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Roberta Savona

Nativa

Nativa, il benessere parte dal cibo

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A Baldo degli Ubaldi la nuova apertura dedicata alla Cucina Naturale

Accoglie il pubblico da poche settimane il ristorante Nativa, esperienza enogastronomica dedicata alla cucina naturale, che ha aperto i battenti in zona Baldo degli Ubaldi lo scorso 10 settembre, con una proposta sana e gustosa, che rispetta la stagionalità delle materie prime, privilegiando prodotti locali e indiscutibilmente biologici.

Equilibrio, colori, consapevolezza e minimo impatto ambientale, sono questi i riferimenti che si riscontrano nei piatti serviti del gruppo Nativa, che offre agli avventori più percorsi gastronomici: dalla proposta vegana a quella vegetariana, fino a pietanze a base di mare, realizzate e mixate sempre nel pieno rispetto della biodiversità.

Il valore dell’accoglienza

Un ambiente lineare e accogliente, dalle tinte chiare e dagli arredi che hanno i colori della natura: legno, canapa, avorio. Materiali che richiamano il piacere di star bene, un luogo in cui l’atmosfera è salutare, come la cucina proposta e come l’aria che si respira varcando la soglia.

Nativa

La proposta gastronomica

Una pausa pranzo leggera, con un medio costo di 10€, garantisce il rientro a lavoro con la giusta carica, evitando la pesantezza che inevitabilmente porterebbe un pasto veloce. Leggerezza che si ritrova anche a cena, dove è possibile cenare con un costo medio di 25€, dopo aver gustato una buona Tiella di Scarola e Olive, oppure un aperitivo a base di Hummus di Ceci e Arancini con Verdure. I ceci ritornano sottoforma di Crema aromatizzata al Rosmarino, compagna di un saporito Baccalà Croccante.

Tra i primi, degno di nota è il Risotto con Crema di Mandorle, oppure la Zuppetta di Crostacei, preludio alle seconde portate come il Vegburger con Misticanza e Maionese fatta in casa, oppure al Tonno scottato in Crosta di Mandorle accompagnato da sfiziose Zucchine allo Zenzero. Un modo semplice di affrontare i pasti nel pieno rispetto dell’ambiente e del benessere. Da provare!

Per maggiori informazioni:
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/nativaristorante/

Essentia

Essentia sbarca a Roma: degustazione allo Zero21

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A Ponte Milvio tra sushi e churrasco, c’è tutto il sapore della Puglia!

Prenderanno il via il prossimo mercoledì 9 ottobre alle 18.30 gli incontri enogastronomici di Zero21 a Ponte Milvio: a comunicarlo sono le attrici e amiche Roberta Garzia e Manuela Morabito, già unite sul piccolo schermo ed ora impegnate in una nuova avventura fuori dal set.

Insieme, le due si fanno promotrici di una serie di eventi che vedranno protagonista il brazilian sushi bar in Via della Farnesina e l’etichetta di prodotti e vini made in sud di nome Essentia Italian Food, di origine tranese ma cittadina del mondo, come confermano le proposte vinicole di Massini & Bucci, pronte a consuistare il territorio romano partendo proprio da Ponte Milvio.

Il Brazilian Sushi

Il Brazilian Sushi è uno dei piatti del momento, vero e proprio simbolo del processo di modernizzazione che negli ultimi anni ha preso piede in Brasile. La sua caratteristica sta proprio nell’incontro tra due culture gastronomiche, la carioca e la nipponica, fuse in una contaminazione reciproca che da vita ad un menu fusion dai colori e dai sapori intensi e frizzanti, puro esempio della composizione cosmopolita brasiliana.

I piatti

Ispirata dal miglior sushi giapponese e dalla temakeria brasiliana, il menu di Zero21 è in grado di stupire anche i palati più esigenti, pronti a gustare rolls di granchio, avocado, papaya ed una quantità di salse speziate al sabor do brasil che ben si sposano con un’altra combinazione esplosiva, quella sprigionata dall’incontro del sakè con la cachaca e i frutti tropicali.

I vini di Essentia

E’ in questo contesto dal repisro internazionale che ben s’inserisce la partecipazione di Essentia, etichetta nata a Trani con il fine di esportare nel mondo i vini più pregiati della Terra di Puglia e non solo. “Questi incontri sembrano fatti per noi. Questo è un progetto che avevamo il dovere di sposare, poiché molto affine alla nostra mission aziendale. Una fusione tra l’eccellenza pugliese e i palati più esigenti nel mondo è possibile e noi stiamo lavorando per questo. Lo dico sempre ai miei referenti oltreoceano: l’Italia non è fatta solo di Chianti”, afferma goliardicamente Giuseppe Massini, portavoce dell’etichetta che per l’occasione propone in degustazione la bollicina Vizietto Brut da Verdeca, seguito dalla bottiglia AureFalanghina IGP e dal Fiano IGP di nome Zulfe. Gran finale con Seule rosato da Primitivo IGP e con il rosso intenso e corposo Primitivo IGP Aleatico di nome Saure.

