Premio Internazionale Anna Dente Ostessa 2025

La seconda edizione del Premio Anna Dente si svolge il 3 novembre ad Officine Farneto (Roma) nell’ambito di Excellence Food Innovation; oltre 40 protagoniste della ristorazione e della filiera agroalimentare saranno celebrate mentre verrà ufficialmente lanciato il Museo delle Donne della Ristorazione.

Dopo il fortunato esordio della Giornata Nazionale REDORI a Forlì, la Rete Donne della Ristorazione Italiana dà seguito al proprio impegno con la seconda edizione del Premio Internazionale Anna Dente “Ostessa”. L’evento si svolge nel pomeriggio del 3 novembre presso le Officine Farneto, nell’ambito di Excellence Food Innovation, e nasce con la scelta precisa di mettere al centro storie e competenze femminili che attraversano cucine, sale, cantine e laboratori.

La seconda edizione conferma e amplia il progetto: saranno 45 le donne premiate, rappresentative di molteplici esperienze della filiera agroalimentare. Tra le presenze si segnalano le sorelle Cabalà, proprietarie della storica Officina del cioccolato a Domodossola, e poi professioniste dell’arte bianca, donne esperte del vino e dell’olio, e non mancheranno anche le sfogline di Emilia e Romagna. La partecipazione internazionale è testimoniata da professioniste provenienti da Parigi, a sottolineare la portata transnazionale del riconoscimento.

Come funziona il premio Anna Dente

Il Premio Internazionale Anna Dente “Ostessa 2025” è organizzato dall’Associazione Culturale Anna Dente e da REDORI – Rete Donne della Ristorazione Italiana, con il patrocinio di Casa Artusi nell’ambito della manifestazione Excellence Food Innovation ideato da Pietro Ciccotti. è concepito come prosecuzione naturale della Rete REDORI: l’obiettivo è trasformare l’attenzione mediatica e culturale in pratiche concrete di inclusione e riconoscimento. Il lavoro intrapreso con la Giornata Nazionale e con il premio si traduce in un programma di iniziative che punta a coinvolgere territori, istituzioni e operatori per favorire un cambiamento strutturale nel mondo della ristorazione.

Il Premio si articola attorno al lavoro del Comitato Scientifico dell’Associazione Culturale Anna Dente, composto da figure accademiche e giornalistiche di rilievo e da chef. Tra gli interventi attesi si segnalano contributi legati al linguaggio del cibo, alla storia del lavoro femminile nelle cucine professionali e all’immagine del cibo. L’evento è pensato come dialogo fra memoria e ricerca, e la testimonianza diretta delle protagoniste.

La novità: il Museo delle Donne della Ristorazione – Anna Dente

Un annuncio atteso caratterizzerà la giornata: il lancio ufficiale del Museo delle Donne della Ristorazione – Anna Dente. Ideato e coordinato dalla dott.ssa Diana Babic, il progetto mira a far luce sul contributo passato e presente delle donne nella cucina professionale. Non mancheranno percorsi realizzati ad hoc con gli strumenti, divise, ricette e memorie delle cuoche e delle ostesse che hanno contribuito a costruire l’identità gastronomica italiana. Si tratta di un’operazione di salvaguardia della memoria materiale e immateriale, concepita per essere una risorsa pubblica e scientifica.

L’eredità di Anna Dente

Anna Dente è stata figura emblematica della cucina popolare: contadina, macellaia e cuoca, riconosciuta dalla Regione Lazio come ambasciatrice della cucina romana e laziale. La sua attività, che ha saputo coniugare tradizione e apertura all’innovazione, rimane il punto di riferimento etico e culturale che ispira il premio istituito da sua figlia, Angela Ferracci. “Con questo premio – racconta Ferracci- voglio ricordare tutte le ostesse che sono state poi riconosciute come grandi chef, soprattutto agli albori dei primi anni del Novecento, alle quali non è mai stato riconosciuto e valorizzato il loro effettivo contributo alla storia della gastronomia. Come Eugénie Brazier, che fu la prima donna negli anni ‘30 a prendere tre stelle Michelin, lei francese di una località vicino Lione, è stata considerata la mère, la madre di tutti i maggiori cuochi, uno tra tutti Paul Bocuse. La memoria di questa valente cuoca trova forma in un riconoscimento che intende restituire dignità e visibilità a professioniste spesso ignorate dalla narrazione ufficiale.

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