Girando tra gli scaffali al supermercato per la consueta spesa quotidiana o settimanale, vi siete mai chiesti l’origine del nome di alcuni tra i più comuni o storici prodotti che mettiamo nel carrello? Ecco allora questa guida a puntate, che spiega la provenienza, il significato e qualche aneddoto legato ad alcuni marchi o agli stessi prodotti. In questo nuovo appuntamento scopriamo trenta curiosità – una per ogni giorno del mese – legate ad alcuni prodotti o alimenti che vediamo o utilizziamo più frequentemente.
1. Il nome Auchan della catena di supermercati e ipermercati francesi, ma presenti anche in Italia, deriva da Les Hauts Champs, una regione dell’estremo nord della Francia ai confini con il Belgio dove venne inaugurato il primo ipermercato del marchio che ha, suppergiù, la stessa pronuncia.
2. Il nome dello snack di cioccolato Kit Kat ha origine dal Kit-Kat Club, un circolo culturale londinese fondato nel XVIII secolo frequentato da politici, letterari, e anche dipendenti della Rowntree (l’azienda britannica con sede a York creatrice del dolce confezionato), il quale teneva le sue riunioni nel negozio di pasticceria di Cristopher Catling, che venne soprannominato col vezzeggiativo Kit Cat, nome col quale serviva agli ospiti anche delle meat pie da lui prodotte e che lui chiamava appunto Kit-Cats

3. I tortellini alla panna furono inventati nel 1940 dalla cuoca bolognese Cesarina Masi, Nel capoluogo emiliano esiste un locale a lei intitolato: il Ristorante Cesarina.
4. Per produrre la cedrata e il chinotto serve una bassissima percentuale di infuso dei rispettivi frutti: appena l’1-2%. Viceversa per bevande gassate simili come l’aranciata, la limonata o il pompelmo viene utilizzata una maggiore percentuale, in questo caso di succo: almeno il 20%.

5. Il nome dei biscotti di origine austriaca wafer deriva da waba, termine di origine incerta, forse anglosassone o germanico, che indicava il nido delle api. La superficie del biscotto, infatti, è stampata con una sorta di reticolo che ricorda appunto un alveare.
6. Il latte di cocco non va confuso con l’acqua di cocco che si trova all’interno della stessa noce. Il latte, infatti, è il liquido ottenuto dalla spremitura della polpa di cocco insieme all’acqua con successiva filtrazione.
7. La parola “biscotto” deriva dal latino ‘bis coctus’, che letteralmente significa ‘cotto due volte’. Questo nome deriva dal metodo di preparazione che viene ancora oggi seguito per produrre i biscotti. Inizialmente i biscotti erano semplicemente una pasta realizzata con farina di grano, miele e spezie, venendo cotta una sola volta. I antichi Romani si resero conto che cuocere i dolci una seconda volta permetteva di ottenere un prodotto più croccante, durevole e che poteva essere conservato per lunghi periodi di tempo, soprattutto durante i viaggi e le esplorazioni marittime.
8. Il nome grissino deriva dalla ghërsa, il classico pane piemontese di forma allungata. Furono inventati nel 1679 dal medico Teobaldo Pecchio e dal fornaio Antonio Brunero.

9. Il consumo di rabarbaro può favorire la colorazione rossa dell’urina.
10. La cannella è la scorza interna di un albero tropicale originario dello Sri Lanka appartenente alla famiglia delle Lauracee, la stessa a cui appartengono anche l’alloro e la canfora. Viene raccolta sbucciando con cura i rami giovani lasciando asciugare la corteccia che poi si arriccia da sola.
11. Il pomodoro maturo è un ottimo dissetante essendo composto dal 94% di acqua.
12. M&M’s, il nome dei cioccolatini colorati a forma di bottone, deriva dalle iniziali dei cognomi dei due fondatori americani: Forrest Mars e Bruce Murrie.
13. Nel caffè al ginseng solo l’1% è costituito dalla polvere della nota radice asiatica. Il resto è costituito da zucchero, caffè solubile, latte in polvere, stabilizzanti e aromi.

14. Le ostriche crude vanno gustate rigorosamente vive. Se morte, contengono batteri e per renderle commestibili devono essere cucinate.
15. Tequila è un sostantivo maschile e, come tale, necessita dell’articolo maschile ‘il’ o ‘un’. Di conseguenza si deve ordinare ‘un tequila’ e non ‘una tequila’.
16. La Coca-Cola in origine era di colore verde. Nel tempo la sua formula venne modificata per ottenere l’attuale marrone caramellato.

