BITE 2026: il manifesto del gusto che guarda al futuro del fine dining

Oltre ottanta protagonisti della gastronomia e della mixology a Sant’Ilario d’Enza per l’evento ideato dallo chef Salvatore Morello.

La manifestazione di due giorni, tra showcooking, tavole rotonde e confronti sul campo per fare il punto sulla grande cucina italiana.

Si è archiviata così, nella cornice dell’Antica Corte Ortalli, a Sant’Ilario D’Enza, la seconda edizione di BITE, l’evento firmato dallo chef stellato Salvatore Morello (Inkiostro, Parma) e dall’imprenditrice Francesca Poli.

Beyond Ingredients, Taste, Experience

Il cuore concettuale del progetto è racchiuso nella formula Beyond Ingredients, Taste, Experience, sintesi di un approccio che intende superare la semplice esibizione dell’ingrediente fine a se stessa.

Gli organizzatori hanno voluto spostare il focus dalla mera prestazione culinaria a una visione d’insieme dell’esperienza gastronomica, concedendo ampio spazio all’assaggio di creazioni che hanno espresso al meglio la creatività degli chef, ciascuno presente con un piatto rappresentativo della propria identità.

L’appuntamento si configura come un momento di analisi per il comparto, orientato a valutare i cambiamenti in atto nei modelli gestionali e culturali della ristorazione d’autore italiana.

BITE 2026 ha registrato l’adesione di oltre ottanta operatori ed eccellenze della filiera agroalimentare e della ristorazione italiana. La struttura dell’iniziativa ha integrato molteplici linguaggi espressivi, distribuendo le attività tra stazioni d’assaggio dedicate, spazi di confronto e talk con i protagonisti, affiancati da una sezione dedicata al bere miscelato.

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La mixology d’autore ha ricoperto una posizione primaria, affiancando la cucina in un percorso di reciproca contaminazione e portando al banco bar procedure di estrazione e lavorazione di derivazione gastronomica.

Accanto alla parte degustativa, il programma ha previsto uno spazio di dibattito coordinato da Giacomo Bullo, Communication Manager della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA.

I BITE Talks hanno affrontato i temi prioritari del comparto: la sostenibilità economica e ambientale delle imprese di ristorazione, la gestione delle risorse umane, la formazione professionale e l’impatto delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, nell’organizzazione del lavoro tra sala e cucina.

A completare il quadro dell’evento è stata la componente benefica rivolta alle attività di inserimento e supporto per giovani nello spettro autistico, guidate dalla Cooperativa Sociale Albatros di Parma.

La manifestazione emiliana si consolida così come un appuntamento strategico per misurare lo stato dell’alta cucina, ritraendo un settore in continua evoluzione, equamente diviso tra sperimentazione tecnica, sostenibilità d’impresa e responsabilità sociale.

L’idea di Salvatore Morello

A spiegare la genesi logistica e lo spirito profondo che muove l’iniziativa è lo stesso Salvatore Morello, ideatore dell’evento insieme a Francesca Poli:

«La scelta dell’Antica Corte Ortalli risponde a una precisa motivazione territoriale: la struttura si trova esattamente a metà strada tra Parma e Reggio Emilia, una posizione baricentrica e strategica nel cuore pulsante della Food Valley, pensata per abbattere le distanze e chiamare a raccolta gli operatori di entrambi i contesti provinciali.

L’idea di fondo era quella di dar vita a un momento di festa aperto, capace di celebrare chi lavora ogni giorno dietro le quinte o ai fornelli per far evolvere l’enogastronomia e la ristorazione d’autore. Volevo raggruppare tutte queste energie in un’unica data e in uno spazio simbolo del territorio. La risposta dei colleghi e degli amici coinvolti è stata immediata: ciascuno ha aderito al progetto senza riserve, mettendo la propria esperienza, la propria tecnica e le proprie competenze al servizio di un intento condiviso».

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