Oraculum è un nuovo amaro made in Calabria con una storia da scoprire. Lo abbiamo provato in anteprima e vi raccontiamo com’è.
La leggenda narra che la ricetta fu rinvenuta da Antonio, appassionato esploratore, in un’antica pergamena tra i resti del tempio greco Apollo Aleo a Cirò marina, in provincia di Crotone. All’interno vi era descritta una combinazione di erbe aromatiche del territorio calabrese, come il finocchietto, la ruta, l’assenzio, l’alloro e la liquirizia. Ma il vero incanto stava nell’ingrediente più raro e prezioso: la genziana, una pianta dalle proprietà digestive. La ricetta dell’amaro divenne un segreto di famiglia, considerato un dono divino.
Oggi, Bernardo Romano, discendente diretto di quella famiglia che per generazioni ha custodito il segreto di quella ricetta, ha deciso di dare nuova vita all’amaro che, con tanta passione e sacrificio, il suo antenato Antonio aveva creato. Le erbe vengono selezionate con cura nei campi che ancora oggi riecheggiano del profumo della Magna Grecia. Bernardo non si è limitato a produrre l’amaro: ha scelto di restituirgli la fama che, secondo lui, meritava fin dall’inizio, consapevole che ogni goccia di quel liquido racchiude una storia, un mistero e la forza di un’eredità che non va mai dimenticata, perché il passato può sempre illuminare la strada del futuro.

Com’è fatto Oraculum
Nasce così Amaro “Oraculum”, un infuso di erbe e mistero, che trae origine da un’antica formula tramandata nel silenzio dei secoli e affinato in botti di rovere che un tempo contenevano il vino degli dèi – il Gaglioppo. Sempre come narra la leggenda non solo una bevanda, ma un’offerta sacra, un dono destinato agli dèi attraverso la voce dell’oracolo, che vegliava nel tempio di Apollo Aleo, nell’area sacra di Punta Alice a Cirò Marina. Da qui nasce il nome Oraculum, un dono destinato agli dèi che viene impreziosito con l’affinamento in botti di Rovere dove il Gaglioppo è invecchiato e maturato. Andando in dettaglio questo amaro mette insieme ruta, alloro, genziana, finocchietto selvatico, liquirizia, sambuco, rosmarino.
Oraculum, le nostre note di assaggio
Colore ambrato scuro con riflessi intensi dati dall’infusione di erbe e dal passaggio in botti di rovere precedentemente contenenti Gaglioppo. La consistenza è densa, quasi oleosa, con gocce lente sul bicchiere. Note erbacee e balsamiche di ruta, finocchietto selvatico e rosmarino. E poi accenti amaricanti e terrosi di genziana e liquirizia con uno sfondo dolce e floreale dato dal sambuco. Un sentore antico di legno e vino rosso (Gaglioppo), che richiama la botte di rovere e aggiunge profondità. Al palato ha un attacco deciso e amaricante, tipico della genziana e della ruta. Evolve in complessità. Un prodotto adatto a fine pasto e secondo noi perfetto anche in meditazione.
Gli amari di Calabria, eccellenza regionale
Negli ultimi anni, la Calabria ha visto una vera e propria esplosione nella produzione di amari, conquistandosi un posto d’onore sulla scena internazionale. Oggi, parlare di amari d’eccellenza significa inevitabilmente parlare di Calabria. Il segreto di questo successo? Ricette mai scontate, tramandate con passione, e soprattutto l’uso sapiente di erbe spontanee e piante autoctone che raccontano, in ogni goccia, l’anima autentica di questa terra.
Basta un sorso per sentire la voce antica del territorio: una sinfonia di aromi che parla di montagne, sole, mare e tradizioni. Tra tutte le eccellenze calabresi, spicca un legame profondo e quasi mistico con la natura: è da questo rapporto intimo con le piante che nascono prodotti inimitabili. Come gli amari calabresi — veri ambasciatori liquidi di una terra indomita e generosa.