Per maggiori informazioni

ESSENTIA ITALIAN FOOD: https://www.essentiaitalianfood.com/it/
ZERO 21 (PONTE MILVIO): https://www.facebook.com/zero21pontemilvio/

Reserva Restaurante

Reserva restaurante, il locale che punta a Sud

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Andata e ritorno nell’America del Sud con chef Paulo Aires ed il suo Reserva Restaurante

Nel cuore di Roma, in Via del Pellegrino, c’è un luogo che ha il sapore lontano dei Mari del Sud, atmosfere lontane e colori vivaci che mischiano passione e attenzione al dettaglio, due elementi imprescindibili per chef Paulo Aires, che porta i suoi commensali in un viaggio di andata e ritorno verso l’America del Sud.

Reserva Restaurante

Stazione di partenza e ritorno è Reserva Restaurante, ristorante e cocktail bar sudamericano, esperienza enogastronomica resa unica grazie al continuo studio dello chef Aires per i grandi classici della cucina sudamericana, con ingredienti e salse tipiche del Brasile, piccantezze messicane, texture e sapori latini che si fondono ai colori caraibici.

Scopri le regole del Ristoratore perfetto!

Reserva RestauranteL’offerta gastronomica

Di assolutata freschezza il pesce e i crostacei, fiore all’occhiello dei più eleganti ristoranti di Copacabana, disponibili da ora nel cuore pulsante della Città Eterna. Non solo pesce ma anche carne, della più prelibata, come vuole la buona tradizione argentina, rinnovata da Reserva con il metodo di cottura Broiler System di WeGrill, che consente di ottenere all’esterno una perfetta doratura della carne, grazie alle altissime temperature raggiunte, che rendono la materia prima perfetta all’esterno e di una morbidezza fuori dal comune all’interno.

Il servizio di Sala

Il viaggio per le papille si conclude con dessert caratterizzati dall’intenso sapore del cacao fuso all’acidità e alla dolcezza dei frutti tropicali. A dirigere la sala e ad accogliere gli ospiti c’è Giorgio Zancolla, insieme al suo staff di camerieri e bartender pronti a consigliare l’abbinamento migliore tra drink e food.

Per maggiori informazioni:

WebSite: http://www.reserva-restaurante.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/reservaroma/

Reserva Restaurante

Guida Cilento

Guida al Parco Nazionale del Cilento

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È in edicola il volume dedicato al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, tra mete scelte e raccontate da Le Guide di Repubblica e presentata lo scorso giugno nel prestigioso Hotel La Griffe con l’entusiasmo e la partecipazione di tante personalità della politica e della società civile, a partire da Giuseppe Cerasa, direttore dei volumi enogastromici de La Repubblica, seguito da Tommaso Pellegrino, Presidente del Parco e del Direttivo del Pncvda, Cono D’Elia e Vincenzo Inverso, insieme a Cristina Giovagnoli del Direttore Romano Gregorio.

Le parole del Direttore Giuseppe Cerasa

“C’è grande soddisfazione per il percorso intrapreso – ha esordito Cerasaabbiamo lavorato con passione s’un territorio che amiamo e siamo felici di dire che questa è la guida più venduta in assoluto. Andiamo infatti verso una ristampa!”. Il volume resterà nelle edicole per tutta l’estate, ed è disponibile anche nelle librerie e negli shop online, ed è già teso verso una versione tradotta in altre lingue, che superi i confini italiani e dia modo al mondo di conoscere una parte d’Italia che ha un sapore molto particolare.

“Ci abbiamo creduto dall’inizio. Questo è un progetto che non poteva non decollare ed io ero sicuro che sarebbe stato un successo. Sono orgoglioso che il nostro territorio abbia la vetrina Nazionale che merita pienamente, anche grazie alla lungimiranza del direttore Cerasa con cui stiamo già lavorando per portare la guida in Cina, ovviamente tradotta, e negli Stati Uniti, dove sono presenti numerose comunità del nostro territorio che già ne hanno fatto richiesta”, ha affermato il presidente del parco Pellegrino.

