Agroalimentare ed economia circolare

By 18/06/2021News

Il passaggio verso una società fondata su sistemi tecnologici e produttivi più sostenibili diventa ogni giorno una necessità sempre più pressante.

Uno dei settori in cui si sente maggiormente il bisogno di cambiare paradigma e abbracciare l’Economia Circolare è quello agroalimentare, settore che più di altri mostra gli impatti e le contraddizioni del modello lineare, con una pressione enorme sui meccanismi che regolano lo stato di salute dei sistemi naturali e sociali.

Problemi ambientali, come la perdita di biodiversità, l’inquinamento del suolo, l’esaurimento delle risorse e lo sfruttamento eccessivo dei terreni stanno mettendo sempre più a rischio la vita dell’umanità su questo pianeta.

 

Opportunità della visione circolare

Il concetto di economia circolare ha iniziato ad acquisire maggiore consapevolezza sul valore potenziale delle opportunità che può generare. Una visione circolare implica in primo luogo la riduzione della quantità di rifiuti generati nel sistema stesso affiancata dal riutilizzo degli alimenti, l’utilizzo di sottoprodotti e rifiuti alimentari, il riciclo dei nutrienti e i cambiamenti negli stili alimentari verso modelli più efficienti.

Per fare questo è necessario che tutte le componenti del sistema svolgano un ruolo attivo. Maggiore consapevolezza da parte dei consumatori e sistemi produttivi tecnologicamente migliori sono indispensabili per porre in essere i principi dell’economia circolare nel settore agroalimentare. E’ indispensabile ripensare tutto il sistema produttivo, dal modo in cui viene coltivata la terra, all’industria della trasformazione, dal modo in cui facciamo la spesa alla nostra dieta di ogni giorno.

 

Pensiero sistemico, tecnologie e innovazioni

Risulta fondamentale il pensiero sistemico, che guardi alla filiera come un insieme di relazioni, interazioni e interdipendenze per riprogettare i flussi di materie e risorse. Un modello circolare in cui viene ricavato il massimo valore dalle risorse in ogni fase della filiera e gli sprechi di energia e materia sono ridotti al minimo, ha bisogno di filiere interconnesse e sistemi di simbiosi industriale in cui i sottoprodotti e gli scarti di una lavorazione diventano materie prime per un altro processo produttivo, evitando l’estrazione di risorse vergini e tutti gli impatti connessi.

La materia organica nel suo fine vita, deve essere trasformata in ammendante e fertilizzante organico per poter tornare a dare nutrimento e struttura al suolo, chiudendo il ciclo e mantenendo in salute gli ecosistemi naturali.

Per fare ciò è necessario che sia le infrastrutture che le tecnologie, nonché le competenze, le pratiche e gli approcci al management e le stesse abitudini delle persone cambino profondamente. Sistemi produttivi e di consumo più sostenibili richiedono l’adozione di traiettorie tecnologiche e modificazioni economiche, sociali, politiche, culturali di lungo periodo che intaccano modelli stabilizzati e consolidati.

 

Servono processi produttivi nuovi e sostenibili

La sostenibilità di qualsiasi sistema alimentare è contestuale e dipende da pratiche agricole ecologicamente valide, processi produttivi dell’industria alimentare adeguati ma anche da tradizioni, abitudini e modelli culturali che interagiscono con le strategie dei supermercati o della ristorazione. L’etichettatura è di cruciale importanza per educare e aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più consapevoli e dev’essere più trasparente e affidabile perché consumatori ben informati prendono decisioni più salutari e più sostenibili.

Trasformare la catena alimentare seguendo i criteri dell’economia circolare e avendo una visione olistica del sistema agroalimentare, anche grazie all’utilizzo di innovazioni tecnologiche, consentirebbe di evitare questi sprechi e perdite di cibo e favorirebbe la sostenibilità del sistema stesso.

Le innovazioni tecnologiche possono fornire un supporto fondamentale per rendere più efficienti i flussi produttivi agevolando l’introduzione di nuovi materiali nel sistema e escludendo quelli non sostenibili o riducendo i rifiuti al minimo.

 

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