Lo scorso 6 ottobre è stato pubblicato il volume “Povertà e insicurezza alimentare in Italia. Dalla misurazione alle politiche”. Con lo scopo di andare oltre lo stereotipo della fame solo come grave difficoltà di accesso al cibo, gli autori, ricercatori dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare (OIPA), analizzano cause e conseguenze del fenomeno in termini sociali, economici e politici.
L’accesso alle risorse alimentari è vincolato da dinamiche sociali, economiche, territoriali e politiche. La disponibilità di cibo, infatti, non implica necessariamente che tutti abbiano tavole da imbandire adeguatamente ai principi nutrizionali, alle tradizioni della cultura di appartenenza e che ad ognuno sia garantita la possibilità di scelta. Al contrario, sempre più persone sono costrette a riempire il carrello della spesa al meglio delle proprie possibilità, anche se dovessero essere davvero ridotte, talvolta accettando compromessi che sul lungo termine possono risultare dannosi per la salute.
Ciò che dà vita a questa dinamica, ad oggi ricorrente, non è una scelta di vita sbagliata, un vezzo o una visione estremista; è, invece, il risultato di carenze ambientali, istituzionali ed economiche che sono alla base della società, e che limitano le capacitazioni (dal concetto capabilities, in inglese) dei singoli, ovvero la possibilità per le persone di agire in maniera autonoma ed assicurarsi un’alimentazione adeguata.
Il volume Povertà e insicurezza alimentare in Italia. Dalla misurazione alle politiche, si pone proprio l’obiettivo di scandagliare queste dinamiche, osservarle attentamente e rivendicare il diritto al cibo, anche in un paese dove sembra che ribadirlo non sia necessario.Mettendo in evidenza l’attuale situazione italiana, ed offrendo un focus sulla Città Metropolitana di Roma, gli autori riportano alla luce il fenomeno sommerso dell’insicurezza alimentare e dimostrano, attraverso un approccio integrato, come le sue cause e conseguenze rientrino in un campo più ampio della sola disponibilità di risorse alimentari.
Gli autori
Gli autori e curatori del volume fanno parte dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare (OIPA), un laboratorio di ricerca nato dall’associazione CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente) nel 2022.
Davide Marino è direttore scientifico dell’OIPA e professore di Economia e politica agroalimentare presso l’Università degli Studi del Molise. Ha scritto questo libro con Daniela Bernaschi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Firenze e l’OIPA, esperta in Disuguaglianze sociali, povertà e sistemi alimentari sostenibili e inclusivi, e Francesca Benedetta Felici, ricercatrice dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare e dottoranda in Geografia umana presso La Sapienza Università di Roma.
Il libro è arricchito da contributi di esperti nelle materie trattate e fonti autorevoli come FAO, WHO e ISTAT, tra gli altri.



Dalla teoria alla pratica
Passando da un approccio teorico a proposte pratiche, il volume si compone di quattro macro-sezioni, affrontate sempre tenendo conto della multidimensionalità del fenomeno. La prima sezione, infatti, pone basi teoriche sulla povertà e l’insicurezza alimentare, spiegandone lo stretto rapporto con le disuguaglianze sociali su scala locale e globale. Nella seconda sezione si analizzano le diverse sfaccettature dell’insicurezza alimentare: quella economica, fisica e nutrizionale, con un capitolo dedicato allo spreco alimentare. Per continuare si dà un occhio all’interdipendenza delle comunità, individuando le possibilità di contrasto all’insicurezza alimentare offerte dalla cosiddetta filiera della solidarietà, spesso risposte che si sostituiscono alle carenze istituzionali. Infine, si passa alla pratica: ponendo l’attenzione alle food policies, si avanzano proposte che possano intercettare le necessità dei cittadini su scala globale, nazionale ma, soprattutto, territoriale, laddove le politiche nazionali non sempre riescono ad arrivare adeguatamente.
Informazioni
Il volume, edito Franco Angeli, è disponibile cartaceo in tutte le librerie, oppure attraverso e-commerce; altrimenti è reperibile online in open access.
È doveroso concludere con parole degli autori che rappresentano l’auspicio di questo libro e quello per il nostro futuro: Il diritto al cibo richiede politiche capaci di agire su più livelli, trasformando gli ambienti alimentari in spazi di equità e accessibilità. Non basta rispondere alla povertà: occorre costruire le condizioni affinché il cibo sia davvero un diritto vissuto, radicato nei territori e nelle comunità.





