La spesa degli italiani cambia, ma senza strappi. A raccontarlo è la classifica 2026 di Altroconsumo, che fotografa abitudini, preferenze e livelli di soddisfazione di oltre 22.000 consumatori. Il dato più interessante? Se i supermercati restano centrali, a vincere davvero sono la prossimità, le insegne locali e un rapporto qualità-prezzo sempre più sotto la lente. E no, la spesa online – almeno per ora – non è ancora diventata una consuetudine.
L’indagine prende in esame numerosi aspetti dell’esperienza d’acquisto: prezzi, assortimento, qualità dei prodotti, comfort dei punti vendita, tempi alle casse, promozioni e sconti. I risultati sono stati sintetizzati in un indice su base 100, suddividendo le insegne in quattro categorie: supermercati e ipermercati, discount, catene locali e spesa online. Nessuna insegna scende sotto la soglia di sufficienza, segno di un sistema distributivo complessivamente solido, capace di rispondere a esigenze diverse in un contesto economico tutt’altro che semplice.
NaturaSì resta in vetta tra le catene nazionali
Tra le catene nazionali, NaturaSì si conferma regina con 79 punti su 100. Un risultato che premia la qualità dell’offerta, l’attenzione ai prodotti e la cura degli spazi. Subito dietro troviamo Ipercoop (e Coop&Coop), Esselunga e Coop, tutte apprezzate per assortimento e affidabilità. Esselunga continua a distinguersi per efficienza e rapidità alle casse, mentre Coop e Ipercoop raccolgono consensi soprattutto per frutta, verdura e prodotti a marchio. Seguono Famila, Conad e Interspar, che mantengono buoni livelli di gradimento pur con qualche lieve flessione su promozioni e varietà.

Discount: non solo risparmio
Il discount non è più sinonimo di “scelta di ripiego”. Eurospin e Aldi guidano la classifica con 76 punti, seguite da Dpiù a quota 75. Tutte le insegne del comparto rientrano nella fascia di qualità ottima, confermando una crescita non solo in termini di convenienza ma anche di percezione qualitativa. Il 71% dei clienti giudica buoni o molto buoni i prodotti a marchio, mentre il 65% apprezza pulizia e praticità dei punti vendita. Prezzi chiari, spesa veloce e assortimenti essenziali conquistano soprattutto famiglie giovani e nuclei di medie dimensioni.

Le insegne locali conquistano la fiducia
A sorprendere – ma fino a un certo punto – sono le insegne locali, che ottengono i punteggi più alti in assoluto. In testa c’è DEM con 78 punti, seguita da Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò (tutte a 77). Su 40 catene locali analizzate, ben 13 rientrano nella fascia di eccellenza. I motivi? Vicinanza, rapporto umano, personale disponibile e quella sensazione di “familiarità” che fa sentire il cliente a casa. In alcuni casi si aggiungono anche politiche di prezzo aggressive e promozioni mirate.

Online: un canale ancora di nicchia
Nonostante la crescita dell’e-commerce in molti settori, la spesa online fatica a decollare: solo il 12% degli italiani la utilizza e appena il 2% lo fa con cadenza settimanale. La spesa alimentare resta legata al contatto diretto con il prodotto e alla fiducia nel punto vendita. Chi sceglie l’online, però, si dichiara mediamente soddisfatto: Esselunga guida anche qui con 77 punti, seguita da insegne locali come Iperal e Bennet.

Piccolo è (ancora) bello
Quando non si va al supermercato, gli italiani tornano volentieri alle botteghe tradizionali. L’87% compra il pane in panetteria, il 79% la carne in macelleria, il 50% il pesce in pescheria e quasi uno su due sceglie i mercati rionali per frutta e verdura. Diverso il discorso per detersivi, cura della persona e pet food, dove dominano le catene specializzate.
In sintesi, la classifica Altroconsumo 2026 racconta un’Italia che cambia con cautela: aperta alle novità, attenta al prezzo, ma ancora profondamente legata alla spesa di quartiere. Perché, alla fine, tra uno scaffale perfetto e un sorriso al banco, spesso vince ancora il secondo.





