Da segretaria a imprenditrice olivicola: come formazione, determinazione e sostegno familiare hanno trasformato una vita nella Sabina.
In un settore storicamente maschile come l’agricoltura, le donne stanno conquistando spazi importanti. Debora Bernardini, fondatrice di Terre di Ancuria, ne è un esempio concreto. In questa puntata del podcast ITS Agro su Radio Food, in collaborazione con AgriStartHub e la Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, Debora racconta il suo percorso: dal cambio radicale di vita a 40 anni alla creazione di un’azienda olivicola certificata IGP Roma, passando per il corso Agri Manager all’ITS. Con lei Federico, tutor dell’ITS Agro Viterbo-Roma. Emergono temi attuali: emancipazione femminile, responsabilità maschile, difficoltà del settore e il valore della formazione per emergere.
Domanda: Partiamo dall’8 marzo e dal tema della donna. Perché secondo te dovremmo parlare più di maturità maschile che di emancipazione femminile?
Risposta di Debora Bernardini: “Sono profondamente convinta di questa cosa, nel senso che convengo anche sul fatto che ad un certo punto l’uomo scopra di essere uomo, di essere figura uomo, solo quando c’è o una donna che lo sveglia un attimo o c’è un figlio. E quindi lì capisce che della responsabilità più grande di, di se stesso è quello che lo mette in gioco finalmente. […] Dovremmo smettere di, di, di dover dare, di dover esasperare un concetto, passami il termine, normale e cominciare a guardare, ma parliamo di noi, che stiamo ancora indietro. Cioè, l’uomo cresce male, che si sveglia tardi, ed è sempre una donna che lo sveglia, quasi sempre, può essere una moglie, una figlia, o… Però tu, tu, tu sei un irresponsabile a tempo indeterminato.”
Domanda: Nel quotidiano, vedi ancora stereotipi sui bambini maschi?
Risposta di Debora Bernardini: “Al parco giochi dei bambini ci sono mamme, e soprattutto dei papà, però: ‘Eh vabbè, ma è un maschietto’. Cioè questa è roba che dobbiamo cominciare a– sulla quale bisognerà cominciare a mettere mano. […] Ho sentito cose come: ‘Mio figlio’, ridevano, ‘tocca il sederino alla bambina’ e ridiamo. E cosa ridiamo? Non lo so. Ci sono dei papà orgogliosi.”
Domanda: Raccontaci la nascita di Terre di Ancuria. Quando e perché hai lasciato il lavoro precedente?
Risposta di Debora Bernardini: “La mia azienda agricola nasce nel 2019. Ovviamente nasce prima come idea. Eh, lascio il mio lavoro per scelta, quindi rinuncio ad un contratto e, e decido di gettarmi pienamente in questo percorso. […] Prima mi occupavo roba amministrativa, segreteria, lavoravo nello specifico all’interno di un’azienda che si occupava di genetica molecolare, genetica forense. […] Decido di andare via perché decido che avevo necessità di riscoprirmi nella mia terra, perché avevo bisogno di cambiamento e il cambiamento lì non lo avevo più. […] Mettermi a contatto con la natura mi ha sempre dato la possibilità di esprimermi e quindi in virtù di questo ho deciso di investire su me stessa.”
Domanda: Entrare in un mondo maschile è stato difficile? Quanto ha contato la formazione ITS?
Risposta di Debora Bernardini: “Entro in un mondo prettamente maschile, come tutti sappiamo. […] Confermo tutto quello che hai appena detto ed è proprio per questa motivazione che io mi sono iscritta ad ITS. Il mio percorso ad ITS nasce con questa consapevolezza, cioè che formarmi era l’unica possibilità per poter emergere all’interno di questo, di questo campo prettamente maschile. […] Uscire da ITS con una formazione mi ha permesso di avere più consapevolezza di quello che, a cui potevo arrivare e di riuscire a parlare anche con i miei colleghi in una maniera differente. Quindi oggi riesco a tenere una conversazione senza essere guardata un po’ dal basso verso l’alto.”
Domanda: Federico, come tutor, hai visto il percorso di Debora. Che impressione ti ha fatto?
Risposta di Federico: “Dico abbraccia anche il pubblico maschile. E poi, sia chiaro che io ho visto dall’altra parte la storia di Debora in prima persona, quindi lei da studentessa che entra, con tutte le fatiche del caso nell’azienda e la figlia e la sua vita privata. […] È l’esempio più grande di, di, di voglia di riscatto, di forza, di energia, e che ha fatto un percorso, si può dire, finito con una lode meritatissima insomma, quindi direi un percorso grandioso. […] Nella sua classe stessa è stata proprio una forza motrice che ha alzato il livello.”
Domanda: Oggi come gestisci l’azienda? È cresciuta?
Risposta di Debora Bernardini: “Ad oggi ho 23 ettari, ho iniziato con sette, per cui insomma si può crescere, basta investire su, su se stessi, sulle proprie qualità e sicuramente un po’ anche affidarsi. […] Abbiamo triplicato in sei anni abbiamo triplicato l’operatività, cioè la produttività. […] Il mercato dell’olio è un mercato in crescita comunque con le sue difficoltà. […] Puntiamo sulla biodiversità e quindi puntiamo sul nostro territorio, sulla scoperta del nostro territorio, sul turismo olivicolo, puntiamo sulla conoscenza del nostro prodotto come qualità.”
Domanda: Qual è stato l’elemento chiave per decidere di cambiare vita?
Risposta di Debora Bernardini: “Basta, lo faccio è stato sicuramente la stretta di mano davanti ad una cena con mio marito dove mi diceva: ‘Scommetto che riuscirai’. E io dicevo: ‘No, ma è impossibile’. Lì lui mi ha detto: ‘Ce la farai’. E io ho detto ok, ce la devo fare perché se qualcuno crede su me più di quanto io possa credere su me stessa, ho detto ok, ce la, ce la devo fare. […] E poi il successivo passo è stato sentirmi dire dai miei ex colleghi vai a fare la contadina.”
Domanda: Cosa hai imparato di più utile all’ITS?
Risposta di Debora Bernardini: “Sicuramente conoscere le certificazioni di qualità del prodotto […] ho già la certificazione di qualità IGP Roma. […] Conoscerle di più e nel profondo come avviene, e cosa accade quando un ispettore deve fare un controllo presso l’azienda. […] Mi ha aiutato moltissimo nell’essere cosciente di che tipologia di prodotto stavo portando a tavola. Infatti ho creato da un blend un monovarietale di Rosciola.”
Domanda: Come si inizia senza terreni propri?
Risposta di Debora Bernardini: “Si può creare una condizione da affitti agricoli, quindi sostanzialmente si può condurre un terreno creando dei classici affitti […] hai per legge 15 anni, devi rispettare i 15 anni di affitto […] vengono depositati ad Agenzia delle Entrate.”
Domanda: Come conciliare famiglia e impresa agricola da donna?
Risposta di Debora Bernardini: “Si fa se hai un appoggio in famiglia, si fa tranquillamente. A volte ci si avvale della babysitter quando non è possibile. […] Ho un marito che fa un lavoro flessibile negli orari. […] La figura della donna in una famiglia è insostituibile […] con i figli è un pochino più complicato.”
Domanda: Perché Terre di Ancuria?
Risposta di Debora Bernardini: “Ancuria è perché dove io abito adesso, attualmente, è una collina del paese di Montelibretti e il nonno di mio marito diceva che lì c’era una popolazione ai tempi romani che si chiamavano gli Ancuriani. […] Rimane la leggenda.”


