Ecco BILLO, il piatto bilanciato progettato dal food designer Mauro Olivieri

Billo

Esiste il piatto perfetto?  A questa domanda non cercate di rispondere cercando di ricordare il nome dello chef o la ricetta di un piatto che vi ha colpito il cuore e avete trovato “perfetto”. Non stiamo parlando di perfezione creativa, culinaria o estetica, ma di perfezione alimentare, che risponde anche al nome di bilanciamento.

La teoria del “piatto ideale

Secondo la dieta mediterranea l’alimentazione ideale si compone di tutti i macronutrienti in quantità diverse e da mangiare più o meno frequentemente. Il piatto bilanciato prende origine proprio da questo concetto base per poi essere approfondito nel tempo da studi dedicati. Il Piatto del Mangiar Sano o Piatto Unico Bilanciato è stato studiato, infatti, come metodo alimentare all’inizio del decennio scorso dagli esperti di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health che hanno redatto anche una guida per creare pasti salutari e bilanciati. Un’iniziativa di educazione alimentare importante che si fonda sul concetto della ripartizione equilibrata del piatto in base al fabbisogno dei vari nutrienti e del giusto apporto energetico completo.

L’Healthy Eating Plate si schematizza in un’area circolare, che rappresenta un piatto ideale, divisa in quadranti, le diverse porzioni: uno spazio per proteine sane (pesce, pollo, legumi), uno spazio per i cereali, preferibilmente integrali (riso, pasta, pane), un altro per gli ortaggi e infine uno spazio per una porzione di frutta o dolce.

E la pratica?

Questa la teoria del “piatto ideale studiata da esperti nutrizionisti della Harvard School of Public Health, ma la pratica? A questa ci ha pensato di recente, dopo studi e prove di alcuni anni, Mauro Olivieri, studioso di “food del territorio” e “food production” e pluripremiato food designer, da sempre appassionato di cucina e attento ai cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi 20 anni.

Insieme ad un team formato da Emanuele Gnemmi, Amministratore della Emanuele Gnemmi Consulting che vanta una trentennale esperienza nel mondo del Food and Beverage e la dietista Consuelo Vecchio, Mauro Olivieri ha cercato di creare un contenitore vero e proprio, funzionale a quella composizione schematica teorizzata. Un lavoro di ricerca nell’ambito del food design applicato che va avanti dal 2018 e che ha portato alla creazione di Billo.

Billo è un contenitore pratico, comodo e veloce che risponde a questa esigenza. Un piatto in cui ogni alimento ha il suo spazio e la sua quantità esatta e non un impiattamento unico.  In poche parole Billo è un “luogo” dove comporre insieme i cibi crudi o cotti, da mangiare o cucinare in un secondo momento, senza tradire le quantità ideali e di conseguenza aiutandoci a mantenerci in forma e in salute.

Come è fatto Billo

La forma circolare, dal diametro di 27 cm, riporta al tradizionale piatto e la sua suddivisione in aree calcolate definisce il sistema e la collocazione dei vari alimenti consentendo di determinare pesi e calorie in modo controllato tale da conferire al piatto le giuste quantità e il corretto bilanciamento dei vari alimenti presenti. Le anse di forma triangolare aiutano ad avere la percezione visiva di una quantità di cibo maggiore in modo da offrire anche agli occhi appagamento e valore per ciò che verrà mangiato e l’arrotondamento ai vertici dei triangoli aiuta nella raccolta del cibo contenuto.

Il piatto presenta poi una cosiddetta mantovana esterna che lo circonda, seguendo appunto il perimetro, con lo scopo di creare una comoda maniglia di presa che evita il contatto diretto del palmo della mano con il piatto se caldo e soprattutto agevola la manovra di presa anche con due mani per le persone anziane.

Per la frutta o il dolce è stata creata poi una piccola ciotola, già incorporata, che può essere rimossa prima del posizionamento/riscaldamento del piatto in un forno a microonde.

È in plastica riciclabile al 100%, prodotto a Genova dall’azienda Stefano Carlucci, attenta alle tematiche ambientali, e può essere messo sottovuoto, grazie alla partnership con “Vacutech” sono, infatti, disponibili gli stampi per il confezionamento in Atmosfera Protettiva per garantire maggior Shelf Life degli alimenti. Il confezionamento di Billo è stato progettato ad hoc per evitare lo scambio di liquidi e il sottovuoto è gestito in modo tale che ciascuna insenatura del piatto sia perfettamente sigillata e chiusa singolarmente evitando così fuoriuscite e commistioni tra le parti.

Billo

Dove si utilizza Billo

Billo è un piatto pensato come strumento di educazione alimentare applicata nella ristorazione collettiva, soprattutto quella scolastica, ospedaliera o nelle RSA dove ha particolare importanza l’età, lo stato di salute, l’operatività.

Ma anche in altre situazioni della vita di tutti i giorni potrebbe essere un utile accessorio, che agevola in cucina single o chi in cucina è poco pratico. Billo trova facile applicazione ai banchi della gastronomia per comporre dei pasti per una persona, ma anche nei marchi della grande distribuzione, luoghi dove c’è una forte richiesta di praticità e di riduzione del tempo di consumo.

Da una ricerca fatta dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, risulta, infatti, che in Italia tra ipermercati e supermercati, c’è un forte aumento nel carrello della spesa di acquisto di piatti pronti e i soggetti coinvolti spesso sono donne lavoratrici, sportivi, businessmen, famiglie mononucleari, che quotidianamente consumano pasti fuori casa in momenti sempre più limitati di pausa dal lavoro per il pranzo.

Billo sarebbe, dunque, la soluzione ideale e sana che ti dà la possibilità di avere un pasto già confezionato e con cibi scelti anche a seconda della propria dieta, (vegana, proteica, onnivora, vegetariana) con il perfetto bilanciamento tra minerali, vitamine, grassi, zuccheri, proteine. Il mezzo più semplice per ottenere un risparmio di tempo, di denaro con il massimo beneficio anche grazie a chef esperti che sappiano elaborare dei menu completi e pronti che coniugano la dieta sana a gusto, qualità e praticità.

Aspettiamoci presto di vederlo tra i banchi frigo dei supermercati o proposto al nostro nutrizionista.