La scoperta del territorio

La scoperta del territorio è affidata ad una guida d’eccezione, ovvero il regista Mario Martone, legato fin dall’infanzia a questo territorio. Dopo un approfondimento sulla dieta mediterranea, ci si potrà affidare ai consigli da cogliere lungo gli Itinerari d’autore firmati da Serena Autieri, Lino Banfi, Vittorio Brumotti, Ruggero Cappuccio, Simone Cristicchi, Maurizio De Giovanni, Luca Miniero e Peppe Servillo. Alla scoperta di tutte le ricchezze ambientali e paesaggistiche del territorio concorrono le sezioni dedicate alle Aree marine protette, le Coste. Quindi gli Itinerari archeologici e quelli naturali, i luoghi da non perdere all’interno dell’area del Parco nazionale e le mete da raggiungere nei pressi dell’area protetta. E per ogni destinazione, i consigli giusti su dove mangiare, dormire e fare acquisti, tra artigianato e prodotti tipici. Un viaggio completo con quale appagare spirito e corpo, tra luoghi magici e ricette imperdibili.

Guida Cilento

Fiumicino

Fiumicino: tutto in una Guida

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Fiumicino è un’altra tappa che Le Guide di Repubblica offre ai lettori sotto forma di illuminati consigli. Luminosi come le stelle culinarie che brillano in zona e tra cui spiccano Pascucci al Porticciolo di chef Gianfranco Pascucci, oppure Il Tino di chef Lele Usai, o anche l’Osteria dell’Elefante o il ristorante Bahia.

Fiumicino, oltre alle flottiglie pescherecce, oltre ai cantieri navali, oltre al colosso aeroportuale che raggranella sempre più medaglie rispetto ai concorrenti di tutta Europa, butta sul piatto del confronto con Roma il tema della qualità della vita, il tema della vivibilità, il tema dell’approccio alle proposte di creare nuovi servizi e nuove strutture che possono anche riguardare l’utenza romana. Ecco perché questo interesse per il futuro stadio della Roma che, sfrattato dai territori capitolini, potrebbe nascere più vicino al mare (appunto nel comune di Fiumicino), con tutto quello che uno stadio significa in termini di indotto e di pubblico interesse. In fondo il problema è anche come si guarda al futuro. E Fiumicino, con i suoi servizi alberghieri, con la sua rete diffusa di ristoranti (ce ne sono alcuni che non temono confronti con nessuno), con le sue aziende legate all’agricoltura (vedi Maccarese e Torrimpietra) con le sue spiagge (vedi Fregene), ha le carte in regola per guardare con ottimismo al futuro. E questa Guida serve proprio a questo, a creare un ponte tra la città di oggi e la Fiumicino che potrebbe diventare uno dei poli più attrattivi della costa laziale e non solo. Perché non provarci?”. Con queste parole il direttore de Le Guide, Giuseppe Cerasa, introduce l’ultimo volume dedicato all’eccellenze di Fiumicino, in edicola con il quotidiano La Repubblica dal 28 giugno scorso, oppure nelle librerie e online su Amazon e Ibs.

Scopri la Guida di Repubblica del quartiere “Monti”

“Da non perdere”, come l’omonima sezione del volume, sono le tante curiosità del territorio pregno di storia e cultura, oppure di cinema, come i tanti luoghi che sono rimasti nel firmamento della Dolce Vita sul mare. Tra un ricordo e l’altro, resta saldo il sapore del territorio tra mozzarelle, telline e manicaretti di ogni genere, da gustare tra una surfata e una biciclettata tra i cento stabilimenti balneari che guardano al dirimpettaio Agro Romano dove si ergono i castelli, il cui fascino è rimasto intatto. Un fitto calendario di eventi sul territorio amplifica l’utilità del volume, impreziosita da un dettagliato elenco che presenta 136 tra ristoranti e pizzeria, 64 luoghi in cui dormire, 63 botteghe del gusto e molteplici centri benessere di cui godere sul litorale romano.

La scoperta di Fiumicino e del suo territorio passa anche per i Racconti d’Autore firmati da Francesco De Filippo, Erri De Luca, Marco Lodoli, Melania Mazzucco e Antonio Pascale, i cui testi sono accompagnati dalle opere di Maurizio Savini, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giuseppe Gallo e Stefano Di Stasio. D’autore sono anche gli Itinerari con i ricordi e i consigli di Daniele Lupo, campione del beach volley, Nancy Brilli, Maria Grazia Cucinotta, Giuliana De Sio, Anna Fendi, Edoardo Giordan campione paralimpico di scherma, il pallavolista Gabriele Maruotti e Ricky Tognazzi.

