Nella Brianza lecchese, a pochi passi dal lago di Annone, Bellosteria si inserisce con carattere in un contesto naturale di grande fascino. Un’osteria in cui architettura e accoglienza dialogano per interpretare la cucina brianzola con un linguaggio attuale.
Alla base del progetto ci sono quattro amici – Beatrice, Marco, Marino e Matteo – accomunati dalla passione per il design e l’architettura. L’idea era quella di creare qualcosa che andasse oltre il semplice concetto di ristorazione, trasformando lo spazio in un’esperienza estetica e al tempo stesso conviviale. All’ingresso, l’atmosfera si rivela subito accogliente: fiori, piante e un piccolo giardino interno costeggiano i tavoli, fondendo materia e natura in un unico equilibrio. Pietra, legno e ferro dialogano con linee pulite, lasciando filtrare la luce naturale senza mai soffocarla


Accedendo alla prima sala si incontra il bancone bar. Un rimando vintage costruito attraverso pochi elementi: un’impronta industriale data dal bottigliere in ferro, uno specchio che aggiunge profondità e l’insegna del locale a impreziosire la scenografia. Un angolo di forte identità visiva, curato e immediato.

Nella seconda sala l’atmosfera si fa intima. Qui lo sguardo viene catturato da un grande arco in pietra che incornicia l’ambente, accompagnato da un pavimento in legno recuperato. La mise en place, semplice ed elegante, accoglie posate e bicchieri su tovagliette personalizzate con il logo del locale. È uno spazio in cui ogni elemento contribuisce a creare un insieme piacevole e appagante alla vista.
Bellosteria: come si mangia
La direzione gastronomica è affidata a Mauro Elli, chef del ristorante stella Michelin “Il Cantuccio” ad Albavilla, che porta in tavola un’impostazione riconoscibile, basata su ingredienti del territorio e fatta di sapori nitidi, ma non troppo marcati. Il menù si muove tra radici lombarde e cucina italiana contemporanea: risotti, paste fresche, carni e pesce di lago vengono reinterpretati con elementi più digeribili e cura estetica. Durante la nostra visita abbiamo iniziato con una Tartare di manzo con emulsione alla senape e miele, arricchita dalla croccantezza delle patate viola: ottima la qualità della carne battuta al coltello, valorizzata da un equilibrio ben calibrato tra dolcezza e sapidità.
A seguire, il Tagliere di salumi “Marco D’Oggiono” e formaggi “Canali Formaggi”, accompagnato da nervetti, introduce immediatamente un riferimento autentico alla tradizione lombarda più rustica e identitaria.
Il Risotto allo zafferano con sfilacci di vitello e gremolada richiama invece uno dei grandi classici della cucina regionale: la mantecatura è cremosa e avvolgente, mentre i teneri sfilacci aggiungono una piacevole componente fibrosa e saporita.


Tra i secondi, il Filetto di manzo con riduzione al Nebbiolo e verdurine convince per equilibrio ed eleganza, con le note tanniche del vino che accompagnano la morbidezza della carne senza mai sovrastarla. Più legata alla tradizione contadina lombarda è invece la Quaglia ripiena su rösti di patate alle erbe aromatiche: una portata intensa ma delicata, dove sapori rustici e tecnica contemporanea convivono in perfetta armonia.
I titoli di coda sono affidati ai cantucci toscani accompagnati dal vinsanto del Chianti “Quaranta Altari”. A chiudere, caffè e sipario.
Il servizio accompagna l’intera esperienza in modo discreto ma attento, nonostante la sala al completo.
Da Bellosteria l’esperienza non si esaurisce solo nel piatto, ma si arricchisce attraverso gli spazi, la luce e i materiali. È un’osteria che mantiene un legame con il territorio, nonostante le numerose rivisitazioni. Uscendo, resta la sensazione di essere stati bene, in un luogo in cui il cibo è una parte di un racconto più ampio.


