BIT 2019: food e travel sempre più complementari

Dal 10 al 12 di febbraio si è tenuta presso FieraMilanoCity la BitMilano, borsa internazionale del turismo. Un appuntamento annuale dedicato al mondo del turismo, della ricezione e dell’ospitalità. Presenti tutte le regioni italiane, i grandi comuni, le mete di attrazione turistiche più importanti, agenzie di viaggio e vari paesi esteri dei cinque continenti. Tra i temi trattati, particolare attenzione è stata posta sull’attrazione del settore turistico verso quello del food e dell’agroalimentare. Mondi da sempre complementari, che vivono oggi in piena sinergia, contrariamente al passato in cui la consapevolezza di questa reciprocità mancava. Cibo, vino, territorio, storia e tradizione si fondono in quella magica parola di turismo enogastronomico, dove la scoperta di un paese e delle sue bellezze si arricchisce di gusto, prodotti tipici e piatti simbolo.

L’innegabile connubio tra ristorazione e accoglienza è stato sancito in modo prepotente dal mercato, definendone una vera tendenza, anche necessaria. Gli operatori, da parte loro, hanno riconosciuto il cibo, e ciò che attorno ad esso ruota, come motore e attrattore culturale che ha innescato una rielaborazione del concetto di turismo.

Questo non si è evinto solo dalla sezione “A Bit of Taste”, area dedicata all’enogastronomia di viaggio, che in collaborazione con l’Associazione Professionale Cuochi Italiani e con Le Strade del Gusto, ha dato vita a show-cooking di vario genere, ma soprattutto da un intenso programma di workshop e seminari curati da FormazioneTurismo in cui il food e il marketing del food sono stati veri protagonisti. Incontri seguiti da ristoratori, albergatori, appassionati e studenti che con la loro presenza hanno rimarcato la necessità di “sapere”, la consapevolezza di voler conoscere strumenti nuovi e innovativi per fare marketing e business, dall’uso dei social per potenziare la loro visibilità, al content marketing o al foodstorytelling.  Consapevolezza e sinergia sono state, dunque, le due parole chiave tra questi due settori esperienziali.

Di tutto questo ne abbiamo parlato con Francesco Mongiello, consulente di web marketing turistico e social media, ma soprattutto fondatore di FormazioneTurismo.com, che ha curato l’intero programma di convegni di questa Bit 2019.

Il mondo del food e della ristorazione sono sempre più protagonisti del settore turistico, quanta sinergia c’è e si sta creando?

Sono due mondi che da sempre convivono, non c’è turismo senza ristorazione e food, soprattutto in un paese come l’Italia dove l’enogastronomia e la cucina costituiscono un attrattore, anche di tipo culturale. L’appeal del nostro paese è dato da un mix di fattori e tra questi hanno un loro peso anche mondo food e ristorazione. Oggi c’è maggiore consapevolezza e diffusione di sinergie, quelle che inizialmente erano iniziative sporadiche di integrazione tra i vari mondi, ora sono anche strutturalmente ben consolidate.

Turismo e food possono essere oggi concepiti come due settori distaccati o complementari?

Nel food c’è anche molto altro che poco si lega alla fruizione turistica, ma in generale sono tre ambiti settoriali fortemente complementari. Da sempre il movimento turistico nelle destinazioni è sostenitore delle economie locali, ivi compreso l’agricoltura e le produzioni agroalimentari. Laddove queste hanno innescato meccanismi di legame più diretto con le forme di turismo sono nate tantissime esperienze di turismo enogastronomico, con benefici per tutta la filiera del food e della ristorazione, con protagonisti più o meno attivi gli operatori del travel ma anche del ricettivo. L’Italia è il paese dove esistono molti piccoli tour operator specializzati in viaggi enogastronomici, per lo più proposti a viaggiatori provenienti dall’estero.

Quanto gli albergatori sono consapevoli della necessità di un buon servizio ristorazione all’interno delle loro realtà?

Non molta direi o meglio, la consapevolezza c’è ma la ristorazione alberghiera spesso è un fardello e da ciò ne deriva un mantenimento del servizio che spesso è ai minimi. C’è molta attenzione alla cura della colazione, che è un fattore determinante nella brand reputation, molto meno ai servizi di lunch e dinner. Certamente laddove il servizio di ristorazione è strategico, vuoi per livello di ospitalità che per necessità/target di clientela, l’esperienza è al top, in moltissimi casi anche superiore alla media della ristorazione commerciale.

Come Formazioneturismo quanta sensibilità e interesse c’è per il mondo del food & wine e sotto quale aspetto (management, enoturismo, marketing..) ?

L’interesse è tanto, c’è molta curiosità tra il pubblico dei visitatori a caccia di proposte nel segmento, e c’è tanta motivazione negli operatori consapevoli di dover cavalcare i trend, adeguare i propri standard, integrare le proprie proposte, ottimizzare le proprie risorse. Molta attenzione c’è al management e al marketing nelle sue varie declinazioni, non escluso il digital. Un seminario che abbiamo proposto per la prima volta in Bit è stato sul revenue applicato alla ristorazione, una novità quasi assoluta in Italia. Ma Bit potrebbe riconfermare, essendoci stato per il secondo anno un’area dedicata al turismo enogastronomico “A Bit of Taste”.

Quanti workshop e seminari dedicati all’argomento ci sono stati in questa edizione e che tipo di affluenza hanno avuto?

Con il contributo di FormazioneTurismo.com sul tema Ristorazione & Food Tourism ce ne sono stati tre nell’area convegni, altri 6 nell’area Bit4Training. In media ogni evento è stato seguito da circa 50 persone, siamo quindi nell’ordine di 450 partecipanti.

La domanda in questo settore , dal punto di vista della formazione e informazione quanto è grande?

La domanda di formazione e di informazione è altissima, non si è mai registrata così forte come in questi ultimi anni. Un po’ per moda, un po’ per evidenti spazi di opportunità che però non sono alla portata di tutti se non adeguatamente formati.

Volendo tirare le somme su questa edizione 2019 della BIT cosa possiamo dire? Quali sono i trend 2019 per il turismo e quali quella per la formazione? A cosa bisogna puntare?

Per noi entusiasmante, ricca di nuovi stimoli, di relazioni e ci auguriamo di nuovi progetti. Per la formazione è opportuno puntare alle specializzazioni e riqualificare le proprie competenze, è un investimento e come tale occorre uscire dalla logica “tutto e subito” che un po’ accomuna soprattutto i più giovani. Se la formazione online può avvantaggiarci sotto alcuni aspetti non è del tutto adeguata se ci si pone obiettivi professionali, di crescita e di acquisizione di competenze e abilità. Quindi fare attenzione alle scelte che si fanno sul piano della formazione.