Guida Monti

Monti in Tasca: tutto il meglio del quartiere in una guida

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La guida ai vicoli monticiani presentata da Le Repubblica nel Teatro dell’Opera

È un’afosa mattina di metà giugno in cui trovare riparo non è cosa facile. Ma le solenni mura del Teatro dell’Opera sono pronte a ristorare le appassionate penne dedite al food e con loro, molti addetti ai lavori e gli invitati per la presentazione della guida Monti, annunciata da Giuseppe Cerasa direttore de Le Guide di Repubblica, insieme a Sabrina Alfonsi Presidente del I Municipio, seguita dallo chef Antonello Colonna, monticiano d’adozione e dall’artista Chiara Rapaccini, moglie di Mario Monicelli. Insieme a loro anche Carlo Fuortes, soprintendente Teatro dell’Opera di Roma, che da il benvenuto ai tanti ospiti giunti. Una presentazione-preludio. Una sorta di antipasto che lancia la guida ai vicoli e annuncia anche l’appuntamento aperto a tutti di giovedì 20 giugno alle 18.00, quando all’Agriletum dell’Università Roma Tre, in Via Madonna dei Monti 40, avrà luogo la festa di presentazione del volume, con musica dal vivo e gustose degustazioni.

I segreti dei vicoli e i suoi storici artigiani che resistono. Le trattorie iconiche e gli avveniristici negozi di design che diventano protagonisti. La suburra e la sua storia più segreta. Monti racchiude una poesia che va oltre i migliori luoghi in cui riscoprire la cucina della tradizione. E’ un luogo in cui riscoprire la matrice delle cose. Il terreno in cui sopravvivono radici centenarie. Per questo la guida disponibile dalle librerie agli shop online, è un vero e proprio strumento al servizio dei più curiosi ricercatori della storia di Roma e dei suoi rioni.

Scopri la guida dedicata a Trastevere 

Leggendo la Guida che avete in mano, ascoltando i battiti del cuore che pulsano nel corpo antico di Monti, ci siamo accorti che probabilmente Trastevere è il rione più evocativo di Roma, quello dove tutti gli stranieri vogliono mettere piede, quello che tutti vogliono conoscere soprattutto di sera, quello immortalato in cento film e in decine di racconti e poesie. Ma nessun luogo come Monti riesce a metterti di fronte alla storia più antica di Roma. Basta una immagina evocata da Pappi Corsicato per rendersi conto di cosa significhi calpestare i selci malridotti o l’asfalto bucherellato di quella che un tempo era la Suburra capitolina”. Con queste parole Giuseppe Cerasa introduce un altro grande lavoro confezionato dalla squadra de Le Guide di Repubblica. Un volume dedicato ad uno dei quartieri più evocativi della capitale, presentato non a caso al Teatro dell’Opera che, pur non essendo propriamente monticiano (il teatro infatti è al confine tra Monti e Esquilino), è per i monticiani un vero e proprio punto di riferimento della zona di cui conserva ancora l’essenza primordiale.

“Ho ringrazianto e ancora ringrazio Cerasa per aver scelto il Teatro dell’Opera” – afferma Carlo Fuortes “Siamo qui perché il teatro debba aprirsi il più possibile al quartiere e poi anche al resto della città. Il mio ringraziamento è doveroso poiché questa guida offre un servizio che nessun’altro può comparare, donando al lettore un punto di vista del quartiere consapevole, curioso e sempre corretto. Caratteristiche che da sempre ritroviamo nel lavoro di Giuseppe Cerasa”.

Testimone illustre del volume è il presidente emerito Giorgio Napolitano, che insieme al giornalista Stefano Petrella (tra i curatori de Le Guide) e con la compagnia e la guida di chef Antonello Colonna, ha visitato i luoghi più significativi di Monti, ritrovando tutta la bellezza e l’appartenenza degli abitanti al loro quartiere. “Mi verrebbe da dire che Monti è un quartiere che resiste” – queste le parole con cui chef Colonna da inizio al suo intervento dedicato alla guida – “Ci sono arrivato ormai 15 anni fa per gestire la terrazza del Piacentini, ma mi sono innamorato subito e simultaneamente, sia della terrazza, sia del quartiere. Questo è un quartiere che va visto e vissuto con calma e con la dovuta calma l’ho mostrato a Stefano con cui abbiamo fatto lunghe passeggiate alla ricerca dell’identità monticiana. Penso che questa identità piaccia a molti e come tale i monticiani hanno il dovere di tutelarla”.

Molti gli itinerari d’autore presenti: da quello di Colonna, passando per Francesca Bria, Andrea Carpenzano, Pappi Corsicato, Iaia Forte, Carla Fracci e Alessandro Piangiamore. Non solo cibo ma anche differenti punti di vista, come quello dei set del cinema, le chiese o le case celebri e le pietre d’inciampo. E ancora le chiese del rione, le feste di quartiere, le gallerie d’arte e il rione a misura di bambino. E poi il mercato Monti Urban Market, o quello di via Baccina. La Monti by night e gli immancabili suggerimenti su dove mangiare e dormire oppure acquisti tra negozi e artigiani. Tanti i volti noti coinvolti e le personalità simbolo del quartiere, come Stefano Antonelli, Pino Calabrese, Enrico Castelli Gattinara, Monica Cecchini, Antonio D’Andrea, Nino di Perna, Er Pera, Gaetano Marotta, Stefano Mastruzzi, Renzo Musumeci e Novella Calligaris, Matteo Nucci, Nathalie Ocalan, Elisabetta Pallottino, Don Francesco Pesce, Chiara Rapaccini, Lisa Roscioni e Gabriele Venturini.