17. Il nome Caprice des dieux, la marca di formaggio molle francese ricoperto da una leggera muffa bianca caratterizzata dalla forma a losanga della formella in legno entro cui viene venduto, è anche il soprannome dato ironicamente ai palazzi del parlamento europeo di Bruxelles, per via della forma simile romboidale che ricorda, appunto, il formaggio inventato nel 1957 da Jean Noel Bongrain.
18. Il nome ‘noce moscata’ in italiano significa ‘noce di Mascate’ e fa riferimento all’omonima capitale del Sultanato dell’Oman (in inglese è detta ‘Muscat’), luogo dal quale iniziò a essere commercializzata.
19. La varietà di caffè Arabica, a dispetto del nome, non è originaria dell’Arabia Saudita, bensì delle montagne dell’Etiopia. Alcune piantine vennero portate dal territorio etiope all’odierno Yemen, dove trovarono terreno adatto alla coltivazione su larga scala. Dopo l’arrivo di questa pianta nel loro territorio, alcuni studiosi arabi iniziarono a documentare il metodo di preparazione del caffè e il nome ‘Arabica’ nacque proprio dal legame dei chicchi con l’Arabia, dove ottenne la sua prima popolarità. Oggi rappresenta circa il 70% della produzione mondiale.

20. Nonostante sia prodotta da un’azienda italiana – la FERRERO – nessuno dei 7 ingredienti utilizzati nella preparazione della Nutella ha origine, è coltivato o viene prodotto nel nostro Paese, così come i vasetti in vetri spesso di provenienza straniera.
21. Nella confettura da 330 grammi di Fior di Frutta di fragole e fragoline di bosco prodotta da Rigoni di Asiago è presente l’equivalente di una sola fragolina di bosco.
22. Il nome SAIWA, l’azienda alimentare produttrice dei biscotti, è l’acronimo di Società Accomandita Industria Wafer e Affini. Venne ideato nientemeno che da Gabriele D’annunzio, il quale contribuì anche ad alcune campagne pubblicitarie.
23. Il ciambellone, fu inventato con il caratteristico buco al centro per permettere una cottura più uniforme. Senza di esso il centro rimaneva spesso crudo.
24. La pasta wasabi normalmente disponibile in Italia nei ristoranti giapponesi e in molti supermercati è, in realtà, rafano colorato di verde per via del costo elevato e la difficoltà di reperimento del principale ingrediente, il wasabi appunto. Questo, infatti, è ottenuto dal rizoma dell’omonima pianta di origine giapponese.
25. Il curioso nome del caciocavallo, il formaggio a pasta filata prodotto nel Sud Italia, deriva dalla pratica di appendere a due a due le forme ‘a cavallo’ di un’asta per la necessaria stagionatura.

26. L’origine del nome mascarpone è incerta: si pensa che derivi da mascherpa, termine in dialetto lombardo per indicare la panna, ovvero il suo ingrediente principale. Un’altra ipotesi, più fantasiosa, sostiene che l’etimo sia correlato con l’espressione ‘más que bueno’ (‘più che buono’) pronunciata da un nobile iberico dopo averlo gustato a Milano durante la dominazione spagnola.

27. Il Grana Padano è al primo posto nella classifica dei prodotti alimentari italiani a marchio DOP e IGP più esportati nel mondo. Seguono il Parmigiano Reggiano, l’Aceto Balsamico di Modena e il Prosciutto di Parma.

28. Tra il 1950 al 1957 ci fu una squadra di calcio dedicata al chinotto: la Società Sportiva Chinotto Neri con sede a Roma nel quartiere di Tor Pignattara (RM). Di proprietà di Pietro Neri – imprenditore casertano fondatore della Neri, poi diventata Chinotto Neri – arrivò a disputare addirittura un campionato nazionale di serie C.
29. I biscotti semidolci digestive, inventati nel Regno Unito verso la metà dell’800, sono così chiamati per via della convinzione dell’epoca secondo cui il bicarbonato di sodio usato nell’impasto conferisse loro proprietà antiacide e che dunque facilitassero la digestione.
30. Cameo, la divisione dell’azienda tedesca conosciuta principalmente per preparati per torte e dessert, quando venne costituita la filiale italiana del gruppo nel 1933 riportava il nome originale – Dr. Oetker – dal cognome del fondatore August Oetker. Nel 1953 il nome italiano della società viene mutato in ‘Cammeo’ e nel 1985, per semplificare ulteriormente la pronuncia, nell’attuale ‘Cameo’.

31. Il biscotto più venduto al mondo è l’OREO, con oltre 450 miliardi di unità vendute dal suo lancio nel 1912. Per il mercato europeo sono prodotti nello stabilimento di Viana nella comunità autonoma della Navarra in Spagna.





