La Caesar Salad (o insalata Caesar) rappresenta, assieme alle Fettuccine Alfredo, agli Spaghetti Bolognaise e alla Pepperoni Pizza, uno dei quattro ‘impostori’ della falsa cucina italiana.
Famosissima fuori dai confini nazionali, in molti la considerano un piatto del nostra tradizione gastronomica per una erronea quanto bizzarra associazione di idee.
Che cos’è la Caesar Salad
Se all’estero è considerata come un entrée, ossia la portata che anticipa il piatto principale, in Italia nei pochi ristoranti dove viene proposta è in carta come piatto unico, soprattutto per pranzo. La cosa sorprendente è che questa ricetta preparata con ingredienti tutto sommato semplici e di facile reperibilità, a distanza di più di un secolo continua ad avere successo e a essere presente in molti locali eleganti, moderni bistrot e caffetterie. Soprattutto negli hotel internazionali è una pietanza che i clienti possono sempre richiedere: dalla mattina fino a notte inoltrata ed è una sorta di biglietto da visita capace di intaccare la reputazione del ristorante dell’albergo. Rappresenta l’abc della cucina, un po’ come il Club Sandwich e pochi altri piatti cosiddetti globali.

Come è nata
Al pari di molte altre celebri preparazioni, anche la paternità della Caesar Salad è piuttosto controversa. Polemiche e millantazioni a parte, sembra sia stata inventata da Cesare Cardini (1896-1956), un cuoco piemontese nato a Baveno (VB) emigrato in America nel 1913, arrivando in California per gestire il suo primo ristorante solo sei anni più tardi. Nel 1924 decise di aprire un locale a Tijuana in Messico, il Caesar’s. La scelta della città non fu casuale: la città si trova infatti a pochi chilometri dal confine, un luogo facilmente raggiungibile dagli americani che volevano consumare liberamente bevande alcoliche, considerato il divieto di fabbricazione, importazione, trasporto e vendita – il cosiddetto proibizionismo – in vigore nel Paese dal 1920 al 1933. L’insalata fu creata casualmente il 4 luglio di quell’anno.
Quel giorno, complice la ricorrenza dell’Indipendence Day, il locale era particolarmente affollato di clienti e gli ingredienti in cucina stavano esaurendosi prima del previsto. Per ovviare il problema, Cardini mise insieme ciò che gli era rimasto in dispensa con poco altro che aveva trovato nei negozi vicini dando disposizione al personale di sala di ‘pilotare’ le scelte dei clienti su quel nuovo piatto appena inventato. Ciò che era nato per un’inaspettata necessità si rivelò un successo tanto che, così narrano le cronache, per un po’ di tempo Cardini preparasse l’insalata direttamente al tavolo in una grande ciotola di legno aggiungendo un tocco di teatralità alla presentazione.

La ricetta originale
Nel 1986 Rosa Maria Cardini (1928-2003), figlia di Cesare, pubblicò la ricetta originale del padre. Era composta da:
- Foglie di lattuga romana – robuste, croccanti e tagliate a pezzi grandi per un aspetto più rustico, resistono bene al condimento senza appassire troppo velocemente. Meglio utilizzare alcune foglie esterne dal colore verde vivace e altrettante interne più chiare per avere un sapore leggermente dolce;
- Crostini di pane – la consistenza e il sapore dei crostini preparati nel forno di casa sono di gran lunga superiori alle versioni industriali. Si ricavano tagliando a cubetti da 2-2,5 cm di lato del pane casareccio raffermo, poi leggermente unti con olio di oliva e quindi in forno a tostare. La croccantezza ottenuta conferirà un piacevole contrasto alla consistenza coriacea della lattuga;
- Uova – i tuorli d’uovo, meglio se cotti per un minuto in acqua bollente, sono fondamentali per creare quella consistenza cremosa e ricca del condimento. Vanno emulsionati con olio d’oliva extravergine, succo di limone appena spremuto, pepe nero macinato e un pizzico di sale;
- Salsa Worcestershire – versato in minima quantità – solo alcune gocce – accentua l’umami conferendo una piacevole nota sapida ben equilibrata con gli altri sapori rendendo l’insalata ancora più invitante;
- Parmigiano Reggiano – per la perfetta riuscita del piatto è da utilizzare solo il Parmigiano Reggiano – appena grattugiato e stagionato almeno 12 mesi –considerata la consistenza dura e granulosa e il sapore complesso nocciolato e salato;
- Aglio – si utilizza ‘per aromatizzare’ dapprima la ciotola utilizzata per la preparazione poi, tritato finemente, per aggiungerlo al condimento.
Se la ricetta in origine non prevedeva il petto di pollo grigliato tagliato a pezzi, con il tempo si è rivelato un ingrediente perfetto da aggiungere, tanto che molti ristoranti la propongono soprattutto in questa versione.
Il segreto per preparala perfettamente
Una Caesar Salad perfetta ha poche regole, ma che tuttavia devono essere seguite:
- le foglie di insalata, una volta lavate e mondate, devono essere accuratamente asciugate;
- aggiungere il condimento ottenuto un po’ per volta, senza mai eccedere. È più facile mettere che togliere;
- mescolare delicatamente senza danneggiare la lattuga fino a condire uniformemente tutte le foglie;
- va sempre assaggiata ed eventualmente aggiustata di spezie e pepe (quest’ultimo aggiunto sempre appena macinato) prima di portarla in tavola;
- la Caesar Salad si gusta meglio appena preparata. In questo modo i crostini rimarranno asciutti e la lattuga piacevolmente croccante.
Dove si mangia la migliore Caesar Salad
Per gustare la vera, originale Caesar Salad occorre andare a Tijuana al ristorante Caesar’s dove fu inventata, situato al piano terra del Caesar’s Hotel. Qui è proposta in due versioni: The original Caesar’s Salad a $205 (circa 10,50 euro) e The original Caesar’s Salad – small order a $155 (poco meno di 8 euro), entrambe preparate al tavolo al momento. I prezzi indicati sono espressi in peso messicani, la valuta locale (curiosamente fu la prima moneta al mondo a utilizzare il simbolo ‘$’ ancora prima del dollaro americano). In alternativa, un’altra ottima Caesar Salad si può trovare da The Cheesecake Factory, una catena di ristoranti americana specializzata, come si può intuire dal nome, in cheesecake. Nel locale di Elmhurst, un quartiere situato nel distretto del Queens di New York, ho gustato la loro versione della celebre insalata seguita da una fetta di Vanilla Bean Cheesecake. Tutto sommato un buon pranzo a un prezzo accettabile considerate le porzioni robuste e l’attuale costo della vita newyorkese: insalata a $16.50, cheesecake a $12.50, tasse e mancia $8.00, per un totale di circa 33-34 euro.
Curiosità

- Il 4 luglio di ogni anno, oltre alla festa dell’Indipendenza degli Stati Uniti dall’allora Regno di Gran Bretagna – l’Indipendence Day – ricorre il National Caesar Salad Day, ossia la Giornata Nazionale della Caesar Salad.
- Tijuana, con una popolazione di 1.425.000 abitanti, è la sesta area metropolitana del Paese e la città più a nord e più a occidente di tutta l’America Latina.
- Sembra che fu Wallis Simpson, moglie del Duca di Windsor nonché ex re Edoardo VIII dopo l’abdicazione, a fare conoscere la Caesar Salad in Europa intorno agli anni ’40 del secolo scorso.

- Negli Stati Uniti è possibile acquistare la Caesar CARDINI’S DRESSING nella sua preparazione originale. Viene venduta online e nella GDO a circa $7.50, poco meno di €6,50.


