Il premio di una donna a tante donne: Anna Dente Ostessa 2025

Lunedì 3 novembre si è tenuta, ad Officine Farneto, la seconda edizione del Premio Internazionale Anna Dente, che ha celebrato 45 donne che rappresentano la varietà e l’eccellenza della filiera enogastronomica italiana; annunciato il Museo delle Donne della Ristorazione e consegnato un riconoscimento speciale agli “Amici di Anna”.

Non ho avuto l’onore di conoscere Anna Dente e di sedermi alla sua tavola, ma questo nome per me ha sempre avuto il sapore dell’istituzione, un caposaldo della cucina romana e di tradizione. O meglio ancora della cucina italiana. Perché Anna Dente è e sara sempre l’Ostessa. E non ci sono altri termini che sappiano dare in pieno il senso della tavola, dell’accoglienza, del calore e dell’inclusività. Se guardiamo indietro a chi era Anna Dente e al suo pensiero di cucina possiamo affermare senza ombra di dubbio che nel suo legame alla terra e al territorio, alla tradizione e al gusto è sempre stata innovativa e moderna. La sua idea di cucina oggi sarebbe più che attuale, in un‘epoca dove si cerca di nuovo all’essenziale, alla veracità dei sapori di materie prime vere, in un’epoca di filiera corta, certificata e trasparente, di orti in casa e di rispetto per ciò che si lavora. Moderna e innovativa, come sa essere ogni tradizione che va avanti con entusiasmo e forza di adattamento ai tempi che vive. Questo è il mio pensiero e sarebbe stato un grande onore poterne raccontare la storia.

A distanza di 5 anni dalla sua scomparsa la figlia Angela Ferracci con la sua Associazione Culturale Anna Dente in collaborazione con REDORI – Rete Donne della Ristorazione Italiana, nato nel ricordo dell’Ostessa di San Cesareo, mantiene vivo il desiderio della madre di non “dimenticare quanto fatto”. Da questa raccomandazione speciale prende vita una rete di donne che alla cucina e al cibo sono legate per mestiere e passione, non solo un amarcord di un personaggio che si è fatto amare come Anna Dente, ma uno strumento che si pone l’obiettivo di valorizzare, di dare spazio e luce ad altre tante donne e professioniste dell’enogastronomia.

Anna Dente è stata, infatti, figura emblematica della cucina popolare: contadina, macellaia e cuoca, riconosciuta dalla Regione Lazio come ambasciatrice della cucina romana e laziale. La sua attività, che ha saputo coniugare tradizione e apertura all’innovazione, rimane il punto di riferimento etico e culturale che ispira il premio istituito da sua figlia, Angela Ferracci. “Con questo premio – racconta Ferracci- voglio ricordare tutte le ostesse che sono state poi riconosciute come grandi chef, soprattutto agli albori dei primi anni del Novecento, alle quali non è mai stato riconosciuto e valorizzato il loro effettivo contributo alla storia della gastronomia”. E continua: “Mia madre era una donna del suo tempo, aveva un carattere molto forte, ma era molto sensibile al tema del maschilismo perché l’aveva vissuto sulla sua pelle”. Non solo cucina, ma anche etica, inclusività e riflessioni fondamentali per vincere e superare limiti e stereotipi che la ristorazione, come altri settori, si porta dietro a traino.


Il premio Anna Dente 2025

Proprio lo sorso lunedì 3 novembre le Officine Farneto hanno ospitato nell’ambito di Excellence Food Innovation la seconda edizione del Premio Internazionale Anna Dente “Ostessa”, appuntamento ideato dalla Ferracci e promosso dall’Associazione Culturale Anna Dente. Angela Ferracci ha sintetizzato così la serata: «Questa premiazione è la prova che una memoria può diventare progetto: non celebriamo soltanto il passato, ma l’impegno quotidiano di queste donne che continuano a far vivere le comunità attraverso il cibo».  L’evento riconferma il valore e la portata del progetto, dove memoria, racconto personale e ricerca culturale si misurano con il bisogno concreto di riconoscimento e visibilità per le professioniste del cibo.

45 le donne premiate scelte dal Comitato Scientifico – dove compaiono il giornalista Bruno Gambacorta, la prof.ssa Giovanna Frosini, il prof. Tommaso Lucchetti e la coordinazione scientifica di Diana Babic. La cerimonia è stata un susseguirsi di testimonianze e momenti simbolici come la consegna del riconoscimento alla Donna dell’Imprenditoria nella ristorazione, attribuito a Stefania Moroni (Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano), e il premio alla memoria per Aimo Moroni, consegnato nel corso della manifestazione. Bella e sentita la testimonianza dello chef Ernesto Iaccarino, che ha ricevuto il premio speciale “Amici di Anna”, e che ha ricordato: “Ci sentivamo molto spesso. Il nostro è stato un confronto continuo, che mi ha molto arricchito. Ci sono persone che entrano nelle nostre vite e lasciano un segno indelebile. Anna è stata una di quelle”.

Nuovi progetti: il Museo delle Donne della Ristorazione – Anna Dente,  

Durante la cerimonia di premiazione è stato inoltre annunciato ufficialmente il progetto del Museo delle Donne della Ristorazione – Anna Dente, un archivio e uno spazio di ricerca destinato a conservare strumenti, divise, ricette e memorie delle protagoniste femminili della cucina italiana. Un museo che racconta la storia delle donne ai fornelli, di professioniste: cuoche, chef, imprenditrici del gusto che nel presente e nel passato hanno lasciato un segno nelle cucine professionali. L’idea è quella di costruire un luogo che raccolga testimonianze, ricordi e voci femminili della ristorazione, un modo per ripercorrere l’evoluzione del ruolo delle donne nelle cucine professionali italiane e non solo. Riservo ancora su data e luogo dell’apertura.

