Nel nuovo corso del ristorante dei Parioli l’assoluto protagonista è il pesce, freschissimo e di grande qualità.
Mangiare del buon pesce, a Roma, non è difficile. Mangiarlo in un luogo bello e confortevole, dove lo chef propone i prodotti del mare esaltandone le caratteristiche senza cedere a interpretazioni troppo “gourmet” o modaiole lo è decisamente meno. Nel cuore dei Parioli, quartiere elegante della capitale, Pescado Seafood Restaurant è il posto giusto per trovare il miglior pesce in arrivo dalle aste delle principali marinerie del Tirreno (Fiumicino, Gaeta, Porto Santo Stefano e soprattutto Anzio) preparato secondo la filosofia del patron Roberto Poggi, figura storica della ristorazione romana.
Un locale unico e dall’impronta forte, che presenta la sua nuova veste dopo un profondo restyling che lo rende ancora di più una meta irrinunciabile per gli appassionati della cucina di mare.
Già all’ingresso del ristorante, appena dopo la luminosa vetrina che si apre su Viale Bruno Buozzi, si può ammirare (è decisamente il termine giusto) la “mostra del pesce” un banco in cui gli avventori possono scegliere tra gli arrivi del giorno quello che desiderano farsi servire a tavola.

Il patron e lo chef, visioni condivise per una cucina da ricordare
Il percorso professionale di Roberto Poggi inizia fin da adolescente, quando durante le vacanze estive affiancava il padre nel lavoro presso il ristorante di famiglia. Nel 1978, sempre assieme al papà, comincia a gestire L’Ambasciata d’Abruzzo, storico ristorante della zona, di cui assumerà il pieno controllo nel 2000.
Il desiderio di dare vita a un ristorante dedicato esclusivamente alla cucina di mare si realizza nel 2020 con la nascita di Pescado. La nuova avventura prende vita grazie all’incontro con lo chef Gianluca Godente, già titolare de Lo Sbarco di Anzio, che porta a Roma la sua profonda conoscenza delle aste e della lavorazione del pesce e che condivide con il patron la scelta di puntare sulla centralità assoluta della materia prima: un must? La cucina espressa. La mattina si preparano le basi delle piccole puliture e poi si cucina con quello che sceglie il cliente. Grande attenzione alla stagionalità dei prodotti, a partire dalle verdure più semplici fino ad arrivare al top, vedi porcini, ovoli e tartufi. Oggi, mentre Roberto Poggi continua a occuparsi della selezione del pesce, la gestione operativa e l’accoglienza di Pescado sono delegate alle cure della figlia Roberta e a Cristina Caridi.

Il nuovo look di Pescado: elegante e intimo
Oltre che alle migliorie di carattere tecnico che hanno interessato cucina e climatizzazione, l’immagine del ristorante è stata trasformata: gli elementi di maggiore impatto sono l’ingresso e il sistema di illuminazione, studiati per esaltare i quattro ambienti interni e la meravigliosa terrazza esterna. Il ristorante ora dispone di 80 posti interni distribuiti in sale separate per garantire sufficiente spazio e riservatezza, mentre al piano superiore si aggiungono 30 posti nella terrazza romantica con vista. Ulteriori 20 posti sono ricavati nello spazio esterno prospiciente il locale. Un “moderno” ristorante classico, con un’apparecchiatura elegante e un servizio curato ma senza formalismi eccessivi.

Cosa si mangia: proposte per tutti i gusti e le tasche
La carta si divide tra grandi classici e varianti quotidiane sulla base di ciò che “propone” il mare. Soprattutto a pranzo è possibile anche mangiare “velocemente” scegliendo un solo piatto, una selezione di antipasti crudi, una tartare, un secondo o un primo, con una spesa adeguata alla qualità ma assolutamente sostenibile, considerato il livello: a tale proposito lo chef rimarca la scelta di proporre per questi “pranzi light” pesce selezionato con la solita cura, utilizzando pesci più economici ma altrettanto saporiti. Questa particolare attenzione rivolta anche alla sostenibilità economica fa sì che l’offerta risulti modulata su diverse fasce di prezzo, senza mai intaccare la qualità. I pesci di grande pezzatura, ad esempio, sono lavorati in diverse preparazioni, per cui un singolo esemplare “importante” può essere declinato in diverse portate, dal crudo al primo piatto fino alla cottura al forno.

