Girando tra gli scaffali al supermercato per la consueta spesa quotidiana o settimanale, vi siete mai chiesti l’origine del nome di alcuni tra i più comuni o storici prodotti che mettiamo nel carrello? Ecco allora questa guida a puntate, che spiega la provenienza, il significato e qualche aneddoto legato ad alcuni marchi o agli stessi prodotti. In questo nuovo appuntamento scopriamo le curiosità legate a sei marche di snack.

CAMEO: azienda specializzata nella produzione, a livello industriale, di preparati per il settore della pasticceria, soprattutto budini, pizze surgelate e dessert in generale. Presente nel nostro paese fin dal 1933, è la divisione italiana del gruppo alimentare tedesco Dr. Oekter, dal nome di colui che la fondò nel 1891, nonché inventore del lievito in bustina. Il nome deriva dal cammeo presente (ancora oggi) nel logo della casa madre. Nel 1953 il nome italiano della filiale italiana si trasformò da Dr. Oekter in Cammeo e, dal 1985, in Cameo per semplificarne ulteriormente la pronuncia. Il prodotto di punta dell’azienda è da molti anni Ciobar, il preparato in polvere per preparare la cioccolata densa in tazza come quella che si ordinava al bar, da cui il nome: CIOccolata come al BAR.

CIPSTER: snack salato dalla forma vagamente evocante una patatina fritta prodotto da SAIWA, la stessa azienda proprietaria di altri famosi cracker salati come TUC, RITZ ed estrusi al mais come Fonzies e Yonkers. È composto dal 78% di fecola di patate oltre a olio di palma e sale come altri ingredienti principali. Curiosamente in Nord America esiste un prodotto molto simile – i Poppables – del colosso delle patatine Lay’s. Risulta particolarmente indovinata la scelta dei colori, dei caratteri e l’inclinazione del logo Cipster. È dimostrato che il rosso può stimolare l’appetito, mentre il giallo trasmette energia e, abbinato ad altri colori, conferisce una sensazione di dinamcità. L’inclinazione verso l’alto della scritta dà positività, così come il carattere giocosità.

FONZIES: croccantino salato preparato i cui principali ingredienti sono la semola di mais (62%) e formaggio fuso in polvere (6%). In Italia, dal 2014, è distribuito da SAIWA e sulla confezione venivano definiti come croccantini al formaggio. Nel nostro paese furono lanciati nel 1979 (all’estero sono venduti come Twisties)e prendono il proprio nome dal personaggio di Arthur ‘Fonzie’ Fonzarelli della celebre serie televisiva Happy Days. Da qualche tempo il marchio Fonzies GLI ORIGINALI è sponsor ufficiale della nazionale italiana di calcio e della Federazione Italiana di pallavolo.

RITZ: cracker tondo salato, originariamente denominato Jaxon, creato agli inizi del ‘900 dall’americana Jackson Cracker Company di Jackson nello stato del Michigan. Nel 1919 l’azienda venne ceduta alla Nabisco, all’epoca uno dei maggiori produttori di biscotti del Nord America la quale, nel 1934, ne cambiò il nome in Ritz Cracker per entrare in competizione con l’analogo prodotto Hi Ho prodotto dalla concorrente Sunshine Biscuit. Fu un dipendente – Sydney Stern – a inventare il nome Ritz per offrire ai potenziali clienti che in quel periodo subivano le ristrettezze della Grande Depressione un’effimera ‘botta di vita’. Il logo, con il cerchio blu e le quattro lettere maiuscole gialle, trovò ispirazione nell’etichetta di forma rotonda presente all’interno di un cappello dello stesso Stern. Nel 1939 venne creato un insolito cortometraggio della durata di circa 5 minuti a sfondo velatamente pubblicitario dal titolo Mickey’s Surprise Party (traducibile in La Festa a Sorpresa di Topolino) prodotto dalla Nabisco e realizzato nientemeno che dalla Disney con protagonista, appunto, Topolino e l’eterna fidanzata Minnie.

TUC: cracker salato creato nel 1958 da Louis Edouard Parein, titolare di una piccola industria dolciaria belga a conduzione familiare, la Biscuits Parein, ispirandosi agli allora già esistenti cracker americani. Riguardo al nome, leggenda narra che Parein si ispirò alle iniziali del Trades Union Congress (il principale movimento sindacale britannico dei lavoratori) in articolo apparso in un quotidiano dell’epoca. Di forma rettangolare con i quattro angoli smussati per creare una forma ottagonale, sono caratterizzati da numerosi fori in superficie per evitare la formazione di bolle in fase di cottura, alcuni dei quali formano la parola ‘TUC’. Oltre al gusto Original, sono disponibili in molte varianti a seconda dei paesi nei quali viene commercializzato. Spicca un insolito aroma alle alghe marine – Seaweed TUC – per il mercato cinese. In Italia sono prodotti a Capriata d’Orba (AL), nello stesso sito produttivo dei biscotti Oro SAIWA. Dopo molti passaggi di mano, dal 2015 TUC è di proprietà della multinazionale americana Mondelēz International, titolare di molti altri celebri marchi alimentari.

SNICKERS: barretta di cioccolato prodotta fin dal 1930 dalla multinazionale agroalimentare americana MARS Inc. Nello specifico, si tratta di una tavoletta composta da torrone sormontato da arachidi e caramello, il tutto avvolto da un sottile strato di cioccolato al latte anche se gli ingredienti si sono evoluti dalla loro formulazione originale per adattarsi alle mutevoli preferenze dei consumatori e alle linee guida nutrizionali. Prende il nome da cavallo preferito di proprietà della famiglia Mars. Al momento della commercializzazione, la barretta era in vendita per 5 centesimi di dollaro, corrispondenti a 1 dollaro di oggi (curiosamente il prezzo al dettaglio sul mercato americano varia da 1 a 1,50 dollari). Nonostante le controversie sulla salute dovute al consumo e alle dimensioni sempre più ridotte, con oltre 380 milioni di dollari di vendite ogni anno, Snickers è la barretta di cioccolato più venduta al mondo. Gran parte del successo è indubbiamente dovuto alle sponsorizzazioni di eventi sportivi significativi e alle notevoli campagne di marketing. Contrariamente alla credenza popolare, ‘SNICKERS’ non è la traduzione dall’inglese di ‘scarpe molto simili alle scarpe da ginnastica ’. Questo, infatti, è un tipico caso di omofonia (non raro nella lingua inglese): ‘SNICKERS’ e ‘SNEAKERS’, una parola che si pronuncia allo stesso modo, ma è scritta in maniera diversa.