I riconoscimenti per il Premio Internazionale Anna Dente “Ostessa” 2025

Sezione “Amici: Riconoscimento Speciale per l’amicizia con Anna Dente”

  • Giada Desideri
  • Luca Ward
  • Benito Morelli
  • Federica de Denaro
  • Aimo Moroni (premio alla memoria)
  • Nadia Giuntoli Moroni (Premio Speciale “Ostessa Mater”)
  • Ernesto Iaccarino

Premi principali – Premio Internazionale Anna Dente “Ostessa” 2025

  • Donna dell’imprenditoria nella ristorazione: Stefania Moroni – Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano.
  • Donna Chef / Patronne: Sara Scarsella – Sintesi, Ristorante Ariccia (1 stella Michelin).
  • Donna di Sala: Carla Scarsella – Sintesi, Ristorante Ariccia.
  • Donna Chef della Pizza: Sara Longo – Pizza Chef, Roma.
  • Donna della Pizza “comunitariocentrica”: Federica Mignacca – Scuola Italiana Pizzaioli, Torino.
  • Donna della Norcineria: Daniela Rapa – Macelleria Rapa dal 1951, Monteporzio Catone
  • Donna della Macelleria: Antonella Pompili – Macelleria Rapa dal 1951, Monteporzio Catone
  • Donna dell’imprenditoria nella ristorazione e nel cerimoniale: Sabrina Morelli – Benito al Bosco, Velletri.
  • Donna Chef della tradizione e delle star: Daniela Morelli – Benito al Bosco, Velletri.
  • Donna ambasciatrice della cultura enogastronomica italiana in Francia: Alessandra Pierini – Parigi.
  • Donna della Pasticceria: Federica Pucciariello – Aleph Rome Hotel by Hilton.
  • Donna del Vino: Sara Checchelani – Sommelier, Ristorante Materia Prima, Pontinia (Latina).
  • Donna dell’Olio: Irene Guidobaldi – Azienda Olio Flaminio Matigge, Trevi (Perugia).
  • Donna Chef dell’arte e del gusto: Jolanda Lanero – Ristorante L’Alice Innamorata, Noli (Savona).
  • Ostessa custode della gastronomia locale e della cucina monastica: Ermetina Mira – Hotel Ristorante San Giacomo, Monteprandone (Ascoli Piceno).
  • Ostessa custode degli antichi saperi gastronomici: Alessia Morabito – Modena.
  • Ostessa Custode della Romanità gastronomica: Roberta Pepi del Ristorante da Robertino – Roma
  • Ostessa custode delle materie prime: Fabrizia Mirci – Ristorante Fontana Vecchia, Frascati.
  • Donna Chef tradizione e innovazione: Naomi Spaziani – Lady chef Lazio, Ferentino (Frosinone).
  • Donna Chef del gusto e della poesia: Catia Ciofo – Perugia.
  • Donna della letteratura enogastronomica: Alessandra Guigoni – antropologa culturale, autrice dell’Enciclopedia enogastronomica della Sardegna (IED Cagliari).
  • Donna narratrice del cibo: Gemma Gaetani – food writer, La Verità, Roma.
  • Donna dell’arte bianca: Verdiana Gordini e Associazione delle Mariette – Forlimpopoli.
  • Donna manager della cultura gastronomica: Laila Tentoni e Fondazione Casa Artusi – Forlimpopoli.
  • Donna dell’arte bianca: Francesca Grosso e Associazione Sfogline Bologna e provincia – Bologna.
  • Donna della lingua, dei testi e della cultura gastronomica per la ricerca scientifica: Giovanna Fròsini – Coordinatrice nazionale Atliteg, Università per Stranieri di Siena.
  • Donna della divulgazione scientifica sulla lingua del cibo: Monica Alba – ricercatrice Atliteg, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
  • Donna Chef per la ristorazione di quartiere: Ornella De Felice – Fase Osteria, Roma.
  • Donna Chef ricerca e innovazione: Flavia Ercoli – Ristorante Futura, Roma.
  • Donna dell’organizzazione e marketing enogastronomico del territorio: Irene Fossa – Parma.
  • Donna della consulenza enogastronomica: Manuela Mancino – food hunter, Roma.
  • Donna della cultura dell’associazionismo gastronomico: Sonia Re – giornalista e direttore generale APCI, Milano.
  • Donna della storia e cultura gastronomica (tesi di laurea in Scienze Gastronomiche – Università di Parma): Benedetta Mostratisi – Domodossola (Verbania).
  • Donna artista e custode della storia del cioccolato: Paola Cabalà – L’Officina del Cioccolato / Pasticceria Grandazzi, Domodossola (Verbania).
  • Donna artista e custode della storia del cioccolato: Alessandra Cabalà.
  • Donna artista e custode della storia del cioccolato: Cristiana Cabalà.
  • Donna del giornalismo enogastronomico: Giusy Ferraina – direttrice Radio Food; autrice di Pizza (re)connection.

Premio Internazionale Anna Dente Ostessa 2025