Massimiliano Prete e Roberto Davanzo firmano un nuovo panettone per questo Natale 2025: Panettone Unico. Due maestri dei lievitati, due grandi nomi della pizza, due visioni per un Unico racconto e se state pensando che si tratti dell’ennesimo panettone da pizzaiolo, tutto ciò è vero solo per metà.
L’idea di questo lievitato, limited edition disponibile solo in 200 pezzi, è nata da un forte rapporto di amicizia – e non dallo spirito natalizio – che si è consolidato nel tempo e che ha visto i due maestri d’arte bianca protagonisti di vari eventi a quattro mani e non solo. Non ultimo il Bob Fest, dove Prete è stato ospite di più edizioni, realizzando in quella del 2025 – in collaborazione con il padrone di casa – il Bacio di Calabria, una fragrante conchiglia sfogliata, ripiena di battuta di manzo, porcini arrosto affumicati, spuma di nocciole di Cardinale e polvere di cacao.
Il Panettone Unico
In questo Natale l’incontro fra nord e sud si rinnova con questo grande lievitato dal nome emblematico che nasce proprio dall’incontro tra due alchimie che dialogano senza sovrapporsi. Massimiliano Prete firma l’impasto pensato per accogliere e sostenere una stratificazione aromatica profonda ed elegante, mentre Roberto Davanzo cura il topping, che si basa interamente sui contrasti e sulla memoria
Ingredienti selezionati che rappresentano a pieno la personalità Davanzo e portano avanti il suo legame profondo con il territorio, leitmotiv della filosofia dell’alchimista: albicocca profumata al pepe cubebe, cioccolato affumicato, mou e anice nero silano
Ingredienti che riescono ad alternarsi in un equilibrio fatto di dolcezza con note speziate e balsamiche. Il gusto è elegante, con una dolcezza controllata data dall’albicocca pepata e una parte aromatica dominante e avvolgente regalata dall’anice nero.

Chi è Massimiliano Prete
Massimiliano Prete arriva in Piemonte dalla Puglia, portando con sé in valigia la sua passione per gli impasti che nutre dall’età di 15 anni, e si afferma come pizzaiolo e pasticcere tra Asti e Saluzzo. Nel 2011 apre Teatro del Gusto, seguito nel 2014 da Gusto Divino, tra le prime pizzerie gourmet piemontesi, segnando il suo ingresso nella rivoluzione della pizza contemporanea. Il lavoro di Prete si può sintetizzare in tecnica, materia prima e visione gastronomica. Con il suo lavoro e i progetti che porta avanti, come Gusto Madre ad Alba (2016) e a Torino (2017) Prete viene riconosciuto da pubblico e critica come maestro lievitista: i suoi impasti sono il cuore della sua “pizza gastronomica”, innovativi, digeribili e frutto di continua ricerca. Oggi è a capo di Sestogusto a Torino, così chiamato in omaggio al “sesto gusto”, quello che ci fa amare pane e pizza e nel 2024, dopo la chiusura di alcuni suoi locali, torna alle origini per realizzare un sogno: a Saluzzo apre Massimiliano Prete LAB, un laboratorio dedicato allo studio e alla produzione dei suoi lievitati.
Chi è Roberto Davanzo
Roberto Davanzo, calabrese, muove i primi passi nella ristorazione a 15 anni come lavapiatti. È lì che nasce una passione destinata a diventare mestiere e visione. Nel 2016, insieme ad Anna Rotella, apre a Montepaone BOB Alchimia a Spicchi: prima panificio e pizza d’asporto, poi pizzeria con sala, spinta da un successo immediato. In pochi anni arrivano i riconoscimenti: ingresso nella guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, premio per la miglior pizza dolce nel 2019 e, nel 2020, il trasferimento in una nuova sede con un menu più ampio e una sezione dedicata alle pizze dolci. Il suo stile è inconfondibile: impasti ad alta idratazione, cornicione pronunciato ma leggero, croccantezza ai bordi e grande scioglievolezza al centro.
Le sue pizze raccontano la Calabria, tra creatività e memoria. Nel 2021 lancia BOB Drive, pizza in versione drive-through, premiata come miglior street food regionale. Oggi Davanzo continua a innovare e a fare cultura, grazie alle sue solide radici e uno sguardo dritto al futuro, anche con il BOB Fest, il primo festival calabrese interamente dedicato alla pizza e al cibo come strumento sinergico e conviviale.





