con guanciale croccante e cocco, impreziositi da una Birra del Borgo che ne esaltava la frittura. Mai così leggera. Il passo successivo lo ha fatto il baccalà mantecato, con coppa di testa, uova di salmone, yuzu e yogurt con aglio orsino, una prelibatezza fresca e gustosa all’unisono. La poetica rivisitazione del cacio pepe poi, ribattezzato Spaghetto Roma, ad onor del vero ci ha strappato una lacrima, complice i filacci di coda alla vaccinara stufata, che nell’amalgama si alternavano a pinoli e sfiziosa uvetta sultanina. Sappiamo bene cosa state pensando leggendo l’articolo “scrivono bene questi, ma chissà quanto avranno speso”. Tenete a freno i pensieri e meditate: se spendere una media di 16-18€ a portata per piatti del genere vi sembra troppo, allora non state pensando nel vostro interesse. Concedetevi un lusso alla portata di tutti. C’è un modo per farlo e per raccontarci la vostra: assaggiare e godere per credere. E così, dai primi ai secondi (che non sono secondi a nessuno), il passo è stato breve. La ricciola regna sovrana su patate novelle e pomodori confit e lascia spazio alla very strong & splatter anatra con rape e senape. Il dessert è un crogiuolo di emozioni orchestrate alla perfezione, come perfetta può esser della freschissima ricotta di pecora con pere, noci e fava di tonca, un epilogo leggendario per una cena epica.

La colazione

L’indomani, tra lenzuola candide e materassi (per cui non troviamo aggettivi) che per tutta la notte hanno abbracciato il nostro riposo, ci siamo svegliate al mattino per ricominciare. La colazione intercontinentale al settimo piano, con la città che riprende vita, ha il sapore del miracolo. Le uova sono offerte in qualsiasi modo le si conosca, fritte, sbattute, in camicia, all’occhio di bue e chi più ne sà, più ne chieda. Tra i tavoli e i profumi di pane appena sfornato, brillano le isole del thè, dei succhi di frutta e dulcis in fundoquella dedicata ai vegani, con un’infinita proposta di leccornie e verdure offerte per tutti i gusti.

Un sogno a due passi da noi che per 24 ore è divenuto realtà.

Roma Y Lacio

Roma Y Lacio: la Città Eterna raccontata in spagnolo da Repubblica

By | Articoli | No Comments

Mariah Carey, Leonardo Di Caprio, Julia Roberts. Itinerari d’autore per la nuova guida in lingua spagnola

María Ángeles Albert de León direttrice dell’Accademia di Spagna, insieme all’ambasciatore spagnolo in Italia Anfonso Dasti, danno il benvenuto agli ospiti giunti per la presentazione di “Roma y Lazio”, nuovo volume in lingua spagnola che arricchisce le Guide ai Sapori e ai Piaceri di Repubblica. Il libro presentato a Piazza San Pietro in Montorio nell’ultimo giovedì di novembre 2019, è ora disponibile online su www.leguidedirepubblica.it e nelle maggiori librerie in rete come Amazon e Ibs. Un esperimento dall’eccellente riuscita, che l’ambasciatore Dastis presenta citando lo scrittore Silvio Negro, che parla di Roma come “una scatola dai mille cassetti”.

Le parole del direttore delle Guide di Repubblica

Nella splendida cornice dell’Accademia l’ambasciatore ha anche ricordato come “Roma è la prima città al mondo a cui si sono dedicate delle guide turistiche, basti pensare ai mirabilia urbis (del XII secolo)”. A lui ha fatto eco Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, che ha invece posto l’accento sul “valore di ponte fra due popoli che si sono sempre amati”, illustrando poi la sezione dedicata agli itinerari d’autore con testimonial d’eccezione tra cui si annoverano nomi come Mariah Carey o Leonardo Di Caprio, seguiti da Michelle Obama a Sarah Jessica Parker e Julia Roberts.

I racconti e gli itinerari

Tra i racconti della guida anche le passeggiate romane con il centro storico, il Tridente, il Ghetto, Trastevere fino a Ostiense e Prati e poi ancora la Roma barocca e quella del cinema. C’è spazio anche per gli itinerari fuori città, dai segreti degli etruschi al litorale pontino, ,passando per Tivoli fino a Rieti e Frosinone. Non mancano i consigli su dove mangiare, dove dormire e le botteghe del gusto in cui acquistare i prodotti tipici.

La partecipazione delle Istituzioni

Alla presentazione ha partecipato il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mauro Buschini: “Dobbiamo invogliare il turista a tornare più di una volta, ad approfondire luoghi e sapori, proprio come fa questa guida”. La neo Assessore al Turismo della Regione, Giovanna Pugliese, che ha confermato gli sforzi per portare Civita di Bagnoregio tra i Patrimoni dell’Unesco, mentre il sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Lorenza Bonaccorsi, ha messo in evidenza l’importanza del turismo esperienziale: “In questa guida Roma viene inserita nel suo contesto territoriale, della sua regione, e accompagna il turista attraverso esperienze autentiche. Questo è il turismo che crea ricchezza sul territorio”. Infine nel chiostro della Reale Accademia, lo chef Fundim Gjepali, del vicino Ristornate Antico Arco, ha curato il rinfresco offerto a conclusione della presentazione.

