Scirubetta 2025. Sale sul podio il Bacio Halleluja, ma vince il gelato artigianale e vi diciamo perché.

Per quattro giorni Reggio Calabria si è trasformata nella capitale del gelato artigianale con Scirubetta 2025, accogliendo 34 maestri gelatieri con i loro gusti originali arrivati da tutta Italia e non solo. Questa quarta edizione del Festival del Gelato Artigianale ha registrato oltre 100.000 presenze consacrandola come uno degli eventi più attesi dell’anno in Calabria, identificando anche Reggio Calabria come centro di riferimento per il gelato.

Scirubetta 2025 ha ospitato nello specifico gelatieri da tutta Italia e da sette paesi nel Mondo, dagli Usa alla Tunisia, Ungheria e Giappone con creazioni originali e sorprendenti. Oltre alla presenza degli artigiani del gelato, tra concorrenti e giurati, molti i visitatori appassionati e golosi che si sono ritrovati sul lungomare più bello d’Italia, insieme ai rappresentanti di Conpait, che hanno organizzato l’evento, alle istituzioni, giornalisti di settore. Insieme al gelato spazio anche alla cucina, grazie ai cuochi della Fic Calabria e alle loro ricette tra dolce e salato, dove il gelato sposa la gastronomia, e poi alla pizza, alla birra e alla mixology.

«Questa edizione di Scirubetta è stata straordinaria, un vero boom che ha superato ogni aspettativa – dichiara Angelo Musolino, Presidente Conpait – voglio esprimere la mia più profonda gratitudine a tutta la squadra che ha lavorato con passione e dedizione, agli sponsor che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio, e a tutte le istituzioni e partner che ci hanno sostenuto. Abbiamo dimostrato che quando si lavora insieme, con visione e cuore, si possono realizzare eventi che lasciano il segno. Scirubetta non è solo un festival: è un simbolo di rinascita, di eccellenza e di orgoglio calabrese

Chi ha vinto Scirubetta 2025

Sono i due fratelli messinesi Squatrito ad aggiudicarsi il podio di Scirubetta, sia quello della giuria tecnica che quello della popolare. Un successo, dunque, per il gelato made in Sicilia.

Secondo la giuria di esperti che ha assaggiato, valutato e discusso tutti i 34 gusti originali proposti dai maestri gelatieri arrivati da tutta Italia e anche dall’estero ha premiato alla fine come miglior gelato il Bacio Hallelujah di Alessandro Squatrito. Un gusto che nasce dal lavoro dei due fratelli e che a gennaio di quest’anno al Sigep trionfa diventando il gelato dell’anno, Nel concorso indetto per la ricetta ufficiale del gelato simbolo della tredicesima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale e che quest’anno è dedicato al Giubileo. Bacio Hallelujah, a base gianduia con nocciole tostate e variegatura al cioccolato puro, è un gusto che non lascia dubbi, goloso, ma allo stesso tempo leggero al palato.

Sul podio tecnico dietro a Squatrito c’è il giovane Nicola Arena, anche lui di Messina, maestro gelatiere che affianca il padre in laboratorio nella gelateria di famiglia. Il gusto vincente di Arena è “La mia Gianduia Capo Peloro” un omaggio goloso alla sua terra ai ricordi d’infanzia: una pasta gianduia variegata al cioccolato bianca con granella di cialde, un mix di consistenze e di dolcezze ben calibrate. E al terzo posto arriva Daniele 𝗟𝗼𝗽𝗲𝘇 di Bagnara Calabra con “Gelato al Panzibì” un gelato che reinterpreta e omaggia il panettone realizzato con latte fresco, panna, panettone allo zibibbo appassito di Bagnara.