Noi abbiamo assaggiato una selezione di crudi, composta da ostriche royal di Marennes, ricci di mare dalla Galizia, carpaccio di sarago reale con fiori di zucca e bottarga di muggine, tartare di muggine, gamberi rossi, gobetti e scampi tutti dal Tirreno centrale. Grande rispetto della materia prima e mano leggera per un piatto che potrebbe essere scelto anche per chiudere un pranzo di lavoro dopo un primo.

A seguire gli antipasti cotti: anche qui vale il discorso di poterli considerare come un secondo variegato e gustoso. Mazzancolla cotta a vapore con maionese fatta in casa, rucola e pachino, per un unico morso ricco di contrasti e consistenze, poi gambero rosso sempre al vapore con carciofi crudi olio, limone e menta su crostino di pane nero ai sette cereali (a proposito pani e grissini sono fatti in casa quotidianamente), baccalà alla vicentina servito su polentina croccante e pinoli toscani, totanetti spadellati al pomodoro leggermente piccanti, calamaretti spillo fritti e per finire “nuvoletta” di spigola agli agrumi in crosta di panko.

Dopo un assaggio di primo, degli spaghettoni fatti in casa con totani e bottarga, abbiamo chiuso con un tris di dolci di impostazione che più classica non si può, realizzati davvero egregiamente: panna cotta con fava tonka e mousse di mango, millefoglie con crema chantilly e amarene, tiramisù con savoiardi fatti in casa.

Per chi sceglie di provare un’esperienza gastronomica di altissimo livello, con spesa più importante ma assolutamente adeguata alle materie prime e alle portate servite, Pescado propone tre percorsi, dal costo crescente; il primo è il Menù degustazione pesce ( € 130), il secondo è il Gran menù degustazione crudo ( con particolari assaggi di ostriche, tartare, carpacci e caviale a € 200), mentre il top è rappresentato dal Gran menù degustazione pesce (€ 260), che propone piatti d’autore come gli scampi al ghiaccio con cottura a sbalzo termico e la raffinata catalana di crostacei dello chef, preparata con aragosta, cicala magnosa o astice blu, secondo la disponibilità del giorno. Per i due menù superiori, ma disponibile anche alla carta, il Caviale Pisani Dossi, anche riserva Osetra.

Una grande cantina… per due!
Bere benissimo qui da Pescado è molto facile, merito di una cantina che può contare su oltre 600 etichette complessive, grazie alla sinergia con quella storica della vicina Ambasciata d’Abruzzo. La selezione è imperniata su bianchi italiani e francesi, con oltre 200 referenze per tutte le tasche, anche di quelle più capienti, e su un’ampia proposta di champagne e bollicine italiane, curata da un sommelier pronto a consigliare i clienti per il miglior abbinamento possibile.
In conclusione un ottimo ristorante di pesce, in cui la professionalità e la preparazione del personale di sala, uniti all’esperienza e al know how della proprietà e dello chef, rendono l’esperienza assai piacevole. Piatti ben realizzati, tecnica ineccepibile, materia prima freschissima e valorizzata da cotture e preparazioni adeguate.
Pescado Seafood Restaurant
Viale Bruno Buozzi 31/33, 00197 Roma. Tel. 06 540 3542
Aperto tutti i giorni a pranzo (12:30-15:00) e a cena (19:30-23:00).
Chiuso la domenica sera e il lunedì a pranzo.


