Fare la spesa al tempo del Coronavirus

By 31/03/2020Articoli

Viviamo tappati in casa da giorni, tanto da cominciare a perdere il conto. Sono passate ben tre settimane dal primo decreto ministeriale che ci ha messo in quarantena preventiva e in quest’arco di tempo molte cose sono cambiate nelle nostre giornate, ma soprattutto nel nostro rapporto con il cibo e la cucina. Il primo forte segnale reiterato e diffuso tra tutti gli italiani è il tempo dedicato alla spesa, sempre più ristretto e quasi acrobatico, e di conseguenza quello passato in cucina. Ma la cosa più importante da studiare è cosa comprano gli italiani quando vanno al supermercato. È qui che si assiste a una vera inversione di tendenza che si potrebbe definire storica.

Nonostante l’emergenza Coronavirus e i ripetuti inviti a restare a casa quasi 1 italiano su 3 non resiste più di 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa. Scusa o necessità, istinto di sopravvivenza o quello di avere sempre la dispensa piena, assistiamo a un comportamento quasi irrazionale che ci spinge a metterci in fila, ordinati e distanziati, fuori dai negozi per comprare ciò che prima non era mai entrato nei nostri carrelli.

In fondo perché comprare lievito e farina se il pane, la pizza e i dolci li vendono già pronti?  In effetti prima del 9 marzo, nella maggior parte dei casi, si ragionava in questi termini, dando spazio al già pronto della gastronomia, ai prodotti da forno o pasticceria, più compatibili con i ritmi quotidiani – e limitando le nostre performance culinarie al weekend. Oggi assistiamo a un vero boom del fai da te casalingo.

Come cambia il carrello della spesa

Dai dati rilasciati da Coldiretti in questi giorni si assiste, per la prima volta, ad un calo del 18% degli acquisti di piatti pronti take away e addirittura del 27% per i prodotti di rosticceria. Impennata improvvisa si ha invece per lievito di birra (+122%), farina (+90%), mozzarella (+25%) latte Uht (+21%), conserve di pomodoro (+17%), zucchero (+9%). Un andamento della spesa mai registrato prima e ovviamente dettato dall’esigenza di trascorrere il tempo fra le mura domestiche, causa misure restrittive anti pandemia – con un ritorno prepotente alla cucina casalinga e in particolare ai lievitati di vario genere. Si preparano, infatti, dolci, pane, pizza e pasta fatta in casa per ben il 32% delle famiglie e non solo, torna in auge la cucina tipica e tradizionale con l’aiuto delle nonne vicine o in videochiamata.

Frutta e verdura

Ma non è solo il carboidrato a vincere in cucina, entrano nel carrello della spesa anche molte materie prime fresche, preferite al congelato o al già pronto, con un aumento vistoso delle quote “verdi”. Più frutta e verdura, ben 16% in più rispetto agli standard, come conseguenza del coronavirus, che ha scatenato la caccia alle vitamine per rafforzare il sistema immunitario. I medici in questo momento consigliano un’alimentazione mediterranea, con un occhio agli alimenti ricchi di vitamina B e C, e oligominerali.

Dal supermercato al mercato ortofrutticolo è corsa all’acquisto di arance, kiwi, mele, pere, fragole ma anche insalate, carote, pomodori, cavolfiori, broccoli, carciofi, asparagi e patate che garantiscono una riserva naturale di vitamine. C’è da sperare che l’esigenza dettata dalla paura del contagio porti tanti italiani a imparare a mangiare bene e meglio e ad adottare le “regole” di oggi come sana abitudine alimentare di domani.

La dispensa degli italiani

Dai dati forniti sempre da Coldiretti nelle dispense sono stati accumulati soprattutto pasta, riso e cereali (26%), latte, formaggi, frutta e verdura (17%), prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%). L’intero comparto alimentare ha subito una crescita notevole, già nel mese di gennaio si registra quasi un 8% in più di consumi, in parallelo al farmaceutico (+10,8%) che di questi periodi sono i due settori che contribuiscono in misura determinante alla crescita del fatturato industriale in Italia.

Gli accaparramenti alimentari che il più delle volte rispondono al timore di rimanere senza cibo, stanno di conseguenza mettendo sotto pressione l’intera filiera produttiva, che parte dai campi per chiudersi sugli scaffali dei negozi. L’approvvigionamento è, comunque e sempre, assicurato in tutta Italia grazie al lavoro continuo delle 740mila aziende agricole, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione, che operano su tutto il territorio nonostante i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività. E a questo si aggiunge anche una ridotta disponibilità di manodopera che non facilita la situazione.

Tutela filiera Made in Italy

Il lato positivo di questa faccenda è che l’82% degli italiani cerca di acquistare prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. Un sentimento condiviso a tutela della nostra filiera e sostenuto da diverse campagne di sensibilizzazione. Tra le tante attività è nata anche di recente l’alleanza “salva spesa Made in Italy” con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole. Lo ha reso noto il presidente della Coldiretti che ha promosso l’iniziativa insieme a Filiera Italia con l’adesione di Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè.

Tutti in cucina

In questi giorni, dunque, la cucina diventa una delle attività primarie e più gratificante per uomini e donne con il coinvolgimento anche dei più piccoli, un modo per tenerli impegnati e magari fargli acquisire questa passione.  Si comincia dalla prima colazione fino ad arrivare alla cena o ai preparativi complessi per il giorno dopo. Nelle grandi città dove tutto un tempo era veloce, assistiamo ora a un rallentamento generale. Accade quello che si racconta delle mamme e delle nonne del sud, che già a colazione ti chiedono cosa vuoi mangiare per pranzo e cena. Tutto organizzato e programmato e tutto sempre testimoniato da video e foto postate sui social con l’hashtag ufficiale di #iorestoacasa, tra ricette tipiche, improvvisate, cene di gruppo e chef emergenti, nessuno escluso e con tanti vip in prima linea.

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