Come per mille altri prodotti o preparazioni gastronomiche, anche il piatto italiano più famoso nel mondo – a detta degli stranieri – soprattutto in Nord America, ha una sua giornata dedicata: la National Fettuccine Alfredo Day, celebrata il 7 febbraio di ogni anno dal 2016.

In questa giornata si festeggia una contraddizione: una pietanza nata in Italia, praticamente sconosciuta dalla stragrande maggioranza degli italiani, ma che all’estero è considerata uno dei piatti simbolo della nostra tradizione gastronomica. Qui da noi i pochi che ne hanno sentito parlare la considerano ormai – a torto o a ragione – un piatto americano, o meglio, un piatto della cucina italoamericana.

La storia delle Fettuccine Alfredo

Le Fettuccine all’Alfredo nascono nel 1908 grazie a un’invenzione di un cuoco trasteverino figlio di ristoratori – Alfredo Di Lelio (1883-1959) – quando, per preparare una pietanza semplice, veloce e sostanziosa per Ines, la puerpera sua consorte, decise di condire un piatto di pasta preparato nel trattoria di mamma Angelina in Piazza della Rosa, con burro e formaggio grana grattugiato. Nulla di particolarmente innovativo poiché possono essere considerate a tutti gli effetti una variante, o meglio, un’evoluzione della pasta al burro, specialità semplice e gustosa che esisteva già parecchio tempo.

Il colpo di genio fu di identificarlo come alimento terapeutico, tanto da inserirlo in carta nel proprio locale che aprì a Roma nel 1914 al numero 104/a di Via della Scrofa. Il punto di svolta del piatto avvenne nel 1920 quando una coppia di famosi attori americani dell’epoca – Douglas Fairbanks e Mary Pickford – nella tappa romana del loro viaggio di nozze, definirono dapprima ‘signature pasta’ – pasta d’autore – le fettuccine al burro e formaggio assaggiate nel locale di Alfredo Di Lelio e nel luglio di sette anni più tardi omaggiando il titolare con una forchetta e un cucchiaio d’oro, con riportata la dedica (scritta in inglese) Ad Alfredo il Re delle fettuccine, la data e la singola firma degli attori su ciascuna posata. Da quel giorno cominciò un afflusso continuo di celebrità (non solo americane) del mondo del cinema e della musica  che, una volta tornati in patria, facevano conoscere il piatto dove, come detto, ancora oggi è più famoso di quanto  sia in Italia.

I “due Alfredo”

Nel 1943 Alfredo Di Lelio, complice forse il conflitto mondiale in corso, decise di dire basta con i fornelli e cedette il locale di Via della Scrofa a due suoi camerieri – Giuseppe Mozzetti e Ubaldo Salvatori. Sette anni più tardi, nel 1950, il ‘sacro fuoco’ della ristorazione si riaccese e fu così che assieme al figlio Armando (1908-1982), conosciuto come ‘Alfredo II’, inaugurò una nuova insegna: Il Vero Alfredo in Piazza Augusto Imperatore la cui conduzione è proseguita con Alfredo Di Lelio (1948-2013) detto Alfredo III. Da allora a Roma esistono due ristoranti Alfredo: Il Vero Alfredo e Alfredo alla Scrofa. Per ovvie ragioni anagrafiche con il tempo sono cambiati i proprietari dei rispettivi locali. Il Vero Alfredo è sempre stato diretto dalla famiglia Di Lelio arrivato oggi alla quarta generazione con la conduzione di Ines Di Lelio – pronipote del fondatore Alfredo I nonché sorella di Alfredo III – e dalla figlia Chiara Cuomo. Alfredo alla Scrofa è sempre stato gestito dai discendenti dei fondatori. Attualmente è gestito dal 1991 da Mario Mozzetti e, fino al 2021, da Veronica Salvatori.

