Dal 1969 ai giorni nostri, da La Ciociara il sapore della romanità non invecchia mai

La Ciociara 1969 consegna a casa tutto il gusto della tradizione capitolina

Suonano alla porta durante il lockdown? L’ipotesi è che, 9 su 10, si tratterà di food consegnato in delivery. Un trend necessario, che limita gli spostamenti e scalda il cuore nelle prime ore della sera quando, dopo una giornata in smart working, cucinare sembra proprio l’ultima cosa che vorremmo fare. L’esperienza a domicilio de La Ciociara 1969 è giunta dal quartiere tuscolano fino a Centocelle, dove un simpatico ragazzo ha aperto lo zaino ermetico delle meraviglie, tirando fuori tutti i conigli che aveva a disposizione nel suo profondo cilindro. Parola d’ordine? Una: tradizione. Anzi no, due: tradizione romana e a domicilio.

Il sapore della romanità

Dal 1969 ai giorni nostri, il sapore vero della romanità più autentica, sembra non voler cedere il passo alla modernità. Si moltiplicano infatti gli esercizi dedicati al cibo che interpreta appieno la storia capitolina e i suoi vicoli, ricchi di sapori e aneddoti che solo la tavola ha il potere di raccontare fino in fondo. Semplicità, genuinità e gusto, sono le tre chiavi di lettura che fanno capo al ristorante pizzeria di Via Valerio Publicola che, dal finire degli anni ’60, non ha mai perso le caratteristiche che ancora lo rendono caro al cuore dei tanti clienti che lo frequentano, oggi in orari diurni, causa ultimo DPCM. Ma i decreti non fermano la passione per quella veracità eterna come le vie di Roma, che la vita non invecchia. Mai. Proprio come cantava il buon Antonello Venditti.

La nuova gestione

La Ciociara 1969 si è così rinnovata e ha dato il via alla sua nuova attività con una nuova gestione, proprio in pieno lockdown. Senza paura e a testa alta. Della vecchia gestione è rimasto il nome ma la fedeltà alla cucina romana e laziale resta la medesima, a cui si aggiunge l’ambizione di puntare a piatti che siano sempre più innovativi e nello stesso tempo, appartenenti ai ricettari trasteverini doc. Un progetto alimentato da tenacia e passione per un lavoro che per lo staff de La Ciociara, non sarà mai “solo” lavoro.

Le scatole a portar via

Nel gustoso gioco delle “scatole a portar via“, abbiamo dato il via alla giostra con un misto di antipasti fritti speciali, tra cui spiccavano per il deciso sapore il Supplì alla Carbonara con Fonduta di Pecorino e Guanciale Croccante e il Supplì con cuore di Nduja su Cime di Rapa ripassate e Crema Piccante. Come non testare il grande Classico, seguito poi dalla variante Cacio e Pepe servito su Cicoria e Salsa di Pecorino Coccia Nera. Il primo proposto è una Fettuccina alla Giudìa con Concia (zucchine fritte marinate in aceto con aglio e prezzemolo), con Bottarga, Alici e Pachino, un articolato primo piatto che soddisfa gli equilibristi del palato.

Alla pasta è seguito il Fagotto della Ciociara, una pizza bianca ripiena di Mortadella, Bufala e Pesto di Pistacchio. Il premio best of però, va di diritto al Filettone di Baccalà pastellato, accompagnato da una rustica Crema di Ceci. Una panatura perfetta che ha avvolto tutta la freschezza del pesce e ha vinto a man bassa la sfida del delivery. Gran finale con Tiramisù, la cui crema al mascarpone è perfettamente bilanciata. Un’esperienza decisamente da provare e per cui è inutile continuare ad attendere oltre.

Per saperne di più: https://www.facebook.com/laciociara1969

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