Malbec in purezza: dal Piemonte, oggi vanto anche dell’Umbria

Martedì 16 aprile, per la presentazione ufficiale del Malbec Umbria IGT in purezza della Cantina Poggio Cavallo, ci siamo lasciati piacevolmente imprigionare da La Gabbia del Gusto, il nuovo ristorante della famiglia Boscolo.

Quella della cantina Poggio Cavallo è una storia inconsueta di caparbietà e passione, raccontata dall’intraprendente Pierfederico Tedeschini, produttore e fondatore della cantina nel 2005. Un’impresa ardita quella della famiglia Tedeschini, legata da sempre al suolo vulcanico umbro dell’orvietano e che ha visto nascere prodotti eccellenti nonostante la complessità di un territorio che negli ultimi anni non ha spiccato per celebrità e vini di pregio.

A far da cornice alla degustazione dei vini di punta della cantina Poggio Cavallo, La Gabbia del Gusto, il nuovo ristorante della famiglia Boscolo, a due passi da Villa Borghese. Le ampie sedute in velluto verde, il parquet e i tavoli dai tagli semplici e geometrici in legno, richiamano un design anni ’70, come a voler sottolineare che a La Gabbia del Gusto, non si viene solo per mangiare ma anche per concedersi un momento di sano e “salottiero” relax. Un locale aperto da tre mesi, che lascia qualche perplessità a chi entra dall’ingresso della pasticceria al piano superiore, risultando più informale, troppo illuminata e meno accogliente rispetto al ristorante.

Ma torniamo alla degustazione. Dopo un appassionato discorso dei membri della famiglia Tedeschini, che hanno raccontato la genesi della loro cantina, si sono aperte le danze con il primo dei vini selezionati per la serata: un Viogner Chardonnay – gradevole al palato, dai sentori tipici di frutta a polpa bianca, che colpisce per i richiami di ananas e mango –  accompagnato da un antipasto a base di Gamberone con Ananas e Guanciale Fritto in Pasta Kataifi con Mayonese al Passion Fruit e polpo fritto in panatura di cocco.

La degustazione è proseguita con un Risotto Cacio e Pepe su Salsa all’Amatriciana: un accostamento coraggioso, ma che si sposa piuttosto bene al vino in abbinamento, un Syrah Malbec (in percentuale, 60% Syrah e 40% Malbec) che esalta il sapore deciso del risotto e la stagionatura del pecorino.

I pochi minuti di attesa tra una portata e l’altra, hanno lasciato spazio alle domande degli astanti, incuriositi dalle etichette delle bottiglie e i cui disegni – ha svelato Pierfederico – “sono ispirati ai monili funerari di epoca etrusca ritrovati all’interno della necropoli sulla quale la cantina sorge”.

Prima dell’arrivo del secondo, la cena è stata interrotta da un piacevole fuori programma. Quando si dice il “bello della diretta”! A grande richiesta dei commensali è stato servito un altro vino di punta della Cantina, un Cabernet Franc in purezza, intenso e profumato, che ha subito convinto sia alla vista che al palato.

Il piatto – una Guancia di vitellone brasata su Mantecato di Patate Affumicato e Indivia Belga arrostita, tenera e succulenta – è stato scelto per accompagnare il principe della serata: il tanto atteso Malbec in purezza. Un vino barricato di un color rosso granata denso e scurissimo e dal profumo intenso, con sentori tipici di frutta matura a polpa rossa e note vanigliate tendenti alla liquirizia donate dalle barrique di rovere francese, in cui riposa per un anno. Una produzione limitata, tanto che ci sono solo 300 bottiglie numerate e che alimenta la fama di questo vino, confermata anche dal suo gusto intenso.

La cena si è conclusa con una selezione molto ampia di dolci preparati dai giovani allievi del Campus Étoile Academy, la scuola di cucina e pasticceria fondata nel 1985 dal Maestro Chef Rossano Boscolo. I Ragazzi dell’Etoile, da cui prende il nome l’omonima pasticceria del locale, hanno fatto sfilare dal laboratorio cinque monoporzioni, oscillando tra proposte sia innovative che tradizionali. L’assaggio del loro famoso Dolce Vita ha fatto da apripista ai successivi: un soffice dolce all’ananas, un’estiva mattonella tropicale, una Sacher ben eseguita, una frolla alla frutta e mandorle per chiudere, infine, con un curioso lingotto al pistacchio e lampone.

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