A Palazzo Ripetta dodici riconoscimenti per chi sta disegnando il futuro dell’enogastronomia italiana: sei talenti under 35, il Maestro di Cucina Anthony Genovese e quattro realtà che mettono al centro innovazione e responsabilità sociale.
C’è una Roma che lunedì 19 ottobre, nella Sala Bernini di Palazzo Ripetta, ha raccontato il gusto di domani attraverso i volti di chi lo sta costruendo oggi. Sono i Food&Wine Italia Awards, giunti alla settima edizione: dodici categorie promosse da Food&Wine Italia per dare risalto a talenti, percorsi e progetti, con uno sguardo che da sempre si posa soprattutto sui giovani.
I sei talenti under 35
A Portofino, Mattia Pecis, alla guida del Ristorante Cracco Portofino, è il Best Chef Under 35: una voce personale cresciuta alla scuola di Carlo Cracco, che rilegge il patrimonio ligure con attenzione al vegetale e al mare. Tra i dolci, il titolo di Best Pastry Chef va a Giulia Mizzoni, pastry chef di Piazza Duomo ad Alba, dove accanto a Enrico Crippa firma una pasticceria misurata e contemporanea, in cui il dessert non chiude il racconto ma ne fa parte.
La pizza parla al plurale. Il premio di Best Pizza Chef Under 35 è per Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin, della Pizzeria della Passeggiata a Priverno: una storia di famiglia nata dalle madri e diventata attività solida, fondata su impasti, ingredienti e accoglienza, con un occhio al territorio pontino e uno alla novità.
In sala, Stefano Zandarin di Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona, è il Best Maître e Sommelier Under 35: un servizio del vino colto ma mai distante, preciso e insieme spontaneo. Dietro al bancone vince Stefano Giummarra del Morgana Lounge Bar di Taormina, che a ogni stagione reinventa la carta con ingredienti siciliani e accostamenti inattesi. In cantina il riconoscimento è per Chiara De Iulis Pepe, quinta generazione della storica Emidio Pepe, in Abruzzo, che nel 2026 ha portato la sua visione oltre i confini, alla guida del Domaine de la Chapelle.


Chi è il Maestro di Cucina
Da chi comincia a chi ha già lasciato il segno: il titolo di Maestro di Cucina 2026, in collaborazione con Parmigiano Reggiano, è andato ad Anthony Genovese, chef e patron de Il Pagliaccio di Roma, due stelle Michelin. Nella motivazione, oltre vent’anni di storia romana fatti di ricerca, sperimentazione e libertà di pensiero, e la capacità di formare molti protagonisti dell’attuale scena culinaria senza smettere di evolvere la propria identità.

Innovazione e responsabilità sociale
Quattro premi guardano oltre il piatto e il calice. Foreverland Food vince per l’innovazione nel cibo, con un’alternativa al cioccolato pensata per rispondere alle fragilità di una filiera messa a dura prova dal cambiamento climatico. Panacea Social Farm, a Torino, conquista la responsabilità sociale: il pane e la pasticceria diventano strumento di lavoro e di percorsi professionali per persone fragili o con disabilità.
Nel vino, Pasqua è premiata per l’innovazione, per aver rinnovato il racconto del vino attingendo ad arte contemporanea, moda e lifestyle e parlando a Millennials e Gen Z. Feudi di San Gregorio riceve il premio per la responsabilità sociale per il lavoro con il Parco Archeologico di Pompei: nei vigneti del sito sono tornate a vivere varietà autoctone già presenti in epoca romana.
Chiude il quadro il premio per la Miglior Colazione in Hotel, a Borgo Santandrea, sulla Costiera Amalfitana, dove il risveglio si fa alta cucina e si può persino scegliere un piatto di spaghetti.
Per il direttore di Food&Wine Italia, Federico De Cesare Viola, i premi raccontano un settore in continua evoluzione, in cui convivono nuove generazioni, figure di riferimento e realtà capaci di innovare e creare valore, frutto di un lavoro di scouting condotto con indipendenza editoriale. A scegliere i vincitori una giuria di esperti e giornalisti, coordinata dalla redazione.
Tra le novità dell’edizione, il coinvolgimento di Intrecci – Accademia di Sala e Accoglienza, sponsor tecnico: i suoi studenti hanno affiancato i professionisti durante la serata, mettendo alla prova sul campo quanto imparato. Un modo per dare spazio ai professionisti di domani anche dietro le quinte.
Degustazioni finali
La serata è proseguita a Piazzetta Ripetta, la corte interna dell’hotel, con assaggi firmati da alcuni dei premiati. Ad aprire Christian Spalvieri, resident chef di San Baylon, con Riso, Pomodoro e Pomodoro. Poi le Chiocciole Monograno Felicetti con sugo di peperone arrosto, chimichurri e tonno di Pecis, e la falia a lievitazione naturale, tipica focaccia locale, nella versione “Monti Lepini” di Ambrifi e Visentin, con mozzarella di bufala Dop, roast beef di bufala e cicoria selvatica marinata. Per il finale, le Gelatine d’autunno di Giulia Mizzoni, con castagna, shiso e mele Marlene. Nei bicchieri, Berlucchi Franciacorta, il Cerasuolo Superiore Deìvaì di Cantina Tollo e l’Oscar Wilde Said di Giummarra, agrumi e bergamotto per un cocktail che richiama la Sicilia.


