Fuori Centro, riflettori sulle periferie di Roma

Alla (ri)scoperta di cinque quartieri della Capitale troppo poco conosciuti e valorizzati. Incontri, video e una guida cartacea: La Pecora Nera lancia l’iniziativa che ci accompagnerà fuori dai soliti circuiti, da Torre Maura a Primavalle passando per Acilia, Tufello e Spinaceto. 

Rilanciare le periferie è un progetto ambizioso, cruccio di ogni amministrazione comunale alle prese con la gestione sociale ed economica delle grandi metropoli. Il progetto Fuori Centro, ideato e dedicato alla scoperta e alla valorizzazione di cinque quartieri romani fuori dai percorsi più abituali della Capitale da La Pecora Nera, casa editrice attiva da oltre vent’anni nel settore dell’enogastronomia, va proprio in questo direzione. Tra settembre e novembre il progetto entrerà nel vivo con cinque appuntamenti gratuiti, uno per ciascun territorio. Si è partiti il 20 settembre con l’incontro a Torre Maura, a cui seguiranno gli appuntamenti del 1° ottobre ad Acilia, del 17 ottobre al Tufello, del 29 ottobre a Spinaceto e quello conclusivo del 12 novembre a Primavalle. 

Realizzato con il sostegno dell’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale, con il coinvolgimento di Zètema Progetto Cultura e con ATAC come mobility partner, Fuori Centro mira a spostare l’attenzione dalla Roma più famosa, quella del centro ai quartieri che raramente vengono menzionati nei racconti gastronomici e turistici.  Questi quartieri, però, custodiscono attività, persone, storie e luoghi che meritano di essere valorizzati e scoperti. Il progetto invita così a cambiare punto di osservazione, superando la tradizionale distinzione tra centro e periferia: ogni quartiere può diventare centro quando se ne riconoscono l’identità, le relazioni, le attività e la capacità di attrazione.

Abbiamo intervistato Simone Cargiani, editore insieme a Fernanda D’Arienzo de La Pecora Nera.

Come è nata l’idea di un progetto complesso come Fuori Centro? 

“E’ stato un lampo che mi ha illuminato durante una visita ad uno dei grandi “artigiani” gastronomici di Roma, Mauro Secondi, che ero andato a trovare nella sua storica bottega di Torre Maura. Arrivo lì e lo trovo con il pennello in mano, intento a ridipingere un muro nei pressi del negozio, ovviamente non di sua pertinenza. Alla mia domanda, sul perché lo stesse ripulendo  mi ha risposto semplicemente: “Se non lo facciamo noi che viviamo qui, chi lo deve fare? Il quartiere è casa nostra, bisogna tenerlo pulito.”. Ecco: l’idea della cura del quartiere mi ha fatto venire in mente che bisogna fare qualcosa per salvaguardare il tessuto sociale dei luoghi in cui abitiamo. Noi come casa editrice possiamo provare a contrastare l’inaridimento di questo tessuto sociale con un progetto editoriale ad hoc.”

 Partendo dal cibo…

“Sì, ma non solo: certamente il cibo rappresenta il punto di partenza, ma non l’unico tema di Fuori Centro. La parola Centro del titolo si riferisce al ‘centro storico’ che rappresenta per forza di cose la zona più frequentata di Roma da turisti e consumatori, ma anche a quel luogo non luogo che è il ‘centro commerciale’, che soprattutto in periferia fagocita e attrae migliaia di visitatori a discapito delle botteghe di prossimità dei quartieri. Ovviamente non si tratta di demonizzare i centri commerciali, ma di valorizzare l’importanza dei piccoli negozi che hanno spesso fatto la storia delle periferie romane.”

Come funziona in pratica il progetto?

“Il progetto vuole raccontare l’identità più ampia dei quartieri, mettendo in relazione gastronomia, commercio locale, cultura, associazionismo, spazi di aggregazione e vita quotidiana. Vogliamo raccontare una Roma che spesso resta fuori dai percorsi più battuti, ma che ha moltissimo da offrire in termini di identità, relazioni, attività e storie. Partiamo dal cibo perché è uno dei modi più immediati per entrare in contatto con un territorio, ma l’obiettivo è più ampio: invitare i romani a scoprire quartieri che meritano di essere conosciuti, vissuti e considerati parte integrante del racconto della città, attraverso mercati rionali, botteghe, ristoranti, laboratori artigiani, produttori e attività di prossimità.”

Perchè avete scelto questi quartieri e non altri?

“La selezione dei quartieri è stata guidata dal desiderio di far conoscere altre aree di Roma, ognuna con la propria storia, posizione urbana e identità sociale. Non è stato facile, ma alla fine la selezione ha portato alla scelta di questi territori che offrono una rappresentazione diversificata della città, al di fuori dei percorsi più battuti. Torre Maura, Acilia, Tufello, Spinaceto e Primavalle sono zone che si estendono da Roma est alla direttrice che porta verso il mare e dal quadrante nord a quello sud-ovest. Questi quartieri sono uniti dalla grande presenza di attività di prossimità, mercati, botteghe, realtà associative e luoghi di incontro che animano la vita quotidiana.“

Come saranno organizzati i cinque eventi?

“Ogni manifestazione avrà delle caratteristiche proprie, costruite sulla specificità del quartiere e dei luoghi che lo ospitano ma con un denominatore comune: il cibo come strumento per conoscere il territorio, mettere in relazione chi lo vive quotidianamente con chi arriva da altre zone della città e per creare occasioni di scoperta fuori dai circuiti abituali. Gli appuntamenti saranno accompagnati da brevi contenuti video dedicati ai quartieri coinvolti, pensati per anticipare il racconto dei territori, valorizzarne luoghi e protagonisti e invitare il pubblico a partecipare agli eventi e a segnalare i propri posti del cuore.“

E poi naturalmente arriverà un guida cartacea…

Esatto, è il nostro mestiere di editori attenti alle realtà del territorio. Fuori Centro non si concluderà con i cinque eventi: al termine pubblicheremo una guida cartacea dedicata ai cinque quartieri protagonisti del progetto, pensata come un risultato tangibile e duraturo. La guida raccoglierà il lavoro svolto sul campo e partirà un’introduzione storica per ricostruire con dati e aneddoti la storia del quartiere, che spesso neanche i residenti conoscono bene e una serie di schede su locali e attività di prossimità. Vorrei chiarire due cose: non sarà una classifica, e daremo spazio a attività di ogni fascia di prezzo, dallo street food al ristorante classico. Infine segnaleremo anche tutti quei luoghi non food che svolgono da anni il ruolo di ‘collante sociale’ e di ritrovo per gli abitanti del quartiere, oltre ad altri indirizzi e realtà utili per esplorare la zona.“

La Pecora Nera

www.lapecoranera.net

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