Siamo andati a provare l’Osteria degli Avvocati, a Roma. Al timone, in cucina e in sala, Lorenzo e Adele, coppia di ex legali che ha scelto il cibo come professione. Vi raccontiamo com’è andata.

Vi fareste difendere in tribunale da uno chef? Probabilmente no. Al contrario vi assicuriamo che andare a mangiare in un ristorante dove il cuoco è un ex avvocato è assolutamente raccomandato. 

La storia di Lorenzo e Adele , avocati in cucina

Oggi vi raccontiamo della scelta di vita di Lorenzo Giacco e Adele De Quattro, entrambi avvocati, che dopo aver indossato la toga per vent’anni sono tornati al primo amore, quello per la cucina. 

Lorenzo e Adele, compagni anche nella vita, hanno aperto l’Osteria degli Avvocati quattro anni fa, e da qualche mese hanno traslocato nella nuova sede di Via Trionfale 94, a poche decine di metri, guarda caso, dalla città giudiziaria di Roma.

Lorenzo ai fornelli, Adele in sala, hanno deciso di seguire un percorso tanto semplice quanto lineare. Per scelta etica utilizzano solo materie prime di grande qualità e provenienti da coltivazioni sostenibili, tanto che per seguire la stagionalità dei prodotti il menù cambia ogni tre mesi.

Il locale, dall’arredamento sobrio e rassicurante, è disposto su due livelli: i coperti sono una quarantina, mentre all’esterno un piccolo dehors può accogliere un dozzina di clienti.

Baccalà grande protagonista 

Il protagonista assoluto della cucina di Lorenzo è il baccalà, un prodotto che da ragazzo non amava particolarmente, ma che ha imparato ad apprezzare da adulto. Il baccalà appartiene alla tradizione di  tutte le regioni italiane: un pesce facile da conservare e estremamente versatile. Quello dell’osteria proviene da una storica azienda di Roma che si occupa esclusivamente di baccalà, importandolo da tutto il mondo. Per ogni fornitura il prodotto viene dissalato secondo le tipologie e le indicazioni di Lorenzo: quasi un “taglio” su misura che consente allo chef di avere sempre il giusto baccalà da usare per l’antipasto, il primo o il secondo piatto. 

Tra i primi ho apprezzato particolarmente gli Spaghettoni di Adele, un piatto evidentemente dedicato dallo chef alla moglie: spaghettoni del pastificio Gentile, baccalà selvaggio islandese, pomodoro datterino giallo, capperi, olive taggiasche e origano. 

Piatto a sorpresa, nel vero senso del termine, il Baccarciofo, carciofo romanesco cotto a bassa temperatura, ripieno di baccalà mantecato e poi impanato e fritto, davvero sfizioso: vi consigliamo di dividerlo con un altro commensale, dato che è davvero abbondante.

Il resto del menù da Osteria degli Avvocati

La cucina romana fa la parte del leone e piatti come la carbonara, la cacio e pepe, l’amatriciana, i saltimbocca, le polpette di bollito, il carciofo alla giuria, sono declinati secondo tradizione,  utilizzando prodotti selezionati da piccoli produttori regionali. Non mancano proposte vegetariane e vegane, in cui le verdure sono le protagoniste centrali del piatto. Tra i dolci, alcuni preparati in casa da Lorenzo altri da una pasticceria artigianale di Viterbo, spiccano la mousse di ricotta e visciole, omaggio a uno dei dolci più tipici della capitale e le crostate della casa.

Il servizio di Adele

Quando si entra all’Osteria degli avvocati si percepisce subito un’atmosfera familiare. Il rapporto che instaura Adele con gli ospiti è semplice e diretto, come ad esempio il raccontare ogni piatto utilizzando un aneddoto, la sua origine storica o semplicemente il motivo per cui è stato scelto per il menù.

Particolari unici

La cura con cui vengono scelti anche i piccoli fornitori ha i suoi esempi calzanti nella piccola ma ragionata carta dei vini, impaginata dedicando due pagine ad ogni produttore riportando anche informazioni sulla zona di produzione e sui vitigni e nella carta degli amari, tutti prodotti da una piccola azienda calabrese: ogni bicchierino è associato ad una particolare essenza che viene “nebulizzata” al momento dell’assaggio.

Insomma un locale nato dalla passione di Lorenzo e Adele e dalla loro scelta matura di rincorrere un sogno. Come conclude Adele, con un sorriso che racconta tutto: “Qui non serviamo solo piatti, perchè il cliente quando esce dalla nostra osteria si deve portare via anche una piccola emozione.”

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