Il ritorno di Postalmarket

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Dallo scorso ottobre on line e nelle edicole è arrivato Postalmarket. Chi non ricorda lo storico catalogo, antesignano di Amazon e dello shop on line? Oggi ritorna pensato come un E-commerce con 180 brand e 25 mila prodotti. E ovviamente una sezione dedicata al food.

Lo storico catalogo è tornato in edicola lo scorso 23 ottobre, ma già da qualche settimana prima era operativo l’e-commerce sul sito www.postalmarket.it. Un ritorno che apre le porte dei ricordi. Chi non aveva a casa Postalmarket, il catalogo con le modelle e attrici in voga in copertina, che puntualmente arrivava a casa per le due collezioni dell’autunno-inverno e primavera-estate e dove si poteva trovare di tutto, dall’intimo agli attrezzi di ferramenta. Naturalmente l’effetto nostalgia non ha impedito radicali trasformazioni. Prima tra tutte la sua dimensione digitale e poi la new entry del food&beverage, che come ci spiega Carlo Vischi, responsabile dell’area food&beverage: “L’obiettivo del nuovo Postalmarket è di diventare il marketplace di riferimento delle eccellenze del Made in Italy, per questo anche la parte food & beverage non poteva mancare per rappresentare il nostro paese”.

Postalmarket oggi

E proprio in questa logica di ampio catalogo il nuovo Postalmarket ha voluto coinvolgere centinaia di aziende, la maggioranza del settore moda, con l’operazione commerciale più attesa e più ambiziosa dell’anno. Pensandoci bene Postalmarket è stato antesignano di Amazon, attraverso questo shopping postale compravamo di tutto, anche ciò che non serviva, un po’ come si fa oggi on line nelle nostre nuove abitudini digitali.

Sfogliare il catalogo sarà come vivere contemporaneamente un’esperienza innovativa e vintage”, ha dichiarato il ceo, Stefano Bortolussi (nella proprietà c’è anche H-FARM con Riccardo Donadon). “Lo abbiamo pensato come un magazine da collezione, una lettura, che confidiamo essere gradevole, con una selezione di prodotti di aziende solo italiane: la storia delle nostre famiglie, della nostra cultura dei consumi raccontata attraverso le aziende di fascia media e premium che l’hanno creata. Il catalogo sarà punto di riferimento per lo stile, ma poi l’esperienza di acquisto evolverà sul nostro e-commerce, programmato con le più innovative tecnologie esistenti”.

In questo primo mese di vita le reazioni sul ritorno del Postalmarket sono state tante e diverse. In generale molto positiva per chi già lo conosceva, ma si è assistito anche a un iniziale sbigottimento da parte di alcuni per la trasformazione in senso digitale di Postalmarket, della trasformazione dello strumento cartaceo che è mutato da classico catalogo ad un magazine vetrina per prodotti e tendenze. 

I numeri di Postalmarket

Sono stati selezionati 180 brand, distribuiti in sei “mondi” sulle 364 pagine del catalogo: abbigliamento e accessori, intimo, bellezza e cura del corpo, casa, cibo e bevande, tempo libero. Le copie che erano state riservate alla prevendita, ovvero quelle per i fan, sono andate sold out in pochi giorni, per tutti gli altri il catalogo sarà a disposizione e distribuito in 18.000 mila edicole. Online, sull’e-commerce implementato dalla tech company di Treviso Storeden di Francesco D’Avella, sarà possibile acquistare oltre 25.000 prodotti. In parallelo il progetto sui social network e la app con la realtà aumentata.

Postalmarket è anche magazine

Accanto a questa novità, da evidenziare la dimensione editoriale del magazine, diretto da Mauro Pigozzo: le vetrine dei prodotti si alternano ai reportage giornalistici di autorevoli firme e da pagine con approfondimenti stilistici sui trend di acquisto. E si inaugura questa era editoriale con l’intervista in esclusiva a Diletta Leotta, volto di copertina, che segue le storiche dive degli anni passati: Ornella Muti, Romina Power, Carla Bruni, Cindy Crawford e Claudia Schiffer (ve le ricordate sulla copertina del catalogo?)

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Le aziende scelte

Ovviamente il focus va sui marchi della moda e quelli selezionati hanno delle caratteristiche in comune che li rendono reali interpreti dell’italianità. Come sottolinea Carlo Vischi: “sono state selezionate realtà storiche del territorio, ci sono aziende familiari che da anni tramandano la tradizione dello stile dell’artigianalità, ma anche dell’innovazione di prodotto e processo. Ci sono marchi impegnati dal punto di vista della sostenibilità sia ecologica che etica, imprenditori under 40, visionari della moda, oltre che grandi aziende italiane da Golden Lady a Yamamay, da Lormar a Carpisa, ma anche Givova, Womsh e Museum. Sul versante food sono il responsabile della selezione dei produttori. Ricerchiamo produttori che possano rappresentare l’eccellenza degli “artigiani del gusto” italiani e che accanto al valore qualitativo intrinseco del prodotto siano orientati verso la maggior trasparenza e tracciabilità dei loro processi. Ritengo che la selezione che stiamo facendo, sia per il carattere qualitativo, sia per altri aspetti che ricerchiamo nelle aziende con le quali abbiamo stabilito un rapporto di collaborazione, sia un elemento distintivo. Tracciabilità, trasparenza, sostenibilità sono elementi che non solo cerchiamo ma che desideriamo mettere in evidenza per valorizzare la produzione di tanti “artigiani del gusto”. 

Tutti i marchi alimentari che debuttano sul catalogo avranno un proprio spazio online e ad oggi trovate tra queste Prunotto, Pastificio Cavalieri, Tenute Librandi, Filotea solo per citarne alcune. “Abbiamo fornito tutto il sostegno e la consulenza necessarie – spiega Carlo Vischi – per consentire anche a chi non è ‘digitalizzato’ di creare uno store efficace. Saranno le stesse aziende a far vivere e movimentare i propri shop virtuali, così come saranno loro a decidere i prezzi di vendita”.

Il futuro per Postalmarket e le sue aziende Food & beverage

Il progetto è appena iniziato, di fatto siamo una startup. Il piano prevede un consolidamento sul mercato nazionale per poi fare il grande salto all’estero. Per quanto attiene il settore food&beverage del quale sono responsabile, prevede un allargamento del numero di produttori presenti ed una continua opera di ricerca. 
L’attitudine all’acquisto online è molto aumentata negli ultimi due anni e di fatto ha portato fasce di consumatori tradizionalmente escluse a causa del digitaldevide ad approcciare questi nuovi canali commerciali. Siamo molto fiduciosi e ottimisti”.

Conclude così la nostra chiacchierata Carlo Vischi che ci ricorda anche che nel nuovo catalogo naturalmente non potevano mancare i vini (in rappresentanza di tutte le aree vocate del Paese e delle principali denominazioni) così come le birre artigianali, vere best-seller degli ultimi anni.

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