Quando si pensa alle palme vengono subito alla mente le spiagge dorate di qualche paradiso esotico. Questi piante, generalmente tropicali e subtropicali, sono soprattutto alberi da frutto coltivati e curati dagli agricoltori per produrre cocchi, banane, bacche da olio (come il ‘famigerato’ olio di palma), açai (dal cui midollo si ricava il cuore di palma) e datteri. In Nord Africa questi ultimi crescono sulla Phoenix dactylifera, una specie resistente alla siccità e al caldo intenso, nota già 5.000 anni fa.

Il termine dattero deriva dal greco antico  δάκτυλος (si legge dáktylos), cioè dito, con riferimento alla forma di questo frutto. Tradizionalmente, i musulmani interrompono il digiuno del Ramadan con i datteri. Secondo la loro tradizione, infatti, il dattero è il frutto del paradiso, un frutto miracoloso per le sue numerose virtù nutrizionali. Nel Corano, è menzionato in particolare nella Maryam, la 19ª Sura. I numerosi benefici legati alla sua composizione sono particolarmente apprezzati nel contesto della gravidanza e del parto per aiutare le donne durante queste fasi della vita.

Dove crescono

Le palme da dattero crescono nei paesi con un clima caldo e secco, ma con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte così che gli zuccheri e le altre sostanze nutritive vengano assorbite omogeneamente dalla buccia e dalla polpa del frutto dando luogo anche alla peculiarità di quello specifico dattero. Importanti sono anche il livello e la portata della falda acquifera: l’idratazione spontanea della pianta deve essere leggera, ma costante. Se scarseggia, i frutti avvizziscono e diventano gommosi; viceversa, se è troppo abbondante, è facile che si formino funghi e muffe che comprometterebbero l’intero raccolto.  I quattro maggiori produttori mondiali sono, nell’ordine: Egitto, Arabia Saudita, Algeria (da dove proviene una buona parte dei datteri venduti in Europa) e Iran

Cosa contengono

I datteri forniscono un notevole apporto calorico, 250 calorie, dovuto all’elevata percentuale di carboidrati 63% costituiti prevalentemente da zuccheri. In compenso contengono appena lo 0,6% di grassi e un 2,7% di proteine. Sono costituiti da circa il 17% di acqua, una buona quantità di fibre, minerali – ferro, calcio e fosforo – e vitamine A, B1, B2 e B3. Contengono, inoltre, una generosa quantità di fibre che, oltre ad aiutare la digestione, favorisce il transito intestinale.    

Come si utilizzano

I datteri si abbinano molto bene alla carne di manzo e di agnello o nella mujadarra egiziana con lenticchie, riso e cipolle. Possono utilizzati per la preparazione di frullati uniti al latte o per ottenere una base dolce da usare al posto dello zucchero. Come detto, per i marocchini il dattero essiccato è un frutto sacro utilizzato per spezzare il digiuno o per fare doni beneauguranti. Non a caso se lo scambiano gli sposi come simbolo di prosperità. Nel Màgreb è disponibile una particolare confettura di datteri che, almeno per noi occidentali,si fa apprezzare spalmata sul pane integrale caldo tagliato a fette al momento della prima colazione. È da preferire nella versione senza mandorle (per conferire una nota croccante) o zuccheri aggiunti.

Frutti nobili

Il dattero cresce nel deserto da palme che possono raggiungere i 300 anni di età che resistono a condizioni atmosferiche avverse. Anche per questo, i Romani, che lo avevano conosciuto grazie ai Cartaginesi, lo assunsero come significato di longevità ed eternità, e poi simbolo di vittoria e di onore. La palma, infatti, anche se appesantita dai suoi frutti, non si piega, anzi: cerca sempre di slanciarsi verso il cielo.

Il dattero Medjoul

Tra le molte varietà di palme da dattero, la Medjoul è senza dubbio tra le più pregiate per i frutti tenerissimi dalle venature ambrate e la pezzatura molto generosa: 5-8 centimetri di lunghezza per un peso medio di 25 grammi. I datteri Medjoul anche dopo la leggera essicazione a cui vengono sottoposti, mantengono il caratteristico sapore di miele caramellato, soave e mai stucchevole. Originario del sud del Marocco è stato chiamato così (dall’arabo majhūl, che significa sconosciuto) perché non era mai stata vista una pianta dai frutti tanto generosi. Le concentrazioni di sali e argilla uniti alla tipologia delle rocce nel substrato del terreno concorrono a determinare il sapore del frutto e gli intenditori distinguono a occhi chiusi i datteri Medjoul del Marocco (speziati con una leggera nota affumicata) dagli altri, più dolciastri. In seguito la coltivazione di questa varietà si è diffusa anche in Algeria, Tunisia, Giordania, Israele e Palestina, ma grazie ai moderni sistemi di irrigazione si coltiva con successo anche in altre zone del mondo, California in primis. L’intervento umano è fondamentale per la coltivazioni dei datteri Medjoul: occorre impollinare manualmente i fiori con un pennello per evitare ibridazioni spontanee e garantire l’alta qualità di resa e prodotto. Inoltre, la raccolta prevede ripetute arrampicate sulla pianta, alta anche 30 metri, ma di solito non supera i 15-20 metri, tra settembre e novembre, perché i frutti raggiungono lo stato di maturazione adeguata (rutab, morbidi o tamar, appena disidratati) in momenti diversi. Si mantengono morbidi e succosi per due settimane dall’apertura della confezione conservata lontana da fonti di calore.  

Curiosità

  • Nel nostro Paese il dattero è consumato prevalentemente nel periodo delle feste natalizie. Viene servito al naturale accompagnato dal caratteristico lungo stecchino in plastica di color avorio fornito entro ogni confezione, ma anche come dessert  farcito con del mascarpone e mezzo gheriglio di noce (con fogliolina di menta opzionale come guarnizione). Facili e veloci da preparare, fino a pochi anni fa erano la conclusione di molti cenoni fài-da-te di capodanno organizzati tra amici.  
  • La giuggiola è conosciuta anche come ‘dattero cinese’. È il frutto, delle dimensioni di un’oliva, di forma ovale o sferica e colore rossastro, diffuso nel nostro Paese principalmente sui Colli Euganei in provincia di Padova.
  • Come per mille altri prodotti, frutta e verdura anche i datteri hanno una loro ricorrenza: il 22 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei Datteri.

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