Affini presenta il progetto sostenibile “Artigiani Gentili”

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Artigiani Gentili, è il nuovo progetto del Gruppo Affini di Torino che punta alla sostenibilità. Una sfida che sa di futuro, sotto il segno della responsabilità e del rispetto verso l’ambiente, le materie prime e il consumatore.

Si chiama “Artigiani Gentili” la nuova sfida di Davide Pinto, Michele Marzella e del Gruppo Affini di Torino, progetto che ha debuttato in occasione di Tuttofood, dal 22 al 26 ottobre a Milano. Per l’occasione, infatti, è stata presentata la sinergia tra i liquori home made delle Distillerie Subalpine e l’aceto Varvello “Maestro del Gusto di Torino”, con la creazione di una lista drink originale e creativa. In linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con la propria filosofia da sempre eco-friendly, Affini si lancia, dunque, in una nuova avventura per offrire un menù food & drink nel segno della sostenibilità e della produzione artigianale all’interno dell’opificio di Chieri e del nuovissimo laboratorio in Val Sangone.

Artigiani Gentili per assecondare la richiesta di sostenibilità

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo l’impronta ecologica dei propri locali e dell’intera filiera produttiva, in linea con i dettami suggeriti dall’Agenda 2030 e con una sempre più diffusa richiesta di sostenibilità.

“L’artigiano gentile – spiega Davide Pinto, proprietario di Affini – è colui che ha rispetto verso tutto ciò che lo circonda: l’ambiente, le materie prime naturali e animali, il territorio che lo ospita e, naturalmente, il consumatore finale. L’artigiano gentile non spreca, autoproduce quello che può, diminuisce l’impronta ecologica delle attività che svolge, ottimizza la logistica e i trasporti, sfrutta la propria creatività per realizzare un progetto responsabile e inclusivo. Stiamo cercando di fare tutto questo contando principalmente sulle nostre forze e su quelle degli altri “artigiani gentili” che ci seguono e ci seguiranno in questa impresa: speriamo di diventare un modello virtuoso, replicabile in altri territori e in altri contesti. Perché il futuro è questo e il futuro è adesso”.

Autoproduzione e filiera cortissima: i due concetti chiave

Sia per quanto riguarda la parte drink, sia per quella food il progetto “Artigiani Gentili” si fonda su due concetti chiave: autoproduzione e filiera cortissima del territorio.

Per la parte drink sarà implementato il processo già avviato con successo all’interno dell’opificio “Distillerie Subalpine”, inaugurato pochi mesi fa a Chieri dal Gruppo Affini. Tutta la liquoristica viene autoprodotta in base al reale consumo, senza eccedenze e scarti, attraverso un lavoro di ricerca delle materie prime provenienti da filiera controllata e di sperimentazione grazie anche al prezioso contributo dell’aromatiere e distillatore Alfredo La Cava e del bar manager Michele Marzella.Gli unici coloranti utilizzati sono quelli naturali, come il carcadè, la spirulina e la lattuga, mentre le bottiglie sono totalmente riciclabili a cominciare dal vetro, hanno il tappo in legno, l’etichetta di carta e sono prive delle capsule in plastica.

Presto l’Opificio autoprodurrà la prima linea di mono varietali, come il liquore al rosmarino, alla lavanda, al sambuco, alla rosa canina, provenienti da una filiera di raccolta diretta delle erbe, e i primi prodotti BTR (bitter) e APR (aperitivo) che oggi sono monopolio delle grandi multinazionali e che per la prima volta saranno realizzati totalmente privi di coloranti da una realtà artigianale. Tutti questi prodotti entreranno nella carta dei locali Affini.

Leggi anche: “Mezzolitro” di cocktail a casa tua: l’idea di Davide Pinto di Affini Torino.

La proposta food di Artigiani Gentili

Ancora più articolato e ambizioso sarà il progetto per la proposta food. Sta nascendo in questi giorni il nuovissimo laboratorio produttivo Affini nella comunità montana dell’Alta Val Sangone, all’interno del quale saranno realizzati e lavorati alcuni dei prodotti proposti sul menù. A cominciare dal miele e dalle marmellate, che saranno utilizzati nei dolci o come accompagnamento dei taglieri. I formaggi a pasta molle, come il primo sale, i tomini o la ricotta, saranno autoprodotti, mentre quelli più stagionati saranno acquistati da produttori “artigiani gentili” della comunità montana Alta Val Sangone.

L’obiettivo è quello di produrre sempre di più “in casa” e, quando ciò non sarà possibile, affidarsi a una rete selezionata di piccoli produttori artigianali della zona per dare vita a una filiera cortissima e sostenibile. In questo rientra la collaborazione già avviata con una stalla del territorio per lavorare insieme in un’ottica di rispetto dell’animale, dal punto di vista dei metodi d’allevamento etici che ne garantiscano il benessere e attraverso una politica di utilizzo delle sole carni necessarie al fabbisogno dell’attività.

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