Guardate il video servizio della presentazione, a cura di Stefano Petrella, riprese di Mariacristina Massaro / AGF: https://video.repubblica.it/edizione/roma/guide-repubblica-in-edicola-la-nuova-guida-dedicata-a-monti-e-il-20-e-festa-nel-rione/337096/337692

Bunker

Il Bunker a Barberini

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Giovani creativi ai fornelli, arriva la brigata di Nicholas Amici

Ha aperto da appena una settimana il Bunker Kitchen Club, piccolo e curato gioiello nel cuore di Roma, a due passi da Piazza Barberini, dove il giovane chef e padrone di casa Nicholas Amici, al ritorno dalle esperienze europee tra la penisola iberica e il Regno Unito, ha deciso di buttarsi anima e corpo in un progetto dedicato alla sua città natale. Il Bunker è un luogo dove rivivere il gusto per l’internazionalità in un bizzarro equilibrio di sapori apparentemente non associabili tra loro. Apparentemente, per l’appunto.

Provare per credere, verrebbe da dire. Luogo comune che mai fu più giusto nel Bunker di Nicholas, alla guida della sua giovane brigata formata da ragazze e ragazzi che hanno come lui collezionato esperienze lavorative delle più disparate, in giro per l’Europa, a caccia di ingredienti sempre più particolari.

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La location

Scendendo qualche gradino al di sotto del piano strada, siamo accolti dalla testa di toro in ferro dell’artista Okuda San Miguel, che precede una porta, anch’essa in ferro, a ricordare proprio la porta di un bunker. Appena 26 coperti, arredamento minimal e grande cura per il cliente che gode di ampia comodità. I tavoli tra legno e ferro, matchano con le comode sedie che invitano gli avventori a non andar via, non prima di aver degustato fino in fondo la proposta culinaria di Amici e i suoi.

E poi fu il menu. Sperimentazione e contrasto, due parole che ritornano nella cucina del Bunker, risultato di un’attenta ricerca di materie prime accostate tra loro nei modi più disparati, garantendo al cliente veri e propri effetti culinari speciali che non perdono mai di vista lo scopo principale: cucinare raggiungendo i giusti equilibri tra sapori tanto diversi tra loro. Venti piatti, multiculturalità e grande ricercatezza,abbinata alla carta dei vini curata da Guido Sardi. Da provare!

Per saperne di più: https://www.facebook.com/bunkerkitchenclub/

Bunker

Bunker

Famiglia Fieschi, la Tradizione al sapore di Mandorla

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Ad Altamura settant’anni di passione, dal dopoguerra ai giorni nostri

Non è mai facile raccontare la storia di una famiglia. I ricordi con il passare del tempo ingialliscono come le vecchie istantanee di primo ‘900. Così, quando ho sentito al telefono le parole di Francesco Fieschi, moderno portavoce dell’omonima azienda Famiglia Fieschi, ho compreso subito che dietro quella volontà di condividere e postare, c’era più che mai la voglia di raccontare quanto lo inorgoglisce esser parte di un progetto di vita che parte da lontano e valica le generazioni (ben tre), partendo dai suoi genitori prima e ancor prima dai suoi nonni, fautori di una storia di lavoro che s’interseca con quella della città in cui sorge l’azienda, la pragmatica Altamura.

Settant’anni di memorie che cominciano con una coppia di giovani sposi e prima ancora con Rosina e sua sorella Orsolina, una “suora in casa” che osservava la fede secondo l’ordine delle Suore Clarisse, monache di clausura ma anche esperte pasticcere! Ricordo ancora quando i miei nonni mi portavano al Monastero di Trani e dietro una finestrella, la suora mi passava i dolcetti di mandorla più buoni che io abbia mai provato. Ma questa è un’altra storia…  Tornando ai Fieschi, è importante riconoscere ad suor Orsolina i suoi meriti. Era lei che insegnava a Rosina tutti i segreti delle antiche ricette delle Clarisse, che la giovane e bella Rosina metteva in pratica preparando dolci per i matrimoni degli amici. Con qualche soldino in più il dopoguerra cominciava a sorridere e Rosina era sempre più felice di regalare a giovanissime coppie di sposi, delle vere e proprie delizie in pasta di mandorle. E mentre Rosina continuava a darsi da fare, nello stesso intraprendente paesino pugliese, in una piccola caffetteria di quartiere, Ciccillo insegnava al titolare del bar come preparare il gelato. Ciccillo era l’unico in paese a saper fare il gelato e i suoi insegnamenti erano richiestissimi da tutte le caffetterie dell’epoca, anche perché sapeva tostare il caffè che veniva importato solo fresco, come nessun’altro prima di lui. Per questo il gagliardo Ciccillo era orgogliosissimo del suo lavoro e si faceva in quattro perché voleva che tutti assaggiassero le sue prelibatezze. Il momento storico non era dei migliori, la guerra aveva lasciato profondi solchi nel cuore di tutti, ma ai due giovani creativi non sembrava importare. Ciò a cui pensavano era solo preparare dolci, gelati e caffè per portare a casa qualche soldo in più… il lavoro come passione e la passione che diviene ben presto amore.

