Soste salate: l’estate 2025 porta rincari (e qualche sorpresa) negli Autogrill italiani

Sole, autostrada, valigie piene e bimbi sul sedile posteriore: l’estate italiana è ufficialmente iniziata. Ma se il viaggio è parte della vacanza, la sosta in Autogrill rischia di diventare un’esperienza più amara del previsto. A dircelo è l’ultima indagine di Altroconsumo, che ha messo sotto la lente 16 aree di servizio lungo le principali arterie italiane, in particolare nei pressi di Milano, Napoli, Roma e Venezia. Il verdetto? Panini, caffè e acqua viaggiano su un listino che sembra più quello di un bistrot parigino che di un punto ristoro autostradale.

Prendiamo l’acqua, ad esempio. Un bene essenziale, specialmente con 35 gradi che picchiano sul parabrezza. La bottiglietta da mezzo litro può arrivare a costare oltre 1,50 euro, con un prezzo al litro che sfiora i 3,18 euro. Una cifra che supera di cinque volte quella praticata in un supermercato. E non è solo questione di sete: non va meglio se si desidera una colazione veloce. Le brioche hanno registrato un aumento medio del 16% rispetto allo scorso anno. Oggi un cornetto costa in media 2 euro, con punte fino a 2,20 euro a seconda dell’area di sosta. Nei bar cittadini, invece, la stessa brioche si ferma a 1,37 euro. Anche il caffè, rito nazionale per eccellenza, fa segnare un rincaro: 1,46 euro la media in autostrada (con oscillazioni tra 1,30 e 1,50 euro), il 7% in più rispetto al 2024. In città? Circa 1,20 euro. E il cappuccino? 1,85 euro in media sulle strade a lunga percorrenza, con picchi fino a 2,20 euro. Un prezzo stabile rispetto allo scorso anno, ma pur sempre il 16% in più rispetto ai bar urbani.

Quanto costa fermarsi a pranzo in Autogrill

Chi decide di fermarsi per pranzo, poi, deve mettere in conto una spesa da ristorante, ma senza tovaglia di lino o servizio al tavolo. Un panino imbottito, magari di quelli già confezionati, può arrivare tranquillamente a 8,50 euro. E no, non c’è patatina inclusa.

L’indagine evidenzia anche i rincari su gelati e bevande gassate, con la Coca-Cola venduta in bottigliette che, convertita al litro, tocca picchi di 8 euro. In pratica, il prezzo di una bottiglia di buon vino. Gli energy drink? Ancora peggio: quasi 16 euro al litro, un record da Guinness (non la birra). Naturalmente, dietro questi prezzi ci sono fattori oggettivi: il caro energia, l’inflazione generale, i costi logistici. Eppure la sensazione, per molti consumatori, è quella di trovarsi intrappolati in un microcosmo dove la concorrenza è azzerata e la trasparenza è spesso un miraggio.

Capitolo snack: le patatine confezionate (tra i 165 e i 200 grammi) viaggiano attorno ai 3,50 euro. Il prezzo al chilo è in discesa (-28%) rispetto all’anno scorso, ma solo perché si trovano più spesso confezioni grandi, che incidono meno sul costo al grammo. Anche i cracker mostrano segnali di ribasso, ma con forti variazioni da un Autogrill all’altro: da 2,49 a 3,70 euro per una confezione da 100 grammi. Piccola consolazione: anche il cioccolato costa un po’ meno rispetto al passato, anche se resta un prodotto dalla forbice ampia. Una tavoletta può andare da 1,30 euro fino a sfiorare i 5 euro, in base a marca e località.

Altroconsumo sottolinea come, nonostante qualche lieve calo rispetto al 2024 (soprattutto su snack confezionati e panini), la sosta autostradale resta un momento critico per le tasche delle famiglie italiane. L’invito è alla consapevolezza: pianificare una sosta in prossimità delle uscite, magari nei pressi di paesi o centri urbani, dove bar e ristoranti offrono prezzi più umani. O, se proprio si vuole restare in autostrada, dotarsi di borraccia, panini fatti in casa e un pizzico di pazienza.

Insomma, l’estate 2025 è iniziata all’insegna del caldo e dei rincari. E mentre il traffico scorre lento sotto il sole, molti automobilisti si ritrovano a rimpiangere non tanto il pieno di carburante, quanto quello di acqua e snack. Perché sì, fermarsi in Autogrill è comodo. Ma a volte, è anche (troppo) caro.

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