Gennaio, il mese del Veganuary: origini e significato del movimento vegano

Gennaio, con le sue giornate fredde e luminose, è da anni il mese in cui tanti di noi tirano le somme di un anno trascorso tra cene festive, pranzi di famiglia e abbuffate di ogni tipo. Dopo le feste di Natale e Capodanno, segnate spesso da un eccesso di carne, pesce, formaggi e dolci, il primo mese dell’anno è per molti sinonimo di nuovi inizi, buoni propositi e desiderio di rimettersi in forma. Proprio per questo, Veganuary – un neologismo che unisce le parole “vegan” e “January” – si celebra in gennaio: è una sfida globale che invita chiunque, indipendentemente dalle scelte passate, a esplorare per 31 giorni i benefici di un’alimentazione priva di prodotti animali. Questo periodo non è solo un reset dopo gli stravizi delle festività, ma un’occasione per promuovere salute personale e sostenibilità ambientale.

L’origine del movimento e la sua evoluzione

Il movimento Veganuary nasce nel 2014 nel Regno Unito, da un’idea semplice ma potente: incoraggiare le persone a provare l’alimentazione vegana per l’intero mese di gennaio. L’iniziativa è stata fondata da Jane Land e Matthew Glover con l’obiettivo di rendere il veganismo accessibile e comprensibile, non solo per chi già conosce questa filosofia alimentare, ma anche per chi si avvicina per la prima volta all’idea di eliminare carne, pesce, latticini e derivati animali dalla propria dieta.

Inizialmente era un piccolo progetto con poche migliaia di iscritti; nel 2015 furono circa 12.800, ma già negli anni successivi il numero di partecipanti è cresciuto in modo esponenziale. La campagna, ora diffusa in decine di Paesi con supporto di comunità locali, contenuti educativi, ricette e consigli quotidiani, è diventata un fenomeno globale. Nel gennaio 2025, si stima che circa 25,8 milioni di persone in tutto il mondo abbiano preso parte a Veganuary, scegliendo di mangiare plant-based per almeno 31 giorni.

Il successo del movimento si basa su tre pilastri fondamentali:

  • Salute personale: numerosi studi suggeriscono che una dieta vegetale può contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche, favorire la perdita di peso e migliorare l’energia generale.
  • Etica animale: l’eliminazione di prodotti di origine animale riduce la domanda di allevamenti intensivi e il numero di animali allevati e macellati per l’alimentazione umana.
  • Sostenibilità ambientale: l’industria zootecnica è responsabile di una significativa porzione delle emissioni globali di gas serra, dell’uso di acqua e del consumo di suolo. Ridurre o eliminare prodotti animali dalla dieta può diminuire l’impatto ambientale complessivo.

Usanze, partecipazione e numeri attuali

Partecipare a Veganuary è semplice: chiunque può iscriversi online, ricevere consigli quotidiani, piani pasto, ricette e supporto motivazionale. Anche senza iscrizione formale, molte persone condividono le loro esperienze sui social, creando una vera e propria comunità digitale. Celebrità, chef e influencer spesso promuovono la sfida, contribuendo a diffondere una visione positiva e appetitosa dell’alimentazione vegana. Guardando ai numeri, è ormai evidente come la curiosità verso il veganismo sia in crescita. In Italia, ad esempio, secondo dati recenti della ricerca Eurispes, circa il 2,4% della popolazione è vegano e il 4,2% vegetariano, con un totale di persone che adottano una dieta senza carne o derivati di circa il 6,6%.

Durante il Veganuary 2024, secondo un sondaggio YouGov, circa 1,7 milioni di italiani hanno provato un’alimentazione vegana per almeno un mese, con un ulteriore 16% che ha ridotto il consumo di prodotti animali pur non adottando una dieta completamente vegana.

Rompiamo i miti: il veganismo non è triste

Negli anni, il veganismo è stato spesso dipinto come una dieta di rinunce, triste e limitante. Ma questa narrativa è sempre meno aderente alla realtà: oggi esistono numerose ricette, varianti di piatti tradizionali e alternative gustose che dimostrano come mangiare plant-based possa essere creativo, soddisfacente e nutriente. Per chi si avvicina per la prima volta a questa esperienza, Veganuary offre ricette facili e veloci che spaziano da colazioni energetiche a piatti unici gourmet, aiutando a sfatare il mito che una dieta vegana sia noiosa o complicata.

In definitiva, Veganuary è molto più di una semplice sfida alimentare: è un movimento che unisce salute, etica e consapevolezza ambientale, invitando milioni di persone in tutto il mondo a riflettere sulle proprie scelte a tavola e, forse, ad adottare uno stile di vita più sostenibile – un pasto alla volta.

Una ricetta tra tante

Un esempio concreto di quanto la cucina vegana possa essere tutt’altro che monotona è il cavolfiore croccante speziato al forno con salsa cremosa allo yogurt vegetale. Un piatto semplice, pronto in pochi passaggi, che riesce a convincere anche i più diffidenti. Il cavolfiore viene diviso in cimette, condito con olio extravergine d’oliva, paprika affumicata, curry dolce, pepe nero e un pizzico di sale, quindi passato in forno fino a diventare dorato e croccante all’esterno, ma morbido all’interno. A completare il piatto, una salsa veloce a base di yogurt vegetale naturale, succo di limone, senape e erba cipollina o prezzemolo fresco. Il risultato è un piatto appagante, profumato e sorprendente, perfetto come secondo, aperitivo o piatto unico leggero. Una dimostrazione concreta che seguire uno stile di vita vegano non significa rinunciare al gusto.

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