Roma Y Lacio

Roma Y Lacio

The Yellow

Il Giorno del Ringraziamento al The Yellow

By | Eventi | No Comments

L’America a Roma: al The Yellow in Via Palestro si festeggia il Thanksgiving Day, proprio come tradizione vuole

È la ricorrenza più sentita aldilà dell’oceano e ormai da anni, è osservata in modo scrupoloso anche nel cuore di Roma. È il Giorno del Ringraziamento, o più semplicemente “Il Ringraziamento” (Thanksgiving Day), che in Via Palestro viene rispettato prorio come tradizione a stelle e strisce vuole, da Stephen Meade chef del The Yellow Bar, pronto anche quest’anno a deliziare il pubblico e gli ospiti del grande ostello internazionale con i gustosi classici delle tavole americane.

Così, il 28 novembre dalle 12.30 fino alle 23.00, gli avventori, gli appassionati del genere ed i curiosi passanti che capitano in zona, sono invitati a cogliere l’occasione di godere dell’atmosfera pre-natalizia per eccellenza, quella a cui da sempre il cinema e i classici della letteratura mondiale hanno dedicato ampio spazio. Il tacchino farcito nel quarto giovedì di novembre, ha un sapore diverso, che conserva il gusto di una storia che dura da secoli e che affonda le proprie radici fino al lontano 1621, anno in cui i Padri Pellegrini istituirono l’importante ricorrenza.

Il MENU del RINGRAZIAMENTO al THE YELLOW BAR

(Dalla proposta classica alle alternative per chi non ama il menu del Ringraziamento).

  • Herb-Crusted Roast Turky (10.00€): Un prelibato tacchino arrosto, come tradizione impone, servito con salsa di mirtilli e farcito con funghi selvatici e castagne. Insieme alla carne c’è il classico puré di patate dolci, accompagnato da carote glassate.
  • The Yellow Style Caesar (8.00€): La suprema caesar salad nella versione romana targata The Yellow, servita con lattuga romana croccante, impreziosita da crostini tartufati, parmigiano, vinaigrette al formaggio, salsa caesar e (su richiesta), aggiunta di pollo o maiale alla griglia.
  • Roma Burger (10.00€): Hamburger di Angus nero grigliato (200 gr), oppure Petto di Pollo. Pomodoro, cipolla caramellata, scamorza affumicata, prosciutto crudo e lattuga croccante.
  • Chicken Avocado Wrap (6.50€): Tortilla con filletto di pollo grigliato, formaggio cheddar-jack, pancetta, rucola, salsa di pomodoro e avocado.
  • Veggie Wrap (6.50€): Tortilla al pomodoro farcita con fagioli neri, quinoa, avocado, spinaci, mais e salsa tomatillo.

La Festa del Ringraziamento

La festa è decisamente sentita in terra statunitense. I pranzi lunghi e luculliani dei giorni nostri, partono da un menu più ridotto che prevede portate capisaldi della tradizione. Il piatto principale è il classico tacchino, affettato ed offerto anche a vicini di casa e a persone meno abbienti. Il dato di consumo dell’alimento nei giorni di festa sale ad oltre quaranta milioni di tacchini consumati per onorare la festa. Lo stesso alimento poi, è offerto in tavola con condimenti di vario genere e diverse a seconda delle zone d’America in cui ci si trovi. A sud per esempio, il tacchino è servito insieme a della focaccia di granturco, mentre a nord viene consumato con una tipica specie di riso del territorio. Insieme al “carboidrato” doveroso, c’è la salsa d’accompagnamento, fatta di mirtillo, cranberry o bacche fresche, a cui viene aggiunta anche una buona dose di patate dolci, torta di zucca e infine fragranti biscotti fatti in casa.

Mangiare ci fa sognare. Ci fa viaggiare con la mente e le nostre papille non hanno confini. Il prossimo 28 novembre, tra un boccone e l’altro, si vola in America in Via Palestro, dove renderemo grazie con il tacchino del The Yellow Bar.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/theyellowbar/

The Yellow

The Yellow

Casa Coppelle

Casa Coppelle incontra il Ristorante Magorabin

By | Eventi | No Comments

Dal centro di Torino al cuore pulsante di Roma con Chef Marcello Trentini

Sono trascorsi solo pochi giorni dall’anniversario di dieci anni onorato insieme ai colleghi, amici e avventori di sempre. Sembra ieri quando Casa Coppelle annunciò alla Città Eterna di esser pronta ad accogliere i suoi cittadini e i turisti curiosi di sperimentare quella che dieci anni fa, era vera e propria innovazione, una cucina attenta, selezionata, in un ambiente altrettanto sofisticato ed accogliente.