I due si incontrano e si innamorano coronando insieme un sogno di famiglia che insieme al lavoro non vedevano l’ora di trasmettere ai loro figli. Uno di questi, Peppino, viene travolto dalla stessa passione dei genitori e ben presto colse la grande potenzialità che avevano trasformando quella che era una semplice attività casalinga, in una vera e propria arte professionale.

Era il 1980 quando Peppino e la sua dolce moglie Angela aprirono la prima pasticceria che ovviamente non poteva che offrire anche caffè e gelato. Ma il desiderio di crescere e l’ambizione di diventare sempre più forti nel proprio lavoro, porta la famiglia a rinnovarsi e ad ampliare la propria offerta, così nel 1999 i Fieschi introducono nell’offerta anche la ristorazione, consolidando il loro status aziendale come vero e proprio polo di riferimento per i cittadini di Altamura.

Per questo e per molti altri motivi, raccontare la storia della Famiglia Fieschi è più che mai doveroso per una come me che va a caccia di saperi e gusti della tradizione popolare. Per questo ho fatto qualche domanda a Francesco:

  1. Famiglia Fieschi, un nome che presagisce una storia, vuoi raccontarcela?

Molto lo hai già detto tu nella lunga premessa fatta, quello che posso aggiungere io è che questa famiglia, che attualmente chiamiamo azienda, ma che mai dimentica il suo status di attività familiare, continua a conservare il gusto della tradizione come un sapere da proteggere. E tutto questo mi rende più che mai orgoglioso, poiché realizziamo un tipo di pasticceria che non si può trovare altrove. Un prodotto unico che mantiene la sua integrità con il passare dei decenni.

  1. Quali sono le particolarità dei vostri prodotti?

Nei nostri prodotti si combinano insieme innovazione e grande rispetto per la tradizione dei miei avi, miti ad una genuinità e semplicità che ci sforziamo di mantenere con grande caparbietà. Fare cose semplici e di gusto oggi è difficilissimo, ma noi continuiamo a creare prodotti preparandoli come se dovessero esser consumati dai nostri figli. E’ il motto dell’azienda e per noi è un vero e proprio dogma.

  1. Ci sveli un segreto per realizzare una buona pasta di mandorle?

Oltre a delle ottime materie prime, noi abbiamo un segreto che non è ritrovabile in commercio. Tre generazioni di esperienza che si portano dietro amore, passione e una tecnica di altissimo livello.

  1. Dov’è possibile reperire prodotti della Famiglia Fieschi?

I nostri prodotti sono sempre disponibili nel nostro punto vendita di Altamura in via IV Novembre, 56. E’ possibile prenotarli telefonicamente ma ormai da qualche anno anche sui nostri canali social. L’azienda di famiglia cresce e muta in base alle richieste del cliente ed al linguaggio che questo parla. Oggi si parla un linguaggio social e quindi i nostri canali sono sempre attivi. Questo ci da modo di ricevere prenotazioni da ogni parte del mondo e le nostre spedizioni arrivano ovunque.

A questo stiamo aggiungendo una rete commerciale molto importante che mira a soddisfare le tante richieste che ci giungono dall’estero… abbiamo anche una pagina e-commerce disponibile sul nostro sito.