Come si preparano le Fettuccine Alfredo

Nonostante occorrano solo quattro ingredienti – pasta, burro, formaggio e acqua –  preparare un piatto di fettuccine Alfredo originali è un operazione nient’affatto semplice. Innanzitutto occorre partire dalle fettuccine preparate con farina 00 italiana, farina di semola 0 in egual misura e uova intere. Il panetto ottenuto va lasciato riposare in frigorifero per poi lavorarlo fino a ottenere una sfoglia il più sottile possibile tagliata successivamente in striscioline larghe 7-8 millimetri per poi cuocerle 20-30 secondi in abbondante acqua salata. Una volta scolate, ancora fumanti, vanno adagiate sul piatto ovale di portata precedente allestito con alcuni cubetti ammorbiditi di burro di panna dolce di centrifuga scremata dal latte fresco. È a questo punto che con una forchetta e un cucchiaio inizia la mantecatura mediante un movimento rotatorio dal basso verso l’alto seguendo un movimento ternario aggiungendo dapprima un po’ di acqua di cottura e successivamente una copiosa spolverata di Parmigiano Reggiano 24 mesi grattugiato in precedenza e passato in un setaccio a maglia fine. Questa gestualità crea un’emulsione setosa che ricopre la pasta, tenera e quasi impalpabile.

e come non si preparano

Una volta diventate famose, le fettuccine Alfredo sono state sempre più ‘aggiustate’ da parte dei consumatori nord americani e, soprattutto, dalle industrie alimentari che hanno colto al volo l’enorme potenziale economico che questa salsa non protetta da brevetto poteva offrire. Ecco allora che all’estero si vedono Fettuccine Alfredo preparate con gli spaghetti e condite con gamberetti, prezzemolo o petto di pollo, ma anche con intingoli già pronti contenenti aglio arrostito, bacon e l’onnipresente panna, arrivando al paradosso di eseguire una ricetta che non contiene nessuno degli ingredienti originali o acquistare un sugo pronto che di ‘Alfredo’ ha a malapena il nome.   

Tutte le curiosità sulle Fettuccine Alfredo

  • Le MAESTOSSIME FETTUCCINE ALFREDO, LA RICETTA ORIGINALE DAL 1908 da Il Vero Alfredo sono in carta a €22,00, mentre da Alfredo Alla Scrofa le ORIGINALI FETTUCCINE ALFREDO sono proposte a €27,50 (comprensive del 10% di servizio).
  • Entrambi i locali – Alfredo alla Scrofa e Il Vero Alfredo – si vantano ancora di possedere, a distanza di quasi un secolo, le celebri posate ricevute in dono dai due divi hollywoodiani. Recentemente è stato scoperto che la forchetta e il cucchiaio originali furono requisiti nel 1935 da un gerarca fascista ai tempi dell’iniziativa Oro alla Patria voluta dal regime per sostenere le spese militari della Guerra d’Etiopia allora in corso. A conflitto terminato, uno dei primi pensieri dei titolari fece cesellare una replica dallo stesso orafo. A oggi, le copie degli originali del 1927 sono due, una per ogni locale, rendendo esplicita la domanda se entrambe siano autentiche, se una sola o nessuna delle due.
  • Nel 1996, sull’onda della notorietà a livello mondiale delle celebri fettuccine, sono stati inaugurati due locali in franchising de Il Vero Alfredo: Alfredo di Roma a Città del Messico e Alfredo di Roma Trattoria a Cozumel (isola messicana nel Mar dei Caraibi), entrambi all’interno di strutture alberghiere appartenenti alla catena britannica InterContinental. Successivamente, nel 2024 e sempre in affiliazione commerciale, è stato aperto un terzo locale: Il Vero Alfredo a Jeddah in Arabia Saudita.
  • Via della Scrofa è il bizzarro toponimo di questa strada di Roma, in pieno centro tra il Rione Campo Marzio e il Rione Sant’Eustachio. È da attribuire all’omonima locanda presente intorno al XV secolo che, con il passare del tempo, diede il nome a tutto l’isolato. Piazza Augusto Imperatore, invece, è una piazza urbana creata dal regime fascista nel 1937 per valorizzare il mausoleo intitolato all’omonimo sovrano. I due locali distano 500 metri l’uno dall’altro.

Fettuccine Alfredo, febbraio è il mese per festeggiarle