Marcello Trentini e il Magorabin

Così, a pochi giorni dal suo decennale, Casa Coppelle si fa un regalo e annuncia l’arrivo di Chef Marcello Trentini dal Ristorante Magorabin di Torino, esperto esponente di quel concetto di “lusso per tutti”, atteso a Piazza delle Coppelle nella serata di domenica 24 novembre 2019.

Un’esperienza culinaria abilmente descritta dalla sua selezione di materie prime. Chef Trentini si presenta così, con i preziosi doni del suo territorio e non solo. Sapori tradizionali si mescolano a ricordi di esterofila memoria, rimandando il commensale verso quell’internazionalità e contemporaneità che mette tutti d’accordo.

L’incontro tra passione e sapori

Uniti da quell’amore per l’atmosfera familiare, condivisa da entrambi nel concetto di “casa” e “incontro tra le culture”, Casa Coppelle e Magorabin esprimeranno al massimo leloro potenzialità in una cena-incontro che riassume al meglio l’esperienza delle due attività.

Durante la cena sarà presente un wine pairing realizzato con alcuni dei fornitori vitivinicoli più vicini a Casa Coppelle e alcuni piatti preparati con due delle aziende che con noi condividono il concetto di bien vivre: RisoBuono e Pastificio dei Campi. Stagionalità, tecniche francesi e piatti concepiti per una cena spettacolare: un incontro enogastronomico fortemente voluto dalla direttrice artistica Rachelle Guenot, che promette una delle cene più esclusive mai proposte dal ristorante nel cuore di Roma.

Casa Coppelle

Casa Coppelle

Delizie dentro e fuori dal Bunker

By | Eventi | No Comments

Outiside the Bunker: al via il tour romano del Bunker Kitchen Club. Da Via del Boccaccio alla conquista della capitale.

Dalla fortezza di Via del Boccaccio dove la roccaforte del Bunker Kitchen Club produce gusto, alla scoperta della Roma più o meno vicina. Le delizie del Bunker sono servite, dentro e fuori dallo spazio curato da chef Nicholas Amici, che il 17 novembre darà il via al tour capitolino già noto come Outside The Bunker. Obiettivo è il divertimento (con l’imperativo hashtaggato #Fundining), insieme alla condivisione di alcuni dei cocktaild e delle pietanze di uno dei bar più vivace della Città Eterna.

Quattro gloriose tappe attendono la brigata del Bunker. Si comincia al Ru.de Centoncelle, dove all’accoglienza ci saranno i padroni di casa Cristian Ricci e Marco Zampilli. Un meno occasionalmente studiato vedrà in assaggio alcuni dei signature dish di Chef Amici, abbinati ad appositi e ricercati cocktails. Si può scegliere di ordinare un menu completo oppure porzioni singole, con un format che sarà ripetuto per tutte le serate condivise tra Bunker e locale ospite.

IL CALENDARIO:

17 novembre
Ru.de Centocelle
, Via dei Castani, 228

Ru.de apre nel 2018 a Centocelle, il quartiere in cui i due titolari, Cristian Ricci e Marco Zampilli, sono cresciuti e dove hanno deciso di tornare. Il progetto si pone l’obiettivo di rimettere al centro i drink, l’evoluzione, ma soprattutto l’essenziale: Ru.de sta anche per rumor delete (abbassiamo tutti la voce).

***
24 novembre
Mercat Bistrot & Old Bar, Via del Gazometro, 44|48

Mercat Bistrot è guidato dalla bartender Cinzia Mannello che, ritornata dall’Australia e dopo varie esperienze in alcuni cocktail bar romani, decide di dar vita a questo progetto: perfetto connubio tra il buon cibo e il beverage con una drink list e una mixology dell’era proibizionista.

***
1 dicembre
Blind Pig – Roma, Via La Spezia, 72

Il Blind Pig- Roma, aperto da gennaio 2018 in zona San Giovanni, è considerato ormai meta sicura per il buon bere e per godere dell’aria rilassata e allegra, tutto merito di un personale giovane e attentissimo. Una drink list che varia ogni tre mesi si affianca ai cocktail classici eseguiti magistralmente. A guidare il bancone Mattia Ria ed Egidio Fidanza, barman e soci in questo progetto del patron Marco Pucciotti. Ad affiancare la drink list non poteva mancare un menu con mille sfizioserie sempre in abbinamento, dalle focacce gourmet agli hamburger, fino alla proposta stagionale in base ai prodotti del mercato.

***
8 dicembre
Party al Bunker Kitchen Club

Una serata di chiusura del tour ospitata proprio al Bunker, in compagnia dei piatti di Nicholas Amici e dei cocktails dei bartender dei locali che hanno partecipato alle precedenti serate: Ru.de Centocelle, Mercat Bistrot & Old Bar e Blind Pig.

Per maggiorni informazioni, evento ufficiale: https://www.facebook.com/events/422060805125462/