  1. Quali sono i vostri prossimi impegni? Dove vi troveremo?

Abbiamo appena ultimato un evento a Matera che ci ha reso molto felici. Esser presenti nella città simbolo europeo della cultura 2019 è per noi motivo di orgoglio. Nello specifico abbiamo preso parte alla presentazione del libro di Claudia Conte dal titolo “Il Vino e le Rose”, edito da Armando Curcio Editore. Tra qualche giorno, con nostro grande piacere, le nostre Promesse di Mandorla (dei cofanetti che contengono il nostro omaggio ideale per ogni matrimonio) saranno presenti all’unione civile dell’anno, quella tra l’attrice Eva Grimaldi e l’attivista Imma Battaglia, che grazie al distributore Essentia Italian Food hanno scelto i nostri dolci come omaggio per gli ospiti. Sarà bellissimo esser presenti in un luogo incredibile come quello costruito da chef Antonello Colonna nella campagna romana. Questo è un dolce che mio padre ha realizzato per il mio matrimonio… Era rimasto così contento del mio annuncio che voleva stupirmi come lui era stato stupito dall’idea di vedermi finalmente convolare a nozze. Per questo ha escogitato un cofanetto con moderni dolci di mandorla che mi ha lasciato davvero a bocca aperta, anche perchè aveva escogitato tutto in gran segreto. Da quel giorno le nostre Promesse di Mandorla sono diventati un po’ il simbolo della nostra famiglia che abbiamo deciso di estendere a tutti gli sposi.

Per maggiori informazioni:
https://www.famigliafieschi.it/
IG @famigliafieschi – FB @famigliafieschilapausachetimeriti

Radisson & Sette: la cena è stellata

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Rooftop, chef stellati e cene gourmet sul tetto di Roma. Sei eventi da ricordare da Maggio a Novembre 2019

Prendete il cielo di Roma al tramonto, guardatelo da una delle terrazze più suggestive della capitale. Metteteci dentro sei chef muniti di Stella Michelin, aggiungeteci la migliore selezione di prodotti interpretati da alcuni tra i più rinomati artisti della cucina italiana. Mescolate il tutto, assaggiate e cominciate a sognare. Radisson Blu es.Hotel, Rome e il ristorante Sette saranno insieme in quest’avventura che vedrà la luce il prossimo 14 maggio e continuerà fino all’11 novembre.

Sei cene evento in compagnia di sei chef stellati, con ingredienti e profumi che legano insieme le tecniche di cucina più antiche, con quelle contemporanee e provenienti dal resto del mondo. Una nuova proposta che diverrà presto tradizione e che si svilupperà con una ricerca costante sul territorio di appartenenza, mirata alla valorizzazione di ogni singolo prodotto e produttore. Protagonista del progetto sarà il resident chef Giuseppe Gaglione, autore di una cucina in equilibrio tra i sapori mediterranei e l’elaborazione fusion che strizza l’occhio alla cucina moderna.

Gli appuntamenti

Martedì 14 Maggio con Andrea Ribaldone. Classe ’71, milanese d’origine e piemontese d’adozione e formazione, Andrea cresce nelle cucine del Ristorante La Fermata ad Alessandria, alla corte di chef Riccardo Aiachini che considera suo maestro. Gira l’Europa e colleziona esperienza che oggi lo porta ad essere uno chef il cui estro è un vero e proprio tratto distintivo del suo operato. La sua è una cucina “solare”, in equilibrio tra tradizione ed elegante ricercatezza, sempre a caccia di nuove materie prime e con la costante della territorialità. Che patron dell’Osteria Arborina dal 2017, Ribaldone è anche consulente di F&B Director per JSH Hotel&Resort, nonché uomo di punta di Identità Golose Milano.

Lunedì 17 Giugno con Nicola Fossaceca. Classe ’83, Nicola è il patron del Ristorante al Metrò, pasticceria divenuta ristorante nel 2002, a San Salvo Marina (CH). Ha un profondo legame con l’Abruzzo, da cui parte nella ricerca dei sapori della tradizione che si ritrovano costantemente nei suoi piatti, veri e propri percorsi gastronomici alla scoperta del gusto.

Martedì 16 Luglio con Francesco Brutto. Classe ’88, Brutto è lo chef del ristorante Undicesimo Vineria a Treviso. La sua è una cucina coraggiosa e visionaria, dove le erbe unite ai prodotti locali, danno origine ad un approccio decisamente d’avanguardia. Il prodotto locale non è stravolto ma anzi, acquista qualità e pienezza in ogni rivisitazione.

Lunedì 16 Settembre con Alessandro Dal Degan. Classe ’81, Alessandro eredita l’amore per la cucina dalla mamma cuoca. Oggi è il patron del ristorante La Tana ad Asiago (VI), dove ogni giorno ripropone lo sconfinato amore per la cucina in una entusiasmante e appassionata ricerca tra i sapori della sua terra.

Lunedì 21 Ottobre con Mauro Buffo. Classe ’78, Mauro Buffo è lo chef del ristorante 12 Apostoli a Verona. Gira le cucine di tutto il mondo ma torna a casa, alla guida della brigata dei 12 Apostoli. Tecnica superiore, eleganza e territorio fusi con armonia in ogni sua crezione.

Lunedì 11 Novembre con Davide Caranchini. Classe ’90, il più giovane degli chef attesi. Caranchini è oggi lo chef del ristorante Materia a Cernobbio (CO). Dopo essersi diplomato all’alberghiero di Como, parte per una lunga esperienza all’estero, giungendo fino al Noma di Copenaghen, dove giovanissimo, scopre l’amore per il mondo vegetale.