Sul versante della giuria popolare i tre gusti che sbaragliano sono quelli tra i più golosi, un indice che il gelato alla crema rimane sempre un comfort food condiviso. È Vincenzo Squatrito con il suo Nocciolissimo, a base nocciola variegato con cioccolato fondente e croccante di nocciole, che mette insieme consistenze e un passaggio divertente tra croccantezza e cremosità scigolievole; al secondo posto arriva Domenico Laganà di Reggio Calabria con la sua Crema al Tiramisù, ovvero un gelato che ripropone una Crema al Mascarpone, variegato croccante al caffè e nocciola, espresso napoletano e savoiardo (senza glutine). A seguire c’è Ivan Procopio da Catanzaro che ha ideato un gusto in occasione della Festa del Libro Gutenberg che celebra la cultura e il futuro – Ombre e luci di domani; stiamo parlando di Pistacchio di Sicilia, fragoline di bosco e crunchy di avena.

Tra gelati e sorbetti, cosa abbiamo assaggiato a Scirubetta 2025

L’evento nella sua riuscita sottolinea l’importanza del gelato artigianale nella sfera cultura e gastronomica del nostro paese, non solo della Calabria. Un elemento e alimento di tradizione radicato a livello nazionale e che ha unito l’Italia attraverso tecnica e gusto. Se ci pensiamo bene il gelato è nel suo genere uguale in tutto il paese, al di là di poche varianti. Questa trasversalità e riconoscibilità fanno del gelato un prodotto unico che si identifica con l’Italia. Proprio come succede con la pizza, anche se questa ha una sua declinazione regionale e locale molto più evidente e capillare.

Ovviamente anche il gelato ha attraversato epoche e mode, gusti di tendenza, colori, consistenze, marketing. Oggi siamo di fronte ad un prodotto che ricerca sempre più il gusto originale delle materie prime e che si ancora al territorio, scegliendo di raccontarlo, attraverso i suoi prodotti sempre più caratteristici e identitari. Lo abbiamo visto in questi giorni con il grande tributo al bergamotto, ma anche ai limoni di Sicilia, alle mandorle, al pistacchio, fino ai datteri per la gelatiera tunisina. Il territorio si accompagna alla stagionalità, ma soprattutto a una rivoluzione del gusto con un approccio tecnico nuovo, con una ricerca nella gestione ed equilibrio degli zuccheri, e nella scelta soprattutto di abbracciare salubrità e il rispetto delle materie prime.

Discorso confermato dagli assaggi fatti e da una presenza importante dei sorbetti, versione “all’acqua” di molti gelati che ora passano dalla frutta ad altri sapori riuscendo a regalare al palato rotondità, cremosità e consistenze interessanti che prima si trovavano solo nelle creme, da contraltare una leggerezza e una scioglievolezza e una esaltazione del sapore, che si percepisce in assoluto o combinato.

Tra i sorbetti che ci hanno convinto c’è il Sorbetto Mediterraneo di Pina Caruso (Potenza) a base di Pistacchio, mandorla bianca e torrone in un mix di identità territoriale e un gioco di dolce croccantezza; sempre con la mandorla gioca il sorbetto di Giacomo Barone a base di mandorla d’Avola bianca e tostata e profumata all’arancia.

Non può mancare il bergamotto con il sorbetto di Lillo Freni, gelatiere e pasticcere di Messina, che ha portato a Scirubetta Agrum’Oro, che lui definisce come “acqua, zucchero, infuso di bergamotto e infuso di limoni” unendo insieme Reggio Calabria a Messina.

Tra i gelati cremosi e golosi abbiamo individuato anche noi i nostri preferiti, tra questi Riga (Abbraccio con i cugini) di Pietro Galea e Daniele Rinaldis, un veloutè di ricotta, croccante di stomatico, caramello, mandorle, pistacchi e vino passito Greco di Bianco in omaggio al territorio di provenienza. E infine ci siamo divertiti con un gusto a metà tra il gastronomico e il dolce con Romagna Remix a base di squacquerone, fichi caramellati, crumble di piadina dolce di Lucia Guidi dalla provincia di Rimini.

Scirubetta 2025, Reggio Calabria capitale del gelato artigianale