Se chiediamo a Nakai Koji perché ha scelto di aprire il suo quarto locale proprio in via Doria 32 risponderá come un vero romano “Perché sono comodo con gli altri 3”.
In realtá la scelta é piú profonda.
Ci troviamo nella via romana dove sono concentrati molti street food davanti a quel gigante che é il Mercato Trionfale, il piú storico della città e uno dei piú grandi d’Europa. Chef Koji ha scelto un quartiere tanto verace quanto incline a imparare nuovi linguaggi come centro delle sue creazioni e quest’ultima sembra adattarsi perfettamente al contesto.
Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per format innovativi con la presenza del mercato che si presta come perfetto fornitore km 0.
Sando Ie Koji è uno street food e si tratta della quarta creazione di Nakai Koji chef, noto per la sua cucina fusion giapponese-romana che caratterizza il suo primo ristorante Nakai.
Anche il nome non é un caso, “Ie” infatti in giapponese significa casa, che sottolinea l’impegno dello chef nel creare un ambiente familiare che faccia sentire i suoi clienti accolti e a proprio agio.


L’iconico panino giapponese
Il protagonista di questo format è il Katsu Sando, il sandwich giapponese tradotto letteralmente come “panino con cotoletta di maiale”. Composto da due fette di shokupan, un morbido pane al latte giapponese imburrato e tostato che avvolgono una cotoletta di carne di maiale fatta solitamente con la lonza. Per la panatura si utilizza tradizionalmente il panko che, a differenza del pangrattato classico, è fatto con scaglie di pane bianco senza crosta che in frittura crea maggiore croccantezza.
A legare gli ingredienti c’é la tonkatsu una salsa densa, scura, agrodolce e ricca di umami che si sposa perfettamente con la dolcezza del pane. Per finire col cavolo cappuccio fresco e croccante tagliato sottilissimo.


Koji ha scelto un menù composto da 5 tipologie di Katsu Sando, dalla più simile alla classica con la cotoletta di maiale, insalata, pomodoro,mela verde, avocado e salsa tonkatsu alla versione con il Keisan Wagyu, una carne pregiata con un grasso che con il calore della frittura si scioglie, rendendo il sando un’esperienza quasi burrosa.
Passando poi a versioni più italianizzate come quello con la cotoletta di pollo e gli straccetti di manzo. Nel menú si trova anche la versione vegetariana, molto apprezzata con verdure che cambiano stagionalmente.
Se il pane vi sembrerá eccessivo sappiate che non é un difetto ma una scelta di mantenere la ricetta classica e per racchiudere al meglio gli ingredienti per evitare di farli cadere durante il morso.
Accanto al Sando c’è anche la Bento, una pietanza composta da riso,carne e verdure servita dentro una box e proposta in tre varianti.
In uno street food che si rispetti le patatine fritte non possono mancare e sono proposte anche loro in cinque varianti. La più particolare é servita con un topping di katsuobushi, scaglie sottili di tonno celebri per la loro “danza” sopra i piatti caldi. Molto interessante anche le bevande dove oltre ai soliti brand si possono trovare anche la kombucha, la soda e la birra giapponese.


Perchè provare Sando Ie Koji
Non è solo una questione di gusto, ma di stile perché da Sando Ie Koji, il rito del servizio rispecchia l’attenzione dello chef per i dettagli. I Sando non vengono semplicemente consegnati, ma per il servizio al tavolo arrivano in un cestino di vimini foderati con carta logata.
L’atmosfera é perfettamente in linea con gli altri locali dello chef perché conserva colori e arredamento. Lo spazio é coerente con lo street food infatti é perfetto per il take away ma c’é spazio anche per fermarsi con qualche tavolo sia all’interno che all’esterno.
Un’alternativa perfetta per un pranzo veloce.
Se ancora non siete convinti che valga veramente la pena vi posso dire che quel contrasto tra la croccantezza della carne panata e il pane morbido sotto ai denti é stata una coccola che mi é rimasta impressa per tutta la giornata.


