Il racconto di Fortuna Mazzeo e Guglielmo Gigliotti della speciale serata del 24 settembre a Montepaone firmata Gambero Rosso e Sannio Consorzio Tutela Vini, tra espressioni di terroir e abbinamenti inediti.
Un connubio perfetto tra due eccellenze dell’Italia del gusto. Lo scorso 24 settembre, il locale BOB Alchimia a Spicchi di Roberto Davanzo e Anna Rotella a Montepaone ha ospitato una tappa esclusiva del Pizza e Falanghina Tour, l’iniziativa nata dalla collaborazione strategica tra il Gambero Rosso e il Sannio Consorzio Tutela Vini.
Un viaggio sensoriale nato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la straordinaria versatilità della Falanghina del Sannio in abbinamento alle creazioni dei più grandi maestri pizzaioli d’Italia, selezionati e premiati dalla guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.
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La visione e il valore del Sannio Consorzio Tutela Vini
A rappresentare ufficialmente il Consorzio, portando anche i saluti del Presidente Carmine Coletta, assente per impegni istituzionali, è intervenuta Luana Maio (Segreteria Amministrativa).
Il Consorzio tutela e promuove quattro grandi denominazioni del territorio campano: Aglianico del Taburno DOCG (prima DOCG ad aver incluso anche la tipologia rosato), Sannio DOC, Falanghina del Sannio DOC (denominazione a sé stante) e Benevento IGT.
Un’entità virtuosa che conta ben 1.346 soci tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, e circa 100 aziende imbottigliatrici. Il Consorzio si distingue a livello nazionale per un primato fondamentale: nel 2024 è stato il primo consorzio in Italia ad adottare il contrassegno di tracciabilità sulle IGT. Con una distribuzione di circa 22 milioni di contrassegni all’anno (dato riferito all’anno chiuso 2025), la tutela e la vigilanza sono pilastri cardine, garantiti sul campo da un agente vigilatore incaricato di controllare l’etichettatura, la tracciabilità e la rigida adesione ai disciplinari di produzione.

Gambero Rosso e BOB Alchimia a Spicchi
Come sottolineato da Giuseppe Buonocore, responsabile commerciale Sud Italia e Triveneto per il Gambero Rosso, la missione del progetto è valorizzare le eccellenze del territorio facendo dialogare realtà virtuose:
“Quale migliore occasione per degustare le espressioni interessantissime di un territorio come quello del Sannio se non in abbinamento a una delle pizzerie più innovative d’Italia? Stasera celebriamo l’incontro tra grande vino e la pizza d’autore della regione Calabria.”
Ad accompagnare e guidare gli ospiti lungo l’itinerario di degustazione è stato Raffaele Mosca, giornalista e sommelier, referente regionale per la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso per la Campania. Mosca ha evidenziato la straordinaria longevità ed ecletticità della Falanghina:
“La Falanghina è forse l’unico vitigno campano in grado di declinarsi in ogni tipologia produttiva: partendo dal metodo Charmat e dallo spumante, passando per i bianchi secchi di grande struttura e capacità di invecchiamento, fino ad arrivare alle vendemmie tardive, capaci di scortare perfino il momento del dessert.”
I calici della serata e gli impasti d’autore

La particolarità della produzione sannita risiede nella varietà microclimatica e geologica del paesaggio. La selezione dei vini, proposta durante la serata, ha offerto un racconto corale del territorio e della straordinaria ecletticità della Falanghina, attraverso sei diverse interpretazioni.
La degustazione si è aperta con lo spumante metodo Charmat Falanghina Brut Janare, fresco e teso nei suoi rimandi agrumati, ha affiancato con disinvoltura le prime due uscite: il morso ampio e mediterraneo della Supermarinizia – una focaccia al burro e pomodoro farcita con crema di pomodorini affumicati, ajo blanco, crema al basilico, alici marinate in salsa ponzu, capperi croccanti, origano e cialda di cioccolato di olive e liquirizia – e le pungenze grasse della mono Metamorfosi, dove la croccantezza della pelle di pollo ha trovato spalla ideale nella freschezza del calice.
Con la seconda sequenza, composta dal boccone pieno del maritozzo Ossobuco e dalla certezza classica della Margherita e Don Vincenzo, si è passati alla Falanghina del Sannio Doc Terre Massesi Nevere 2024, prodotto con uve provenienti da un‘unica vigna da suolo di matrice vulcanica, in località Sant’Antonio a Faicchio (BN).




Un bianco fermo, profumato di erbe aromatiche e note floreali, sorretto da una freschezza vibrante che si è fusa perfettamente sia con l’emulsione di midollo dell’ossobuco, che con la grinta del formaggio stagionato presente sulla margherita.
Sulla pizza B.O.B. è stata servita la Falanghina del Sannio Dop Limata di Bricu de Fremundi 2025 di Guardia Sanframondi, un’etichetta nata da terreni argilloso-calcarei. I suoi profumi spaziano dalla freschezza della frutta a pasta gialla al calore del corpo, sorretti da una marcata acidità: doti fondamentali per accompagnare una preparazione complessa e ricca come questa, tra patate al burro, lardo di suino nero e funghi porcini.
La pizza new side Burrino (pomodoro, burrino, datterini affumicati, zenzero, finocchietto e bergamotto), è stata abbinata alla Falanghina del Sannio Taburno 2020 di Lorenzo Nifo Sarrapochiello da Ponte. Dalle sfumature giallo brillante e prodotta su marne argilloso-calcaree, regala al naso sentori di frutta matura conservando freschezza, mineralità e grande persistenza, dimostrando una notevole tenuta nel tempo e una naturale predisposizione per i piatti strutturati.
L’assaggio della Wild Carciofini ha messo in luce l’intensità dell’amaro del carciofo e la profondità del fondo bruno alla liquirizia. A trovare una perfetta armonia tra gli ingredienti è stata la Falanghina Taburno Vigna del Monaco 2021 di Ocone Vini: un calice dal colore giallo paglierino brillante che si apre al naso con profumi di sambuco e biancospino, richiamati al palato da eleganti note balsamiche.
Il sorso si rivela fresco, sapido e di eccellente struttura, con il leggero passaggio in barrique che dona grande persistenza e un finale piacevolmente minerale, pura espressione della roccia madre tufacea da cui trae origine.
Il gran finale è stato affidato alla Falanghina del Sannio Dop Taburno Vendemmia Tardiva Il Poggio 2018, proposta in abbinamento al trancio di pizza dolce Supersoft pesche e caffè. Un etichetta che si sposa tradizionalmente alla pasticceria secca, ma che in questo accostamento sa divertire ed esaltare il dialogo tra il caffè, le pesche e l’anice della Sila.
Dal colore giallo carico con riflessi dorati, al naso regala profumi sapidi e minerali, arricchiti da sentori di fiori selvatici e tocchi agrumati. Al palato il sorso è fruttato, fresco e succoso, sostenuto da una vibrante acidità e dall’intensa concentrazione dovuta alla sovramaturazione delle uve, con una struttura importante impreziosita dal passaggio in rovere francese.