Per partecipare all’evento o per maggiori informazioni: Evento Facebook

Pasqua tutto l’anno con Pane e Tempesta

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Colomba, Pastiera al Contrario, Pizza Pasqualina. Tutto il gusto delle festività pasquali di Fabrizio e Omar

Siete paghi del fine settimana di Pasqua? Qualcuno è ancora ricoverato e sta smaltendo i postumi della colazione pasquale, una roba per veri specialisti della tavola, temerari fagocitatori del non plus ultra che tra una fetta di corallina e un ovetto sodo, piazzano un bel pezzo di pizza al formaggio farcita con del leggero cioccolato e preparano il terreno al pranzo che andrà in scena dopo appena poche ore (praticamente nell’esatto momento in cui stanno iniziando a digerire la colazione). Ebbene sì, la Pasqua non è roba da tutti e per la Pasqua si combatte a denti stretti la battaglia di quale realmente sia il cibo più emblematico della festa, quale incarni al meglio il corpo Risorto dal Sepolcro e pronto a sedersi alla tavola imbandita. Io un’idea l’avrei e ovviamente l’ho testata per voi…

Dal 2014 a Monteverde e grazie al cielo da poco anche alla Pisana (e speriamo presto in altre e più disparate zone romane – suggerisco Roma Sud dove ne abbiamo un gran bisogno), è possibile imbattersi in Pane e Tempesta, con Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah, due folli amatori della panificazione devoti alla vita del forno e al pane, come se ogni mattina nascessero dei figli da mandare in giro per la città nelle buste di ogni avventore.

Il sabato prima di Pasqua nelle botteghe alimentari, nei forni, nelle macellerie, va in scena uno tra i rituali più belli che si sviluppano tra gli uomini. Tutto il preparato per le feste deve essere finito per tempo. Quella deadline che batte in testa delle nonne, delle mamme, dei papà pronti a ritirar le buste, suona forte come l’orologio del Bianconiglio, con la vocina nelle orecchie che insiste “Presto, ch’è Tardi!”. E così sgomitando, si comprano le uova, si prepara il casatiello, si ritira l’arrosto dal macellaro e ovviamente, si fa la fila al forno per Colomba, Pastiera e Pizza Pasqualina. La mia fila è stata breve, ho preventivamente telefonato e fatto metter da parte una novità della Pasqua 2019, la Colomba ai Frutti di Bosco, Mele e Granella di Nocciole.

Farina macinata a pietra, burro francese (rigorosamente), canditi di Agrimontana e vaniglia bourbon. Trentadue ore di lievitazione per la buona riuscita di una Colomba per cui la parola “soffice” non le rende giustizia. Elastica quanto basta e gustosamente naturale, priva di quell’aroma aranciato che resta in bocca forzatamente, dopo aver scartato quella più commerciale. Oltre alla versione ai frutti, Omar e Fabrizio hanno proposto anche una versione al cioccolato, precisamente quello di Macondo, fondente al 60% di Casa Luker e poi, dulcis in fundo, il grande e immancabile classico della tradizione, scioglievole al palato.

E’ simile la Pastiera Lievitata, dolce della tradizione che si differenzia dalla colomba per la mancanza di canditi e che Pane e Tempesta ripropone in una versione nuova, con la copertura in pasta frolla che alla fine rende una Pastiera Lievitata al Contrario.

Per non esser troppo poco pasquale, sono partita dal dolce per passare poi al salato. Ispirata alla ricetta di Alessandro Forbicini, tra i più importanti pasticceri italiani degli anni ’70 e ’80, la Pizza al Formaggio di Fabrizio e Omar è fatta con Farina Macinata a Pietra, Miele di Acacia, Parmigiano Reggiano 24 Mesi, Pecorino Roma Furbi e Asiago Dop.

Infine, nel rispetto della tradizione territoriale e specificamente per quella dell’Alto Lazio, ode e gloria alla Pizza Pasqualina, che Pane e Tempesta ha realizzato grazie alla collaborazione di Bepper e dei suoi Formaggi, oltre che di Emilio Volpetti. Nasce così un’eccellenza salata che si accompagna alla perfezione al Brodo di Gallina, alla Stracciatella, alla Corallina ed alle Uova Soda, regine della tavola di Pasqua.

Un tour de force che dura solo pochi giorni ma che dopo l’assaggio, fa venir voglia di festeggiare la Pasqua tutto l’anno. Complimenti a Fabrizio e Omar e a tutta la grande famiglia di Pane e Tempesta. Assolutamente e indiscutibilmente da provare!

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/PaneTempesta/